Focus

Nota di iscrizione a ruolo nel Processo tributario telematico

Sommario

Inquadramento | Compilazione della NIR | Nota di iscrizione a ruolo ricorsi | Nota di iscrizione a ruolo appelli | Nota di iscrizione a ruolo atti successivi | Nota di iscrizione a ruolo documenti successivi | Validazione della NIR | Trasmissione della NIR |

Inquadramento

L’art. 2, comma 35-quater, lett. c), D.L. n. 138/2011, convertito dalla L. n. 148/2011, ha modificato l’art. 22 d.lgs. n. 546/1992 inserendo obbligo per la parte ricorrente, a decorrere dal 17 settembre 2011, di depositare all’atto della costituzione in giudizio la nota contenente la richiesta di iscrizione a ruolo del ricorso tributario nel registro generale dei ricorsi o degli appelli.

Il Processo Tributario Telematico ha fatto sua la nota di iscrizione a ruolo (di seguito NIR) prescrivendo all’art. 10 del «Regolamento recante la disciplina dell'uso di strumenti informatici e telematici nel processo tributario» (Decreto del 23 dicembre 2013, n. 163 - Min. Economia e Finanze) che «La costituzione in giudizio del ricorrente, nel caso di notifica del ricorso ai sensi dell'art. 9, avviene con il deposito mediante il S.I.Gi.T del ricorso, della nota d'iscrizione a ruolo e degli atti e documenti ad esso allegati, attestato dalla ricevuta di accettazione rilasciata dal S.I.Gi.T. recante la data di trasmissione».

 

Pertanto a partire dalla entrata in vigore del Processo Tributario Telematico (1° dicembre 2015 nelle Commissioni Tributarie delle Regioni di Toscana ed Umbria) la costituzione in giudizio del ricorrente che abbia scelto la via telematica, o dell’appellante se in secondo grado di giudizio, avviene con il deposito attraverso il portale web del S.I.Gi.T, (il Sistema Informativo della Giustizia Tributaria) della NIR contenente il ricorso e gli atti e documenti ad esso allegati, tra cui obbligatoriamente la ricevuta di PEC che attesta l'avvenuta notifica del ricorso alla controparte, la procura alle liti e la documentazione comprovante il pagamento del contributo unificato tributario.

Compilazione della NIR

Il S.I.Gi.T. mette a disposizione dell’utente anche la possibilità di compilare la nota di iscrizione a ruolo in modalità web, ma senza utilizzarla per la costituzione in giudizio telematica; la funzionalità permette difatti solo di compilare la NIR cartacea per i ricorsi da depositare in seguito in Commissione Tributaria Provinciale.

I dati relativi al procedimento dai quali verrà prodotta la stampa della NIR sono inseriti mediante una compilazione a schede nella quale l’utente è sempre guidato in base al numero degli elementi dichiarati ed allo stato della compilazione delle schede del ricorso.

Le schede che compongono il procedimento sono quelle relative a:

  • dati generali,
  • ricorrenti,
  • rappresentanti,
  • difensori,
  • domicilio eletto,
  • parti resistenti,
  • atti impugnati,
  • calcolo CU,
  • validazione.
 
L’utente, una volta completata la compilazione, potrà stampare il risultato della stessa da utilizzare quando si recherà presso lo sportello della Commissione Tributaria o per la spedizione a mezzo posta raccomandata.
Per inviare, invece, i documenti processuali attraverso il S.I.Gi.T. occorre compilare nell’omonimo sito le pagine relative alla NIR telematica.
A differenza della NIR cartacea, la scrittura telematica avviene con una sorta di “compilazione assistita” dei campi; difatti l’utente non deve scrivere praticamente nessun dato di suo pugno, ma limitarsi a selezionare una delle voci che gli viene proposta dai menù a tendina di ogni casella.
Tale modalità compilativa risponde a due specifiche esigenze:
 
