Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Operazione complessa e ruolo del rappresentante IVA

26 Aprile 2018 | di Fabrizio Papotti

Cass. civ.,

IVA

L'Autore commenta la decisione presa dalle Sezioni Unite con la pronuncia n. 3872/2018, dove viene sancito che il soggetto non residente non può utilizzare il rappresentante IVA italiano solo per determinate transazioni (in ispecie, gli acquisti) e non per altre (le cessioni), qualora tali transazioni facciano parte di un’operazione complessa, com’è un subappalto affidato per la realizzazione di una piattaforma petrolifera.

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Notifica cartella a società: legittima presso la “sede effettiva” anche se diversa dalla “sede legale”

23 Aprile 2018 | di Ignazio Gennaro

CTP Caltanissetta

Comunicazioni e notificazioni

In tema di impugnazione di cartella notificata ai sensi dell'art. 145 c.p.c. ad una società, l'equiparazione ex art. 46 c.c. della “sede legale” della persona giuridica alla “sede effettiva” comporta che, a prescindere dalle indicazioni risultanti dal Registro delle Imprese, la notifica effettuata presso quest'ultima è regolare.

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Non basta il vincolo di parentela per presumere l'esistenza di una società di fatto

19 Aprile 2018 | di Achille Benigni

CTR Campania

Società di fatto

La semplice messa a disposizione di beni aziendali, per consentire l'esercizio di un'attività di impresa, in assenza di ulteriori elementi illustrativi di una reale comunione di intenti imprenditoriali, non è di per sé sintomatica di una società di fatto, qualora, in presenza di un vincolo parentale, possa giustificarsi sulla base della sola affectio familiaris.

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Leverage buy out ed elusione

16 Aprile 2018 | di Giovambattista Palumbo

CTR Toscana

Fusione d'azienda

In un operazione di leverage buy out l'indebitamento assunto dalla società veicolo si presenta, in linea di principio, funzionale all'acquisizione della società obiettivo, come anche disciplinata dall'art. 2501-bis c.c. Tale tipo di operazione, rispondendo a finalità extra fiscali, riconosciute dal Codice Civile, difficilmente può essere considerata essenzialmente finalizzata al conseguimento di indebiti vantaggi fiscali.

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Illeciti tributari e divieto di bis in idem convenzionale: tra Corte EDU e Corte di Giustizia

12 Aprile 2018 | di Andrea Nocera

Cass. pen., sez. III

Sanzioni

In tema di illecito tributario non viola il principio del ne bis in idem di cui all'art. 4 del Protocollo n. 7 della CEDU, come interpretato dalla sentenza della Corte EDU, e di cui all'art. 50 del TFUE, la condanna penale per reati tributari che segua l'irrogazione di una sanzione amministrativa per violazioni di analoga natura con provvedimento definitivo, se in concreto si è verificato uno sviluppo parallelo e la connessione temporale tra il procedimento penale e quello amministrativo, non trovando applicazione in tali casi la disciplina prevista dall'art. 649 c.p.p.

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L'istituzionalizzazione del contraddittorio nei tributi armonizzati

09 Aprile 2018 | di Daniela Mendola

CTR Puglia

Contraddittorio

Il contraddittorio endoprocedimentale è obbligatorio per le sole ipotesi di tributi “armonizzati”. Per i tributi “non armonizzati” non vi è un obbligo generale, limitandosi ai soli casi in cui sia espressamente prescritto dalla norma. Se il contraddittorio anticipato non è attivato l'atto sarà affetto da invalidità solo ove il contribuente abbia enunciato in concreto le ragioni che avrebbe potuto far valere.

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La clausola del beneficiario effettivo si riverbera anche in assenza di specifica menzione nella Convenzione bilaterale

05 Aprile 2018 | di Elio Andrea Palmitessa

Fiscalità internazionale

La clausola del beneficiario effettivo si qualifica come norma generale anti-abuso volta a contrastare fenomeni di interposizione fittizia di un soggetto terzo tra l'erogante dei redditi e l'effettivo beneficiario degli stessi, al solo scopo di trarne indebiti vantaggi fiscali. Il principio trova applicazione anche in assenza di una specifica disposizione pattizia tra gli Stati contraenti.

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Notifica di cartella tramite PEC in formato pdf e priva di firma digitale: l'impugnazione ne sana la nullità

30 Marzo 2018 | di Ignazio Gennaro

CTP Palermo

Processo telematico

La mancata sottoscrizione digitale della cartella elaborata non in estensione “p7m” bensì in file formato “pdf” non la priva delle caratteristiche della immodificabilità e sicurezza della comunicazione. Ciò in quanto le disposizioni del d.P.R. 11 febbraio 205 n. 68 e le specifiche tecniche del D.M. 2 novembre 2005 che disciplinano il servizio di posta elettronica certificata, prevedono che il messaggio venga “imbustato” all'interno di un ulteriore messaggio (c.d. “busta di trasporto”) che il gestore provvede a firmare digitalmente e che ne certifica l'invio e la consegna del messaggio e ne garantisce la immodificabilità.

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IRPEF sulle borse di studio finanziate dall’UE: la questione rimessa alla Corte di Giustizia

28 Marzo 2018 | di Giorgio Beretta

CTP Cagliari

IRPEF

Se gli artt. 2, comma 4, e 80 del Regolamento (CE) n. 1083/2006, sancendo il principio dell’integrità dei pagamenti ai beneficiari, debbano essere interpretati nel senso che ostano ad una norma come quella di cui all’art. 50, comma 1, lett. c) del TUIR, la quale, assimilando ai redditi di lavoro dipendente “le somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio o di addestramento professionale”, assoggetta ad Irpef tali contributi, anche se finanziati con fondi europei.

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Imposta unica sulle scommesse: le ricevitorie non scontano il prelievo ma solo per le annualità precedenti al 2011

23 Marzo 2018 | di Gabriella Antonaci

Corte Cost., 14 febbraio 2018, n. 27

Redditi diversi

La CTP di Rieti, con quattro ordinanze di identico tenore del 17 dicembre 2015, aveva sollevato, in riferimento agli artt. 3 e 53 della Costituzione, questioni di legittimità costituzionale degli artt. 3 del D.Lgs. n. 504/98, e 1, comma 66, lettera b), della Legge di Stabilità 2011, nella parte in cui prevedono che soggetti passivi dell'imposta unica sui concorsi pronostici e sulle scommesse siano anche le ricevitorie operanti come centri di trasmissione dati (Ctd) per conto di bookmakers privi di concessione, ma che possano lecitamente raccogliere scommesse sul territorio nazionale.

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