Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata su IRPEF

Contratti simulati tra società sportiva e società erogatrice di servizi: annullati atti impositivi in mancanza di prova

27 Aprile 2018 | di Federica Attanasi

CTP Lecce, sez. V
CTP Lecce, sez. V

IRPEF

In assenza di prova idonea a dimostrare che un contratto tra una società sportiva e una società erogatrice di servizi nei confronti del calciatore sia simulato, non è possibile ascrivere i compensi percepiti dalla società erogatrice dei servizi al reddito di lavoro dipendente del calciatore.

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IRPEF sulle borse di studio finanziate dall’UE: la questione rimessa alla Corte di Giustizia

28 Marzo 2018 | di Giorgio Beretta

CTP Cagliari

IRPEF

Se gli artt. 2, comma 4, e 80 del Regolamento (CE) n. 1083/2006, sancendo il principio dell’integrità dei pagamenti ai beneficiari, debbano essere interpretati nel senso che ostano ad una norma come quella di cui all’art. 50, comma 1, lett. c) del TUIR, la quale, assimilando ai redditi di lavoro dipendente “le somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio o di addestramento professionale”, assoggetta ad Irpef tali contributi, anche se finanziati con fondi europei.

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Trattenute sui trattamenti di quiescenza: salvati dalla Corte Costituzionale

04 Dicembre 2017 | di Marilena Masciadri

Corte Costituzionale

IRPEF

Dopo il contributo di solidarietà sulle “pensioni d'oro”, la Corte costituzionale salva anche le trattenute sui trattamenti di quiescenza degli ex dipendenti della Camera dei deputati.

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Prelevamenti bancari non giustificati: per i professionisti non vige la presunzione legale

30 Ottobre 2017 | di Matteo Pillon Storti

Cass. civ., sez. trib.

IRPEF

Riguardo l’attività di accertamento fiscale e, in particolare, la presunzione legale disposta dall’art. 32 del d.P.R. n. 600/1973, relativa ai versamenti effettuati su c/c bancari intestati a professionisti o lavoratori autonomi permane l’obbligo, da parte di quest’ultimo di provare in modo analitico l’estraneità dei versamenti suddetti alla formazione del proprio reddito imponibile.

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Il non residente che opti per la tassazione alla fonte non può fruire delle deduzioni personali concesse ai residenti

18 Febbraio 2016 | di Cinzia Leonelli

CGUE

IRPEF

Nella sentenza in commento la Corte Ue riconosce che la situazione del soggetto non residente non può ritenersi discriminatoria semplicemente in virtù dell’applicazione di modalità di prelievo differenti rispetto a quelli applicati al soggetto residente, ma d’altro canto, non esclude che proprio una disciplina di questo tipo possa dar luogo ad uno squilibrio impositivo illegittimo a scapito del contribuente che effettua investimenti o attività oltre confine.

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