Focus

Focus su Enti no profit

Imprese Sociali. Nuovi criteri di computo dei ricavi per una corretta coesistenza tra attività istituzionali e commerciali

04 Ottobre 2021 | di Francesca Moroni

Ministero dello sviluppo economico

Enti no profit

Il Decreto 22 giugno 2021 del Ministro dello sviluppo economico (pubblicato in Gazzetta n. 203, 25 agosto 2021) definisce i criteri di computo dei ricavi per le imprese sociali, ai fini di un corretto riparto tra attività di interesse generale e attività diverse. Si tratta di un provvedimento atteso e particolarmente importante perché interviene su un profilo di grande rilevanza, rappresentato dalla corretta coesistenza tra attività istituzionali e commerciali degli enti no profit.

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Terzo settore. Pubblicato il D.M. sulle attività diverse

03 Agosto 2021 | di Giuseppe Rivetti, Francesca Moroni

Decreto

Enti no profit

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 177 del 26 luglio 2021, il Decreto del Ministero del Lavoro, rubricato Regolamento ai sensi dell'art. 6 del d.lgs. n. 117/2017 (Codice del Terzo settore), concernente l'individuazione di criteri e limiti delle attività diverse degli enti di Terzo settore.

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Terzo settore e cinque per mille. Definite modalità e termini per l'accesso al riparto e rendicontazione

06 Maggio 2021 | di Francesca Moroni

Enti no profit

Si definiscono (finalmente) modalità e termini per l'accesso al riparto del cinque per mille Irpef per gli enti destinatari del contributo e si introduce una specifica disciplina per la formazione, l'aggiornamento e la pubblicazione dell'elenco permanente degli enti iscritti. Sul piano funzionale, la nuova normativa stabilisce che «per ciascun esercizio finanziario, con riferimento alle dichiarazioni dei redditi relative al periodo d'imposta precedente, una quota pari al cinque per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche viene destinata, in base alla scelta del contribuente, alle finalità espressamente indicate dal legislatore» (art. 1, norma cit.).

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La responsabilità solidale tributaria del presidente dell'associazione non riconosciuta

14 Settembre 2020 | di Daniele Monari

Enti no profit

Accade sempre più di frequente che l'Agenzia delle Entrate si rivolga, per il pagamento del maggiore debito d'imposta accertato in capo all'associazione non riconosciuta (c.d. enti no profit), “personalmente” al suo Presidente invocando la responsabilità solidale ex art.38 c.c. per i debiti tributari contratti dall'associazione. Accade spesso nella pratica di vedere che il Presidente eviti di difendersi personalmente eccependo l'assenza dei presupposti previsti dalla legge per la sua chiamata come “obbligato in solido” e punti tutto solo ad impugnare e far annullare l'atto impositivo notificato all'ente associativo, senza quindi una difesa personale e diretta della sua posizione di “garante obbligato in solido ex art.38 c.c.”. Pertanto, ci si è domandati se il Presidente risponda sempre ed “automaticamente” dei debiti fiscali dell'associazione non riconosciuta, oppure se tale tipo di responsabilità solidale necessiti di particolari condizioni per essere attivata nei confronti del Presidente per le obbligazioni fiscali facenti capo all'ente associativo. Con il presente contributo si è cercato di sviscerare il problema alla luce della giurisprudenza sia “civile” che “tributaria” della Suprema Corte intervenuta sul punto, al fine di fare chiarezza e circoscrivere gli effettivi poteri degli enti impositori di attivare la responsabilità solidale ex art.38 c.c. nei confronti del Presidente dell'associazione.

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Associazioni sportive dilettantistiche (ASD). Tra recenti orientamenti giurisprudenziali e riforma del Terzo settore

03 Agosto 2020 | di Francesca Moroni

Enti no profit

Con ordinanza n. 3746 del 14 febbraio 2020 i giudici della Corte di Cassazione hanno accolto il ricorso dell'Agenzia delle entrate avverso la sentenza della CTR competente che confermava la sussistenza dei presupposti per il riconoscimento del regime agevolativo spettante a un'associazione sportiva dilettantistica, per il mancato versamento dell'IRAP per gli anni di imposta dal 2002 al 2008.