 
a) assicurare la omogeneità e completezza delle definizioni associate alle NIR ed ai fascicoli digitali all’interno dei data base del S.I.Gi.T., di modo che le ricerche effettuate per parola chiave diano con certezza tutti i risultati connessi a quella utilizzata;
b) facilitare l’utente nella compilazione fornendogli i dati esatti da inserire, selezionati con un meccanismo di esclusione di quelli superflui sulla base delle informazioni a cui debbano essere connessi o derivare.
All’interno dei moduli sopra menzionati dovranno essere inseriti i file che devono essere depositati in commissione, nel formato previsto dall’art. 10 d.d. 4 agosto 2015 delle regole tecniche, firmati con firma elettronica qualificata o firma digitale.
 
 
Dopo la compilazione dei moduli PDF e dopo aver inserito i file, può essere effettuato l’invio tramite la funzione di invio telematico del S.I.Gi.T..
La dimensione massima di una NIR telematica completamente compilata non è stata fissata, mentre il comma 3 del citato art. 10 d.d. 4 agosto 2015 fissa in 5 megabyte la dimensione massima del singolo file inserito in una NIR, avvertendo che i file di dimensioni superiori dovranno essere suddivisi in più file a cura dell’utente.
La NIR telematica dei ricorsi presenta un numero di moduli variabili in funzione dei dati inseriti, ovvero del numero di atti impugnati, del numero dei ricorrenti o difensori, ecc… .
I moduli saranno diversificati a seconda della funzione svolta ed, in particolare, troveremo i seguenti:
 
  
DEPOSITO DEL RICORSO O APPELLO
a. Dati Generali
b. Parte ricorrente/appellante
c. Rappresentante
d. Difensore
e. Domicilio eletto
f. Parte resistente/appellata
g. Atto impugnato/Sentenza impugnata
h. Documenti allegati
i. Calcolo Contributo Unificato
 
 
DEPOSITO CONTRODEDUZIONI RICORSO O APPELLO
a. Dati Generali
b. Parte Resistente/Appellata
c. Difensore
d. Domicilio Eletto
e. Documenti Allegati
 
 
DEPOSITO DOCUMENTI SUCCESSIVI
a. Dati Generali
b. Documenti Allegati
Tutto il file della NIR viene inviato al sistema tramite apposita funzione di upload.
Dopo l’operazione di upload, il S.I.Gi.T. risponde con la ricevuta del protocollo telematico della nota di iscrizione a ruolo inviata e la data dell’invio.
 

Nota di iscrizione a ruolo ricorsi

Premesso quanto sopra, vediamo il dettaglio della NIR per il deposito di un ricorso.

 

Confermata la prima parte del modulo dei dati generali, occorrerà inserire tutti i dati dimensionali del ricorso e gli importi in contestazione (valore della controversia e separatamente delle sanzioni ed interessi), oltre a quelli riferiti alla descrizione degli atti impugnati, dei ricorrenti e dei difensori.

Ricordiamo che la NIR ammette solo file che abbiano i formati indicati nell’art. 10 del Decreto Direttoriale 4 agosto 2015 ed, in particolare, per il ricorso solo formati PDF/A-1a o PDF/A-1b, sottoscritti con firma elettronica  qualificata  o  firma digitale; pertanto ogni file inseribile avrà la seguente denominazione: <nome file libero> .pdf.p7m.

Per i documenti allegati è ammesso sia il formato originalmente digitale che la scansione quale immagine di documenti analogici, nei formati ammessi e sottoscritti con firma elettronica.

 Salvo casi particolari, i moduli da compilare saranno sempre composti dalle pagine di cui alla immagine che segue:

 

 

Nella prima pagina “Dati Generali” il modulo telematico permette di indicare, tra l’altro, la tipologia di ricorso per quale si intende procedere selezionando una delle voci presenti ed, al riguardo, evidenziamo che  la scelta di particolari tipologie di Ricorso comporta l’obbligo di inserimento delle  informazioni relative. 

