Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Valido l'avviso di accertamento firmato digitalmente e notificato in formato cartaceo

18 Marzo 2021 | di Matteo Pillon Storti

Cass. Civ., sez. trib.

PEC

La Corte di Cassazione è stata chiamata ad esprimersi riguardo la legittimità degli atti impositivi in formato elettronico firmati digitalmente e sottoscritti in copia cartacea conforme all'originale. La Corte ha chiarito che, le norme del cd. Codice dell'Amministrazione Digitale, sono applicabili anche alle funzioni istituzionali di accertamento svolte dall'Agenzia delle Entrate, mentre non possono essere applicate alle attività e funzioni “ispettive e di controllo fiscale”. Tale decisione è stata motivata da un'approfondita valutazione riguardante la differenza fra attività accertativa e attività preliminare di verifica e controllo. In secondo luogo, i Giudici di legittimità hanno confermato l'inesistenza di alcun necessario collegamento tra documento informatico e notifica a mezzo PEC. Da ciò ne deriva che nulla impedisce la notifica secondo le regole ordinarie della notifica a mezzo posta di una copia analogica di un documento informatico conforme all'originale.

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Giudizio di ottemperanza ed effettività della tutela del credito vantato

16 Marzo 2021 | di Antonella Lucarelli

CTR Lombardia, Milano

Giudizio di ottemperanza

Il giudizio di ottemperanza, nell'ambito del processo tributario, deve garantire l'effettiva realizzazione del diritto riconosciuto al contribuente mediante la sentenza di annullamento dell'atto impugnato. Non può considerarsi sufficiente l'invio, da parte dell'ente impositore, della comunicazione, all'ente della riscossione, del rimborso degli importi non dovuti. Il credito deve trovare effettivo e concreto soddisfacimento mediante la restituzione delle somme pagate in corso di causa, sulla base di un atto, poi, dichiarato illegittimo in sentenza.

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Il mancato riversamento del PREU integra gli estremi del delitto di peculato: la pronuncia delle Sezioni Unite Penali

11 Marzo 2021 | di Jacopo Lorenzi

Cass. Pen., SS.UU.

Redditi diversi

Integra il reato di peculato la condotta del gestore o dell’esercente degli apparecchi da gioco lecito di cui all’art. 110, sesto e settimo comma, Tulps, che si impossessi dei proventi del gioco, anche per la parte destinata al pagamento del PREU, non versandoli al concessionario competente.

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“Sede effettiva”: ha rilievo il luogo in cui vengono adottate le decisioni strategiche

08 Marzo 2021 | di Ignazio Gennaro

CTP Trapani

Esterovestizione

In tema di “esterovestizione”, ai fini delle Imposte sul reddito, si considerano “residenti” le società che per la maggior parte del periodo di imposta hanno la “sede legale” o dell'amministrazione nel territorio dello stato. Per “sede legale” deve intendersi quella “effettiva”: ovvero il luogo dove hanno concreto svolgimento le attività amministrative, decisionali e di direzione della società. L'onere della prova della sussistenza dei presupposti impositivi previsti dall' art. 73 del Tuir e dell'eventuale “controllo di fatto” spetta all'Agenzia delle entrate.

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La Corte di Cassazione ribadisce la condanna alle spese per il soccombente anche se l'Ufficio si difende con propri funzionari

05 Marzo 2021 | di Annamaria Fasano

Cass. civ., sez. trib.

Spese di lite

In tema di contenzioso tributario, nell'ipotesi in cui l'Ufficio (nella specie ente comunale) si difenda in giudizio a mezzo di propri funzionari, e risulti vittorioso, ai sensi dell'art. 15, comma 2 bis, del d.lgs. n. 546 del 1992 (applicabile ratione temporis a seguito delle modifiche introdotte con d.l. 24.1. 2012 n.1, convertito con modificazioni dalla l. n. 27 del 2012), il contribuente soccombente è tenuto al pagamento delle spese di lite, commisurate al compenso spettante agli avvocati, con la riduzione del venti per cento dell'importo complessivo, ivi previsto.

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Circolazione dei crediti delle procedure concorsuali: possibilità di cessione anticipata rispetto alla chiusura del periodo d'imposta

01 Marzo 2021 | di Stanislao De Matteis

Cass. Civ., SS.UU.

IRES

In tema di circolazione dei crediti delle procedure concorsuali, posto che il credito IRES da eccedenza d'imposta versata a titolo di ritenuta d'acconto nasce in esito e per l'effetto del compimento delle attività di liquidazione, di modo che la dichiarazione concernente il maxi-periodo concorsuale comporta soltanto la rilevazione di un credito già sorto, valida ed efficace tra cedente e cessionario è la cessione di quel credito operata dal commissario liquidatore di una società sottoposta a liquidazione coatta amministrativa antecedentemente alla cessazione della procedura, benché non rispondente ai requisiti formali stabiliti dal regolamento sulla contabilità generale dello Stato; laddove il contratto stipulato dopo la cessazione della procedura, che risponda a quei requisiti, si traduce in una riproduzione contrattuale, la quale costituisce un adempimento dovuto, funzionale a consentire al cessionario di far valere nei confronti del fisco il credito che gli è stato ceduto.

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Niente spese processuali per il contribuente soccombente nel merito se l'AdE è stata in giudizio senza difensore

25 Febbraio 2021 | di Francesco Spina

Cass. Civ.

Assistenza tecnica

Il contribuente che sia risultato soccombente in un grado tributario di merito, con rigetto del ricorso di primo grado o in appello, non può essere condannato al pagamento delle spese processuali, qualora l'Agenzia delle Entrate si sia difesa attraverso i funzionari del proprio ufficio legale. Al più l'Agenzia delle Entrate può solo pretendere il rimborso delle spese generali se supportate da specifica ed apposita nota spese. La rifusione delle spese, in tal caso, può avvenire soltanto qualora l'ente si sia avvalso dell'Avvocatura di Stato.

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L’acquisto di azioni proprie, preceduta dalla rivalutazione delle stesse, non è “abusivo” del diritto

22 Febbraio 2021 | di Fabio Gallio

CTR Veneto, Venezia

azioni e quote

Con la sentenza del 4 gennaio 2021, n. 30, la Commissione Tributaria Regionale del Veneto ha sancito che un’operazione di cessione di partecipazioni, il cui valore, precedentemente all’operazione, è stato rivalutato ex Legge n. 448 del 2001 e successive modifiche, con il pagamento di un’imposta sostitutiva, non può essere considerata elusiva.

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Le società di comodo e la prova del c.d. test di operatività

18 Febbraio 2021 | di Francesco Martin

CTP Udine, sez. I

Società di comodo

Il fallimento dei c.d. test di operatività da parte di una società istituisce una presunzione iuris tantum di inoperatività, che è onere della stessa vincere mediante una prova contraria che sia esplicativa dell'anomalia reddituale.

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In caso di rimborso IVA l’Amministrazione deve restituire anche il costo della fideiussione

15 Febbraio 2021 | di Francesco Brandi

Cass. civ., sez. trib.

IVA

L’Amministrazione finanziaria è tenuta a restituire al contribuente anche la fideiussione in caso di rimborso IVA. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 22720 del 20 ottobre 2020, ha accolto il ricorso di una società che aveva chiesto e incassato il rimborso dell’IVA ma chiedeva anche le spese sostenute per la fideiussione.

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