Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Accertamento bancario su conti correnti intestati al convivente more uxorio

11 Dicembre 2020 | di Giovambattista Palumbo

Cass. Civ.

Accertamento con parametri presuntivi

In tema di accertamenti bancari su conti correnti intestati a convivente more uxorio, è consentito all'Amministrazione finanziaria procedere alla rettifica della dichiarazione su basi presuntive, utilizzando i dati relativi ai movimenti su tutti i conti correnti bancari del contribuente, anche se cointestati ad un terzo estraneo all'impresa. Opera quindi la presunzione legale in caso di contitolarità del conto corrente con il convivente con cui sussista uno stabile legame affettivo di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale.

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Chiusura della partita IVA senza previa fatturazione delle prestazioni già eseguite ad enti pubblici

07 Dicembre 2020 | di Angelo Ginex

Cass. civ., sez. trib.

Cass. civ., sez. trib., 16 ottobre 2020, n. 22517.pdf

IVA

In caso di cessazione dell'attività, ancorché l'articolo 6, comma 5, D.P.R. 633/1972 preveda l'esigibilità differita dell'imposta sul valore aggiunto, il contribuente può procedere alla chiusura della partita IVA, ove le prestazioni di servizi rese ad enti pubblici non siano state ancora remunerate, soltanto previa anticipazione della fatturazione di dette prestazioni e, quindi, dell'esigibilità dell'IVA rispetto al momento dell'effettivo incasso, con conseguente appostazione dell'ammontare d'imposta residualmente dovuto in relazione a tali prestazioni nell'ultima dichiarazione fiscale

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Tassazione fissa per la disposizione di beni in un trust autodichiarato

03 Dicembre 2020 | di Francesco Spina

Cass. Civ., sez. trib.

Trust

In ogni tipologia di trust l'imposta proporzionale non va versata né all'atto istitutivo, né a quello di dotazione, ma solo al trasferimento finale del bene al beneficiario. Questo anche nel caso del trust autodichiarato, per il quale la mancanza di un trasferimento patrimoniale intersoggettivo, rende ancor più evidente l'incongruenza dell'applicazione dell'imposta proporzionale sull'atto istitutivo e su quello di apposizione del vincolo all'interno di un patrimonio che rimane in capo allo stesso soggetto.

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Il presupposto impositivo del contributo consortile irriguo e la ripartizione dell'onere della prova

27 Novembre 2020 | di Claudio Sciancalepore

CTR Puglia, Bari

Mezzi di prova

In tema di contributi consortili, il beneficio oggetto dell'imposizione risiede nel vantaggio tratto dall'immobile a seguito dell'opera di bonifica riguardante, tra l'altro, la disponibilità irrigua. Spetta al contribuente contestare in modo puntuale e specifico che il proprio fondo non benefici della possibilità di avvalersi degli impianti irrigui consorziali nonché l'inclusione del proprio fondo nel piano di classifica.

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IRAP esclusa per l’attività di sindaco e amministratore svolta individualmente dal professionista dello studio associato

26 Novembre 2020 | di Gabriele Scuffi

CTR Lombardia, Milano

IRAP

Non realizza il presupposto impositivo, a carico della compagine professionale collettiva, l’esercizio da parte dei singoli associati anche dell’attività di sindaco o di componente di organi di amministrazione e controllo di enti o società, che avvenga in modo individuale e separato rispetto ad ulteriori attività espletate all’interno dell’associazione professionale, con onere a carico di quest’ultima della prova dell’assenza delle condizioni di legge che determinano l’imposizione e della possibilità di scorporare le diverse categorie di compensi, rispetto ad un’attività individuale rilevante quale organo di una compagine terza.

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Esclusa la responsabilità del liquidatore se non sono previamente accertati i debiti tributari della società

23 Novembre 2020 | di Antonio Scalera

Cass. Civ., Sez. VI-T.

