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Nuove black lists, Singapore diventa white

Rivoluzionate le black lists: quella sulla “indeducibilità dei costi” passa da 67 Paesi a 46 (abbandonata da ben 21 Stati tra cui, Isole Cayman, Bermuda, Emirati Arabi Uniti e Singapore), mentre da quella sulle “Controlled Foreign Companies (CFC)” sono stati cancellati Filippine, Malesia e Singapore.

Così stabiliscono i due Decreti di modifica delle black lists firmati ieri dal Ministro dell’economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, di cui ne viene data notizia con il Comunicato n. 77, pubblicato sul sito e  contenente le nuove liste.

Le nuove e smagrite blalck lists sono l’effetto diretto dell’attuazione degli innovati criteri di elaborazione delle stesse, previsti dalla Legge di Stabilità 2015 al fine di favorire l’attività economica e commerciale transfrontaliera delle nostre imprese.

 

Black list indeducibilità dei costi

Come prescritto dalla Stabilità (art. 1, c. 678), la nuova lista non è più formata in base all’adeguato livello di tassazione di Paesi e giurisdizioni ma si fonda sullo (ormai unico) criterio della mancanza di un adeguato scambio di informazioni con l’Italia. La riscritta Black list, contempla ora solo più 46 giurisdizioni estere, impendendo la deducibilità dei costi relativi a transazioni con queste effettuate. 

 

Black list CFC

Per quanto riguarda le Controlled Foreign Companies (CFC), la Stabilità ha invece mantenuto entrambi i criteri, scambio di informazioni e adeguato livello di tassazione, stabilendo, però, per quest’ultimo, che, non deve’essere inferiore al 50% di quello applicato in Italia (art. 1, comma 680). Sulla base delle nuove disposizioni, sono uscite dalla lista Filippine, Malesia e Singapore.

Come specificato nel comunicato, un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate fornirà l’elenco dei “regimi fiscali speciali che prevedono un livello di tassazione inferiore al 50% di quello previsto in Italia, anche se applicati da un Paese con regime di tassazione generale non inferiore al 50% di quello italiano”.

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