Focus

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L'impugnazione del diniego di autotutela nel contesto del favor rei conseguente alla riforma delle sanzioni tributarie

21 Marzo 2016 | di Marco Ligrani

Autotutela

Risolta dalla Corte di Cassazione in senso favorevole all'impugnabilità davanti alle Commissioni Tributarie, la problematica del diniego di autotutela si arricchisce di ulteriori spunti di riflessione all'indomani dell'entrata in vigore del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158 di riforma delle sanzioni amministrative tributarie, dovendosi valutare il rapporto tra i limiti di esercizio del potere di annullamento, da parte degli uffici finanziari, e quelli di applicabilità del favor rei in presenza di un provvedimento divenuto definitivo.

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Riforma delle sanzioni penali per i reati tributari: l'indebito utilizzo di crediti in compensazione

15 Marzo 2016 | di Fabiola Del Torchio

Art. 10-quater, D.Lgs. 74/2000

Compensazioni

Il contributo analizza il tema dell'indebito utilizzo di crediti in compensazione alla luce delle novità introdotte dalla c.d. riforma dei reati e degli illeciti tributari (D.Lgs. 158/2015). Il legislatore ha mantenuto la medesima definizione dell’illecito – l’indebito utilizzo di crediti in compensazione – ma ha modificato la sanzione, prima unica, a seconda della diversa tipologia del credito utilizzato. Per l’utilizzo in compensazione di crediti non spettanti la pena è confermata nella reclusione da sei mesi a due anni, mentre per l’utilizzo di crediti inesistenti la pena è notevolmente inasprita, con reclusione da diciotto mesi a sei anni; invariata la soglia dei 50 mila euro per ogni periodo d’imposta.

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Una "semplice istanza" all'Agenzia per ottenere il favor rei sulle sanzioni amministrative

09 Marzo 2016 | di Dario Sopranzetti

Omessa dichiarazione

Le Entrate, con la recentissima Circolare n. 4/E/2016, hanno precisato che è sufficiente una “semplice istanza” per ottenere - a seguito della riforma delle sanzioni amministrative - la rideterminazione delle sanzioni, in senso più favorevole, in applicazione del “favor rei”. L’unico limite all’applicazione dell’istituto è la definitività del provvedimento di irrogazione della sanzione, anche se non si è ancora proceduto al pagamento.

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L’IRAP alla luce della nuova Legge di Stabilità

07 Marzo 2016 | di Andrea A. Salemme

IRAP

A seguito della mancata riforma complessiva della tassazione sui redditi di impresa e di lavoro autonomo, entro la quale avrebbe dovuto trovare collocazione il riordino dell’IRAP, si susseguono interventi puntuali che rispondono ad esigenze contingenti, sicuramente meritevoli di sviluppo, tuttavia su binari in parte diversi da quelli propri della fiscalità. Tale tendenza pervade anche la nuova legge di stabilità, che, nel tentativo di risolvere talune micro-questioni, apre nuovi spazi di discussione, conseguentemente incrementando le difficoltà ricostruttive del sistema.

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La concorrente applicabilità della disciplina civilistica e tributaria in materia di responsabilità del cessionario d'azienda per i debiti del cedente

29 Febbraio 2016 | di Simone Marzo

Cessione d'azienda

Il legislatore del codice civile ha dimostrato “assoluto agnosticismo” sulla sorte dei debiti (e dei crediti) inerenti l’azienda ceduta nei rapporti interni tra alienante ed acquirente, limitandosi a disciplinare i riflessi di tale trasferimento sui creditori (e debitori) aziendali. Accanto alla disciplina codicistica, la normativa di cui all'art. 14, D.Lgs. 472/97 disciplina specificamente i profili di responsabilità con riguardo ai debiti per imposte e sanzioni conseguenti a violazioni tributarie. Nel presente contributo verranno in particolare analizzati il rapporto fra i due complessi normativi - rispetto ai quali la dottrina maggioritaria così come la giurisprudenza tende a configurare un rapporto di concorrente applicazione - e le possibili sovrapposizioni.

