Focus

Il consumatore finale non deve agire nei confronti dell’A.F. per ottenere il rimborso delle addizionali provinciali sulle accise sull'energia elettrica

Sommario

Premessa | I motivi dell’abrogazione dell’addizionale provinciale | I motivi per cui la giurisprudenza ritine necessario che il consumatore si rivolga al fornitore di energia | Alcune considerazioni per rendere più facile la procedura di rimborso |

 

Con ordinanza del 16 dicembre 2020, n. 2617/2020 R.A.C.C., il Tribunale di Mantova ha confermato l’orientamento prevalente della giurisprudenza secondo il quale il consumatore finale deve agire nei confronti del fornitore e non dell’Amministrazione finanziaria per ottenere il rimborso delle addizionali provinciali sulle accise sull’energia elettrica. In particolare, tale imposta è stata introdotta dal secondo comma dell’art. 6 del D.L. 28 novembre 1988, n. 511, ma è stata abrogata dall'art. 4, comma 10, del D.L, del 2 marzo 2012 n. 16, convertito, con modificazioni, dalla L. del 26 aprile 2012, n. 44.L’abrogazione in oggetto è stata necessaria al fine di coordinare le disposizioni tributarie nazionali applicate al consumo di energia elettrica con quanto disposto dall'articolo 1, paragrafo 2, della direttiva 2008/118/CE del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativa al regime generale delle accise e che ha abrogato la direttiva 92/12/CEE.

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