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Terzo settore: il Decreto attuativo sulla detraibilità delle erogazioni liberali in natura

15 Giugno 2020 | di Francesca Moroni

Enti no profit

Il D.M. 28 novembre 2019 del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali recentemente pubblicato in Gazzetta (30 gennaio 2020), concernente il trattamento tributario delle erogazioni liberali in natura a favore degli Enti di Terzo settore, individua le tipologie di beni che danno diritto alla detrazione dall’imposta o alla deduzione dalla base imponibile ai fini delle imposte sui redditi. Inoltre, stabilisce i criteri e le modalità di valorizzazione dei beni che possono formare oggetto delle erogazioni liberali in natura (art. 1, D.M. cit.). In altri termini, a seguito dell’entrata in vigore del citato Decreto possono fruire dei benefici fiscali, previsti dal Codice di Terzo settore (CTS), persone fisiche e giuridiche che effettuino donazioni a favore di un ente senza scopo di lucro, aventi per oggetto beni, merci o qualsiasi altra res economicamente apprezzabile.

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I nuovi obblighi di rendicontazione sociale

30 Gennaio 2020 | di Francesca Moroni

Ministero del lavoro e delle Politiche social

Enti no profit

La recente emanazione del Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, recante Adozione delle Linee guida per la redazione del bilancio sociale degli enti del Terzo settore (4 luglio 2019), realizza la piena attuazione delle disposizioni contenute nel Codice del Terzo settore (art. 14, comma 1, D.Lgs. n. 117/2017) per cui «gli enti del Terzo settore con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate superiori ad un milione di euro debbano depositare presso il registro unico nazionale del Terzo settore, e pubblicare nel proprio sito internet, il bilancio sociale».

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Enti di Terzo settore. La difficile coesistenza tra attività commerciali e non commerciali

03 Agosto 2018 | di Giuseppe Rivetti, Francesca Moroni

Enti no profit

La corretta coesistenza tra attività istituzionali e attività commerciali degli enti di Terzo settore, rappresenta il punto di svolta dell'intera riforma. La problematica risulta essere particolarmente complessa e le scelte legislative, seppur orientate verso un allineamento con i principi comunitari, rischiano di incidere negativamente sulle prospettive di crescita dell'intero settore. Considerare la natura non commerciale delle attività di interesse generale (art. 5, Codice del Terzo settore) solo quando sono svolte a titolo gratuito o dietro versamento di corrispettivi che non superino i costi effettivi, non appare funzionale per lo sviluppo degli enti in esame. Enti per i quali è necessario prevenire pratiche evasive o elusive senza, comunque, incidere sulle modalità di svolgimento delle attività di interesse generale, nell'ambito dei sistemi di welfare state.

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Riforma del Terzo settore e dell’impresa sociale. Legge delega e Decreti attuativi: profili tributari

31 Agosto 2017 | di Giuseppe Rivetti

D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117
D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 112
D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 111

Enti no profit

Il Consiglio dei ministri ha recentemente approvato tre decreti legislativi di attuazione della Legge delega per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale. Tali Decreti attuativi, i cui principi generali erano stati anticipati dalle Linee guida (2014) e dalla Legge delega (2016), realizzano l’obiettivo di ricostruire le fondamenta giuridiche dei soggetti del Terzo settore, eliminando, asimmetrie normative, disarmonie e legislazioni disorganiche che prevedono soluzioni differenti a fronte di comuni fattispecie. Le ragioni plurime di questa criticità, si fondano sull’esistenza di due competenze e due normative (quella civile e quella fiscale) che si intrecciano e non si coordinano. Sul piano strutturale, si tratta, quindi, di interventi sistematici, finalizzati a creare forme reali ed effettive di coordinamento tra la disciplina civilistica, le singole leggi speciali e la disciplina tributaria, con l’obiettivo di «un riordino e armonizzazione delle diverse forme di fiscalità di vantaggio per gli enti del Terzo settore, con riferimento ai regimi sia delle imposte dirette che indirette».

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