 

In particolare:

a) nel caso del Ricorso per Revoca o per Ottemperanza andrà definita la sentenza di cui si intende chiedere la revoca, ovvero sulla base della quale si chiede l’ottemperanza al soggetto soccombente;

b) nel caso del Ricorso per Ricusazione, l’utente è tenuto a valorizzare i campi relativi agli estremi del protocollo atti ad individuare il processo, per il quale il richiedente intende proporre la sostituzione del giudice;

c) il Ricorso in Riassunzione per competenza, infine, rende editabili i campi che raccolgono informazioni relative al ricorso ed alla commissione che ha dibattuto la vertenza in questione.

 

 

 

 

La pagina consente di indicare, oltre alla Commissione Provinciale competente, la qualifica per la quale si presenta il ricorso (nello specifico quale “CONTRIBUENTE”), se ci si avvale di un difensore e di quanto concesso dalla normativa in materia per quanto a:

    • Richiesta Trattazione Pubblica Udienza;
    • Istanza di sospensione;

Il ricorrente è invitato a fornire, di seguito, tutte le indicazioni quantitative dalle quali dipenderà il numero di pagine successive visualizzato, ossia, in particolare, il “Numero delle”:

    • Parti ricorrenti, compreso il ricorrente principale;
    • Parti resistenti, compreso l’ente impositore che ha emesso l’atto;
    • Atti impugnati;
    • Rappresentanti dei ricorrenti, se presenti;
    • Difensori dei ricorrenti, se presenti;
    • Notifiche ricorso;
    • Allegati (di norma almeno 1 per la copia dell’atto impugnato).

Il modulo, o moduli se più ricorrenti, dove inserire i relativi dati si presenta così:

 

 

 

 

 

Per la voce “Tipologia ricorrente” è possibile scegliere fra: Ente Impositore, Persona Fisica/Altro Soggetto e Società di Riscossione; a seconda della scelta i campi successivi assumeranno la configurazione di obbligatori o meno (ad esempio il campo “Sesso” del ricorrente sarà obbligatorio solo nel caso di persona fisica).

Di particolare si segnala che, in caso di persona fisica, se il ricorrente si presenta in qualità di erede e seleziona il box “In qualità di erede di” compariranno e dovranno essere compilati anche i campi relativi al Cognome, Nome e CF (codice fiscale) del soggetto di cui è erede e la Datain cui ne è divenuto erede.

Nel caso in cui l’indirizzo di posta elettronica sia rappresentato da una PEC va barrato la casella che specifica tale 'informazione.

Se nei dati generali avremo indicato essere presente un “Rappresentante del ricorrente” il S.I.Gi.T. visualizzerà la seguente pagina:

 

 

nella quale in particolare il Rappresentante sarà selezionabile in una lista tra: rappresentante legale, tutore, curatore, liquidatore, procuratore, altro; nel box finale andranno selezionati i nomi dei ricorrenti rappresentati selezionandoli dalla lista fornita dal sistema.

Analogamente se avremo indicato essere presente un “Difensore del ricorrente” il S.I.Gi.T. visualizzerà la pagina seguente, 

 

 

in cui rammentiamo che le categorie a cui potrà appartenere sono da individuare tra gli iscritti nei  rispettivi albi professionali, o nell'apposito previsto elenco, di cui all’art. 12 D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, come innovato a seguito della entrata in vigore del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 156.

Infine non va dimenticato che, sempre con l’entrata in vigore del menzionato D.Lgs. n. 156/2015, in sede di costituzione in giudizio la NIR dovrà contenere l’indicazione della categoria alla quale appartiene il difensore, con la specifica del numero di tessera con cui è iscritto al relativo Ordine o Elenco.

Nel box finale andranno selezionati i nomi dei ricorrenti difesi, selezionandoli dalla lista fornita dal sistema.

Soprattutto per i difensori assume importanza l’esatta indicazione del domicilio digitale, ossia della casella di PEC, anche perché l’omessa indicazione della stessa comporterebbe la specifica sanzione prevista per tale infrazione dall'art. 37 d.l. 6 luglio 2011, n. 98 - convertito dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, come aumento del CUT nella misura del 50% di quello dovuto.

