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Rappresentante fiscale

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Sommario

Inquadramento | Introduzione | Nomina | Principali caratteristiche e adempimenti | Riferimenti |

Inquadramento

La considerazione del mondo come un unico grande mercato, ha  creato l’esigenza  di trovare il modo di poter operare economicamente in molti Stati.
Il soggetto non residente che effettua nel territorio dello Stato operazioni rilevanti ai fini Iva può farsi identificare direttamente in base a quanto disposto dall’articolo 35 del D.P.R. 633/72, oppure può nominare secondo quanto disposto dall’articolo 1 del D.P.R. n. 441/97 un rappresentante fiscale residente nello Stato.

La nomina può essere:
- obbligatoria;
- facoltativa.

Il primo caso ricorre quando l’operazione che avviene nel territorio nazionale, deve essere assoggettata ad IVA con i relativi obblighi previsti a carico del soggetto non residente. Risulta facoltativa allorquando permette al soggetto non residente di far valere un diritto che di solito consiste nella possibilità di dedurre l’IVA pagata sugli acquisti.
Possono essere nominati rappresentanti fiscali sia una persona fisica che una persona giuridica residenti nel territorio dello Stato. La nomina deve risultare da:
- atto pubblico;
- scrittura privata autenticata;
- o lettera annotata in apposito registro tenuto presso l’Agenzia delle Entrate.

La nomina del rappresentante fiscale deve essere comunicata all’altro contraente anteriormente all’effettuazione dell’operazione. Il rappresentante fiscale deve effettuare gli adempimenti in merito a fatturazione, registrazione, liquidazione e versamento IVA ed è inoltre responsabile in solido con il rappresentato per gli obblighi derivanti dall’applicazione delle norme in materia di IVA.
La nomina di un rappresentante fiscale non cambia lo status di soggetto non residente del soggetto estero e non ha effetti sulla territorialità dell’operazione.

Introduzione

Un’azienda che effettua operazioni rilevanti ai fini IVA in uno Stato estero può adempiere ai vari obblighi fiscalmente previsti attraverso:
- una stabile organizzazione in uno Stato estero;
- la nomina di un rappresentante fiscale residente nel territorio dello Stato estero;
- alternativamente sia alla Stabile Organizzazione che al rappresentante fiscale c’è la possibilità dell’identificazione diretta, che, però allo stato attuale, è possibile soltanto per i soggetti residenti nei Paesi della UE.

Un’importante differenza tra la nomina di un rappresentante fiscale e l’identificazione diretta è nella diversa responsabilità nei confronti del fisco:
- Il rappresentante fiscale IVA è responsabile in solido con il soggetto non residente per gli obblighi contemplati nella normativa nonché per il versamento IVA;
- Con l’identificazione diretta l’unico soggetto debitore rimane l’impresa non residente.

La possibile nomina di un rappresentante fiscale non fa cessare la natura di soggetto non residente e quindi non ha rilevanza sulla imponibilità o meno dell’operazione e nemmeno sul luogo in cui la stessa sia avvenuta.

 

Nomina

Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 17 del D.P.R. 633/72 il rappresentante fiscale deve essere nominato con:
1)  atto pubblico;
2)  scrittura privata autenticata;
3)  lettera annotata
in apposito registro tenuto presso l’Agenzia delle Entrate territorialmente competente.

L’atto di nomina deve essere antecedente all’esecuzione di qualunque operazione. Il rappresentante fiscale può essere sia una persona fisica che giuridica e lo può essere contemporaneamente per più soggetti e dunque potrà essere intestatario di più partite IVA se ne risulta già in possesso.  È inoltre possibile la nomina per  una singola operazione e non per tutte le operazioni effettuate dal cliente estero  in Italia.

Il rappresentante fiscale è soggetto a tutti gli obblighi previsti dalla normativa IVA per i soggetti residenti e gode dei medesimi diritti, se non è  titolare di partita  IVA dovrà presentare la dichiarazione di inizio attività all’Agenzia delle Entrate, mentre in caso contrario gliene verrà assegnata un’ulteriore. Il  rappresentante fiscale dovrà emettere fattura senza applicazione dell’IVA nel momento in cui effettui cessione di beni o prestazione di servizi nei confronti di soggetti IVA residenti.

 

In maniera speculare i cessionari, ai sensi dell’articolo 17 comma 2 D.P.R. 633/72 avranno l’obbligo di emettere autofattura o di integrare con l’IVA la fattura ricevuta.
Si segnala che l’obbligo di emettere la fattura senza applicazione dell’IVA è stato introdotto a decorrere dal 1° gennaio 2010.
La natura dell’attività di rappresentante fiscale  rientra tra le attività di consulenza tecnica e legale.

Principali caratteristiche e adempimenti

Il rappresentante fiscale sostituisce in tutti gli adempimenti relativi ad Iva il soggetto estero ed è solidalmente responsabile con il medesimo per gli obblighi IVA.  Nel caso in cui vi sia stata una successione temporale di più rappresentanti fiscali di uno stesso soggetto la solidarietà non  opera per tutte quelle operazioni effettuate precedentemente alla sua nomina, che comunque ha natura sostanziale, cosicché la responsabilità del rappresentante non può mai estendersi ad eventi precedenti la sua nomina.

Il rappresentante fiscale italiano di un soggetto non residente ha una responsabilità determinata non solo in funzione di un accordo privatistico che lo lega al  rappresentato non residente, ma in special modo dall’applicazione delle norme giuridiche sulla territorialità dell’operazione e l’individuazione del debitore d’imposta.

È contemplata anche la figura del rappresentante fiscale leggero nella misura in cui il soggetto effettui in Italia esclusivamente operazioni che non comportano versamento dell’IVA perché sono operazioni non imponibili o esenti.

Tale soggetto, che come il rappresentante fiscale “pesante” è alternativo al sistema dell’identificazione diretta nello stato estero, prevede:

  • La fatturazione delle operazioni intra-comunitarie;
  • L’integrazione delle fatture di acquisto estere;
  • Emissione di fatture per operazioni non imponibili;
  • La compilazione degli elenchi INTRASTAT.

 

Il soggetto non residente anche se ha nominato il rappresentante fiscale non può recuperare l’imposta relativa agli acquisti effettuati prima della nomina con la procedura detta “ordinaria” secondo gli  articoli 19 e 38 bis del D.P.R. 633/72, ma dovrà avvalersi di quanto disposto dall’articolo 38 ter dello stesso D.P.R. fino al giorno antecedente la nomina del rappresentante fiscale.

Inoltre le fatture relative ad acquisti effettuati direttamente in Italia da parte di società appartenente alla UE prima della nomina di un rappresentante fiscale non possono essere registrate e computate in detrazione per il calcolo delle imposte  da versare da parte del rappresentante fiscale in Italia.
Come accennato un soggetto non residente non può nominare più di un rappresentante fiscale in Italia ed in caso di sua sostituzione  sarà sempre il soggetto estero ad essere titolare dei diritti e doveri previsti dalla disciplina IVA.
Qualora un’impresa che si avvalesse di un rappresentante fiscale in Italia decidesse di cambiare strategia ed intendesse operare direttamente dovrebbe preliminarmente procedere alla chiusura della partita IVA richiesta per loro conto dal rappresentante prima nominato presentando all’Agenzia delle Entrate la dichiarazione di chiusura attività.

Da ultimo si ricorda che un rappresentante fiscale può avere diverse partite IVA a seconda di quanti rappresentanti fiscali abbia, ma un’azienda non residente può avere unicamente un solo rappresentante fiscale in Italia.

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