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La “Saga Taricco” al capolinea. Brevi riflessioni offerte da questa singolar tenzone

31 Luglio 2019 | di Federico Gragnoli

Prescrizione

La vicenda giudiziaria che va sotto il nome di “Saga Taricco” pur da considerarsi, ormai, archiviata a seguito della sentenza di rigetto del 10 aprile 2018 della nostra Corte Costituzionale, continua ad offrire interessanti spunti di riflessione, anche alla luce di interessanti novità legislative offerte dal diritto dell'Unione Europea. Infatti, quella che all'inizio poteva apparire come una “banale” vicenda giudiziaria ha, in realtà, palesato più implicazioni che, travalicando i confini delle aule dei tribunali, attengono a problematiche di più ampio respiro, quali il bilanciamento dei diritti fondamentali sanciti nella Carta costituzionale con le norme dell'Unione Europea, oppure l'equilibrio tra potere legislativo (rectius diritto penale di produzione scritta) e quello giudiziario (rectius diritto penale di produzione magistratuale). Tale asserzione trova conforto in una riflessione critica della vicenda Taricco globalmente considerata; difatti, si è assistito, da un lato, alla presa d'atto della Corte di Giustizia dell'UE della necessaria considerazione da attribuire ai principi fondamentali scolpiti nella Costituzione italiana e, dall'altro, la nostra Corte Costituzionale, prendendo spunto dalla saga giudiziaria in questione, ha colto l'occasione per sottolineare la primazia del diritto positivo su un diritto frutto di creazionismo, dando risalto alla figura del giudice bouche de la loi rispetto a quella del giudice di scopo. Ha offerto, quindi, la possibilità di dare una concreta applicazione a quella teoria c.d. dei controlimiti, che si propone di essere il baluardo contro gli “attacchi” delle normative sovranazionali ai principi contenuti nella Costituzione repubblicana.

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