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Niente abuso di diritto su scissione totale non proporzionale

29 Marzo 2019 |

Agenzia delle Entrate

Scissione d'azienda

 

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta ad interpello n. 87, è tornata ad occuparsi di scissione di una società.

In particolare, l’interpello riguardava il caso di una scissione totale non proporzionale a favore di due società beneficiarie di nuova costituzione, aventi forma giuridica diversa da quella della società scissa, alle quali sarebbe da assegnare una porzione del patrimonio della società scissa (composto da rami di azienda e immobili). L’istante dichiarava che la scissione prospettata «sarà effettuata interamente a valori contabili fiscalmente riconosciuti, senza emersione di plusvalenze e minusvalenze rilevanti e senza conguagli in denaro, con specifica dichiarazione che i soci non intendono cedere, nel periodo immediatamente successivo alla scissione, le loro quote di partecipazione in entrambe le società, se non a famigliari».

 

Tale scissione, secondo l’interpellante, non configurava abuso del diritto, perché retta da valide ragioni economiche, volte a non aggirare le norme fiscali. Le Entrate, sulla base delle dichiarazioni e delle affermazioni dell’istante, hanno concordato con la prospettiva da esso presentata: l’operazione di scissione societaria sottoposta all’esame del Fisco non comporta il conseguimento di alcun vantaggio fiscale indebito, non ravvisandosi alcun contrasto con la ratio di disposizioni fiscali o con i principi dell’ordinamento tributario.

 

L’Agenzia ha inoltre specificato che «in linea di principio, l’operazione di scissione è fiscalmente neutrale, ai sensi dell’art. 173 del T.U.I.R., e il passaggio del patrimonio della società scissa a una o più società beneficiarie - che non usufruiscono di un sistema di tassazione agevolato - non determina la fuoriuscita degli elementi trasferiti dal regime ordinario d’impresa». Resta fermo che l’operazione di scissione dovrà essere effettuata nel rispetto delle prescrizioni normative contenute nell’art. 173 del T.U.I.R, nonché, ove compatibili, di quelle contenute nell’art. 170 (trattandosi di una scissione che, relativamente alla quota parte di patrimonio assegnata a ciascuna società beneficiaria, importa, contestualmente, una trasformazione “omogenea progressiva”), e delle ulteriori disposizioni contenute nel T.U.I.R. destinate a disciplinare la fiscalità dei soci.

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