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Convenzione per le royalties dei prodotti di design industriale

 

Anche i prodotti di design industriale possono essere considerati come opere d’arte, purché siano dotati di carattere creativo e di valore artistico. Lo specifica la Risoluzione 143/E dell’Agenzia delle Entrate, con la quale il Fisco ha risposto al quesito di una società operante nel settore dell’arredamento di alta gamma per la casa o per luoghi della collettività quali alberghi, musei, navi da crociera, ristoranti.

 

L’oggetto del quesito riguardava le collezioni comprendenti opere di design, concesse in licenza esclusiva dagli eredi degli autori o dalle loro fondazioni. In particolare, la società aveva stipulato un contratto con una fondazione per acquistare i diritti di utilizzazione economica di alcune icone in cambio del pagamento di royalties. Il dubbio interpretativo prospettato nell’istanza riguardava la riconducibilità di tali royalties nell’ambito dell’art. 12, paragrafo 3, della Convenzione contro le doppie imposizioni tra l’Italia e la Francia, stipulata a Venezia il 5 ottobre 1989 e ratificata con Legge 7 gennaio 1992, n. 20: la società riteneva che le royalties pagate alla fondazione riguardassero lo sfruttamento del diritto d’autore su prodotti iconici dotati di “carattere creativo” e di “valore artistico” e, pertanto, dovrebbero essere esenti dalla ritenuta alla fonte a titolo d’imposta.

 

L’Agenzia ha osservato che l’art. 12 della Convenzione italo-francese prevede, in generale, che i canoni possano essere tassati, oltre che nello Stato di residenza del beneficiario effettivo, anche nello Stato della fonte (nel caso in esame l’Italia) mediante l’applicazione di una ritenuta con aliquota del 5 per cento applicabile sull’importo lordo dei canoni stessi.

 

Le Entrate hanno richiamato la più recente giurisprudenza della Suprema Corte, secondo la quale il valore artistico di un design industriale costituisce un elemento che, unitamente al carattere creativo, conferisce al prodotto “un valore diverso ed aggiuntivo rispetto a quello della sua mera funzionalità”. Se è possibile accertare il “carattere creativo ed il valore artistico delle opere in esame, con conseguente accesso alla tutela del diritto d’autore, quest’ultime potranno rientrare nell’ambito applicativo del citato paragrafo 3 dell'art. 12 della Convenzione. In tale ipotesi, non saranno imponibili in Italia le royalties corrisposte da Alfa a favore della Fondazione Beta, sempreché, naturalmente, quest’ultima risulti esserne l'effettiva beneficiaria”.

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