Focus

Focus su Giudizio di revocazione

Revocazione e correzione di errori materiali delle sentenze

14 Marzo 2019 | di Raffaele Marenghi

Giudizio di revocazione

Il lavoro intende ripercorrere – in generale – l'istituto della revocazione (art.393 c.p.c.), il suo coordinamento con l'art.64 D.Lgs. n.546/1992 e – in particolare – l'ipotesi dell'errore revocatorio (art.395 n.4 c.p.c.), nonché la differenza con il procedimento di correzione di errori materiali delle sentenze (art.287 c.p.c.).

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I motivi di revocazione

28 Novembre 2016 | di Elisa Manoni

Giudizio di revocazione

La possibilità, riconosciuta dall'ordinamento, di porre rimedio all'ingiustizia del decisum nonostante l'avvenuta incontrovertibilità dello stesso, si concretizza nell'istituto delle revocazione. Stante il fatto che tale strumento si rivolge alle sentenze passate in giudicato, perché non impugnate o perché non altrimenti impugnabili, lo stesso ha natura eccezionale ed è diretto a censurare sia accertamenti di fatto, sia di diritto (a seguito della novella legislativa, di cui al D.Lgs. n. 156/2015, intervenuta sull'art. 64 del D.Lgs. n. 546/1992). L'eccezionalità dell'istituto in oggetto si manifesta sia nella ridotta esperibilità legata alla ricorrenza di specifici e tassativi motivi indicati dal legislatore, non suscettibili di interpretazione analogica (c.d. mezzo a “critica vincolata”). Nel presente lavoro si punterà l'attenzione proprio sull'esame dei singoli motivi di revocazione quali posti dall'art. 395 c.p.c. (applicabile nel processo tributario in virtù del rimando operato dall'art. 64 del D.Lgs. n. 546/1992).

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Il vizio revocatorio dell'errore di fatto

02 Febbraio 2016 | di Liliana Peruzzu

Giudizio di revocazione

Tra i motivi di revocazione della sentenza tributaria riveste particolare importanza, specialmente da un punto di vista pratico, il vizio revocatorio del c.d. errore di fatto (art. 395, n. 4 c.p.c.). Detto vizio si sostanzia nell’erronea percezione dei fatti di causa e viene a verificarsi quando la decisione sia fondata sulla supposizione di un fatto la cui verità è incontrastabilmente esclusa, oppure quando sia supposta l'inesistenza di un fatto la cui verità è positivamente stabilita, e - tanto nell'uno quanto nell'altro caso - se il fatto non identifica un punto controverso sul quale la sentenza (impugnata dinanzi al giudice della revocazione) si è pronunciata.

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Aspetti applicativi dell’istituto della revocazione

18 Gennaio 2016 | di Elisa Manoni

Giudizio di revocazione

La necessità di far sì che l’ordine giuridico, compendiato nelle pronunce giudiziali, non sia violato, ha indotto il legislatore ad introdurre un mezzo di impugnazione con cui rimettere in discussione il giudizio di fatto viziato nei suoi presupposti logici e motivazionali. Tale strumento è il giudizio di revocazione, esperibile sia per impedire che una sentenza di tal natura possa passare in giudicato, sia per far venire meno il carattere di incontrovertibilità ed irretrattabilità della stessa, qualora presenti determinati vizi riconducibili a fattispecie tipizzate dalla legge. L’istituto in esame, che coinvolge la giustizia del provvedimento impugnato, riproduce, quindi, lo stesso oggetto del procedimento anteriore, segue il regime della devoluzione automatica e postula una pronuncia sostitutiva. Nel presente lavoro, dopo aver proceduto ad un inquadramento di tale mezzo di impugnazione, conosciuto già nel diritto romano, si procederà a delinearne gli aspetti applicativi ed i rapporti sussistenti con gli altri rimedi offerti dall’ordinamento.

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