 

Se in Dati generali è stato indicato che la parte si avvale di un difensore abilitato, il sistema proporrà automaticamente la pagina nella quale inserire l’indirizzo di PEC presso il quale viene eletto il domicilio digitale del ricorrente. 

 

 

 

Una pagina necessariamente presente è quella ove indicare i dati della parte resistente:

 

 

 

La prima selezione di scelta sarà tra “PARTE RESISTENTE” e “ALTRA PARTE RESISTENTE”, con la specifica della tipologia (Ente Impositore, Persona Fisica/Altro Soggetto e Società di Riscossione)

In caso di scelta della voce Ente Impositore viene mostrata la lista e denominazione degli stessi, tra cui selezionare la voce di interesse.

Voce importante ed obbligatoria è quella della “Data notifica ricorso al resistente”; l’omessa o incerta indicazione di tale informazione renderebbe inammissibile il ricorso non potendo il giudice rilevare il rispetto dei tempi concessi dagli artt. 21 e 22 D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 564 per la notifica alla controparte e per il successivo deposito in Commissione.

 

Sempre tra le pagine obbligatorie troviamo quella dove definire gli estremi degli atti impugnati, dove la prima parte richiede l’inserimento di importanti dati facoltativi, ma indispensabili, ove presenti, alla corretta definizione della procedura da seguire; in particolare la presenza della istanza di sospensione richiederà la sua valutazione in sede di esame preliminare del ricorso, mentre l’indicazione di aver presentato istanza di Reclamo/Mediazione ne comporterà la valutazione degli esiti.

 

 

 

La pagina, inoltre, consente di visualizzare il corretto importo dovuto del Contributo Unificato relativo alla controversia sulla base del valore indicato per essa.

 

Nella seconda parte della pagina troveranno posto la descrizione e l’inserimento per ogni atto impugnato della materia procedimentale, del tipo di imposta e degli importi del maggior imponibile, sanzioni ed interessi, oltre al relativo anno d’imposta.

 

 

 

I campi di inserimento sono costruiti in modo che, una volta selezionate le voci, cliccando sui pulsanti “Aggiungi materia” e “Inserisci Imposta” le risultanze vengono acquisite nel box riepilogativo, nel quale sarà quindi possibile aggiungerne altre o cancellare una di quelle erroneamente inserite.

I campi relativi ai soggetti collegati agli atti impositivi devono obbligatoriamente essere valorizzati, in quanto ogni parte processuale deve essere collegata ad almeno un atto impositivo, altrimenti non sarà possibile procedere, in quanto tale condizione è essenziale affinché un soggetto possa essere riconosciuto come appartenente a quelli ammessi in tale qualifica dagli artt. 10 e 14 del citato decreto n. 546/1992.

 

A conclusione della NIR troviamo l’indispensabile pagina a mezzo della quale descrivere ed associare tutti i documenti informatici che intendiamo depositare.

 

 

 

Innanzi tutto andrà prelevato il file del ricorso dal data base presente sul nostro computer ed inserito a mezzo dell’apposito pulsante “Documento Principale Ricorso”, rammentando di utilizzare quello che abbiamo generato in formato PDF/A e firmato digitalmente, quindi con l’estensione “.pdf.p7m”.

A seguire, mediante il box riservato agli allegati, potremo associare alla NIR tutti i file che intendiamo appunto allegare al ricorso principale, ricordando sempre di rispettare il numero e la tipologia che abbiamo descritto nelle pagine precedenti per essi.

È importante rilevare che il S.I.Gi.T., al fine di consentire, a chi dovesse interrogare il fascicolo informatico che le NIR vanno a costituire, una corretta selezione del file da aprire, obbliga ad attribuire al documento che vogliamo inserire una descrizione standard selezionabile tra quelle predefinite all’interno (ad esempio, avremo “Memorie Illustrative” piuttosto che “Atto Impugnato”, ecc.) e ciò a prescindere dal nome del file con cui lo stesso risulta registrato negli archivi del nostro computer. È facile comprendere che in tal modo ogni utente potrà immediatamente individuare il tipo di documento che si aspetta di trovare aprendo uno dei file del fascicolo, senza bisogno di aprirli tutti ogni volta.

