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Donazione coniugale e rivendita dopo un anno: è elusione

29 Novembre 2017 |

Cass. civ., sez. trib.

Abuso del diritto o elusione

 

Elusione fiscale anche per la donazione di un bene ad un parente, se successivamente (anche un anno dopo) lo stesso bene viene rivenduto. È il parere della Suprema Corte di Cassazione con la sentenza del 22 novembre 2017 n. 27781. La Sezione Tributaria Civile ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, che impugnava la sentenza di Appello favorevole ad una contribuente.

 

Il Fisco aveva contestato alla donna l’omessa dichiarazione della plusvalenza derivante dalla donazione di una quota di terreno edificabile: la contribuente aveva donato al marito un’area edificabile, rivenduta parzialmente, un anno dopo, ad una S.r.l. In considerazione del lasso di tempo, ritenuto breve dall’Ufficio, la donazione era stata classificata con scopo elusivo, in quanto priva di utilità.

La Cassazione, accogliendo il ricorso del Fisco, ha osservato che, «questa Corte ha più volte affermato, in relazione a fattispecie analoghe a quella in esame (donazione di un terreno ad un prossimo congiunto poco prima della vendita del medesimo da questi effettuata ad un terzo) l’inopponibilità all’Amministrazione finanziaria dei benefici fiscali derivanti dalla combinazione di operazioni, qualora dagli elementi del caso concreto si possa presumere lo scopo elusivo dell’operazione posta in essere, in ragione del principio generale antielusivo ricavabile dall’art. 53 Cost., in combinazione con i principi comunitari». Non viene neanche richiesto un comportamento necessariamente fraudolento da parte del contribuente, «essendo sufficiente un uso improprio, ingiustificato o deviante di un legittimo strumento giuridico, che consenta di eludere l’applicazione del regime fiscale».

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