Società di persone

La responsabilità del liquidatore rispetto agli obblighi sullo stesso identificati dal D.P.R. n. 602 del 1973, art. 36, comma 1 trova la sua fonte in un'obbligazione civile propria ex lege, in relazione agli artt. 1176 e 1218 c.c., ed è esercitabile a condizione che i tributi a carico della società siano stati iscritti a ruolo e che sia acquisita certezza legale che i medesimi non siano stati soddisfatti con le attività di liquidazione medesima.

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La formale conoscenza di una attività accertativa costituisce causa ostativa in materia di scudo fiscale

18 Novembre 2020 | di Debora Mirarchi

Cass. Civ. sez. trib.

Scudo fiscale

Non può essere invocata l'adesione allo scudo fiscale nelle ipotesi in cui, al momento della presentazione della dichiarazione riservata in materia di monitoraggio fiscale, di cui all'art. 13-bis D.L. 78/2009, il contribuente abbia “formale conoscenza” di un'attività accertativa, derivante dalla contestazione della natura “fittizia” della residenza fiscale estera. La conoscenza di una indagine fiscale, in qualunque modo verificatasi, deve ritenersi condizione ostativa all'applicazione dei benefici derivanti dallo scudo fiscale-ter, con la conseguenza che la dichiarazione riservata non preclude l'esercizio della potestà impositiva.

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Il riparto di giurisdizione nell'esecuzione tributaria

13 Novembre 2020 | di Lorenzo Gambi

Cass. Civ., SS.UU.

Giurisdizione e competenza

Le Sezioni Unite della Cassazione portano a compimento quanto statuito con la precedente sentenza n. 34447/2019, resa in ambito di contribuente sottoposto a procedura fallimentare. In quel caso, la Corte aveva riconosciuto la cognizione del giudice delegato, in sede di formazione dello stato passivo, sulle questioni relative alla sopravvenuta estinzione dell'obbligazione tributaria dopo la notifica della cartella esattoriale. Le Sezioni Unite, con l'ordinanza n. 7822/2020, fissano adesso la cognizione del giudice tributario sui fatti incidenti sulla pretesa fiscale verificatisi fino alla notifica della cartella ovvero fino al pignoramento in caso di notifica invalida della stessa.

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IVA e ne bis in idem: la sentenza di assoluzione per reati fiscali determina l'ineseguibilità definitiva della sanzione amministrativa tributaria

10 Novembre 2020 | di Aldo Natalini

Cass. civ., sez. trib.

IVA

In materia di IVA, in relazione agli illeciti penal-tributari compresi all'interno del Titolo II del D.Lgs. n. 74/2000 va escluso che il procedimento amministrativo sanzionatorio debba essere dichiarato improcedibile in ragione dell'intervenuta sentenza penale irrevocabile di assoluzione, ancorché pronunciata con l'ampia formula “perché il fatto non sussiste” la quale - previa sua producibilità in cassazione ex art. 372 c.p.c. laddove il contribuente intenda far valere, anche per la prima volta in sede di legittimità, la violazione del principio di ordine pubblico unionale del ne bis in idem- determina l'ineseguibilità definitiva della sanzione tributaria, ferma la necessità di accertare, in concreto, nel giudizio avente ad oggetto l'eventuale riscossione avviata dall'Ufficio, l'identità del “fatto” rispetto agli elementi costitutivi sia dell'illecito amministrativo tributario che della corrispondente fattispecie incriminatrice.

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Recidiva tributaria: legittima anche se le violazioni riguardano più periodi d'imposta e vengono contestate contemporaneamente

04 Novembre 2020 | di Ignazio Gennaro

CTP Catania, Sez. III

Sanzioni

In tema di sanzioni amministrative, ai fini dell'applicazione dell'istituto della “recidiva”, non è necessaria la definitività delle violazione della stessa indole contestate in relazione ai precedenti periodi di imposta. Pertanto, la “recidiva” può essere comminata anche nell'ipotesi in cui le violazioni riguardanti più periodi d'imposta vengano contestate contemporaneamente e con atti separati.

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