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PTT: scatta l’obbligo dei depositi telematici mediante il Sistema di Giustizia Tributaria

Sommario

Premessa | Ambito di applicazione del PTT e Sistema Informativo della Giustizia Tributaria (SIGIT) | Notifiche e comunicazioni telematiche | Elezioni di domicilio digitale e indirizzo pec | Notificazione e deposito del ricorso/appello | Fascicolo informatico | Deposito degli atti successivi alla costituzione in giudizio | La NIR vai web ed il pagamento del CUT | In conclusione |

Premessa

 

Il Processo Tributario Telematico (PTT), dopo una fase in regime di facoltatività, diventa obbligatorio per i giudizi instaurati innanzi le Commissioni Tributarie di primo e secondo grado con ricorso/appello notificato a partire dal 1° luglio 2019

L’art. 16 del D.L. 23 ottobre 2018, n. 119 convertito in legge 17 dicembre 2018, n. 136, modificando l’articolo 16-bis del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 ha, infatti, stabilito che dal 1° luglio 2019, la notifica e il deposito degli atti processuali presso le segreterie delle Commissioni Tributarie sono eseguiti esclusivamente in modalità telematica. La predetta prescrizione normativa interviene a conclusione di una graduale estensione a livello nazionale di deposito facoltativo con le medesime modalità telematiche, che ha avuto inizio il 1° dicembre 2015 e si è conclusa il 15 luglio 2017.

L’applicativo telematico messo a disposizione degli utenti consente, previa registrazione, di accedere al Sistema Informativo della Giustizia Tributaria (SIGIT) e di depositare gli atti e di documenti processuali già notificati alla controparte.

Dall’area riservata del portale della giustizia tributaria si accede direttamente al servizio “Telecontenzioso” ove è possibile anche consultare il fascicolo processuale informatico contenente tutti gli atti e documenti del contenzioso a cui le parti sono interessate e per i quali sono riconosciute dal sistema come abilitate alla visualizzazione. La digitalizzazione delle fasi della notifica, così come l’informatizzazione della procedura di deposito, comporta vantaggi notevoli per tutti gli addetti ai lavori del processo tributario.

Ambito di applicazione del PTT e Sistema Informativo della Giustizia Tributaria (SIGIT)

 

A partire dal 1° luglio 2019, tutti gli atti e i provvedimenti del processo tributario, nonché quelli relativi al procedimento attivato con l’istanza di reclamo e mediazione dovranno essere formati come documenti informatici sottoscritti con firma elettronica qualificata o digitale secondo le modalità disciplinate dal regolamento adottato dal Ministero delle Finanza del 23 dicembre 2013 [(breviter Regolamento) Decreto ministeriale del 23 dicembre 2013, n. 163, recante il “Regolamento recante la disciplina dell’uso di strumenti informatici e telematici nel processo tributario in attuazione delle disposizioni contenute nell’articolo 39, comma 8, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111”].

 

La trasmissione, la comunicazione, la notificazione e il deposito dei suddetti atti e provvedimenti dovrà quindi avvenire esclusivamente con modalità informatiche nei modi previsti dal Regolamento.

  • Qualora nel processo di primo grado la parte abbia utilizzato le modalità telematiche sarà tenuta a proseguire nello stesso modo per l’intero grado del giudizio nonché per l’appello.
  • Qualora, invece, il processo di primo grado sia stato avviato con la tradizionale modalità cartacea l’utente avrà la facoltà di proseguirlo con tale modalità.

L’obbligo, tuttavia, non sussiste per i contribuenti che stanno in giudizio personalmente, ossia senza difensore tecnico per le controversie di valore fino ad euro 3.000,00.

