Casi e sentenze

È incostituzionale la disciplina normativa che non prevede il contraddittorio preventivo nel caso di controlli “a tavolino”

31 Gennaio 2019 |

CTP Siracusa

Contraddittorio

 

Viola il canone di ragionevolezza il modus operandi dell’Amministrazione che concluda il proprio procedimento, svolto in assenza di contraddittorio, con un titolo esecutivo il quale, a sua volta, consente di avviare l'espropriazione dei beni del contribuente. Le garanzie in tema di contraddittorio assicurate al contribuente sottoposto a verifiche fiscali presso la propria residenza ovvero nella sede o nei locali dell'impresa debbano essere estese ai casi di attività di controllo presso gli uffici dell'Amministrazione finanziaria.

 

Pertanto, è rilevante e non manifestamente infondata la questione di costituzionalità degli artt. 32, 39, 42 d.P.R. n. 600/1973 (nella parte in cui non prevedono l'instaurazione di alcun contraddittorio con il contribuente anteriormente all'emissione di un avviso di accertamento) e 12, settimo comma, della L. 27 luglio 2000, n. 212 (nella parte in cui riconosce al contribuente il diritto a ricevere copia del verbale con cui si concludano le operazioni di accertamento e di disporre di un termine di sessanta giorni per eventuali controdeduzioni, limitatamente all'ipotesi in cui la Amministrazione abbia "effettuato un accesso, un'ispezione o una verifica nei locali destinati all'esercizio dell'attivita'" del contribuente), in relazione agli artt. 3, 24, 53 e 111 della Costituzione.

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