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Focus Focus

Il regime fiscale della differenza da recesso da società di persone

10 Novembre 2021 | di Simone Marzo

Cass. Civ.

Regimi contabili e fiscali

Con l'ordinanza n. 24671 del 14 settembre 2021 la Cassazione si è pronunciata sugli effetti fiscali conseguenti al recesso di un socio da una società di persone. L'argomento non è del tutto nuovo, atteso che alcuni chiarimenti al riguardo erano già stati forniti dall'Agenzia delle Entrate nella risoluzione n. 64/E del 25 febbraio 2008, il cui contenuto è richiamato (e confermato) anche dai Giudici di legittimità; la pronuncia appare comunque interessante in quanto, oltre a confermare la posizione già espressa dall'Amministrazione Finanziaria, offre ulteriori chiarimenti su aspetti specifici della questione, con particolare riguardo al criterio di imputazione temporale applicabile nel caso di specie alle componenti reddituali connesse alla vicenda.

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News News

Cartella di pagamento a seguito di sentenza passata in giudicato e obbligo di motivazione

08 Novembre 2021 | di Francesco Brandi

Cass. civ., sez. trib.

Cartelle esattoriali

Rimessa alle Sezioni Unite la questione relativa all’onere motivazionale della cartella di pagamento gravante sull’amministrazione finanziaria in ordine ai criteri di calcolo degli interessi.

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Casi e sentenze Casi e sentenze

Il principio di non contestazione vale solo sul piano probatorio

08 Novembre 2021 | di La Redazione

CTR Sicilia, Palermo

CTR Sicilia, Palermo, sez. X, 9 agosto 2021, n. 7315.pdf

Mezzi di prova

Nel giudizio tributario il principio di non contestazione trova applicazione sul piano probatorio, non già su quello delle allegazioni, poiché la specificità di detto giudizio comporta che la mancata presa di posizione dell’Ufficio...

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Focus Focus

Dubbi di legittimità costituzionale sull'attribuzione alla giurisdizione tributaria delle controversie di diniego del contributo COVID-19

08 Novembre 2021 | di Massimo Romeo

Giurisdizione e competenza

Il legislatore emergenziale, al fine di sostenere i soggetti colpiti dall'emergenza epidemiologica "Covid-19”, con l'art. 25 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (c.d. Decreto Rilancio) ha riconosciuto “un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti esercenti attività d'impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA, di cui al testo unico delle imposte sui redditi approvato con d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917”. Tale contributo non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi, non rileva altresì ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del TUIR né concorre alla formazione del valore della produzione netta di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (Irap). La procedura per l'ottenimento del suddetto contributo prevede la presentazione di una istanza, esclusivamente in via telematica, all'Agenzia delle Entrate con l'indicazione della sussistenza dei requisiti richiesti. Qualora il contributo sia in tutto o in parte non spettante, anche a seguito del mancato superamento della verifica antimafia, l'Agenzia delle Entrate recupera il contributo non spettante (comma 12), irrogando le sanzioni in misura corrispondente a quelle previste dall'articolo 13, comma 5, del d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 471 e gli interessi dovuti ai sensi dell'articolo 20 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, in base alle disposizioni di cui all'articolo 1, commi da 421 a 423, della legge 30 dicembre 2004, n. 311. L'ultimo alinea del comma 12 prevede che “per le controversie relative all'atto di recupero si applicano le disposizioni del d.lgs. 31 dicembre 1992 n. 546.”.

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Casi e sentenze Casi e sentenze

Non si può detrarre l’IVA se l’operazione è antieconomica

05 Novembre 2021 | di La Redazione

CT II Trento

IVA

In tema di IVA, non è consentito all’Amministrazione rideterminare il valore delle prestazioni e dei servizi acquistati dall’imprenditore escludendo il diritto alla detrazione, salvo che dimostri l’antieconomicità...

