Focus

Le novità in tema di IRPEF

16 Ottobre 2018 | , IRPEF

Sommario

Sulla riforma IRPEF 2019 | Flat Tax: “cos’è” e tempi di attuazione | Flat Tax Partite IVA 2019 | Flat Tax Imprese | Flat Tax Famiglie | In conclusione |

Sulla riforma IRPEF 2019

 

In base alle ultimissime novità, ed in attesa della Flat Tax, è plausibile il verificarsi dell’ipotesi di una riduzione delle tasse attraverso la rimodulazione delle aliquote e degli scaglioni IRPEF 2019.

In pratica secondo diversi rumors, il Governo, al fine di garantire la necessaria riduzione delle tasse per famiglie ed imprese, potrebbe accorpare e ridurre da 5 a 3 le aliquote IRPEF e modificare, del tutto conseguentemente, gli scaglioni necessari per il calcolo dell’imposta dovuta da ciascun contribuente.

Ad ogni modo, la riforma dell’IRPEF non è altro che una modifica dell’attuale sistema di tassazione (basato, appunto, sull’imposta dei redditi delle persone fisiche), in quello della Flat Tax con i suoi scaglioni ed aliquote. Posto che, comunque, le risorse economiche per arrivare fin da subito alla Flat Tax non sono sufficienti, il Governo ha pensato preliminarmente - come già precedentemente argomentato - di modificare le aliquote IRPEF come segue:

  • Aliquota IRPEF tra il 15% e 25% per redditi fino ad Euro 28.000
  • Aliquota IRPEF tra il 26% e 35% per redditi compresi tra Euro 28.000 ed Euro 75.000
  • Aliquota IRPEF 43% per redditi superiori ad Euro 75.000

rispetto a quelle attualmente in vigore che sono:

  • Aliquota IRPEF del 23% per i redditi fino ad Euro 15.000
  • Aliquota IRPEF del 27% per i redditi da Euro 15.001 fino ad Euro 28.000
  • Aliquota IRPEF del 38% per i redditi da Euro 28.001 fino ad Euro 55.000
  • Aliquota IRPEF del 41% per i redditi da Euro 55.001 fino ad Euro 75.000
  • Aliquota IRPEF del 43% per i redditi superiori ad Euro 75.000

 

Inoltre, si ricorda che, ad oggi, è in vigore anche la c.d. no tax area IRPEF (soglia limite di reddito annuo esonerato totalmente dal versamento delle imposte sui redditi) pari ad Euro 8.174,00.

Si sottolinea nuovamente, quindi, come l’intenzione del Governo sia quella di attuare la Flat Tax attraverso la iniziale rimodulazione delle aliquote IRPEF 2019 e, di conseguenza, alla progressiva riduzione della tassazione.

 

Vi è di più.

Nella nuova Legge di Bilancio 2019, oltre alle nuove aliquote IRPEF 2019, è prevista anche la trasformazione del bonus di Euro 80,00 (2019) in detrazione, affinché il Governo possa ottenere da subito lo sblocco di tutte quelle risorse necessarie alla riduzione della tassazione per l’avvio del nuovo sistema fiscale (Flat Tax). Ciò significa che se il Governo dovesse decidere di trasformare il summenzionato bonus in detrazione fiscale, questo, non sarebbe più ricevuto direttamente in busta paga sotto forma di denaro, ma come Euro 80,00 da detrarre dalle tasse.

