Focus

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La giustizia tributaria oggi e le proposte di riforma strutturale

09 Marzo 2021 | di Maurizio Villani

Riforma del processo tributario

Il nuovo governo del Prof. Draghi ha giustamente inserito tra i punti qualificanti del programma la riforma fiscale che ha l’ambizione di ridisegnare tutto il sistema impositivo, tra cui la necessaria ed urgente riforma strutturale della giustizia tributaria. La giustizia tributaria, infatti, deve assolvere, in questo contesto, alla sua funzione di effettiva ed apparente terzietà nella verifica della legittimità degli atti tributari e di tutela dei contribuenti per cui i giudici tributari devono essere dotati di elevata qualificazione e professionalità.

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Udienze a distanza nel processo tributario: la convivenza delle regole emergenziali del D.L. 137/2020 con quelle previste a regime dal D.D. 46/2020

04 Marzo 2021 | di Aurelio Parente

Processo telematico

Lo svolgimento a distanza delle udienze pubbliche o camerali del processo tributario è disciplinato dall'art. 16, c. 4, della Legge n. 136/2018, secondo il quale esso può avvenire mediante collegamento audiovisivo tale da assicurare la contestuale, effettiva e reciproca visibilità, equiparando il luogo dove avviene il collegamento da remoto all'aula di udienza. Per tutta la durata del periodo emergenziale in atto, questa disposizione deve convivere con le speciali misure previste dalle norme intervenute nella medesima materia, quale l'art. 27 del D.L. n. 137/2020, secondo cui lo svolgimento delle udienze con collegamento da remoto è autorizzato, secondo la rispettiva competenza, con decreto motivato del Presidente della Commissione Tributaria provinciale o regionale.

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Il quadro probatorio ai fini IVA nelle operazioni soggettivamente inesistenti

02 Marzo 2021 | di Gabriele Damascelli

Cass. Civ.

Mezzi di prova

Il diritto a detrazione IVA, in capo al cessionario, può essere disconosciuto solo seguendo le direttrici tracciate negli anni dalla Corte di Giustizia che impongono la previa dimostrazione, in capo all'Ufficio, della fittizietà del cedente unitamente alla mala fede del cessionario.

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L'udienza tributaria ancora in emergenza: qualche spunto di ordine pratico

24 Febbraio 2021 | di Marco Ligrani

Art. 27

Processo telematico

Il perdurare dello stato di emergenza, prorogato fino al 30 aprile, ha trascinato con sé l'eccezionalità del rito introdotto dall'articolo 27 del decreto “ristori” (D.L. n. 137/2020) e, dunque, dell'udienza sulla base degli atti, ovvero a trattazione scritta. Dopo una fase di prima applicazione della norma, solo alcune commissioni hanno fissato le udienze da remoto come indicato dal primo comma della norma, mediante l'applicativo Skype for Business messo a disposizione dal MEF. Nella maggior parte dei casi, invece, le udienze proseguono in forma scritta senza la presenza delle parti, in base alla doppia modalità indicata dal secondo comma. Lasciando da parte, in questa sede, le pur doverose considerazioni sul vulnus del diritto alla difesa, focalizziamo l'attenzione su qualche consiglio di ordine pratico, nel pieno del rito emergenziale.

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La responsabilità del curatore per il mancato versamento dell'IMU relativa ad immobili compresi nella massa fallimentare

16 Febbraio 2021 | di Elisabetta Misilmeri

IMU

Alcune recenti pronunce della giurisprudenza di merito consentono di tornare a riflette-re sul tema, di specifico interesse pratico ma anche di stretta rilevanza sul piano sistematico, della legittimazione passiva del curatore fallimentare relativamente ai tributi gravanti sul fallito che implica specifiche considerazioni relativamente alla disciplina dell'IMU/ICI nell'ambito della procedura fallimentare.

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Provvedimenti in materia di giustizia ipotizzati nel 'Recovery Plan'

09 Febbraio 2021 | di Mario Cavallaro

Organi della giurisdizione tributaria

Come era prevedibile, l'inserimento nel Recovery Plan di misure di riforma della giustizia penale e civile si sta scontrando con le diverse visioni del sistema giustizia che nel nostro paese attraversano gli schieramenti politici e i corpi professionali che se ne occupano. Non meno singolare è che nessun intervento di alto rilievo e profilo sia previsto per le giurisdizioni speciali, compresa quella tributaria di merito, quest'ultima sempre più alle prese non con l'efficacia e la rapidità, ma con la assoluta sproporzione fra responsabilità, professionalità ed impegno richieste ai giudici tributari ed irrisorietà dei compensi, fragilità dell'organizzazione e inadeguatezza delle risorse che lo stato le destina.