Segnaliamo che la “Ricevuta di Pagamento CUT” pur presente non è obbligatoria, anche se, ad evitare dimenticanze, l’utente riceverà una segnalazione relativa alla sua assenza.

Non poteva essere resa obbligatoria la presenza del pagamento del Contributo Unificato in quanto la norma che lo ha introdotto nel processo tributario (art. 37, d.l. 6 luglio 2011, n. 98, come convertito dalla Legge 15 luglio 2011, n. 111) rinviando per le modalità di applicazione dello stesso al Testo Unico delle Spese di Giustizia (TUSG), di fatto non prevede l’inammissibilità del ricorso per cui è dovuto in caso di inadempienza all’obbligo; ciò si desume dal fatto che l’art. 16 TUSG prescrive in caso di mancato o insufficiente pagamento che si proceda unicamente al recupero dello stesso, con sanzioni ed interessi, da parte dell’ufficio incaricato della gestione delle attività connesse alla riscossione presso il magistrato dove è depositato l’atto cui si collega il pagamento o l’integrazione dovuta (art. 247 TUSG).

Salvo, pertanto, il caso di omesso pagamento del CUT, il ricorrente andrà a compilare anche la pagina ad esso dedicata:

 

 

 

Qui l’utente, una volta selezionato l’atto cui è riferito il CUT, andrà ad indicare innanzitutto se, appartenendo alle categorie che ne hanno diritto, richiede la prenotazione a debito o il patrocinio a spese dello Stato; in caso contrario procederà inserendo i dati relativi al pagamento.

 In questo caso dovrà indicare, per ogni versamento:

    • Importo versato;
    • Modalità di pagamento utilizzata (F23, conto corrente, contrassegno, altro);
    • Estremi di pagamento (codice ABI, C/C postale, N. contrassegno);
    • Data di pagamento

Rammentiamo che, in attesa della adozione dello specifico regolamento previsto, il pagamento del contributo unificato e degli altri diritti e spese può essere eseguito in modalità non telematica, ed in tal caso l'attestazione di pagamento è costituita dalla copia informatica dell'originale analogico, ottenuta per scansione e sottoscritta con firma elettronica qualificata o firma digitale, che avremo inserito con la schermata precedente quale “allegato”.

Nota di iscrizione a ruolo appelli

La NIR per il deposito degli appelli presenta la medesima composizione di quella per i ricorsi, ma con alcune differenze, ovviamente connesse a quanto per essi disposto nel Decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546.

Salvo casi particolari, quindi, i moduli da compilare per l’appello saranno sempre composti dalle pagine di cui alla figura che segue:

 

 

Anche per l’appello la prima da compilare è quella dei “Dati generali”:

Rinviamo, pertanto, a quanto detto per la analoga scheda del ricorso e rileviamo invece le differenze rilevanti; principalmente l’appellante dovrà provvedere a descrivere gli estremi della sentenza impugnata, specificando:

    • Commissione tributaria che ha emesso la sentenza impugnata,
    • Tipo Pronunciamento,
    • Numero Pronunciamento,
    • Sezione Pronunciamento,
    • Anno Pronunciamento,
    • Data Pronunciamento.

Ove fossero presenti più sentenze, con il pulsante “Inserisci”  le stesse vengono aggiunte all’elenco nel box di riepilogo.

Come già per il ricorso, la compilazione dei campi successivi consente il dimensionamento delle altre  pagine della NIR da proporre all’appellante.

La pagina delle “Parti Appellanti” andrà compilato con le medesime informazioni utilizzate nel caso del ricorrente in Commissione Provinciale, tranne che per il box finale “Sentenze collegate”

 

 

nel quale per ognuna delle parti appellanti riportate nella parte superiore della pagina è indispensabile associare una sentenza impugnata, selezionandola tra quelle inserite e che troveremo nell’apposito elenco che si apre nel menù a tendina accanto al pulsante “collega sentenza”, che andrà cliccato, appunto, per effettuare l’associazione.

