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Riforma della Giustizia Tributaria: per l'Uncat è giunto il momento di scelte coraggiose

Nella giornata di oggi, 2 luglio, l'Unione Nazionale delle Camere degli Avvocati tributaristi ha pubblicato un comunicato stampa a seguito della proposta della Commissione interministeriale Economia-Giustizia sulla riforma della Giustizia tributaria, che, come noto, ha disegnato e consegnato le linee guida al Governo per una riforma fiscale organica e strutturale.

 

Nel documento pubblicato dall'Uncat si denota un incitamento verso l'Esecutivo al compimento di scelte coraggiose e a reale tutela dei contribuenti.

Infatti, l'Associazione chiede al Governo di compiere un vero cambiamento in merito alla Giustizia Tributaria, con la previsione di una magistratura tributaria non diversa da tutte le altre giurisdizioni: un giudice professionale, a tempo pieno, specializzato e assunto tramite concorso.

 

L'Uncat, inoltre, specifica l'apprezzamento verso le sette linee direttrici su cui si basa la proposta di riforma presieduta dal Prof. della Cananea, come ad esempio: voler ampliare il contraddittorio e il ricorso all’autotutela nei procedimenti amministrativi tributari; migliorare l’offerta complessiva di giustizia, apportando correttivi alla conciliazione giudiziale; colmare il deficit di informazione sulla giurisprudenza dei giudici tributari; rafforzare la specializzazione dei giudici tributari e consolidarne, al tempo stesso, l’indipendenza, sia sul piano del trattamento economico sia su quello dell’istituzione che è chiamata a garantirla, cioè il Consiglio di presidenza della Giustizia tributaria; apprestare migliori difese processuali degli interessi in gioco; e, infine, migliorare l’offerta di giustizia all’interno del giudizio di legittimità, relativamente alla Corte di Cassazione.

 

Insomma, per l'Associazione dei tributaristi è davvero giunto il momento di cambiare e spingersi verso una nuova corrente, auspicando, dunque, ad una magistratura indipendente e a tempo pieno, e sottolineando la necessità che il PNRR sia l'occasione per il Governo di rilancio piuttosto che di conservazione.

 

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