Per potere eseguire il deposito del ricorso/appello e degli altri atti processuali in modalità telematica è necessario registrarsi all’applicativo PTT del Sistema informativo della Giustizia Tributaria (SIGIT) accessibile dall’indirizzo internet: www.giustiziatributaria.gov.it ( Per un disamina più approfondita delle modalità di iscrizione al portale della Giustizia Tributaria si veda l’articolo 3 del Decreto ministeriale del 23 dicembre 2013, n. 163 e gli articoli 3, 4 e 5 del Decreto attuativo del Ministero dell’economia e delle Finanze del 4 agosto 2015 n. 88267, recante “Specifiche tecniche previste dall’articolo 3, comma 3, del regolamento recante la disciplina dell’uso di strumenti informatici e telematici nel processo tributario in attuazione delle disposizioni contenute nell’articolo 39, comma 8, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111”).

 

Tale sistema assicura:

  1. l’individuazione della Commissione Tributaria adita;
  2. l’individuazione del procedimento giurisdizionale tributario attivato e del soggetto abilitato;
  3. la trasmissione e ricezione degli atti e documenti alla Commissione Tributaria competente;
  4. il rilascio delle attestazioni concernenti le suddette attività;
  5. la formazione del fascicolo processuale informatico e l’estrazione e/o visualizzazione degli atti e documenti ivi contenuti.

 

Notifiche e comunicazioni telematiche

 

Le parti, una volta effettuata la notifica dei ricorsi/appelli a mezzo posta elettronica certificata (PEC), dal 1° luglio 2019 avranno l’obbligo di depositarli avvalendosi del canale telematico e previa registrazione al PTT.

Il ricorso e ogni altro atto processuale “principale” in forma di documento informatico dovranno rispettare taluni requisiti obbligatori, quali:

  1. il formato PDF/A-1a o PDF/A-1b;
  2. l’assenza di elementi attivi, tra cui macro e campi variabili;
  3. la redazione tramite l’utilizzo di software ad hoc el’assenza di copia per immagine su supporto informatico di documento analogico;
  4. la sottoscrizione con firma elettronica qualificata e/o digitale con conseguente denominazione:
  • <lt;
  • nome file libero >
  • .pdf.p7m.

I documenti informatici allegati all’atto principale, per i quali, invece, è ammessa la scansione in formato immagine di documenti analogici, dovranno rispettare i seguenti requisiti:

  1. formato PDF/A-1a o PDF/A-1b, oppure TIFF con una risoluzione massima di 300 DPI;
  2. assenza di elementi attivi, tra cui macro e campi variabili;
  3. sottoscrizione con firma elettronica qualificata e/o digitale.

La dimensione massima consentita di ogni singolo documento informatico sarà di 10 MB, con un numero non superiore a cinquanta documenti informatici per ciascun invio telematico.

Elezioni di domicilio digitale e indirizzo pec

 

L’utente, sarà tenuto ad indicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata nel ricorso introduttivo o nell’istanza di reclamo e mediazione notificati tramite PEC.

L’indirizzo PEC, quindi, sarà quello dichiarato dalle parti nel ricorso o nel primo atto difensivo ed è riportato nella nota di iscrizione a ruolo e costituirà elezione di domicilio digitale ai fini delle comunicazioni processuali e delle notificazioni telematiche.

Sulla base delle diverse tipologie di soggetti coinvolti nel processo tributario, gli indirizzi PEC posso essere reperiti nei seguenti registri ufficiali.

 

In dettaglio:

  • per i professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato, l’indirizzo PEC deve coincidere con quello comunicato ai rispettivi ordini ed è pubblicato nel registro INI-PEC;
  • per i soggetti abilitati all’assistenza tecnica dinanzi alle Commissioni Tributarie, l’indirizzo PEC deve coincidere con quello rilasciato da un gestore previa identificazione del soggetto medesimo;
  • per le società e le imprese individuali iscritte nel registro delle imprese, l’indirizzo PEC deve coincidere con quello comunicato al momento dell’iscrizione nel registro delle imprese ed è pubblicato nel registro INI-PEC;
  • per gli enti impositori, l’indirizzo PEC è quello individuato nel registro IPA.

In caso di errata indicazione dell’indirizzo di PEC negli atti difensivi, gli utenti possono comunque utilizzare gli elenchi consultabili nell’INI-PEC.