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News News

Agevolazione “prima casa”, nuovi criteri introdotti dal legislatore e applicazione del principio del favor rei: la parola alle SS.UU.

05 Novembre 2021 | di La Redazione

Cass. civ., sez. trib.

Prima casa

Posto che il legislatore ha modificato i presupposti di applicazione dei benefici "prima casa" variando i parametri di identificazione degli immobili agevolabili, ben potrebbe accadere che lo stesso immobile che non poteva fruire dei benefici, in quanto "di lusso" in base al d.m. 2 agosto 1969, possa invece oggi accedere alla tassazione di favore per effetto del regime sopravvenuto. E per l’applicazione del tributo? Questione rimessa alle Sezioni Unite.

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Focus Focus

Transazione fiscale: il fisco si pronuncia sull'omologazione forzosa, sul caso di condotte fraudolente e sulle imprese in liquidazione

05 Novembre 2021 | di Giulio Andreani

Transazione fiscale

Le azioni sono spesso più eloquenti delle parole. Lo confermano alcuni recenti atti con cui l'Agenzia delle Entrate, anche attraverso l'Avvocatura dello Stato nell'ambito di procedimenti giudiziari, ha espresso la propria posizione in merito a temi centrali della transazione fiscale, che non aveva trattato o aveva affrontato in modo meno puntuale ed esplicito, con le circolari dedicate alla disciplina di tale istituto.

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Giurisprudenza commentata Giurisprudenza commentata

Giurisdizione tributaria e atti esecutivi

04 Novembre 2021 | di Giovambattista Palumbo

Cass. Civ.

Giurisdizione e competenza

Sussiste la giurisdizione del giudice tributario su tutti i fatti incidenti sulla pretesa fiscale verificatisi fino alla notifica della cartella, ovvero fino al pignoramento in caso di notifica invalida, rimanendo al giudice ordinario la sola cognizione sulle questioni inerenti alla legittimità formale del pignoramento, a prescindere dalla notifica della cartella, oltreché la cognizione sui fatti incidenti sulla pretesa azionata verificatisi dopo la notifica della cartella e comunque una volta che l'esecuzione tributaria sia stata avviata.

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Giurisprudenza commentata Giurisprudenza commentata

Imponibili i proventi da appropriazione di somme su conto cointestato in danno del coniuge

03 Novembre 2021 | di Aldo Natalini

Cass. civ., sez. VI-T

IRPEF

In tema di imposte sui redditi, i proventi derivanti da fatti illeciti, rientranti nelle categorie reddituali di cui all'art. 6, comma 1, TUIR, devono essere assoggettati a tassazione anche se il contribuente è stato condannato alla restituzione delle somme illecitamente incassate ed al risarcimento dei danni cagionati o se in capo all'autore del reato sussisteva l'intenzione di non trattenere le ricchezze percepite nel proprio patrimonio....

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La Bussola LA BUSSOLA

Accertamento integrativo

02 Novembre 2021 | di Sonia Pucci

L’Amministrazione finanziaria è autorizzata a svolgere un solo atto di rettifica per ogni periodo d’imposta, ad eccezione dei casi in cui venga svolto un accertamento di tipo integrativo e parziale. Sull’accertamento integrativo, l’art. 43, co. 3, D.P.R. n. 600/73, prevede che “nell’avviso devono essere specificatamente indicati a pena di nullità, i nuovi elementi e gli atti o fatti attraverso i quali sono venuti a conoscenza dell’ufficio delle imposte”. I fatti sui cui basarsi sono da considerarsi “nuovi” se non fossero conosciuti né potevano esserlo durante la precedente attività istruttoria. Gli elementi su cui si basa il nuovo accertamento devono quindi essere: rinvenuti in epoca successiva al primo accertamento; tali da modificare, nella sostanza, l’oggettività del presupposto d’imposta. La rettifica non deve necessariamente riguardare attività diverse da quelle già considerate, perché la norma non pone limiti all’oggetto dell’integrazione.

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