 

Inoltre, per reperire le varie risorse economiche al fine di realizzare l’obiettivo Flat Tax ed evitare altresì l’aumento del deficit, il testo della Legge di Bilancio 2019 prevede anche la rimodulazione delle detrazioni fiscali 2019, attraverso due possibili ipotesi:

(i) la prima prevede il mantenimento di tutte le attuali detrazioni, riducendone l’aliquota spettante (riduzione dal 19% al 15% dell’aliquota IRPEF di detrazione). [Ad esempio, per quel che riguarda i consumi e, nello specifico, per ciò che non viene considerato socialmente sensibile, lo sconto potrebbe scendere per tutti dal 19% al 15%, senza distinzioni di alcun tipo (le prime agevolazioni che potrebbero essere intaccate sono quelle relative all’Ecobonus 2018 ed al Sismabonus 2018)];

(ii) la seconda ipotesi è l’abolizione delle detrazioni fiscali che comporterebbe l’eliminazione di molte delle agevolazioni attualmente in vigore (Tuttavia, si evidenzia che le spese sanitarie e di sostegno a categorie protette, nonché gli interessi sul mutuo della prima casa, sono ancora considerate detrazioni fiscali intoccabili).

 

Pertanto, il Governo, con tale Manovra, ha quindi, ipotizzato di “riordinare” 466 misure, su 720 totali, tra sconti, bonus, regimi eccezionali, per un valore di oltre 54 miliardi di euro che finirebbero nelle casse dello Stato.

Flat Tax: “cos’è” e tempi di attuazione

 

Innanzitutto, per quanto concerne i tempi di attuazione della Flat Tax, si evidenzia che dal prossimo anno (2019) dovrebbe essere introdotta la Flat Tax Partite IVA, per poi passare gradatamente alla Flat Tax Imprese; indicativamente si dovrà, invece, attendere fino al 2020 per poter parlare di Flat Tax Famiglie.

Tuttavia, al fine di meglio comprendere “cos’è” la Flat Tax e quale sia la sua reale portata, giova fare le seguenti considerazioni.

 

La Flat Tax è sostanzialmente un modello fiscale che si applica attraverso l’introduzione di una c.d. tassa piatta basata solo ed esclusivamente su una aliquota bassa e unica (al netto di detrazioni e deduzioni) per tutti i contribuenti, capace di ridurre fortemente l’evasione e di aumentare le entrate dello Stato. Pertanto, come poc’anzi evidenziato, il progetto originario avrebbe dovuto prevedere un tributo basato su un sistema fiscale non progressivo, calcolato come “aliquota fissa” ovvero come un tasso non variabile (espresso in percentuale) che avrebbe dovuto essere applicato alla base imponibile per calcolare il tributo stesso.

 

Tuttavia, al fine di rispettare il noto principio di progressività (che caratterizza l’IRPEF) garantito dalla nostra Costituzione, la Flat Tax che verrà applicata in Italia, ha necessariamente subito un’evoluzione: infatti, il Governo ha previsto una Dual Tax, ipotizzando in tal senso due aliquote Flat Tax (al 15% e al 20%) e scaglioni di reddito per determinare le deduzioni spettanti ai contribuenti.

Flat Tax Partite IVA 2019

 

La Flat Tax Partite IVA, prevede l’avvio di tale sistema fiscale attraverso l’estensione delle soglie per l’accesso al regime forfettario.

 

Ciò significa che se la proposta venisse approvata, così come è stata depositata, le piccole partite IVA nel regime forfettario e nel regime dei minimi dal 2019 potrebbero beneficiare di:

  • Aliquota Flat Tax al 15% per chi ha ricavi o compensi fino ad Euro 65.000
  • Aliquota Flat Tax al 20% per le partite IVA con redditi fino ad Euro 100.000
  • Aliquota 5% start up, giovani under 35 e per gli over 55.

 

L’obiettivo è, quindi, quello di estendere ad una platea più ampia possibile di soggetti la semplificazione degli adempimenti contabili con un regime forfettario unico al 15% o al 5% e di facilitare la vita di imprese e professionisti andando ad abolire diversi obblighi fiscali (in primis gli studi di settore e lo spesometro), lasciando come adempimento solo la dichiarazione dei redditi, liberando dai formalismi e dalle pastoie proprie della burocrazia i vari soggetti interessati.

