Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Appello: il Giudice può decidere soltanto sulle eccezioni già ritualmente dedotte con l'originario ricorso introduttivo

20 Maggio 2019 | di Ignazio Gennaro

CTR Sicilia, Palermo

Giudizio di appello

Nel Giudizio tributario di appello, il Giudice non può decidere la controversia sulla base di un'eccezione che non sia stata ritualmente dedotta con l'originario ricorso introduttivo. Ed inoltre, non è consentito il mutamento delle deduzioni ovvero l'inserimento di temi di indagine nuovi. Pertanto, va rilevata la inammissibilità delle eventuali eccezioni non in linea con le doglianze proposte con il ricorso introduttivo.

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Identificazione nominativa del delegato alla sottoscrizione dell'accertamento: sola delega di funzioni e non anche di firma

15 Maggio 2019 | di Giuseppe Caracciolo

Cass. Civ., sez. trib.

Avviso di accertamento

In tema di delega alla sottoscrizione di accertamento tributario, non è richiesta alcuna indicazione nominativa della persona del delegato allorché si tratti di fare attuazione dell'istituto della ‘delega di firma', siccome appare conforme alle esigenze di buon andamento e di legalità della pubblica amministrazione ritenere che, nell'ambito dell'organizzazione interna dell'ufficio, la ridetta delega di firma possa avvenire, come nella specie, attraverso l'emanazione di ordini di servizio che abbiano valore di delega e che individuino il soggetto delegato attraverso l'indicazione della qualifica rivestita dal delegato, la quale parimenti consente la successiva verifica della corrispondenza fra il sottoscrittore e il destinatario della delega stessa.

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Niente “pace fiscale” se l'atto impugnato (per vizi propri) non ha natura impositiva

09 Maggio 2019 | di Aldo Natalini

Cass. civ.

Cartelle esattoriali

In tema di c.d. pace fiscale, non rientra tra quelle passibili di definizione agevolata ex D.L. n. 119/2018, conv. in Legge n. 136/2018 la controversia tributaria avente ad oggetto l'impugnazione di una cartella di pagamento emessa a seguito di controllo automatizzato ex art. 36-bis del d.P.R. n. 600/1973 ed impugnata solo per vizi propri, poiché essa non ha natura di “atto impositivo”, derivando, per quanto attiene ai versamenti, da una mera liquidazione dei tributi già esposti dal contribuente e, con riferimento alle sanzioni, da un riscontro puramente formale dell'omissione, senza alcuna autonomia e discrezionalità da parte dell'Amministrazione.

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Esportazioni: esenzione IVA, effettiva uscita delle merci dalla UE e rispetto del principio di proporzionalità

07 Maggio 2019 | di Giovambattista Palumbo

CGUE

IVA comunitaria

In una situazione nella quale è dimostrato che le condizioni sostanziali dell’esenzione IVA, tra cui, in particolare, quella che richiede l’uscita effettiva dal territorio dell’Unione dei beni interessati, sono soddisfatte, la qualificazione di un’operazione quale cessione all’esportazione non può dipendere dal vincolo dei beni al regime doganale dell’esportazione. Vero è che spetta agli Stati membri fissare le condizioni in presenza delle quali essi esentano le operazioni di esportazione, ma, nell’esercizio dei loro poteri, gli stessi Stati membri devono comunque rispettare i principi generali del diritto dell’Unione, tra i quali figura, in particolare, il principio di proporzionalità.

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Non è elusiva la riorganizzazione aziendale che ha come conseguenza un carico fiscale inferiore

03 Maggio 2019 | di Francesco Spina

Cass. civ., sez. trib.

Abuso del diritto o elusione

Spetta sempre al Fisco dimostrare che il risparmio d'imposta coincide con l'unico scopo dell'operazione e che sussiste un intento fraudolento.

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Solidarietà d'imposta del “sostituito”: soltanto in via “residuale”

29 Aprile 2019 | di Ignazio Gennaro

CTP Caltanissetta

Omessa dichiarazione

Nell'ipotesi di ritenute d'acconto regolarmente operate ma non versate dal sostituto, il soggetto che emette fattura ha già subito la trattenuta erariale e quindi ha già assolto l'obbligo tributario essendosi materialmente “privato” della relativa somma. Pertanto, l'obbligazione tributaria si “sposta” dal sostituito al sostituto che diviene obbligato “in via principale” nei confronti del Fisco.

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Rateazione dei debiti tributari compatibile con i termini degli accordi di ristrutturazione

26 Aprile 2019 | di Andrea Paganini

Tribunale di Como

Rateazione

Laddove negli accordi di ristrutturazione dei debiti i crediti tributari non siano stati ancora oggetto di contestazione da parte dell'erario, il coordinamento tra l’art. 3-bis D.lgs. n. 462/1997 e l’art. 182-bis l. fall. consente anche all’imprenditore sottoposto a procedure concorsuali di tipo negoziale di avvalersi del regime previsto dall'art. 3-bis D.lgs. n. 462/1997, con la conseguenza che il termine di pagamento prescritto dall'art. 182-bis l. fall. (120 giorni dalla omologa) si innesta nel termine prescritto dalla norma fiscale, allungandolo fino a 120 giorni.

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Il fallimento della società giustifica l'accertamento “sprint”

24 Aprile 2019 | di Sara Mecca

Cass. civ., sez. trib.

Verifiche fiscali

La dichiarazione di fallimento del contribuente sottoposto a verifica fiscale giustifica l'emissione dell'avviso di accertamento senza l'osservanza del termine dilatorio di sessanta giorni di cui all'art. 12, comma 7, dello Statuto del Contribuente. Ciò sia perché l'Erario ha urgenza di intervenire nella procedura concorsuale, senza che rilevi la possibilità di un'insinuazione tempestiva al passivo, poiché detto intervento può essere funzionale a proporre opposizioni volte a contestare le posizioni di altri creditori; sia perché il contribuente fallito perde la capacità di gestire il proprio patrimonio, sicché il predetto termine risulta incompatibile con l'attività del curatore.

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“Negozi della crisi matrimoniale”: i benefici fiscali estesi agli atti dispositivi a favore di terzi estranei a nucleo familiare

18 Aprile 2019 | di Giuseppe Caracciolo

Cass. Civ., sez. trib.

Prima casa

In tema di agevolazioni "prima casa", il trasferimento dell'immobile prima del decorso del termine di cinque anni dall'acquisto, in esecuzione di quanto previsto da una delle condizione dell'accordo di separazione consensuale...

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Impossibile l'accertamento/riscossione dei tributi locali da parte di una società “in house” se l’antecedente affidataria era già fallita

17 Aprile 2019 | di Jacopo Lorenzi

CTP Lucca

Riscossione coattiva

In caso di fallimento di una società in house affidataria del servizio di accertamento e riscossione dei tributi locali, il Comune non può, nei cinque anni successivi al fallimento, costituire nuove società partecipate che gestiscano il medesimo servizio della fallita e deve dismettere eventuali partecipazioni detenute in società che svolgano lo stesso servizio svolto dalla fallita.

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