Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

È abuso di diritto la doppia operazione di compravendita azionaria se il prezzo è raddoppiato

20 Dicembre 2021 | di Matteo Dellapina

Cass. Civ., Sez. trib.

Abuso del diritto

Per configurare la condotta abusiva sarà necessario valutare attentamente le “ragioni economiche” delle operazioni negoziali che sono poste in essere, in quanto, se le stesse sono giustificabili in termini oggettivi, in base alla pratica comune degli affari, minore o del tutto assente sarà il rischio della pratica abusiva...

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Somme detenute all'estero da giustificare e cd. “Lista Falciani”

17 Dicembre 2021 | di Matteo Pillon Storti

Cass. Civ.,16 settembre 2021, n. 25034

Operazioni con l’estero

L'attività di accertamento fiscale può essere svolta dall'amministrazione finanziaria utilizzando elementi comunque acquisiti, non essendo necessario che gli indizi siano plurimi, in quanto anche un unico indizio, se dotato dei requisiti di gravità e di precisione, può fondare una legittima ripresa a tassazione. Gli elementi raccolti a carico del contribuente dai militari della GdF senza il rispetto delle formalità di garanzia difensiva previste per il procedimento penale sono inutilizzabili solo in ambito penale, restando pienamente utilizzabili nel procedimento di accertamento fiscale. Al fine dello svolgimento dell'attività di contrasto e accertamento dell'evasione fiscale, l'amministrazione finanziaria può, in linea di principio, avvalersi di qualsiasi elemento con valore indiziario, con esclusione dei soli elementi la cui inutilizzabilità discenda da una specifica disposizione della legge tributaria o dal fatto di essere stati acquisiti in violazione di “diritti fondamentali” di rango costituzionale. La presenza di una specifica “scheda cliente” della cosiddetta “Lista Falciani” relativa al contribuente comporta il sorgere, in capo di quest'ultimo, dell'onere di giustificare gli importi indicati nella stessa. Questo è quanto emerge dalla lettura dell'ordinanza Cassazione n. 25034 del 16 settembre 2021.

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La normativizzazione della fase procedimentale del contraddittorio nel controllo formale

13 Dicembre 2021 | di Daniela Mendola

Cass. civ., sez. VI, 15 settembre 2021

Contraddittorio

n tema di accertamenti delle dichiarazioni tributarie, l'attività di controllo formale svolta ai sensi dell'art. 36-ter, comma 2, d.P.R. n. 600/73 differisce dal cd. "controllo automatizzato" in sede di liquidazione dell'imposta di cui al precedente art. 36-bis, comma 2, d.P.R. n. 600/73; infatti, quest'ultimo ha il solo scopo di evitare al contribuente...

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Imposta di registro in misura fissa sul decreto ingiuntivo emesso a seguito di cessione del credito

09 Dicembre 2021 | di Alessandro Massa

Imposta di registro

La sentenza con cui il debitore ceduto sia condannato al pagamento nei confronti del cessionario o del factor di un debito soggetto ad IVA deve essere tassata non in misura proporzionale con l'aliquota del 3% ai sensi del d.P.R. n. 131 del 1986, della Tariffa allegata, art. 8, ma in base al medesimo art. 8, Nota II, secondo cui le sentenze di condanna non sono soggette all'imposta proporzionale per la parte in cui dispongono il pagamento di corrispettivi soggetti ad IVA ai sensi del d.P.R. n. 131 del 1986, art. 40.

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Accordo transattivo con il lavoratore: le indennità corrisposte a titolo risarcitorio sono imponibili (se hanno funzione sostitutiva o integrativa del reddito)

06 Dicembre 2021 | di Francesco Spina

Cass. Civ., sez. trib.

Tassazione rendite finanziarie

Ai sensi dell'art. 6, comma 2, TUIR, devono, quindi, essere ricondotte a tassazione le indennità corrisposte a titolo risarcitorio, sempreché le stesse abbiano una funzione sostitutiva o integrativa del reddito del percipiente; sono in sostanza imponibili le somme corrisposte al fine di sostituire mancati guadagni (lucro cessante) sia presenti che futuri del soggetto che le percepisce.

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Dal 2019 ammissibile il ravvedimento operoso parziale

01 Dicembre 2021 | di Francesco Brandi

Cass. civ. Sez. trib.

Ravvedimento operoso

Dopo il Decreto crescita (d.l. 34/2019), il ravvedimento operoso è ammissibile anche in caso di versamenti parziali dell'imposta a patto che siano stati corrisposti interessi e sanzioni commisurati alle singole frazioni del debito d'imposta tardivamente corrisposto. Lo ha stabilito la Cassazione che, con l'ordinanza 26523 del 30 settembre 2021...

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Il giudice tributario è tenuto a considerare la sentenza penale irrevocabile

29 Novembre 2021 | di Debora Mirarchi

Cass. Civ.

Cosa giudicata

L’accertamento compiuto in sede penale rileva anche nel giudizio tributario, allorquando vi sia coincidenza di fatti e circostanze oggetto di entrambi i procedimenti e non vi sia un’acritica estensione della pronuncia penale da parte del giudice tributario. La sentenza penale irrevocabile può essere acquisita anche d’ufficio e non è soggetta alle preclusioni processuali in materia di produzione documentale delle parti.

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Anche i sindaci rispondono delle indebite compensazioni?

24 Novembre 2021 | di Ciro Santoriello

Cass. pen.

Compensazioni

Il sindaco di una società che esprime parere favorevole all'acquisto di un credito fiscale inesistente, nella consapevolezza della sua inesistenza, pone in essere una condotta causalmente rilevante, quanto meno in termini agevolativi, e di rafforzamento del proposito criminoso, rispetto alla realizzazione del reato di indebita compensazione di cui all'art. 10-quater d.lgs. n. 74/2000 commesso mediante l'utilizzo dell'indicato credito fittizio.

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Le operazioni di passaggio generazionale non possono essere considerate abusive

19 Novembre 2021 | di Fabio Gallio

Cass. Civ., sez. trib.,

SRL

Un'operazione di cessione di quote, preceduta dalla rivalutazione delle stesse, con il versamento di un'imposta sostitutiva, non può essere considerata abusiva del diritto tributario. Tale principio deve essere applicato nelle riorganizzazioni che hanno come scopo il passaggio generazionale e la costituzione o l'utilizzo di una holding, deputata a divenire il soggetto deputato a gestire i rapporti famigliari.

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Sufficiente l’estratto di ruolo per insinuarsi al passivo, anche con accertamento esecutivo

15 Novembre 2021 | di Francesco Brandi

Cass. Civ., SS.UU.

Avviso di accertamento

All’agente della riscossione basta produrre l’estratto di ruolo per insinuarsi al passivo del contribuente per il credito tributario o previdenziale. Non servono dunque l’avviso di accertamento o di addebito contemplati dagli articoli 29 e 30 del decreto legge 78/2010, convertito con la legge 122/10: la semplificazione della procedura incide sulla sola esecuzione coattiva individuale. Lo stabiliscono le Sezioni unite civili della Cassazione con la sentenza 33408 dell’11 novembre 2021, che risolve una questione di massima di particolare importanza, accogliendo il ricorso dell’AdR.

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