Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

IVA e ne bis in idem: la sentenza di assoluzione per reati fiscali determina l'ineseguibilità definitiva della sanzione amministrativa tributaria

10 Novembre 2020 | di Aldo Natalini

Cass. civ., sez. trib.

IVA

In materia di IVA, in relazione agli illeciti penal-tributari compresi all'interno del Titolo II del D.Lgs. n. 74/2000 va escluso che il procedimento amministrativo sanzionatorio debba essere dichiarato improcedibile in ragione dell'intervenuta sentenza penale irrevocabile di assoluzione, ancorché pronunciata con l'ampia formula “perché il fatto non sussiste” la quale - previa sua producibilità in cassazione ex art. 372 c.p.c. laddove il contribuente intenda far valere, anche per la prima volta in sede di legittimità, la violazione del principio di ordine pubblico unionale del ne bis in idem- determina l'ineseguibilità definitiva della sanzione tributaria, ferma la necessità di accertare, in concreto, nel giudizio avente ad oggetto l'eventuale riscossione avviata dall'Ufficio, l'identità del “fatto” rispetto agli elementi costitutivi sia dell'illecito amministrativo tributario che della corrispondente fattispecie incriminatrice.

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Recidiva tributaria: legittima anche se le violazioni riguardano più periodi d'imposta e vengono contestate contemporaneamente

04 Novembre 2020 | di Ignazio Gennaro

CTP Catania, Sez. III

Sanzioni

In tema di sanzioni amministrative, ai fini dell'applicazione dell'istituto della “recidiva”, non è necessaria la definitività delle violazione della stessa indole contestate in relazione ai precedenti periodi di imposta. Pertanto, la “recidiva” può essere comminata anche nell'ipotesi in cui le violazioni riguardanti più periodi d'imposta vengano contestate contemporaneamente e con atti separati.

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Omesso versamento della maggiorazione dello 0,40% e misura della sanzione

29 Ottobre 2020 | di Francesco Brandi

Cass. civ. Sez. trib.

Omessa dichiarazione

L’omesso versamento della maggiorazione dello 0,4% non pregiudica per il contribuente il versamento nel lungo periodo delle imposte da Unico: si tratta, infatti, di un mero pagamento insufficiente. Di conseguenza la sanzione del 30% si applica solo sulla differenza non versata. Ad affermarlo è la Corte di cassazione con l'ordinanza n. 16645 del 4 agosto 2020 con cui ha accolto il ricorso di una società.

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Tassazione separata: sempre obbligatoria la notifica della comunicazione di liquidazione ex art. 36-bis d.P.R. n. 600/1973

26 Ottobre 2020 | di Giuseppina Sorrentino

Cass. civ., sez. trib.

Riscossione coattiva

In tema di riscossione delle imposte, l'art.1, co. 412, L. 30 dicembre 2004, n. 311, obbliga l'Agenzia delle Entrate, in esecuzione a quanto sancito dall'art. 6, co. 5, L. 27 luglio 2000, n. 212, a comunicare al contribuente l'esito dell'attività di liquidazione, effettuata ai sensi dell'art. 36-bis, D.P.R. n. 600/1973, relativamente ai redditi soggetti a tassazione separata, sicché l'omissione di tale comunicazione determina la nullità del provvedimento di iscrizione a ruolo, indipendentemente dalla ricorrenza o meno di incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione.

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“Saldo e stralcio” a maglie larghe: la soglia di mille euro va riferita alla singola partita di ruolo (e non all'importo complessivo della cartella)

22 Ottobre 2020 | di Aldo Natalini

Cass. civ., sez. trib.

