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False fatture, attenzione agli indizi potenzialmente decisivi

Prediligere i chiarimenti e le giustificazioni del contribuente agli elementi offerti dall’Amministrazione, senza dare adeguatamente conto delle ragioni di tale scelta, fa incappare il giudice tributario nel vizio di insufficiente motivazione. Effetto conseguente, l’annullamento della sentenza di merito che non ha sufficientemente giustificato lo scostamento dalle circostanze di fatto offerte dall’Ufficio e “astrattamente decisive ai fini del giudizio”.

Così è avvenuto per la pronuncia di merito che ha ritenuto convincente la difesa spiegata dal contribuente per dimostrare l’esistenza delle fatture contestate dall’Amministrazione che, reputandole false, impediva la detrazione dell’IVA versata sulle stesse. La Corte di Cassazione, con la sentenza depositata lo scorso 23 marzo scorso, n. 5742, ha, infatti, annullato la menzionata pronuncia, rimettendo la causa al giudice del rinvio.

Quali sono gli elementi decisivi quando si sospettano operazioni inesistenti

Nella fattispecie, le circostanze di fatto prodotte dall’Ufficio e ritenute dagli Ermellini astrattamente decisive ai fini del giudizio di fatto sull’esistenza delle operazioni fatturate, sono:

  • la mancanza di dotazioni di mezzi, attrezzature e personale dipendente, “indispensabili per rendere le prestazioni fatturate”, presso la società emittente le fatture;
  • la totale estraneità dell’oggetto sociale della predetta società rispetto ai beni e ai servizi oggetto delle fatture;
  • l’avvenuto pagamento in contanti delle operazioni.
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