Nel caso in cui nei “Dati Generali” avremo inserito un valore superiore a zero nel campo “Rappresentanti degli appellanti” o in quello “Difensori degli appellanti”, allora il sistema informatico ci proporrà da riempire una delle relative pagine, in questo caso del tutto identiche a quelle del ricorrente, come campi da compilare.

Anche in esse, dopo aver compilato le informazioni su tipologia, anagrafica, domicilio digitale ed ordine di appartenenza del Rappresentante/Difensore, dovremo selezionare nel box finale i nomi degli appellanti rappresentati/difesi, scegliendoli dalla lista fornita dal sistema e nella quale sono presenti tutti quelli acquisiti in precedenza con le pagine “Appellanti”.

 

L’elezione di domicilio presso il difensore è proposta automaticamente se, in Dati generali, la parte ha indicato che si avvale di un difensore abilitato; in caso contrario, è preselezionata l’elezione di domicilio presso l’indirizzo dell’appellante. 

 

 

Come per la definizione delle parti resistenti nel ricorso, anche quella delle “Parti appellate”, oltre ad essere necessariamente presente, chiede di inserire le informazioni relative a tipologia, denominazione, sede legale e, come già evidenziato, l’importantissima data di notifica, in questo caso dell’appello, alla controparte chiamata in causa; in aggiunta rispetto al ricorso occorre, ovviamente, integrare le informazioni con quelle relative alla sentenza collegata all’appellato della pagina in compilazione.

Tra le pagine obbligatorie troviamo a seguire quella dove definire gli estremi degli “atti impositivi“ contenuti nella sentenza appellata:

 

 

Dovremo, quindi, prioritariamente, selezionare (nel box “Sentenze collegate”) per quale delle sentenze, della lista che il sistema ci propone, andremo a definire gli atti che sono stati impugnati nel ricorso da cui essa deriva.

Nella seconda parte della pagina troveranno posto la descrizione e l’inserimento, per ogni atto impositivo, della materia procedimentale, del tipo di imposta e degli importi del maggior imponibile, sanzioni ed interessi, oltre al relativo anno d’imposta.

I campi di inserimento sono costruiti in modo che, una volta selezionate le voci, cliccando sui pulsanti “Aggiungi materia” e “Inserisci Imposta” le risultanze possano essere salvate per poi procedere con le pagine successive.

La presentazione dell’appello si conclude con la pagina “Documenti allegati”, a mezzo della quale, come per il ricorso, descrivere ed associare tutti i documenti informatici che intendiamo depositare nell’operazione che stiamo eseguendo con la singola NIR, dall’appello agli allegati, sempre utilizzando une delle descrizioni standard selezionabili tra quelle predefinite (quali “Memorie Illustrative” piuttosto che “Sentenza Impugnata”, ecc.) e ciò a prescindere dal nome del file associato.

Rimandando alla sezione del ricorso per le motivazioni in ordine alla mancata obbligatorietà della presenza del pagamento del Contributo Unificato e per le modalità di compilazione e contenuti della pagina ad esso dedicata. 

 

 

Nota di iscrizione a ruolo atti successivi

La NIR per il deposito degli atti successivi si riferisce alle “Controdeduzioni ricorsi” o a  “Controdeduzioni appelli”, che la controparte chiamata in giudizio può presentare a difesa delle proprie ragioni, oppure omettere rinunciando a difendersi:

 

 

 

 

 

In ambedue le pagine “Dati generali” nel caso in cui la parte non sia in possesso del numero di RGR o RGA dovrà provvedere ad indicare i riferimenti della controversia a cui si riferiscono le controdeduzioni, in quanto l’art. 8 D.D. 4 agosto 2015 delle regole tecniche specifica che «Ai fini  della  costituzione  in  giudizio  del  resistente,  la trasmissione degli atti e dei documenti al S.I.Gi.T. da parte del soggetto abilitato, (…) avviene previo inserimento al sistema del numero di iscrizione a ruolo; qualora il soggetto abilitato non sia in possesso del numero di Registro Generale provvede ad inserire al sistema i dati identificativi  della Controversia». Nel caso di ricorso l’alternativa sarà costituita dal numero dell’atto impugnato, mentre per l’appello dal numero della sentenza impugnata, avendo cura di precisare la Commissione Provinciale emittente.

