Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

No al cumulo giuridico per gli omessi versamenti

29 Aprile 2021 | di Francesco Brandi

Cass. civ.. sez. VI-T

Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti

Le violazioni tributarie che si esauriscono nel tardivo od omesso versamento dell'imposta risultante dalla dichiarazione fiscale non sono soggette all'istituto della continuazione disciplinato dall'art. 12, comma 2, del d.lgs. n. 472/1997, perché questo concerne le violazioni potenzialmente incidenti sulla determinazione dell'imponibile o sulla liquidazione del tributo, mentre il ritardo o l'omissione del pagamento è una violazione che attiene all'imposta già liquidata, per la quale l'art. 13 del d.lgs. n. 471/1997 dispone un trattamento sanzionatorio proporzionale ed autonomo per ciascun mancato pagamento. A sancirlo è la Cassazione che, con l'ordinanza n. 5744 del 3 marzo 2021, ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle entrate.

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Le nuove norme sul cram down si applicano ai concordati pendenti purché non siano iniziate le operazioni di voto

27 Aprile 2021 | di Lorenzo Gambi

Tribunale Rovigo

Transazione fiscale

L'art. 180, comma 4, l. fall. in tema di cram down nella transazione fiscale-contributiva, come modificato dall'art. 3, comma, 1-bis, lett. a), D.L. n. 125/2020, convertito con L. n. 159/2020, non si applica ai procedimenti nell'ambito dei quali, alla data del 4 dicembre 2020, fosse iniziata la fase delle votazioni per l'approvazione della proposta concordataria, considerata la natura (anche) sostanziale delle nuove norme.

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Rimessa alle SS.UU. la questione sulla natura della cartella ex art. 36-bis

23 Aprile 2021 | di Antonio Scalera

Cass. Civ., Sez. trib.,

Cartelle esattoriali

Pur aderendosi all'orientamento interpretativo secondo cui, in caso di cartella di pagamento emessa a seguito di controllo automatizzato, l'atto non rappresenta la mera richiesta di pagamento di una somma definita con precedenti atti di accertamento, autonomamente impugnabili e non impugnati, ma riveste anche natura di atto impositivo, appare opportuno l'intervento delle Sezioni Unite che ponga fine al perdurante contrasto giurisprudenziale registratosi in merito alla natura della cartella ex art. 36-bis d.P.R. 29.9.1973, n. 600.

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Ancora sull’esenzione IMU per l’abitazione principale nel caso di coniugi residenti in comuni diversi

22 Aprile 2021 | di Vincenzo Fortunato

Cass. Civ.

IMU

In tema ICI, ai fini della spettanza della detrazione prevista per l’abitazione principale dall’art. 8, comma 2, d.lgs. n. 504/1992, non basta che il coniuge abbia trasferito la propria residenza nel comune in cui l’immobile è situato, ma occorre che in tale immobile si realizzi anche la coabitazione tra i coniugi, poiché ciò che assume rilevanza ai fini dell’esenzione è la residenza della famiglia e non dei singoli coniugi. In tema di IMU, l’esenzione prevista per la casa principale dall’art. 13, comma 2, del d.l. n. 201/2011, richiede non soltanto che il possessore e il suo nucleo familiare dimorino stabilmente in tale immobile, ma altresì che vi risiedano anagraficamente.

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Transfer pricing: necessaria la comparabilità delle transazioni

21 Aprile 2021 | di Fabio Gallio

CTP Milano, 29 dicembre 2020

Gruppi di società

In materia di transfer pricing l'Ufficio, per potere contestare i prezzi di trasferimento all'interno di un Gruppo multinazionale, deve procedere con l'analisi di transazioni comparabili, sia in termini di prodotti, che in termini di mercato. E questo anche nel caso in cui venga scelto il metodo c.d. “TNMM”.