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Reati tributari di natura dichiarativa: la responsabilità degli amministratori senza deleghe

05 Febbraio 2021 | di Marina Smeralda Caini, Gianluca Gambogi

Omessa dichiarazione

I reati fiscali cosiddetti dichiarativi (artt. 2, 3, 4 e 5 d.lgs. 74/2000) si perfezionano con la presentazione della dichiarazione dei redditi o dell'IVA del legale rappresentante della società, eccezion fatta ovviamente per il delitto di mancata presentazione.. Qualora la società sia rappresentata da un amministratore unico, nessun dubbio sorge in relazione alla sua responsabilità (salvo il concorso con un eventuale amministratore di fatto o un consulente fiscale), più problematico è invece il caso in cui vi sia un Consiglio di amministrazione, laddove ci si può interrogare se sussista anche una responsabilità concorsuale dei Consiglieri privi di delega.

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La tassazione del trust: evoluzione della giurisprudenza

02 Febbraio 2021 | di Domenico Chindemi

Trust

Le circolari dell'Agenzia delle Entrate n. 48/E del 6 agosto 2007 e n. 3/E del 22 gennaio 2008 - che nel loro «combinato disposto» sono nel senso di affermare che gli «effetti segreganti» del trust danno luogo ad un trasferimento dei beni conferiti che deve assoggettarsi a tassazione secondo le regole di cui alla reintrodotta legge sulle successioni e donazioni ex D.Lgs. 31 ottobre 1999 n. 346. E ciò, secondo l'Amministrazione, in ragione dell'art. 2, comma 47 ss., D.L. n. 262 cit. che prevede «l'istituzione» dell'imposta sulle successioni e sulle donazioni anche «sulla costituzione dei vincoli di destinazione» e nei quali si afferma debbono farsi pacificamente rientrare anche i trust «autodichiarati» o di natura diversa.

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La scelta degli istituti deflattivi del contenzioso tributario a tutela dell'impresa

26 Gennaio 2021 | di Giuseppe Durante

Conciliazione giudiziale

Gli istituti deflattivi del contenzioso tributario si fondano su presupposti essenzialmente diversi rispetto a quelli che caratterizzano la transazione fiscale poiché hanno finalità diverse rispetto alla prima. Ogni istituto ha una sua peculiarità specifica finalizzata all'ottenimento della definizione della questione impositiva tra contribuente e amministrazione finanziaria che concretizza il rapporto giuridico d'imposta. È questa la ratio stessa dell'istituto. In quest'ottica è fondamentale un'attenta ponderazione dell'istituito deflattivo più idoneo rispetto alla casistica specifica in cui si trova il contribuente sia esso persona fisica sia persona giuridica. Tutto ciò consente un utilizzo ottimale dello strumento in chiave non solo deflattiva, ma anche e soprattutto, risolutiva della questione impositiva sorta tra Amministrazione finanziaria e contribuente riconducibile a ciascun rapporto giuridico d'imposta.

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IRAP, attività artistica e autonoma organizzazione

20 Gennaio 2021 | di Matteo Pillon Storti

IRAP

Ad un contribuente italiano, esercitante un’attività professionale nel settore musicale, era stato contestato dall’amministrazione finanziaria, il mancato versamento di imposte – comprese IRAP – relativamente ai proventi derivanti dalla propria attività. Sul tema si erano espressi, nel corso degli anni, i giudici di merito e, infine, la Corte di Cassazione con la sentenza n. 15174 del 16 luglio 2020. Fra i vari aspetti affrontati e decisi dalla suprema corte è stata confermata la tesi giurisprudenziale secondo la quale, in linea generale, l’attività artistica, anche esercitata professionalmente, non comporta l’esistenza di “autonoma organizzazione” e, per questo motivo, l’attività suddetta non può essere considerata soggetta ad IRAP. L’attività artistica, infatti, “costituisce elemento presuntivo idoneo a sorreggere l’apprezzamento secondo cui il contribuente conti solo sulle proprie capacità professionali”.

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