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L’istituto del reclamo e della mediazione alla luce della riforma del contenzioso

15 Febbraio 2016 | di Giammarco Galdieri

Reclamo

Al fine di ridurre il contenzioso tributario, dal 1° aprile 2012, per le controversie di valore non superiore a 20 mila euro, il contribuente che intende contestare un atto, prima di adire il giudice tributario, deve incardinare un procedimento amministrativo nel quale, in sintonia con le forme e con le regole proprie del processo tributario, anticipare i motivi di impugnazione ed, eventualmente, formulare una proposta di mediazione nei confronti dell’Amministrazione che ha emesso l’atto notificato. Il presente contributo, partendo dalle recenti novità apportate all’istituto dal D.Lgs. n. 156/2015 (c.d. Riforma del contenzioso tributario), fornisce una panoramica delle disposizioni contenute nell’art. 17-bis del D.Lgs. n. 546/1992 concernenti il reclamo e la mediazione, approfondendo alcuni temi, tra cui la determinazione del valore della controversia, gli effetti del reclamo e il rapporto tra mediazione e accertamento con adesione.

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Giurisdizione tributaria e procedure concorsuali

08 Febbraio 2016 | di Lucio Di Nosse

Cass. civ.

Giurisdizione e competenza

In tema di ammissione al passivo fallimentare di un credito tributario viene riaffermato il consolidato principio della esclusività della giurisdizione tributaria in materia di tributi, che non subisce deroghe nemmeno in presenza di procedure fallimentari.

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Per le frodi fiscali in materia di IVA vi è una nuova prescrizione

05 Febbraio 2016 | di Gianluca Gambogi

Cass. pen.

Omessa dichiarazione

I Giudici di legittimità, con sentenza n. 2210/2016, hanno recepito l'orientamento espresso dalla Corte di Giustizia Europea (relativa alla causa Taricco) sostenendo la disapplicazione dell’ultima parte del co. 3 dell’art. 160 c.p. nonché il co. 2 dell’art. 161 c.p., in relazione ad una fattispecie avente ad oggetto dichiarazione fraudolenta per utilizzo di fatture false finalizzata ad evasione IVA.

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Il vizio revocatorio dell'errore di fatto

02 Febbraio 2016 | di Liliana Peruzzu

Giudizio di revocazione

Tra i motivi di revocazione della sentenza tributaria riveste particolare importanza, specialmente da un punto di vista pratico, il vizio revocatorio del c.d. errore di fatto (art. 395, n. 4 c.p.c.). Detto vizio si sostanzia nell’erronea percezione dei fatti di causa e viene a verificarsi quando la decisione sia fondata sulla supposizione di un fatto la cui verità è incontrastabilmente esclusa, oppure quando sia supposta l'inesistenza di un fatto la cui verità è positivamente stabilita, e - tanto nell'uno quanto nell'altro caso - se il fatto non identifica un punto controverso sul quale la sentenza (impugnata dinanzi al giudice della revocazione) si è pronunciata.

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Alcuni rilievi critici sulla nuova tutela cautelare

26 Gennaio 2016 | di Pasquale Amodio

Tutela cautelare

L’entrata in vigore, a decorrere dal 1° gennaio 2016, della nuova disciplina relativa alla tutela cautelare nel processo tributario, attuata con D. Lgs. del 24 settembre 2015 n. 156, rende necessario un esame dal quale emerge come il legislatore non abbia ancora compiutamente osservato quanto previsto nella Legge delega in tema di rafforzamento della tutela giurisdizionale del contribuente. Obiettivo di questo lavoro è esaminare i punti di criticità della nuova disciplina, con particolare attenzione all’estensione della inibitoria cautelare nel giudizio di appello ed al nuovo regime delle spese della fase cautelare.

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