 

Notificazione e deposito del ricorso/appello

 

Il ricorso e gli altri atti del processo tributario, notificati a mezzo PEC, dovranno essere depositati dagli utenti utilizzando il portale “Telecontenzioso” messo a disposizione dal SIGIT e compilando la nota di iscrizione a ruolo (NIR) via web.

Infatti, ai fini della costituzione in giudizio del ricorrente, il soggetto trasmette al portale della giustizia tributaria:

  • il ricorso, l’istanza di reclamo e mediazione, l’atto di appello;
  • le ricevuta di PEC che attestano l’avvenuta accettazione e consegna della notifica dell’atto principale;
  • la procura alle liti;
  • la documentazione comprovante il pagamento del contributo unificato tributario (CUT);
  • gli eventuali documenti allegati.

 

In seguito al deposito telematico, il SIGIT svolge una serie di controlli automatizzati sui file trasmessi, tra cui:

  1. controllo antivirus;
  2. verifica della dimensione;
  3. verifica della validità della firma apposta;
  4. verifica dell’integrità;
  5. controllo del formato.

Al termine di tali controlli, il sistema consentirà o meno l’acquisizione degli atti e degli allegati e rilascerà all’utente in modo sincrono una ricevuta di accettazione.

 

Successivamente alla fase di accettazione degli atti, il SIGIT procede ai controlli ed alle verifiche, il cui esito può dar luogo al perfezionamento del deposito dell’atto processuale ovvero alla mancata acquisizione dell’atto principale o di alcuni dei suoi allegati, per la presenza di determinate anomalie.

-       In caso di esito positivo dei controlli, il sistema provvede all’iscrizione del ricorso al Registro Generale.

-       In caso di riscontro nel ricorso di anomalie “bloccanti”, invece, il sistema non procede all’iscrizione nel Registro Generale.

-       In caso di riscontro nei soli allegati al ricorso di anomalie “non bloccanti” il SIGIT iscrive il ricorso al Registro Generale ma non acquisisce i file contenenti le anomalie riscontrate.

 

Gli esiti positivi del controllo così come le eventuali anomalie rilevate verranno comunicate dal portale al depositante mediante apposito messaggio di e, contestualmente, rende disponibile nell’area riservata un messaggio contenente la tipologia di esito.

Fascicolo informatico

 

I file relativi agli atti processuali e agli allegati depositati dalle parti costituite in giudizio formano il fascicolo processuale informatico del PTT. In esso verranno raccolti, altresì, le ricevute di PEC ed i messaggi di sistema.

 

In dettaglio, il fascicolo informatico sarà costituito da quattro cartelle:

  1. fascicolo del ricorrente: contenente tutti gli atti processuali, gli allegati e le ricevute rilasciate dal sistema al soggetto che ha introdotto la causa;
  2. fascicolo del resistente: contenente tutti gli atti processuali, gli allegati e le ricevute rilasciate dal sistema alla parte resistente;
  3. fascicolo d’ufficio: contenente tutti i provvedimenti giurisdizionali adottati dalla Commissione Tributaria adita e le comunicazioni inviate alle parti processuali dal personale amministrativo, quali:
    1. le comunicazioni processuali effettuate dalla Segreteria;
    2. il verbale d’udienza;
    3. i provvedimenti giurisdizionali (sentenze, decreti e ordinanze);
    4. altri atti eventuali (quali ad esempio: atto di nomina del consulente tecnico d’ufficio ecc).
  4. fascicolo delle altre parti resistenti: contenente tutti gli atti processuali, gli allegati e le ricevute rilasciate dal sistema al terzo intervenuto volontariamente nel giudizio, ovvero chiamato in causa.

 

L’accesso al fascicolo informatico nel SIGIT consente alle parti del giudizio di visualizzare i documenti ivi contenuti ed al medesimo tempo di estrarre una copia degli atti, documenti e provvedimenti contenuti.

