Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

La “conversione” del termine di prescrizione breve in quello ordinario è applicabile solo con titolo giudiziale definitivo

07 Dicembre 2016 | di Leda Rita Corrado

Cass. civ., ss.uu.

Cartelle esattoriali

La scadenza del termine – pacificamente perentorio – per proporre opposizione a cartella di pagamento di cui all'art. 24, comma 5, D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46, pur determinando la decadenza dalla possibilità di proporre impugnazione, produce soltanto l'effetto sostanziale della irretrattabilità del credito contributivo senza determinare anche l'effetto della c.d. “conversione” del termine di prescrizione breve in quello ordinario, ai sensi dell'art. 2953 c.c..

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Beneficial owner clause: approccio formale o sostanziale?

06 Dicembre 2016 | di Davide Attilio Rossetti, Stefano Guarino

Cass. civ., sez. trib.

Dividendi

Nell'ambito del contrasto al fenomeno del "Treaty abuse", finalizzato ad ottenere una doppia non imposizione, è legittimo il diniego opposto dall'Amministrazione finanziaria ad una società inglese del rimborso del credito di imposta sui dividendi dalla stessa ricevuti da una società italiana.

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Illegittimo il raddoppio dei termini se la comunicazione di notizia di reato è “tardiva”

01 Dicembre 2016 | di Ignazio Gennaro

CTR Lombardia, Milano

Termini di accertamento

La comunicazione di notizia di reato “tardiva” (ovvero successiva alla scadenza dei termini di accertamento) non consente il raddoppio dei termini decadenziali con conseguente nullità dell'avviso di accertamento notificato oltre i termini ordinari. Di seguito il commento dell'Autore alla sentenza della Commissione lombarda, che permetterà un'analisi approfondita delle questioni sollevate dai giudici di merito.

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Alle Sezioni Unite le questioni sul termine di costituzione e sulle conseguenze dell'omesso deposito dell'avviso di spedizione del ricorso

29 Novembre 2016 | di Francesco Brandi

Cass. civ., sez. trib.
Cass. civ., sez. trib.

Comunicazioni e notificazioni

La Corte di Cassazione ha chiamato in causa le Sezioni Unite della stessa Corte per dirimere alcune questioni interpretative in merito alla notificazione del ricorso tributario eseguita con raccomandata postale: in particolare, le Sezioni Unite dovranno pronunciarsi sull'individuazione del dies a quo del termine per la costituzione in giudizio del ricorrente/appellante e sulla rilevanza, ai fini della ritualità di tale costituzione, dell'omesso tempestivo deposito della ricevuta di spedizione postale quando risulti in atti l'avviso di ricevimento (A/R) del relativo plico.

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Illegittimo l'accertamento analitico-induttivo basato sulle percentuali di ricarico in caso di insufficienza o inadeguatezza del campione

25 Novembre 2016 | di Angelo Ginex

Cass. civ., sez. trib.

Accertamento analitico

La pronuncia in rassegna appare molto interessante poiché essa individua i limiti o, meglio, le condizioni di applicabilità dell'accertamento analitico-induttivo di cui all'art. 39 del d.P.R. n. 600/1973 basato sulle percentuali di ricarico, offrendo interessanti spunti di difesa in favore del contribuente. Alla luce dei principi in essa affermati dalla Suprema Corte, appare evidente infatti come, in caso di accertamento analitico-induttivo di maggiori ricavi, la determinazione in via presuntiva della percentuale di ricarico effettiva sul prezzo della merce venduta deve avvenire adottando particolari criteri. Di seguito la disamina dell'Autore.

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La Cassazione torna sull'applicabilità delle indicazioni della sentenza Taricco, in attesa della pronuncia della Consulta

23 Novembre 2016 | di Maria Hilda Schettino

Cass. pen., sez. III

Prescrizione

Il tema della prescrizione dei reati tributari rappresenta una questione di particolare rilievo in seguito alla c.d. sentenza Taricco dell'8 settembre 2015 (causa C-105/14), con la quale la grande Sezione della Corte di giustizia Ue si è pronunciata sul rinvio pregiudiziale proposto – ai sensi dell'art. 267 T.F.Ue – dal Gip del tribunale di Cuneo in un procedimento penale.

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Non derogabilità dei principi di territorialità e residenza del donante

22 Novembre 2016 | di Gabriele Baschetti, Fabio Pari

CTR Marche, Ancona

Imposta sulle successioni e donazioni

L'imposta ex art. 1 D.Lgs. n. 346/1990 si fonda sul c.d. principio di territorialità in forza del quale (art. 2, comma 1°, D.Lgs. n. 346/1990) “l'imposta è dovuta in relazione a tutti i beni trasferiti, ancorché esistenti all'estero”. Tale principio contempla tuttavia un correttivo nel criterio di residenza del donante (art. 2, comma 2°, D.Lgs. n. 346/1990): “Se alla data dell'apertura della successione o a quella della donazione il defunto o il donante non era residente nello Stato, l'imposta è dovuta limitatamente ai beni e ai diritti ivi esistenti”.

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Il diniego espresso di autotutela può essere impugnato solo per i profili attinenti alla legittimità del rifiuto

18 Novembre 2016 | di Giovanni Francescone

CTR Lombardia

Autotutela

Sussiste la giurisdizione tributaria per le controversie relative alle impugnazioni proposte avverso il rifiuto dell'Amministrazione finanziaria di esercitare l'autotutela; il provvedimento di diniego può essere impugnato dal contribuente soltanto per motivi riguardanti la legittimità dello stesso rifiuto e non per contestare la fondatezza della pretesa tributaria.

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Estensione del giudicato ai coobbligati in solido: presupposti e limiti

14 Novembre 2016 | di Francesco Brandi

Cass. civ.

Cosa giudicata

In tema di solidarietà tributaria ai fini dell'imposta di registro, l'opponibilità, da parte degli altri condebitori, della sentenza pronunziata tra l'Amministrazione finanziaria e uno dei condebitori in solido presuppone, oltre all'estraneità del debitore nel giudizio intercorso tra il proprio creditore e l'altro condebitore, anche il passaggio in giudicato della decisione.

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Transazione fiscale e IVA: possono applicarsi le conclusioni del concordato preventivo?

09 Novembre 2016 | di Stefano Guarino

Cass. civ., sez. I, 22 settembre 2016, n. 18561

Transazione fiscale

Il credito IVA per poter essere soggetto a falcidia nell'ipotesi in cui il debitore ricorra al concordato preventivo nella forma della transazione fiscale, deve essere inserito in un'apposita classe di crediti privilegiati IVA che resti al di fuori della transazione stessa.

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