Successivamente andranno compilati i campi in cui definire il ricorrente/appellante, il resistente/appellato, oltre al numero presente di Parti Resistenti, Difensori, Documenti ed Atti impositivi, in base a cui il sistema proporrà le conseguenti pagine successive.

 

Le pagine ove inserire le informazioni circa le “Parti resistenti”, pur in apparenza differenti, richiedono invece le medesime notizie, solo diversificate per quanto alla quantità e tipologia, ma ciò perché per il ricorso il resistente sarà un ente impositore, per il quale i dettagli aggiuntivi sono unicamente la tipologia di ente con relativa provincia e la denominazione dell’ufficio, mentre nel caso dell’appello il resistente è di norma una persona fisica ed i dettagli per individuarla correttamente sono maggiori di quelli visti per gli enti. Le modalità di compilazione e le notizie richieste ricalcano quelle già viste per il ricorso e per l’appello, cui si rinvia.

Anche le pagine per l’inserimento dei “difensori” in caso di ricorsi ed in caso di appelli risultano tra loro identiche; per esse, richiamando tutte le avvertenze formulate per il caso del ricorso, rammentiamo solo che, dopo aver compilato le informazioni su tipologia, anagrafica, domicilio digitale ed ordine di appartenenza del Rappresentante/Difensore, dovremo selezionare nel box finale i nomi delle “Parti difese", scegliendoli dalla lista fornita dal sistema e nella quale sono presenti tutti quelli acquisiti in precedenza con le pagine “Ricorrenti/Appellanti”.

 

 

 

Nel caso di controdeduzioni presentato dall'ufficio si può indicare che la difesa è attuata in modo diretto attraverso dipendenti dell'ente impositore oppure a mezzo della preposta Avvocatura dello Stato.

Tra le pagine a seguire troviamo quella obbligatoria dove definire gli estremi degli “Atti impositivi“ contenuti nel ricorso o appello presentato; in esse occorrerà inserire:

 

  • la Denominazione dell’Ufficio e la Tipologia Atto, da selezionare nella lista proposta dal sistema;
  • il Numero, la Data di notifica e l’Importo complessivo dell'atto;
  • il Valore della controversia, non dimenticando di indicare se trattasi di tributo o sanzione oppure, in alternativa, l'indicazione di Atto di valore indeterminabile;
  • l’importo del Contributo unificato dovuto per l'atto, il quale può essere calcolato  automaticamente dal sistema selezionando il tasto “Calcola CU”;
  • la descrizione delle Imposte cui l’atto impugnato si riferisce, specificando: Materia – Tipo Imposta - Importo maggior imponibile - Importo sanzioni - Importo interessi - Anno di Imposta.

 

La presentazione delle “Controdeduzioni ricorsi/appelli” si conclude con la pagina “Documenti”, a mezzo della quale descrivere ed associare tutti i documenti informatici che intendiamo depositare nell’operazione che stiamo eseguendo con la singola NIR, a partire dal “Documento principale della controdeduzione” ed a seguire dagli “Allegati della controdeduzione”, per i quali vanno prima dichiarate le tipologie di documenti che si stanno inserendo, ed in seguito effettuato il caricamento dei file associati alle tipologie dichiarate.

 

Nota di iscrizione a ruolo documenti successivi

Questa NIR permette di acquisire i documenti successivi ad un ricorso/appello; come per gli altri casi il ricorrente è guidato nel completamento del ricorso in base al numero degli elementi dichiarati nel modulo dei “Dati Generali”.