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Obbligazione doganale ai fini daziari e IVA all'importazione. La seconda si “adatta” alla prima. La posizione della Corte di Giustizia

16 Aprile 2021 | di Gabriele Damascelli

CGUE

IVA comunitaria

Con sentenza del 3 marzo 2021 nella causa C-7/20, la Corte di Giustizia ha ribadito che, nell'ipotesi di inosservanza della normativa doganale all'importazione, in caso di irregolare introduzione nel territorio doganale dell'UE, per mancato pagamento di dazi ed IVA di un'autovettura acquistata fuori dall'UE ed immessa in consumo nello Stato membro di residenza dell'acquirente quale destinazione finale (Germania), non prima di aver attraversato più volte il confine doganale UE (Bulgaria, Ungheria e Austria) senza ivi aver osservato il pagamento dei tributi in linea di dogana, la contestazione del mancato pagamento dei dazi da parte dello Stato di residenza “assorbe” quella di mancato versamento dell'IVA nello Stato di “prima” immissione in consumo secondo la normativa IVA.

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Registro in misura fissa per la sentenza di condanna di somme soggette ad Iva, anche se esenti

13 Aprile 2021 | di Francesco Brandi

Cass. civ., sez. trib.

Imposta di registro

La sentenza di condanna contro debitore e fideiussore per la restituzione di prestiti soggetti a Iva, ancorché esenti, è soggetta a imposta di registro in misura fissa. Il conseguimento da parte del creditore di un unico titolo esecutivo giustifica, infatti, l'identità del prelievo fiscale per entrambe le categorie. Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con l'ordinanza n. 242 del 12 gennaio 2021, ha accolto il ricorso di una banca.

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Compensi amministrativi indeducibili se la delibera è postuma

08 Aprile 2021 | di Alessandro Borgoglio

Cass. Civ., sez. trib.

SRL

La corresponsione da parte di una società di capitali di compensi amministrativi maggiori di quelli deliberati, anche se ratificati con apposita delibera di qualche anno dopo, configura una sostanziale violazione delle competenze attribuite all'assemblea dei soci e, quindi, sul piano fiscale, ciò comporta l'indeducibilità di tali compensi per la società. Lo ha stabilito la Cassazione, con l'ordinanza 5763/2021.

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Costi pluriennali rettificabili anche sugli esercizi successivi a quello di appostamento a bilancio: decadenza “allungata” per il Fisco

31 Marzo 2021 | di Aldo Natalini

Cass. civ., sez. unite

IRES

In tema di accertamento, nel caso di contestazione di un componente di reddito ad efficacia pluriennale per ragioni diverse dall’errato computo del singolo rateo dedotto e concernenti il fatto generatore ed il presupposto costitutivo di esso, la decadenza dell’Amministrazione finanziaria dalla potestà di accertamento va riguardata, ex art. 43 d.P.R. n. 600/1973, in applicazione del termine per la rettifica della dichiarazione nella quale il singolo rateo di suddivisione del componente pluriennale è indicato, non già in applicazione del termine per la rettifica della dichiarazione concernente il periodo di imposta nel quale quel componente sia maturato o iscritto per la prima volta in bilancio.

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La clausola generale di equità al fine del rimborso dei dazi in situazioni eccezionali. Il punto della Corte di Giustizia

30 Marzo 2021 | di Gabriele Damascelli

Corte di Giustizia

Dogane

L'articolo 239, paragrafo 1, del Codice doganale comunitario (CDC) n. 2913/92, va interpretato nel senso che un operatore economico può chiedere il rimborso dei dazi doganali che ha pagato quando si trova in una situazione particolare e non vi è negligenza da parte sua e, il fatto che le merci oggetto di importazione siano state riesportate in un paese terzo senza entrare nel circuito economico dell'Unione, non è sufficiente per dimostrare che tale operatore economico si trovava in una situazione particolare (eccezionale). A medesime conclusioni si addiviene quando l'imposizione dei dazi doganali deriva da un errore relativo alle informazioni contenute nel sistema informatico di tale operatore economico, dal momento che tale errore avrebbe potuto essere evitato se tale operatore avesse tenuto conto delle condizioni che figuravano nell'autorizzazione (al perfezionamento attivo) che gli era stata concessa.

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