Focus

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Ne bis in idem e il progressivo superamento del doppio binario sanzionatorio

04 Aprile 2016 | di Pietro Rossomando

Cosa giudicata

Il sempre più consolidato orientamento della giurisprudenza della Corte EDU e della Corte di Giustizia, ferme, da un lato, nel riconoscere la cogenza del principio del ne bis in idem e, dall’altro, nel ribadire la natura afflittiva delle sanzioni amministrative, ha ingenerato una vera e propria crisi del c.d. “doppio binario”, offrendo interessanti (e doverosi) spunti di riflessione sulla tenuta del nostro sistema sanzionatorio tributario, penale ed amministrativo che neanche con l’ultimo intervento di riforma (recte di revisione) ha trovato una pronta risposta.

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Riflessioni sull'istituto giuridico dell'esterovestizione

30 Marzo 2016 | di Elisa Manoni

Esterovestizione

Il fenomeno, noto come “esterovestizione”, di localizzazione di una società in uno Stato a fiscalità più favorevole allo scopo di sottrarsi al più gravoso regime fiscale nazionale, costituisce da sempre vexata quaestio nell'ambito del diritto tributario. L'istituto viene considerato, dalla dottrina e dalla giurisprudenza, ora come fenomeno di violazione di norme tributarie (id est, quale manifestazione di pratiche evasive), ora quale modalità di aggiramento del dato normativo (id est, come concretizzazione di condotte elusive/abusive). Considerata l'incertezza che regna sul punto e l'importanza della tematica in esame, con il presente intervento si cercheranno di individuare i profili peculiari e distintivi dell'esterovestizione e di dare veste giuridica all'istituto de quo.

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Nota di iscrizione a ruolo nel Processo tributario telematico

25 Marzo 2016 | di Aurelio Parente

Art. 10 D.M.

Processo telematico

A partire dalla entrata in vigore del Processo Tributario Telematico la costituzione in giudizio del ricorrente che abbia scelto la via telematica, o dell’appellante se in secondo grado di giudizio, avviene con il deposito attraverso il portale web del S.I.Gi.T, della NIR contenente il ricorso e gli atti e documenti ad esso allegati, tra cui obbligatoriamente la ricevuta di PEC che attesta l'avvenuta notifica del ricorso alla controparte, la procura alle liti e la documentazione comprovante il pagamento del contributo unificato tributario.

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L'impugnazione del diniego di autotutela nel contesto del favor rei conseguente alla riforma delle sanzioni tributarie

21 Marzo 2016 | di Marco Ligrani

Autotutela

Risolta dalla Corte di Cassazione in senso favorevole all'impugnabilità davanti alle Commissioni Tributarie, la problematica del diniego di autotutela si arricchisce di ulteriori spunti di riflessione all'indomani dell'entrata in vigore del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158 di riforma delle sanzioni amministrative tributarie, dovendosi valutare il rapporto tra i limiti di esercizio del potere di annullamento, da parte degli uffici finanziari, e quelli di applicabilità del favor rei in presenza di un provvedimento divenuto definitivo.

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Riforma delle sanzioni penali per i reati tributari: l'indebito utilizzo di crediti in compensazione

15 Marzo 2016 | di Fabiola Del Torchio

Art. 10-quater, D.Lgs. 74/2000

Compensazioni

Il contributo analizza il tema dell'indebito utilizzo di crediti in compensazione alla luce delle novità introdotte dalla c.d. riforma dei reati e degli illeciti tributari (D.Lgs. 158/2015). Il legislatore ha mantenuto la medesima definizione dell’illecito – l’indebito utilizzo di crediti in compensazione – ma ha modificato la sanzione, prima unica, a seconda della diversa tipologia del credito utilizzato. Per l’utilizzo in compensazione di crediti non spettanti la pena è confermata nella reclusione da sei mesi a due anni, mentre per l’utilizzo di crediti inesistenti la pena è notevolmente inasprita, con reclusione da diciotto mesi a sei anni; invariata la soglia dei 50 mila euro per ogni periodo d’imposta.

