Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Non vi è responsabilità solidale del sostituito per le ritenute operate ma non versate

24 Giugno 2019 | di Angelo Ginex

Cass. civ., ss.uu.

Regimi contabili e fiscali

In tema di sostituzione d'imposta, nella ipotesi in cui il sostituto ometta di versare le somme per le quali ha però operato le ritenute d'acconto, il sostituito non è tenuto in solido in sede di riscossione, atteso che la responsabilità solidale prevista dall'art. 35 d.P.R. n. 602/1973 è espressamente condizionata alla circostanza che non siano state effettuate le ritenute.

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Aliquote IRAP maggiorate su istituti finanziari

19 Giugno 2019 | di Giovambattista Palumbo

Corte costituzionale

IRAP

In base alla normativa nazionale, per l'anno di imposta 2002, l'aliquota Irap stabilita per gli istituti di credito in via transitoria era pari al 4,75%. A decorrere dal terzo anno successivo a quello di emanazione del decreto legislativo n. 446/97, si attribuiva poi alle Regioni la facoltà di variare l'aliquota fino ad un massimo di un punto percentuale, avendo la giurisprudenza costituzionale però già chiarito che tale facoltà di variazione era riferibile alla sola aliquota ordinaria, al 4,25% e non anche alle aliquote speciali, già maggiorate. La disciplina del tributo in esame rientrava peraltro...

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La cartella di pagamento nel concordato preventivo

13 Giugno 2019 | di Lorenzo Gambi

CTP Milano

Cartelle esattoriali

L’agente della riscossione, qualora il contribuente sia ammesso alla procedura di concordato preventivo, compie sulla base del ruolo l’attività necessaria all'inserimento dell’obbligazione fiscale nell'elenco dei crediti della procedura, ai fini dell’esercizio del diritto di voto. La notifica della cartella di pagamento al contribuente in concordato preventivo rappresenta un’azione non necessaria, considerato il divieto delle azioni individuali, anche esattoriali.

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Agevolazione ICI per terreno agricolo: estensione anche al coltivatore diretto partecipe nella società conduttrice

11 Giugno 2019 | di Giuseppe Caracciolo

Cass. civ., sez. trib.

IMU

In tema di ICI, l'agevolazione di cui all'art. 9 del D.Lgs. n. 504/1992, consistente nell'esenzione dell'imposta fino ad un determinato limite di valore del terreno che abbia destinazione agricola, si applica - a seguito della modifica dell'art. 12 della L. n. 153/1975 da parte dell'art. 10 del D.Lgs. n. 228/2001 e della sua successiva abrogazione e sostituzione con l'art. 1 del D.Lgs. n. 99/2004 - anche ai possessori dei terreni condotti da società agricola di persone nella quale il possessore partecipi con diretto esercizio della sua forza lavoro, qualora detta società possa essere considerata imprenditore agricolo professionale a mente del ridetto art. 1.

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Paga i danni l'Agenzia delle Entrate che non informa correttamente il contribuente

07 Giugno 2019 | di Giuseppe Durante

Statuto del contribuente

L'Agenzia delle Entrate ha l'obbligo di risarcire il danno rinveniente dalla violazione degli obblighi di correttezza e collaborazione secondo un canone comportamentale di buona fede che deve caratterizzare l'attività della pubblica amministrazione omettendo di informare il contribuente in ordine alla necessità di dotarsi di ulteriore documentazione richiesta, finalizzata ad usufruire di agevolazioni, evitando l'irrogazione di sanzioni dovute all'omesso versamento dell'imposta ordinaria. Si tratta di un principio giurisprudenziale che fa salva la disposizione normativa contenuta nella L. n. 212/2000 (Statuto dei Diritti del Contribuente) che impone all'A.F. l'obbligo di chiarezza e trasparenza degli atti amministrativi oltre che un comportamento che faccia salvi gli obblighi di correttezza e collaborazione dell'Agenzia delle Entrate nei confronti del contribuente.

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Riscossione imposte: prescrizione decennale anche in caso di giudicato di inammissibilità

06 Giugno 2019 | di Francesco Brandi

Cass. civ., sez. trib.

Riscossione coattiva

Il diritto alla riscossione di un'imposta, azionato mediante emissione di cartella di pagamento e fondato su un accertamento divenuto definitivo a seguito di sentenza passata in giudicato, non è assoggettato ai termini di decadenza di cui all'articolo 25 del d.P.R. n. 602/1973 (nel testo vigente "ratione temporis"), bensì al termine di prescrizione decennale previsto dall'art. 2953 c.c. per l'actio iudicati, irrilevante la circostanza che la statuizione giudiziale che ha determinato la definitività della pretesa erariale sia consistita nella declaratoria di inammissibilità per tardività dell'originario ricorso del contribuente.

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Diritti del contribuente e verifiche in loco: contraddittorio esteso a enti locali e concessionarie dei servizi di riscossione

30 Maggio 2019 | di Aldo Natalini

Cass. civ., sez. trib.

Contraddittorio

In tema di diritti del contribuente sottoposto ad accertamenti fiscali, le garanzie relative alla “permanenza degli operatori civili o militari dell'amministrazione finanziaria” presso attività commerciali o professionali previste dall'art. 12 della Legge n. 212/2000 (cd. Statuto del contribuente) riguardano tutte le verifiche eseguite (non solo dalla Guardia di Finanza ma) dagli “organi di controllo” in genere, compresi gli enti locali, valendo, per identità di ratio, anche per le società a cui gli enti impositori affidino, in concessione, compiti di accertamento e riscossione delle imposte, ivi inclusi gli adempimenti strumentali di rilevazione di dati necessari alla determinazione della base imponibile.

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Richiesta di rimborso e concetto di buona fede

27 Maggio 2019 | di Giovambattista Palumbo

Cass. Civ., sez. trib.

Affidamento e buona fede del contribuente

In tema di imposte sui redditi, l'art. 38 del d.P.R. n. 602/1973 autorizza la presentazione dell'istanza di rimborso non solo in caso di errore materiale, ma anche in quello di inesistenza totale o parziale dell'obbligo di versamento, ed opera in maniera indifferenziata in tutte le ipotesi di ripetibilità del versamento indebito.

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La direttiva interessi-canoni: ambito di applicazione

23 Maggio 2019 | di Daniela Mendola

CTR Lombardia, Milano

Interessi

Non opera l'esenzione prevista dalla Direttiva 2003/49/CE, recepita nell'ordinamento interno dall'art. 26-quater, d.P.R. n. 600/1973, laddove la beneficiaria effettiva è la società capogruppo.

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Appello: il Giudice può decidere soltanto sulle eccezioni già ritualmente dedotte con l'originario ricorso introduttivo

20 Maggio 2019 | di Ignazio Gennaro

CTR Sicilia, Palermo

Giudizio di appello

Nel Giudizio tributario di appello, il Giudice non può decidere la controversia sulla base di un'eccezione che non sia stata ritualmente dedotta con l'originario ricorso introduttivo. Ed inoltre, non è consentito il mutamento delle deduzioni ovvero l'inserimento di temi di indagine nuovi. Pertanto, va rilevata la inammissibilità delle eventuali eccezioni non in linea con le doglianze proposte con il ricorso introduttivo.

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