In pratica, secondo quanto affermato e confermato dal sottosegretario all’Economia, il Ministero delle Entrate sta studiando la riduzione delle aliquote IRPEF e l’accorpamento degli scaglioni, in modo da consentire già la riduzione dell’IRPEF dal 2019 con effetti sulle dichiarazioni dei redditi 2020 attraverso un piano pluriennale di sgravi progressivi sui redditi.

 

Ciò, inevitabilmente, consentirebbe di avere sin da subito una diminuzione delle tasse e un aumento dei consumi.

 

In breve, l’approvazione della nota di aggiornamento al DEF 2019 (documento di economia e finanza) conferma che la Flat Tax sarà introdotta inizialmente per le piccole partite IVA, mediante l’annunciata estensione del limite per l’accesso al regime forfettario che passerà ad Euro 65.000. Pertanto, per i professionisti l’imposta applicata sarà pari al 15% e sostituirà le aliquote IRPEF attualmente in vigore.

 

Ed ancora: oltre alla riduzione delle imposte dovute, il regime forfettario prevede importanti semplificazioni fiscali, tra le quali l’esenzione dall’obbligo di emissione della fattura elettronica e dagli gli adempimenti IVA. Tuttavia, l’elevato numero degli - eventuali - esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica, avrebbe notevoli effetti sul fronte “lotta all’evasione fiscale in materia IVA”. Sul punto, quindi, si attende di leggere i contenuti della Nota al DEF 2019 e della Legge di Bilancio.

 

Infine, si ricorda che inizialmente si era parlato di un’estensione dell’attuale regime forfettario fino ad Euro 100.000. In questo caso, sarà necessaria preventiva autorizzazione da parte dell’Unione Europea: comunque, in tale ipotesi, l’aliquota di tassazione passerebbe dal 15% al 20% per i fatturati compresi nello scaglione dai 65.000 a 100.000 euro.

Flat Tax Imprese

 

Inizialmente, la riforma della tassazione IRPEF riguarderà, come detto, un numero ristretto di contribuenti e nello specifico piccole imprese, professionisti e artigiani. Così come per i professionisti, anche per le imprese vi saranno importanti semplificazioni fiscali (esenzione dall’obbligo di emissione della fattura elettronica* e dagli gli adempimenti IVA).

 

In evidenza*
Per il momento svanisce l’ipotesi di proroga dell’obbligo di fattura elettronica, in vigore a partire dal 1° gennaio 2019 e che per il momento lascerà fuori le PMI che potranno aderire, come detto, alla tassazione ad aliquota fissa del 15%. Il Governo punta ad avviare altresì una fase di vera e propria lotta agli evasori, al fine di condannare in modo esemplare chi non adempie ai propri obblighi tributari, mediante anche l’obbligo di trasmissione telematica di scontrini e corrispettivi. L’incrocio dei dati inviati in modalità telematica consentirà, quindi, di tener traccia delle operazioni rilevanti ai fini IVA dai soggetti passivi d’imposta.

 

 

 

Dalla Flat Tax potrebbero, tuttavia, essere escluse le società: ad ogni modo per S.r.l., S.n.c. e S.a.s. è comunque prevista la riduzione dell’IRES di 9 punti (dal 24% al 15%), ma soltanto in caso di investimenti in beni strumentali o nuove assunzioni.

Vieppiù. La Manovra prevedrebbe anche la possibilità, per le società di persone e per le ditte individuali in regime contabile semplificato, di recuperare le perdite di magazzino.

 

Pertanto, l’avvio della riforma dalle imprese ha lo scopo di concentrare sugli operatori economici l’effetto pro-crescita atteso dal taglio fiscale e, auspicabilmente, di favorire l’uscita effettiva dalla crisi che attanaglia le più volte menzionate imprese.

È, quindi, questo il contenuto del piano nazionale delle riforme pensato per incentivare le società a nuovi investimenti e ad assunzioni, sbloccate anche dal prepensionamento per 400.000 lavoratori previsto dal superamento della Legge Fornero e dalla riforma delle pensioni che entrerà, anch’essa, in Legge di Bilancio 2019.