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Una "semplice istanza" all'Agenzia per ottenere il favor rei sulle sanzioni amministrative

09 Marzo 2016 | di Dario Sopranzetti

Omessa dichiarazione

Le Entrate, con la recentissima Circolare n. 4/E/2016, hanno precisato che è sufficiente una “semplice istanza” per ottenere - a seguito della riforma delle sanzioni amministrative - la rideterminazione delle sanzioni, in senso più favorevole, in applicazione del “favor rei”. L’unico limite all’applicazione dell’istituto è la definitività del provvedimento di irrogazione della sanzione, anche se non si è ancora proceduto al pagamento.

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L’IRAP alla luce della nuova Legge di Stabilità

07 Marzo 2016 | di Andrea A. Salemme

IRAP

A seguito della mancata riforma complessiva della tassazione sui redditi di impresa e di lavoro autonomo, entro la quale avrebbe dovuto trovare collocazione il riordino dell’IRAP, si susseguono interventi puntuali che rispondono ad esigenze contingenti, sicuramente meritevoli di sviluppo, tuttavia su binari in parte diversi da quelli propri della fiscalità. Tale tendenza pervade anche la nuova legge di stabilità, che, nel tentativo di risolvere talune micro-questioni, apre nuovi spazi di discussione, conseguentemente incrementando le difficoltà ricostruttive del sistema.

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La concorrente applicabilità della disciplina civilistica e tributaria in materia di responsabilità del cessionario d'azienda per i debiti del cedente

29 Febbraio 2016 | di Simone Marzo

Cessione d'azienda

Il legislatore del codice civile ha dimostrato “assoluto agnosticismo” sulla sorte dei debiti (e dei crediti) inerenti l’azienda ceduta nei rapporti interni tra alienante ed acquirente, limitandosi a disciplinare i riflessi di tale trasferimento sui creditori (e debitori) aziendali. Accanto alla disciplina codicistica, la normativa di cui all'art. 14, D.Lgs. 472/97 disciplina specificamente i profili di responsabilità con riguardo ai debiti per imposte e sanzioni conseguenti a violazioni tributarie. Nel presente contributo verranno in particolare analizzati il rapporto fra i due complessi normativi - rispetto ai quali la dottrina maggioritaria così come la giurisprudenza tende a configurare un rapporto di concorrente applicazione - e le possibili sovrapposizioni.

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L’istituto del reclamo e della mediazione alla luce della riforma del contenzioso

15 Febbraio 2016 | di Giammarco Galdieri

Reclamo

Al fine di ridurre il contenzioso tributario, dal 1° aprile 2012, per le controversie di valore non superiore a 20 mila euro, il contribuente che intende contestare un atto, prima di adire il giudice tributario, deve incardinare un procedimento amministrativo nel quale, in sintonia con le forme e con le regole proprie del processo tributario, anticipare i motivi di impugnazione ed, eventualmente, formulare una proposta di mediazione nei confronti dell’Amministrazione che ha emesso l’atto notificato. Il presente contributo, partendo dalle recenti novità apportate all’istituto dal D.Lgs. n. 156/2015 (c.d. Riforma del contenzioso tributario), fornisce una panoramica delle disposizioni contenute nell’art. 17-bis del D.Lgs. n. 546/1992 concernenti il reclamo e la mediazione, approfondendo alcuni temi, tra cui la determinazione del valore della controversia, gli effetti del reclamo e il rapporto tra mediazione e accertamento con adesione.

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Giurisdizione tributaria e procedure concorsuali

08 Febbraio 2016 | di Lucio Di Nosse

Cass. civ.

Giurisdizione e competenza

In tema di ammissione al passivo fallimentare di un credito tributario viene riaffermato il consolidato principio della esclusività della giurisdizione tributaria in materia di tributi, che non subisce deroghe nemmeno in presenza di procedure fallimentari.

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