Deposito degli atti successivi alla costituzione in giudizio

 

La costituzione in giudizio del resistente e/o appellato può avvenire mediante il deposito delle controdeduzioni e dei documenti allegati con le medesime modalità telematiche analizzate per la costituzione in giudizio del ricorrente/appellante.

Pertanto, il depositante dovrà compilare le opportune schermate presenti nel SIGIT, ed in particolare:

  1. inserire le informazioni contenute nelle schermate dell’applicativo del PTT;
  2. allegare singolarmente i file degli atti processuali e documenti;
  3. validare e trasmettere gli atti.

 

Anche in questo caso, al completamente delle operazioni di deposito, il portale rilascia in modo sincrono una ricevuta di accettazione che verrà anche inviata all’indirizzo PEC del depositante.

Successivamente alla fase di trasmissione, il sistema procede ai controlli ed alle verifiche riguardanti le controdeduzioni e gli allegati depositati, al cui termine comunica, anche all’indirizzo PEC del soggetto abilitato:

  • l’esito positivo dell’acquisizione, confermando che la trasmissione, indentificata con la ricevuta sincrona di accettazione;
  • eventuali anomalie “bloccanti” che non permettono il deposito delle controdeduzioni, alla cui presenza il sistema non rilascia la ricevuta che attesta l’acquisizione delle controdeduzioni e dei suoi allegati;
  • eventuali anomalie “non bloccanti” che permettono il deposito delle controdeduzioni.

La NIR vai web ed il pagamento del CUT

 

Tra le funzionalità messe a disposizione dal SIGIT si segnala la nota di iscrizione a ruolo telematica (NIR), che consentirà al soggetto che intenda depositare il ricorso/appello e gli altri atti con le modalità cartacee, l’utilizzo del servizio di compilazione e trasmissione telematica della NIR.

In particolare, previa registrazione al PTT, il ricorrente/appellante può compilare la NIR via web ed ottenere, al termine della procedura, un numero identificativo che consente al sistema di acquisire i medesimi dati presenti nella NIR cartacea.

Nella NIR, tra l’altro va fatto espresso riferimento al pagamento del Contributo Unificato Tributario (CUT), di cui si richiede la compilazione di apposta schermata all’interno della quale l’utente indica i seguenti dati:

  1. il valore della controversia dichiarato;
  2. la modalità di pagamento prescelta (F23, conto corrente postale, contrassegno, pagoPA dal 24 giugno 2019) per il versamento del CUT, ovvero la prenotazione a debito effettuata o la richiesta di patrocinio a spese dello Stato;
  3. il codice dell’ufficio o ente e il codice tributo riportati nel modello F23.

 

In caso di pagamento mediante F23, la parte deve scansionare la ricevuta analogica del versamento del CUT, apporvi la firma digitale ed allegarla all’atto principale selezionando l’apposita voce nella tabella dei documenti allegati.

In caso di versamento del CUT tramite contrassegno, oltre la suddetta procedura di scansione del file e trasmissione dello stesso, è necessario che la parte depositi, quanto prima, presso la segreteria della Commissione tributaria l’originale di detto contrassegno.

 

In conclusione

 

Con l’obbligatorietà del PTT al 1° luglio 2019 il processo tributario telematico entra nel vivo con i suoi indubbi vantaggi.

La digitalizzazione delle fasi di notifica e deposito del ricorso e dei documenti, infatti, comporta benefici per tutti gli operatori coinvolti nelle varie fasi del processo tributario, dai giudici tributari alle parti del processo con i relativi difensori, oltre che al personale abilitato delle segreterie delle Commissioni Tributarie, e ciò in termini di semplificazione, celerità e trasparenza degli adempimenti processuali.

Dopo la fase di transizione ed in attesa che il portale della giustizia tributaria entri a regime con l’obbligatorietà sarebbe auspicabile anche un impatto positivo sulla durata del processo con evidenti impatti, in termini di efficienza, sull’attività giurisdizionale delle Commissioni Tributarie.

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