Essendo necessario collegare i documenti al ricorso/appello principale cui afferiscono, tra le informazioni da inserire sarà indispensabile indicarne il relativo R.G.R./R.G.A. o in alternativa il codice della  Ricevuta del precedente deposito.

La NIR in questione è molto più stringata delle precedenti e si compone, oltre al modulo già visto, di quello per la descrizione ed inserimento dei “Documenti”, per i quali dovranno essere dichiarate le tipologie di quelli che si stanno inserendo, ricordiamo selezionabile tra quelli standard proposti dal sistema, ed in un secondo momento procedere al caricamento dei file associandoli alle tipologie dichiarate.

Validazione della NIR

Per tutte le tipologie di NIR sinora descritte, una volta completata la compilazione dei moduli, si procede con il salvataggio; esso incorpora un processo di validazione, ossia una funzione del sistema informativo che effettua un controllo formale dei dati inseriti.

L’utente è responsabile delle informazioni immesse e l’applicazione non effettua alcun controllo di merito, ma si limita esclusivamente, come detto, alla verifica di una coerenza formale delle informazioni.

Eventuali inesattezze, campi obbligatori non compilati, incongruenza tra i dati o pagine incomplete sono prontamente segnalate con messaggi a video di impossibilità a salvare e validare la NIR ed indicazione degli errori rilevati, la cui correzione si rende necessaria.

Il controllo si estende anche ai file da trasmettere, ma anche in questo caso si verifica esclusivamente la presenza ed il formato elettronico del file e non il contenuto. Se tutti i dati ed i file inseriti sono corretti, la procedura di validazione sarà completata e la NIR salvata e pronta per il deposito in commissione tributaria a mezzo del S.I.Gi.T..

Il modulo di Validazione fornisce un riepilogo della NIR inserita e offre la possibilità di stamparla nel formato provvisorio o di procedere alla validazione; una volta effettuata correttamente l’operazione di validazione la NIR non è più modificabile ed è possibile trasmetterla.

Al momento della trasmissione telematica il S.I.Gi.T. controlla se risulti già presente una NIR con stesso numero atto, ricorrente e resistente per evitare eventuale duplicazione di invii.

 

 

 

Trasmissione della NIR

Effettuata la trasmissione selezionando l’opzione “Invio telematico” ha inizio l’elaborazione della documentazione inviata che può avere due possibili esiti:

  • esito positivo, con conseguente iscrizione al Registro generale;
  • esito negativo con comunicazione degli eventuali errori.

AL fine di non incorrere in spiacevoli conseguenze rispetto ai termini da rispettare per i depositi, ricordiamo che la comunicazione di tale esito può avvenire entro le 24 ore successive alla trasmissione.

Il S.I.Gi.T. a fronte della trasmissione della NIR fornisce la “ricevuta di accettazione” (ai sensi dell’art. 11 D.M. n. 163/2013):

 

 

La “ricevuta di accettazione”, rilasciata dal S.I.Gi.T., verrà trasmessa all’indirizzo di PEC indicato dall’utente (ai sensi del terzo comma dell’art. 5 D.D. 4 agosto 2015).

La ricevuta è un elemento molto importante per monitorare lo stato di avanzamento della lavorazione del nostro invio o, ancora, per la ricerca puntuale del singolo documento inviato nel fascicolo informatico processuale, ma anche perché, ad esito positivo dei controlli successivi, attesterà la data di avvenuto deposito.

Dopo la trasmissione, come già detto, sui file relativi al documento principale del ricorso ed agli allegati sono effettuati dei controlli; all’esito positivo degli stessiil sistema provvede all’iscrizione nel Registro Generale e rende disponibile nell’area riservata l’informazione del numero di ruolo attribuito, oltre ad inviarne copia nella casella di PEC del depositante.

In caso di esito negativo dei controlli il sistema procede ad effettuare, per ciascuna tipologia di controllo, le azioni riportate nella tabella che segue: 

 

 

Le stesse informazioni vengono inviate all’indirizzo PEC del depositante.

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