Cartelle esattoriali

In tema di definizione automatica delle controversie mediante c.d. “saldo e stralcio”, ai fini dell'annullamento ai sensi dell'art. 4, comma 1, del D.L. n. 119/2018, conv., con modif., dalla L. n. 136/2018, dei debiti tributari la cui riscossione sia stata affidata agli agenti di riscossione nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2010, il limite di mille euro del valore del debito è riferito al «singolo carico affidato», per tale dovendo intendersi la singola partita di ruolo, e cioè l'insieme dell'imposta, delle sanzioni e degli interessi accessori, sicché vi rientrano le cartelle anche di importo complessivo superiore a detto valore, il cui singolo carico affidato all'agente della riscossione non superi l'importo di mille euro, costituendo oggetto dello stralcio ex lege il singolo debito e non l'importo complessivo della cartella.

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La responsabilità sanzionatoria del rappresentante di associazione non riconosciuta

16 Ottobre 2020 | di Giovambattista Palumbo

Cass. Civ. 17 settembre 2020

Enti no profit

La responsabilità personale e solidale di colui che agisce in nome e per conto dell'associazione non riconosciuta non è collegata alla mera titolarità della rappresentanza dell'associazione, bensì all'attività negoziale concretamente svolta per suo conto. Tale responsabilità non concerne, neppure in parte, un debito proprio dell'associato, ma ha carattere accessorio, anche se non sussidiario, rispetto alla responsabilità primaria dell'associazione, con la conseguenza che l'obbligazione, avente natura solidale, di colui che ha agito per essa è inquadrabile fra quelle di garanzia "ex lege", assimilabili alla fideiussione.

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Sì alla nota di accredito per il fornitore/prestatore anche nel caso in cui il relativo credito non sia stato insinuato nella procedura fallimentare

13 Ottobre 2020 | di Fabio Gallio

CGUE, 11 giugno 2020

Operazioni con l’estero

Secondo la Corte di Giustizia Europea, al fornitore/prestatore è concesso di emettere una nota di accredito anche nel caso in cui il relativo credito non sia stato insinuato nella procedura fallimentare.

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Rappresentanza processuale e difesa: Riscossione Sicilia spa può stare in giudizio con l'assistenza di Avvocati del libero Foro

09 Ottobre 2020 | di Ignazio Gennaro

CTP Catania, sez. XII

Capacità processuale e rappresentanza

L'art. 1 del D.L. 22 ottobre 2016 n. 193, che ha disposto lo scioglimento ope legis delle Società del Gruppo Equitalia e la loro cancellazione d'ufficio dal Registro delle imprese estinte anche in assenza delle relative procedure di liquidazione, non è applicabile in Sicilia.

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I ritardi della burocrazia incidono sul riconoscimento della natura di “società di comodo”

05 Ottobre 2020 | di Marta Basile, Claudio Sciancalepore

CTP di Bari

Società di comodo

Ai fini della disciplina sulle società non operative, l'Amministrazione finanziaria non può non tenere conto dei tempi burocratici, ordinariamente non brevi, per il rilascio di autorizzazioni o licenze, necessarie per realizzare i programmi produttivi che il contribuente intende attuare, con il conseguente venir meno di tutte le penalizzazioni.

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Il quadro della Suprema Corte in tema di indagini finanziarie. Nessuna apertura ma un richiamo ai valori generali del processo

29 Settembre 2020 | di Rossella Miceli

Cass. Civ., sez. trib.

Indagini finanziarie

La sentenza definisce il quadro attuale in materia di garanzie nelle indagini creditizie e finanziarie, che conferma le posizioni consolidate sulle presunzioni e sulla non obbligatorietà del contraddittorio endoprocedimentale. Richiamando i principi generali in materia di processo la sentenza chiarisce l'ammissibilità delle dichiarazioni di terzi e l'esistenza di un obbligo di analisi della documentazione fornita dal contribuente. La pronuncia risulta condivisibile negli aspetti sul processo ma conservativa nelle impostazioni generali sul procedimento. Le indagini finanziarie mantengono un assetto evidentemente poco garantista, ancora disallineato dai valori generali della collaborazione e della trasparenza.

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