Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Il conferimento di denaro utilizzato per rimborsare i debiti sorti nei confronti della capogruppo è rilevante ai fini ACE

03 Febbraio 2020 | di Fabio Gallio

CTP Milano

Gruppi di società

La patrimonializzazione agevolabile non necessariamente si traduce in maggior disponibilità monetaria. Pertanto, anche in tutti i casi in cui non vi è una movimentazione di denaro, è possibile godere dell'ACE.

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Nulla la cartella al liquidatore di società di capitali estinta se il debito tributario è sociale e non attiene all'attività liquidatoria

27 Gennaio 2020 | di Jacopo Lorenzi

Cass. Civ.

Cartelle esattoriali

La cartella di pagamento emessa per debiti fiscali di una società di capitali estinta e notifica al liquidatore in proprio è nulla se non riguarda un debito relativo alla carica rivestita dal liquidatore.

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Lista Falciani: l'inclusione del contribuente non prova, di per sé, l'evasione fiscale

24 Gennaio 2020 | di Giancarlo Marzo, Jennifer Fuccella

Cass. civ., sez. trib.

Evasione fiscale

L'Amministrazione finanziaria, nell'attività di contrasto e lotta all'evasione fiscale, non può emettere avvisi di accertamento basati sull'utilizzo della c.d. Lista Falciani per gli anni di imposta precedenti al 2009. Difatti, la presunzione legale di imponibilità delle attività finanziarie detenute in paradisi fiscali e non dichiarate al Fisco italiano, di cui all'art. 12, comma 2, del D.L. n. 78/2009, non ha efficacia retroattiva. Inoltre, la semplice circostanza che il nome del contribuente figuri nella Lista Falciani non è, di per sé, idonea a dimostrare l'evasione fiscale in relazione ai capitali detenuti in Svizzera. A tal fine, è necessario che il Fisco fornisca ulteriori elementi suscettibili d'integrare presunzioni gravi, precise e concordanti, le sole idonee a fondare l'accertamento.

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Autotutela sostitutiva: l'A.F. può emettere nuovo atto modificativo in aumento della pretesa di un precedente atto

20 Gennaio 2020 | di Daniela Mendola

Cass. Civ. n. 31467/2019

Autotutela

L'autotutela sostitutiva è un potere riconosciuto all'Amministrazione Finanziaria che si renda conto che il provvedimento emesso è viziato sotto il profilo procedimentale o sostanziale, potendo quest'ultima rimuovere un precedente atto ed emettere uno nuovo, anche modificativo di precedenti statuizioni più favorevoli al contribuente. In ragione dell'assenza di una specificazione legislativa circa l'ammissibilità di modifiche in bonam partem o in malam partem, nulla esclude che l'amministrazione Finanziaria possa emettere un nuovo atto modificativo in aumento della pretesa contenuta in un precedente atto.

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Reati tributari: per la revoca del sequestro preventivo a fini di confisca non basta la promessa del contribuente

14 Gennaio 2020 | di Aldo Natalini

Cass. Pen.

Transazione fiscale

In tema di reati tributari, la disposizione di cui all'art. 12-bis, comma 2, D.Lgs. n. 74/2000 - secondo la quale la confisca, diretta o per equivalente, a seguito di condanna o applicazione della pena per uno dei delitti previsti dal citato d.lgs...

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“Contribuenti minimi”, superamento del limite dei ricavi: la cessazione del regime decorre dallo stesso anno dell'accertamento

09 Gennaio 2020 | di Ignazio Gennaro

CTR Sicilia, Palermo

Regimi contabili e fiscali

Nel regime dei c.d. “contribuenti minimi”, qualora vengano accertati ricavi che superano di oltre il 50% il limite massimo di 30mila euro per la sua applicazione, la cessazione decorre dall'anno di imposta al quale l'accertamento si riferisce.

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Definizione dell'avviso bonario entro 30 giorni: l'istanza di autotutela non sospende il termine

07 Gennaio 2020 | di Francesco Brandi

Cass. civ., sez. V

Autotutela

La definizione in via agevolata dell'avviso bonario deve sempre avvenire entro 30 giorni dal ricevimento dello stesso a nulla rilevando che l'Agenzia delle Entrate entro tale termine non abbia ancora dato riscontro alla richiesta di autotutela presentata dal contribuente. A nulla vale invocare il legittimo affidamento nel caso di esercizio del potere di autotutela dell'amministrazione finanziaria, trattandosi di atto discrezionale.

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L'esito positivo della messa alla prova dell'evasore fiscale è incompatibile con la confisca per equivalente. Ma nei casi di confisca diretta?

31 Dicembre 2019 | di Ciro Santoriello

Cass. pen., sez. II

Misure cautelari

In tema di reati tributari, in caso di pronuncia di estinzione del reato fiscale per esito positivo della messa alla prova disposta nei confronti dell'imputato, non essendo tale declaratoria estintiva del reato equiparabile alla pronuncia di una sentenza di condanna, alla adozione della stessa non può seguire la confisca del profitto nella forma per equivalente.

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Deducibilità dei costi da transazioni risarcitorie

23 Dicembre 2019 | di Giovambattista Palumbo

Cass. Civ., sez. trib.

Transazione fiscale

In presenza di transazioni stipulate da una banca con i clienti per prevenire l'instaurazione di un contenzioso fondato sulla violazione degli obblighi informativi per la conclusione di contratti di investimento aventi ad oggetto obbligazioni, le spese erogate dalla banca per coprire tali costi sono pienamente deducibili, trattandosi di spese attinenti al concreto svolgimento dell'attività di impresa, e dunque inerenti ai sensi dell'art. 109 d.P.R. n. 917/1986, come sopravvenienza passiva nell'esercizio in cui la relativa spesa sia intervenuta.

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Il principio di irretroattività nel diritto tributario

19 Dicembre 2019 | di Giovambattista Palumbo

Cass. Civ.

Statuto del contribuente

Il principio di tendenziale irretroattività della legge va ricondotto all'art. 6 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Va riconosciuto carattere interpretativo alle sole norme che hanno il fine obiettivo di chiarire il senso di norme preesistenti. Il divieto di retroattività della legge, pur non essendo stato elevato a dignità costituzionale, costituisce fondamentale valore di civiltà giuridica, per cui, allorquando una norma di natura interpretativa persegua lo scopo di chiarire situazioni di oggettiva incertezza del dato normativo o di ristabilire un'interpretazione più aderente all'originaria volontà del legislatore, non è precluso al legislatore di emanare norme retroattive, che però, oltre a dover espressamente contenere tale previsione di retroattività, devono altresì trovare adeguata giustificazione sul piano della ragionevolezza ed essere sostenuta da adeguati motivi di interesse generale.

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