Focus

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La fiscalità indiretta del trust in Italia

06 Giugno 2016 | di Stefano Loconte, Michele Cecchi

Trust

Il presente articolo intende tratteggiare, dopo aver fornito un inquadramento generale dell'istituto, la fiscalità indiretta del trust in Italia. Tale analisi si concentrerà sulle principali imposte che colpiscono gli atti istitutivi di trust e gli apporti di beni e diritti in trust, nonché la fase, solo eventuale, di trasferimento della loro titolarità ai soggetti che dovessero subentrare nell'ufficio al trustee originario e, infine, la definitiva loro devoluzione a favore dei beneficiari del trust.

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Professionisti, artisti ed autonomi: limiti di esenzione dall'IRAP nel caso di impiego di collaboratori

31 Maggio 2016 | di Andrea A. Salemme

Cass. civ., sez. un.

IRAP

Sussiste l'autonoma organizzazione, quale presupposto dell'IRAP, qualora un esercente attività libero-professionale, artistica o di lavoro autonomo si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell'impiego di un collaboratore addetto a mansioni di segreteria o meramente esecutive.

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Gli effetti della Legge di Stabilità sulla disciplina del raddoppio dei termini accertativi

24 Maggio 2016 | di Marco Ligrani

Termini di accertamento

La Legge di Stabilità 2016 ha riformato profondamente il regime della decadenza dalla potestà accertativa relativa alle annualità 2016 e successive, portando a cinque e a sette anni il termine di notifica dei relativi accertamenti, nelle ipotesi, rispettivamente, di dichiarazione presentata ovvero omessa. La Legge di Stabilità, tuttavia, ha apportato anche una ulteriore, rilevantissima novità in termini di decadenza, sopprimendo il c.d. “raddoppio dei termini”; facendo, tuttavia, espressamente salvi gli avvisi di accertamento già notificati, nella sola ipotesi in cui la relativa denuncia penale sia stata presentata entro i vecchi termini ordinari di quattro e cinque anni.

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Maggiorazione del C.U. in caso di rigetto del gravame: applicabile al processo tributario?

17 Maggio 2016 | di Salvatore Labruna

Art. 13, c. 1-bis, D.P.R. n. 115/2002

Contributo unificato

Con il presente apporto si chiariranno alcuni aspetti in tema di contributo unificato tributario; verrà esaminato in particolare l'ambito di applicazione dell'art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115/2002 e a quali tipo di giudizi è assoggettabile tale contributo.

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CFC legislations – nozione, finalità e cenni storici

16 Maggio 2016 | di Gianfranca Corbeddu

Società controllate e collegate

Il contributo dapprima fornisce la nozione e chiarisce le finalità delle CFC rules. Nel seguito, dopo una descrizione della prima CFC legislation, promulgata negli Stati Uniti nel 1962, le CFC rules sono brevemente inquadrate nel contesto della UE, con un accenno alle disparità impositive tra Stati Membri, al loro presupposto legale e ai loro effetti sulla competitività nel mercato interno. La trattazione prosegue con la considerazione a livello internazionale dei problemi della harmful tax competition e della base erosion e del profit shifting (BEPS) contenuta nei Reports OCSE elaborati negli anni '90. A partire dal 2013, la trattazione delle problematiche BEPS da parte dell'OCSE avverrà in maniera più sistematica, dapprima nei due Reports del 2013, e successivamente nell'Action Plan in quindici punti dell'ottobre 2015. L'Action 3 specificamente tratta di come rafforzare le CFC legislations in una prospettiva anti-BEPS.

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Domicilio digitale e sue variazioni (PTT)

13 Maggio 2016 | di Stefano Russo, Roberto Scavizzi

Art. 6 D.M.

Processo telematico

In via generale il “domicilio digitale” consiste in un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) che il cittadino può indicare alla pubblica amministrazione per ricevere tutte le comunicazioni e le notifiche di atti, ossia nella sostituzione del recapito fisico delle stesse con un recapito telematico, assistito dalle garanzie di affidabilità connesse alla posta certificata.

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Sospensione dell'esecutività della sentenza impugnata in pendenza di giudizio per cassazione

09 Maggio 2016 | di Mariacarla Giorgetti

Art. 62-bis, D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

Giudizio di cassazione

Con il D.Lgs. n. 156/2015, si è data attuazione alla revisione del processo tributario e, con l'art. 9, comma 1, lettera aa), è stato introdotto all'interno del D.Lgs. n. 546/1992, l'articolo 62-bis con riferimento all'esecuzione provvisoria e ai provvedimenti cautelari relativi alle sentenze impugnate per Cassazione. Tale riforma ha ulteriormente rafforzato le garanzie in favore dei Contribuenti, soprattutto nell'ottica di un processo tributario più rapido ed efficiente. Si è giunti, inoltre, ad una codificazione a livello normativo della facoltà di sospendere gli atti impugnati e le sentenze anche nei gradi di giudizio successivi al primo.

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Qualche erratica considerazione prospettica sul processo tributario

03 Maggio 2016 | di Gianfranco Gaffuri

Organi della giurisdizione tributaria

Si leggono e si sentono, con intensità sempre maggiore, istanze e proposte per la trasformazione del giudice tributario da organismo alla cui composizione concorrono persone non esclusivamente dedite alla soluzione delle controversie tributarie, in istituzione professionale, al pari degli altri uffici giudiziali. Questa metamorfosi garantirebbe, da un canto, lo svolgimento pieno ed efficace della funzione e, d’altro canto, una migliore qualità del prodotto, per la più ampia disponibilità di tempo e una più assidua dedicazione ai compiti di giustizia. All'interno di questo dibattito si inseriscono le riflessioni del Professor Gianfranco Gaffuri, racchiuse nell'editoriale che segue.

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Presunzione assoluta di assoggettamento all'IRAP di società ed enti

02 Maggio 2016 | di Andrea A. Salemme

Cass. civ.,

IRAP

Società ed enti vanno sempre soggetti all'IRAP, in quanto, a termini dell'art. 2, secondo periodo, del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, l'attività dai medesimi esercitata costituisce in ogni caso presupposto d'imposta; ne consegue che, ai fini dell'imposizione, dinanzi ad una società o ad un ente, si prescinde dall'accertamento della sussistenza del requisito dell'autonoma organizzazione, essendo sufficiente la constatazione della loro natura giuridica collettiva.

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IRAP, associazioni professionali e medicina di gruppo

27 Aprile 2016 | di Andrea A. Salemme

Cass. civ.

IRAP

Le forme associative di cui all'art. 3, c. 1, lett. c), D.Lgs. n. 446/97, comprese le associazioni professionali in forza dell'equiparazione alle società semplici ex art. 5, c. 3, lettera c), D.P.R. n. 917/86, soggiacciono sempre all'IRAP, prescindendosi dal requisito dell'autonoma organizzazione; tuttavia la medicina di gruppo non è una forma associativa rilevante alla stregua delle predette disposizioni, in quanto si configura come un organismo promosso dal Servizio Sanitario Nazionale, in seno al quale è diretto a realizzare più avanzate forme di presidio della saluta pubblica; in tale veste, si sottrae all'IRAP nel rispetto dei limiti strutturali posti dalla convenzione.

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