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SNC: mancata notifica al socio e responsabilità solidale

19 Novembre 2015

Cass. civ., sez. trib., 18 novembre 2015, n. 23544

Litisconsorzio

Il socio di una società in nome collettivo risponde solidalmente dei debiti tributari di quest’ultima, a nulla rilevando che sia rimasto estraneo agli atti di accertamento ed impositivi finalizzati alla formazione del ruolo. È quanto afferma la Corte di Cassazione, con sentenza del 18 novembre 2015, n. 23544.

 

Il contribuente ricorreva avverso la cartella di pagamento notificatagli in quanto socio della SNC, relativa all’avviso di accertamento del reddito sociale – ai fini IVA e IRAP – notificato alla sola società e non anche ai suoi soci.

 

Confermata dalla CTR la legittimità della cartella, il contribuente proponeva ricorso per Cassazione, denunciando, da un lato, l’omesso esame delle censure formulate con riguardo al merito dell’accertamento e, quindi, ai motivi dell’impugnazione dell’avviso; dall’altro, la ritenuta legittimità dell’operato dell’Amministrazione finanziaria e l’opponibilità al socio del giudicato, posto a base della cartella, formatosi solo nei confronti della società.

 

La Suprema Corte accoglie il ricorso, richiamando un principio già affermato: “il socio di una società in nome collettivo, infatti, risponde solidalmente dei debiti tributari di quest’ultima, ai sensi dell’art. 2291 c.c., a nulla rilevando che sia rimasto estraneo agli atti di accertamento ed impositivi finalizzati alla formazione del ruolo. È, pertanto, legittimo che l’amministrazione finanziaria proceda alla riscossione coattiva nei confronti del socio, ancorché receduto, il cui diritto di difesa è garantito dalla possibilità di opporre, in sede di impugnativa dell’avviso di mora, tutte le ragioni che avrebbe potuto far valere avverso l’avviso di accertamento, in quanto socio all’epoca in cui il debito tributario è sorto” (Cass. civ., sez. trib., n. 10584/2007; cfr., inoltre, Cass. nn. 25275/2014 e  11228/2007). Non avendo, invece, la Commissione regionale esaminato le censure formulate dal socio, la Corte cassa la sentenza impugnata e rinvia ad altra sezione della CTR.

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