Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Avvisi firmati su delega (di firma) del direttore: validi anche se gli ordini di servizio sono generici

17 Luglio 2019 | di Aldo Natalini

Cass. civ., sez. trib.

Avviso di accertamento

La delega alla sottoscrizione dell'avviso di accertamento ad un funzionario diverso da quello istituzionalmente competente ex art. 42 del d.P.R. n. 600/1973 ha natura di delega di firma - e non di funzioni - poiché realizza un mero decentramento burocratico senza rilevanza esterna, restando l'atto firmato dal delegato imputabile all'organo delegante, con la conseguenza che, nell'ambito dell'organizzazione interna dell'ufficio, l'attuazione di detta delega di firma può avvenire anche mediante ordini di servizio privi di indicazione nominativa, essendo sufficiente l'individuazione della qualifica rivestita dall'impiegato delegato, la quale consente la successiva verifica della corrispondenza tra sottoscrittore e destinatario della delega stessa.

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Frodi IVA e diritto alla detrazione

15 Luglio 2019 | di Giovambattista Palumbo

Corte di Giustizia

Frodi carosello

In una situazione in cui vendite fittizie effettuate in modo circolare tra gli stessi operatori e per gli stessi importi non hanno causato perdite di gettito fiscale, la Direttiva IVA 2006/112/CE, letta alla luce dei principi di neutralità e di proporzionalità, deve essere interpretata nel senso che essa non osta a una normativa nazionale che esclude la detrazione dell'imposta sul valore aggiunto relativa ad operazioni fittizie, imponendo al contempo ai soggetti che indicano l'IVA in una fattura di assolvere tale imposta, anche per un'operazione inesistente, purché il diritto nazionale consenta di rettificare il debito d'imposta risultante da tale obbligo, qualora l'emittente della fattura, che non era in buona fede, abbia, in tempo utile, eliminato completamente il rischio di perdite di gettito fiscale.

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Gli effetti dell’accertamento con adesione di società di persone nei confronti dei soci non aderenti

11 Luglio 2019 | di Simone Marzo

Cass. 8 maggio 2019, n. 12137

Accertamento con adesione

Non sussiste litisconsorzio necessario nell’ipotesi in cui un socio di società di persone impugni l’avviso emesso a suo carico sulla base dell’accertamento con adesione perfezionato dalla società e avente ad oggetto maggiori redditi imputati per trasparenza, poiché l’adesione della società ha efficacia vincolante anche per il socio non aderente. Questi può impugnare soltanto per motivi di carattere personale.

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Attribuzione rendita catastale: la procedura “Docfa” elimina necessità di "prova" e sopralluogo tecnico dell'Agenzia

09 Luglio 2019 | di Ignazio Gennaro

CTR Sicilia

Catasto

Nell'ipotesi in cui l'Agenzia del territorio attribuisca una rendita catastale a seguito della c.d. procedura “Docfa” e l'accatastamento operato dall'Ufficio risulti essere diverso da quello proposto dal contribuente, il provvedimento dell'Amministrazione deve ritenersi sufficientemente ...

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Patteggiamento senza estinzione del debito per dichiarazione infedele, omessa e occultamento di scritture contabili

04 Luglio 2019 | di Sara Mecca

Cass. pen., sez. III

Dichiarazione infedele

La previsione normativa che subordina, per i reati fiscali, l'applicazione del patteggiamento al pagamento del debito tributario (art. 13-bis co. 2 del D.Lgs. 74/2000) non si applica ai reati di dichiarazione infedele, omessa presentazione e occultamento o distruzione di scritture contabili.

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La difesa dell’AE-R nei giudizi innanzi le Commissioni Tributarie a mezzo avvocati del libero foro

02 Luglio 2019 | di Vincenzo Pisani

CTP Roma, sez. XIV

Assistenza tecnica

A parere del Collegio l'atto organizzativo generale del nuovo ente contenente gli specifici criteri legittimanti il ricorso ad avvocati del libero foro esiste e lo si rinviene proprio nel Regolamento di Amministrazione dell’Agenzia Entrate Riscossione, deliberato dal Comitato di Gestione del 26.03.2018, che autorizza espressamente l'ente ad avvalersi di avvocati del libero foro in via residuale, nei casi in cui l’Avvocatura di Stato non ne assuma il patrocinio, sulla base di quanto stabilito nella Convenzione sottoscritta in data 22 giugno 2017, contenente i relativi criteri.

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Accertamento mediante studi di settore: necessarie le “gravi incongruenze” in nome del diritto unionale

01 Luglio 2019 | di Aldo Natalini

Cass. civ., sez. trib.

Accertamento da studi di settore

In tema di accertamento induttivo mediante studi di settore, anche alla luce della giurisprudenza unionale e nel quadro di una lettura costituzionalmente orientata all'art. 53 Cost., il presupposto delle “gravi incongruenze” di cui all'art. 62-sexies, comma 3, D.L. n. 331/1993 è necessario anche per gli avvisi di accertamento notificati dopo il 1° gennaio 2007, posto che l'art. 10, comma 1, L. n. 146/1998, come novellato dall'art. 1, comma 23, L. n. 296/2006, continua a fare riferimento all'art. 62-sexies, che non è stato implicitamente abrogato.

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Omesso versamento di ritenute. Le condizioni necessarie per la configurabilità della scriminante di cui all'art. 51 c.p.

27 Giugno 2019 | di Letizia d'Altilia

Cass. pen., sez. III

Omessa dichiarazione

La questione di diritto che si pone è quella relativa alle condizioni di applicabilità della causa di giustificazione prevista dall'art. 51 c.p. al reato di omesso versamento di ritenute certificate di cui all'art. 10-bis d.lgs. 74/2000 nel caso in cui il soggetto debitore intraprenda la procedura concorsuale del concordato preventivo.

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Non vi è responsabilità solidale del sostituito per le ritenute operate ma non versate

24 Giugno 2019 | di Angelo Ginex

Cass. civ., ss.uu.

Regimi contabili e fiscali

In tema di sostituzione d'imposta, nella ipotesi in cui il sostituto ometta di versare le somme per le quali ha però operato le ritenute d'acconto, il sostituito non è tenuto in solido in sede di riscossione, atteso che la responsabilità solidale prevista dall'art. 35 d.P.R. n. 602/1973 è espressamente condizionata alla circostanza che non siano state effettuate le ritenute.

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Aliquote IRAP maggiorate su istituti finanziari

19 Giugno 2019 | di Giovambattista Palumbo

Corte costituzionale

IRAP

In base alla normativa nazionale, per l'anno di imposta 2002, l'aliquota Irap stabilita per gli istituti di credito in via transitoria era pari al 4,75%. A decorrere dal terzo anno successivo a quello di emanazione del decreto legislativo n. 446/97, si attribuiva poi alle Regioni la facoltà di variare l'aliquota fino ad un massimo di un punto percentuale, avendo la giurisprudenza costituzionale però già chiarito che tale facoltà di variazione era riferibile alla sola aliquota ordinaria, al 4,25% e non anche alle aliquote speciali, già maggiorate. La disciplina del tributo in esame rientrava peraltro...

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