Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Accise sull'energia elettrica: irrilevanti le cessioni intermedie

15 Settembre 2020 | di Aldo Natalini

Cass. civ., sez. trib.

Accise

n tema di accise sull'energia elettrica, il soggetto passivo che ha realizzato uno dei fatti generatori dell'imposta è tenuto al pagamento dei diritti di accisa all'atto della fatturazione al consumatore finale, o quando si accerti che non si sono verificate le condizioni di consumo per poter beneficiare di un'aliquota ridotta o di un'esenzione, o comunque all'atto dell'immissione in consumo, essendo irrilevanti - a fini impositivi - le cessioni intermedie che non abbiano realizzato la condizione di esigibilità, avendo mera rilevanza privatistica nell'ambito di un fenomeno economico al quale è estranea l'Amministrazione finanziaria.

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Sono deducibili i costi relativi a operazioni soggettivamente inesistenti

10 Settembre 2020 | di Antonio Scalera

Cass. Civ., Sez. trib.

Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti

Sono deducibili i costi delle operazioni soggettivamente inesistenti - inseriti o meno in una frode carosello - per il solo fatto che siano stati sostenuti, anche nell'ipotesi in cui l'acquirente sia consapevole del carattere fraudolento delle operazioni, salvo che si tratti di costi in contrasto con i principi di effettività, inerenza, competenza, certezza, determinatezza e determinabilità oppure di costi relativi a beni o servizi direttamente utilizzati per il compimento di un delitto non colposo.

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Operazioni soggettivamente inesistenti e riparto dell’onere probatorio

07 Settembre 2020 | di Rosaria Giordano

Cass. civ., sez. trib.

Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti

In tema di IVA, nell’ipotesi in cui l'Amministrazione finanziaria contesti che la fatturazione attiene ad operazioni soggettivamente inesistenti, inserite o meno nell'ambito di una frode carosello, incombe sulla stessa l'onere di provare la consapevolezza del destinatario che l'operazione si inseriva in una evasione dell'imposta dimostrando, anche in via presuntiva, in base ad elementi oggettivi specifici, che il contribuente fosse a conoscenza, o avrebbe dovuto esserlo usando l'ordinaria diligenza in ragione della qualità professionale ricoperta, della sostanziale inesistenza del contraente; ove l'Amministrazione assolva a detto incombente istruttorio, grava sul contribuente la prova contraria di avere adoperato, per non essere coinvolto in un'operazione volta ad evadere l'imposta, la diligenza massima esigibile da un operatore accorto, secondo criteri di ragionevolezza e di proporzionalità in rapporto alle circostanze del caso concreto.

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Rapporto tra sanzioni penali e tributarie: no all’incostituzionalità della norma sul ne bis in idem

03 Settembre 2020 | di Francesco Brandi

Corte Costituzionale

Sanzioni

Con sentenza 114 del 12 giugno 2020 la Corte costituzionale ha sostanzialmente negato l’incostituzionalità dell’art. 649 c.p.p. in relazione cumulo delle sanzioni penali e tributarie relative all’omesso versamento IVA

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Il rapporto tra il disconoscimento della firma su copia dell'avviso di ricezione dell'atto impositivo e querela di falso

31 Agosto 2020 | di Vincenzo Pisani

Cass. civ., sez. V

Atti del processo

In tema di processo tributario, nel caso in cui l'Amministrazione eccepisca solo in appello la tardività del ricorso introduttivo del giudizio, depositando copia dell'avviso di ricezione della raccomandata di spedizione dell'atto impositivo, ove il contribuente deduca la nullità della notifica disconoscendo espressamente, in tale sede, l'autenticità della sottoscrizione del proprio legale rappresentante, senza che l'Amministrazione produca l'originale dell'avviso di ricezione, la copia dello stesso non può avere l'efficacia dell'atto pubblico; sicchè nei suoi confronti non deve essere esperita la querela di falso, il cui giudizio deve necessariamente svolgersi sull'originale.

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Legittimo il differimento degli effetti dell'estinzione societaria ai fini accertativi

19 Agosto 2020 | di Giovambattista Palumbo

Corte Costituzionale

Riscossione coattiva

Le scelte fatte con l'art. 28, comma 4, del D.Lgs. n. 175/2014, in ordine al differimento quinquennale degli effetti dell'estinzione societaria ai soli fini della validità ed efficacia degli atti di liquidazione, accertamento, contenzioso e riscossione relativi a tributi e contributi, sanzioni e interessi, sono quindi coerenti con gli obiettivi di razionalizzazione dell'azione amministrativa in materia di attuazione e accertamento dei tributi perseguiti dalla delega.

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Sequestro di somme di denaro e profitto del reato

06 Agosto 2020 | di Giovambattista Palumbo

Cass. pen.

Misure cautelari

Le somme di denaro oggetto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, che costituiscono il profitto del reato oppure un valore ad esso equivalente, non possono essere sostituite con beni mobili od immobili di identico valore, perché tale operazione comporta la permuta di un bene di immediata escussione con un diritto di proprietà non immediatamente convertibile in un valore corrispondente al profitto del reato.

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Il duplice profilo degli effetti della procedura di concordato preventivo: obbligazione tributaria e rilevanza penale della condotta imprenditoriale

31 Luglio 2020 | di Francesco Rubino

Cass. pen., sez. III

Omessa dichiarazione

Nella sentenza in commento i giudici di legittimità analizzano gli effetti della procedura di concordato preventivo sotto un duplice profilo, vale a dire rispetto all'obbligo di adempiere l'obbligazione tributaria da parte del debitore dopo la presentazione di domanda di concordato in bianco e alla rilevanza penale della condotta dell'imprenditore, che omette di versare le ritenute.

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TARSU/TIA: per le aree scoperte pertinenziali i presupposti di deroghe e riduzioni vanno dedotti nelle denunce

27 Luglio 2020 | di Ignazio Gennaro

Tares

In tema di Tarsu/Tia il tributo è dovuto unicamente per il fatto di occupare o detenere locali ed aree scoperte a qualsiasi uso adibiti ad eccezione delle aree scoperte pertinenziali o accessorie della abitazioni. È onere del contribuente dedurre e provare l'eventuale improduttività di rifiuti di dette aree, ovvero di parte delle stesse, nella denuncia originaria o in quella di variazione.

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Ai fini delle agevolazioni prima casa rileva l'unione effettiva tra immobili contigui e non la loro fusione catastale

21 Luglio 2020 | di Antonio Scalera

Prima casa

Dovendosi ricondurre al novero delle agevolazioni previste per l'acquisto della prima casa di abitazione la fattispecie dell'«accorpamento» di unità immobiliari finitime, il termine triennale di decadenza, corrispondente a quello concesso all'ufficio per l'esercizio dei poteri di accertamento, è rispettato se il contribuente realizza l'effettiva unificazione di dette unità immobiliari, non essendo necessario che, entro lo stesso termine, si sia provveduto anche all'accatastamento dell'unica unità abitativa così realizzata.

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