Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

La documentazione depositata in primo grado (sia pure tardivamente) resta valida in appello anche in caso di contumacia della parte

22 Ottobre 2021 | di Giuseppe Durante

Giudizio di appello

La contumacia della parte nel successivo giudizio di appello, non preclude la possibilità di utilizzo della documentazione dalla stessa depositata nel giudizio di primo grado, sia pure tardivamente (oltre il termine di cui all’art. 32 del d.lgs. n. 546/1992). È quanto ha disposto la Corte di Cassazione con la sentenza n. 22759 del 12 agosto 2021. Si tratta di una principio giurisprudenziale non di poco conto con la quale gli Ermellini hanno disposto espressamente l’utilizzabilità, nel giudizio di appello, della documentazione depositata nel giudizio primo grado, sia pure oltre il termine perentorio di cui all’art.32 del d.lgs. n. 546/1992. L’inosservanza del termine disposto dall’art. 32 preclude la possibilità di utilizzo dei documenti nel giudizio di prime cure, ma, comunque fa salva la possibilità di utilizzo della documentazione nel successivo grado di giudizio, pur in contumacia della parte che ha formalizzato il deposito.

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Richiesta di oscuramento dei dati dei provvedimenti giudiziari

21 Ottobre 2021 | di Matteo Pillon Storti

Cass. civ., sez. trib.

Parti processuali

La richiesta di oscuramento dei dati – ai sensi dell'art. 52 d.lgs. n. 196/2003 – deve essere specificamente proposta dall'interessato e, dallo stesso, adeguatamente motivata, indicando i “motivi legittimi” sulla quale si fonda. Non si tratta quindi di una mera facoltà prevista dalla norma a favore dell'interessato.

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Sottrazione fraudolenta: onere del Giudice ricostruire l’entità del patrimonio del sottrattore e rapportarlo al debito

20 Ottobre 2021 | di Alessandro Massa

Cass, pen,,sez. III

Dichiarazione fraudolenta

In tema di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte è il Giudice deve argomentare in ordine all’insufficienza del patrimonio del debitore ad estinguere il debito fiscale.

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È sempre opponibile al Fisco (anche ex tunc) la rinuncia all'eredità

18 Ottobre 2021 | di Debora Mirarchi

Cass. Civ.

Eredità giacente

Il chiamato all'eredità, il quale vi abbia validamente rinunciato, non risponde dei debiti tributari del de cuius, anche nel periodo intercorrente tra l'apertura della successione e la rinuncia, posto che la relativa dichiarazione di non accettazione ha effetto immediato ed efficacia ex tunc, con la conseguenza che tale soggetto possa essere considerato come mai chiamato alla successione.

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Le “mance” sono parte integrante del reddito da lavoro dipendente

14 Ottobre 2021 | di Jacopo Lorenzi

Cass. Civ., Sez. trib.

Erogazioni liberali

In tema di reddito da lavoro dipendente, le erogazioni liberali percepite dal lavoratore dipendente in relazione alla propria attività lavorativa, tra cui le cosiddette mance, rientrano nell'ambito della nozione onnicomprensiva di reddito fissata dal d.P.R. n. 917 del 1986, art. 51, comma 1, e sono pertanto soggette a tassazione.

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Accertamento induttivo-extracontabile: legittimo se l'inventario omette le merci presenti in magazzino per categorie omogenee

07 Ottobre 2021 | di Francesco Spina

Cass. civ.

Accertamento induttivo

Per effetto dell'art. 15 comma 2 del d.P.R. n. 600/73, l'inventario deve riportare le merci presenti in magazzino per categorie omogenee: in mancanza, si verifica una inattendibilità della contabilità tale da legittimare l'accertamento induttivo-extracontabile.

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Impugnabilità dell’invito al pagamento del contributo unificato

05 Ottobre 2021 | di Daniela Mendola

Cass. Civ., sez. trib.

Contributo unificato

Il contribuente può proporre impugnazione avverso ogni atto dal quale sia desumibile una pretesa fiscale, a prescindere dal nomen iuris. L'art. 19, d.lgs. n. 546/72 deve, pertanto, essere interpretato in senso funzionale e cioè in considerazione della idoneità dell'atto a ledere la sfera giuridico - patrimoniale del contribuente. In particolare, l'invito al pagamento del contributo unificato è atto impugnabile autonomamente, in quanto da esso è desumibile una compiuta pretesa fiscale. Al di là della denominazione formale, rileva la pretesa sottesa ad ogni determinazione amministrativa, la quale se è compiuta e definita comporta il sorgere, in capo al contribuente, dell'interesse ad agire.

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Il Sovrano Militare Ordine di Malta e l'immunità in campo fiscale: profili applicativi con riferimento all'IMU

01 Ottobre 2021 | di Francesco Martin

CTP Udine, sez. I

IMU

Il Sovrano Militare Ordine di Malta è ente di diritto internazionale equiparato ad uno Stato estero, sicché gode delle relative immunità e dei relativi privilegi, che si estendono anche ai suoi enti pubblici operanti in Italia, e in particolare della immunità giurisdizionale e di quella tributaria.

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Locazione di un immobile in uno stato membro e nozione di stabile organizzazione IVA per la Corte di Giustizia

29 Settembre 2021 | di Gabriele Damascelli

CGUE

Stabile organizzazione

Con sentenza resa nella causa C-931/19 del 3.6.2021, la Corte di Giustizia ha escluso, ai sensi degli artt. 44 e 45 della Direttiva IVA 2006/112, la qualifica di stabile organizzazione (s.o.) in uno Stato membro di un’attività di locazione di un immobile, per la quale la società proprietaria, residente in un diverso Stato membro, sia priva di personale proprio per l’esecuzione della prestazione relativa alla locazione medesima. La Corte UE, in ossequio alle direttrici che governano il quadro normativo relativo alle s.o. ai fini IVA e che le distinguono sensibilmente da quello ai fini delle imposte dirette, ricordando che la nozione di s.o. richiede una consistenza minima, grazie alla presenza permanente dei mezzi umani e tecnici necessari per determinate prestazioni di servizi, ha escluso la rilevabilità della s.o. alla luce tanto della mancata disponibilità di personale proprio che rendano l’immobile, nello Stato membro dell’immobile oggetto di locazione, idoneo ad operare in modo autonomo, quanto della circostanza che le persone incaricate di alcuni compiti di gestione sono state incaricate contrattualmente dalla società proprietaria, la quale si è riservata tutte le decisioni importanti relative alla locazione dell’immobile in questione, sottraendo di fatto autonomia gestionale ed operativita alla s.o. potenziale.

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Perde le agevolazioni 'prima casa' chi non trasferisce la residenza anche se vi svolge l’attività lavorativa

23 Settembre 2021 | di Francesco Brandi

Cass. civ., sez. trib.

Prima casa

Perde le agevolazioni sulla prima casa chi, dopo la cessione infraquinquennale, riacquista l’immobile senza prendere la residenza anche se il cespite è ubicato nel Comune dove il contribuente svolge la sua attività lavorativa. È quanto affermato dalla Cassazione che, con l’ordinanza n. 18939 del 5 luglio 2021, ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate.

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