Infine, giova sottolineare che per favorire gli investimenti delle imprese sarà, inoltre, creata una Banca pubblica a garanzia dello Stato, affiancata da un ulteriore rafforzamento del Fondo di garanzia per le iniziative imprenditoriali da parte di piccole partite IVA.

 

Flat Tax Famiglie

 

Più lungo, come abbiamo visto, sarà il cammino della riforma IRPEF per le famiglie, che arriverà a compimento - indicativamente - nel 2020.

Orbene, la Flat Tax Famiglie italiane è un nuovo meccanismo fiscale che non sarà caratterizzato da una tassa piatta basata solo ed esclusivamente su un’unica aliquota, bensì sarà costituito da due aliquote (Dual Tax) da applicare in base al reddito, in modo da garantire il principio di proporzionalità del sistema fiscale costituzionalmente garantito.

 

Secondo le ultime notizie, per la Flat Tax Famiglie sono previste, come detto, due aliquote a seconda del reddito del nucleo familiare. In particolare, prevedrà:

  • Aliquota Flat Tax al 23% per i redditi fino ad Euro 75.000
  • Aliquota Flat Tax al 33% per i redditi superiori ad Euro 75.000

È stato, inoltre previsto un pacchetto di deduzioni forfettarie da Euro 3.000 per ogni componente del nucleo familiare fino ad Euro 35.000 di reddito complessivo (poniamo il caso di una famiglia composta da 3 persone, con reddito complessivo inferiore ad Euro 35.000: in tal caso è prevista una deduzione pari ad Euro 9.000 (3.000 x 3) che diventa sostanzialmente la no tax area della famiglia, in quanto l’aliquota al 15% si applicherà a partire dagli Euro 9.000 fino all’importo del reddito in possesso della famiglia.); ed ancora, per le famiglie con redditi superiori ad Euro 35.000 (e fino ad Euro 50.000), è prevista la deduzione solo per carichi familiari, la cui somma diventerà la no tax area della famiglia a partire dalla quale bisognerà calcolare l’aliquota al 15%. Alcuna deduzione, invece, è prevista per le famiglie con redditi superiori ad Euro 50.000.

 

Si sottolinea che con il pacchetto di “deduzioni Flat Tax forfettario”, verranno cancellate tutte le detrazioni fiscali ad oggi conosciute dal TUIR, eccezion fatta per le detrazioni per i mutui prima casa e per i bonus ristrutturazione ed Ecobonus già avviati prima dell’entrata in vigore della riforma fiscale.

Ovviamente, in questo caso il rischio è che ad essere svantaggiati siano i contribuenti con redditi bassi che ad oggi, grazie alle numerose detrazioni fiscali, hanno avuto la possibilità di risparmiare sull’IRPEF dovuta.

In conclusione

 

L’obiettivo posto in essere dal Governo mediante le diverse novità introdotte con il piano di riforma IRPEF, che si dovrebbe attuare con la Legge di Bilancio 2019, è quello di reperire le risorse necessarie per dare il via alla Flat Tax, seppur gradualmente, già a partire dal 2019.

Sebbene, al riguardo, vi siano opinioni favorevoli e contrare alla Flat Tax, nonostante la fondatezza dei pro e contro alla tassazione ad aliquota fissa, il dato di fatto è che l’Italia ha urgente bisogno di una riforma della tassazione sui redditi al fine di aiutare concretamente i contribuenti in difficoltà, riducendo - al contempo - il fenomeno dell’evasione tributaria, sempre più in crescita.

 

Infatti, ad oggi, l’evasione fiscale - seppur illegale - è diventata in molti casi l’unica alternativa per sfuggire al rapace fisco italiano, ed è ormai assodato che condono e rottamazioni fiscali stanno diventando la cattiva pratica pensata per appianare il tax gap.

Leggi dopo