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Catasto: via al digitale

L’era telematica degli archivi catastali si è ufficialmente aperta ieri, giorno in cui l’Agenzia delle Entrate, ottemperando a quanto sancito dal nuovo Codice dell’amministrazione digitale, ha abbandonato l’archiviazione cartacea degli atti di aggiornamento catastale a favore di quella informatica nell’ambito del Sistema di Conservazione dei Documenti digitali (SCD).

 

Un’evoluzione che, secondo le previsioni dell’Amministrazione finanziaria contenute in una breve nota emessa ieri stesso, “porterà vantaggi sia per l’Agenzia che per le categorie professionali e i cittadini, in un’ottica di trasparenza, efficienza e spending review”.

 

Il passaggio al digitale è cominciato il 1° giugno dell’anno scorso, data a decorrere dalla quale la trasmissione telematica degli atti di aggiornamento catastale Pregeo e Docfa è stata resa obbligatoria per i tecnici professionisti. Poi la svolta di ieri: per il catasto terreni, d’ora in poi saranno conservati digitalmente, si legge nella nota, “gli atti di aggiornamento redatti con la procedura Pregeo, insieme all’eventuale documentazione integrativa, nonché gli attestati di approvazione e di annullamento degli stessi, firmati digitalmente dal direttore dell’ufficio o da un suo delegato”; per gli atti del catasto fabbricati, redatti con la procedura Docfa, “la conservazione digitale viene, invece, effettuata direttamente dalle applicazioni informatiche, che gestiscono i documenti firmati digitalmente”. 

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