Focus

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Il giudice tributario tra l'interpretazione del diritto dell'Unione europea e i rimedi nazionali

28 Novembre 2019 | di Mauro Tortorelli

Statuto del contribuente

In tema di applicazione dei diritti dei contribuenti, anche in ambito tributario si assiste ad un'attività, invero in continuo fermento, tesa all'applicazione da parte del giudice, ex officio o su sollecitazione della parte interessata, delle norme di diritto europeo (intese in senso lato). Da parte del giudice, ma anche del difensore tributario, la conseguenza di tale attività è il ricorso, da un lato, alla preventiva interpretazione della norma nazionale e di quella del diritto europeo da porre a base della decisione da adottare. Dall'altro lato, all'applicazione di regole dettate per definire il rapporto, se confliggente, tra norme nazionali e di diritto europeo.

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Le novità sui tributi locali

22 Novembre 2019 | di Giuseppe Durante

IMU

Molte sono le novità che il Decreto Crescita D.L.30 aprile 2019, n° 34 conv. L. 28 giugno 2019, n. 58 in materia di “semplificazione fiscale” ha disposto in materia di fiscalità locale andando il provvedimento ad incidere su aspetti salienti relativi sia all'aspetto sostanziale che procedurale, con una incidenza diretta sia nella quantificazione delle imposte locali sia nella gestione dei tributi di spettanza comunale. Ad avviso dello scrivente rileva pertanto focalizzare le disposizioni normative contenute nel provvedimento n. 34/2019 richiamando sia quelle di natura prettamente tributaria, sia quelle di tipo meramente regolamentare che dal nuovo anno interesseranno tutta la finanza territoriale.

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Ritenute e compensazioni in appalti e subappalti

14 Novembre 2019 | di Saverio Capolupo

Compensazioni

Con il c.d. decreto fiscale sono state introdotte importanti novità in tema di divieto di compensazione e di versamento delle ritenute. Relativamente a queste ultime è previsto l'obbligo per il committente di procedere al loro versamento, senza possibilità di utilizzare in compensazione proprie posizioni creditorie, in tutti i casi di affidamento di un'opera o un servizio. Inoltre, è stata ampliata l‘inversione contabile in materia di IVA – c.d. reverse charge - alle prestazioni effettuate mediante contratti di appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali comunque denominati, che vengono svolti con il prevalente utilizzo di manodopera presso le sedi di attività del committente e con l'utilizzo di beni strumentali di proprietà del committente. In caso di inadempimento degli obblighi in capo appaltatori, subappaltatori e affidatari il committente deve sospendere il pagamento dei corrispettivi dovuti. Le società affidatarie possono procedere al versamento in proprio delle ritenute soltanto al verificarsi di determinate condizioni.

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Criticità tributarie nel concordato preventivo (II)

12 Novembre 2019 | di Renato Bogoni, Emanuele Artuso

Fallimento

Gli Autori proseguono, in questa seconda parte del loro lavoro, con l'analisi delle criticità tributarie nell'ambito del concordato preventivo.

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L'impatto della mini-IRES nella determinazione delle imposte anticipate e differite

08 Novembre 2019 | di Andrea Passini

IRES

La mini-IRES suddivide la base imponibile in due parti, una soggetta ad aliquota ordinaria e l'altra soggetta ad aliquota agevolata. Diversamente da altre disposizioni agevolative non si ha una base unica e ciò determina notevoli difficoltà nella determinazione delle imposte anticipate e differite.

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Applicazione dell'istituto della tenuità del fatto nei reati tributari e riflessi sul parallelo procedimento tributario

06 Novembre 2019 | di Sara Mecca

Dichiarazione fraudolenta

L'ordinamento penale prevede la possibilità di non applicare alcuna pena nel caso in cui siano commessi dei reati ritenuti di “particolare tenuità”, i quali cioè non abbiano causato conseguenze dannose rilevanti. L'istituto della non punibilità per particolare tenuità del fatto può essere applicato anche ai reati tributari che rientrano nei limiti di pena stabiliti dalla normativa (pena pecuniaria e/o pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni), in presenza degli altri presupposti previsti dall'art. 131-bis del Codice penale. Occorre, tuttavia, sempre prestare attenzione agli effetti che l'istituto penalistico potrebbe di riflesso avere in un eventuale e parallelo procedimento tributario pendente, dal momento che la non punibilità per particolare tenuità del fatto implica in concreto un accertamento sull'esistenza della condotta contestata.

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Disciplina penale in materia tributaria e la responsabilità amministrativa degli enti: prime considerazioni sul D.L. fiscale

04 Novembre 2019 | di Mario Cavallaro

Sanzioni

Come ormai ben noto, nel decreto fiscale collegato alla Legge di bilancio sono state inserite robuste modifiche alle disposizioni in materia di repressione penale delle violazioni tributarie, che sono tuttora complessivamente contenute nel D.Lgs. n. 74/2000, ancorché già profondamente rimaneggiato rispetto al testo originario con le novelle del 2011 e del 2015. Il dato più significativo è quello dell’aumento sistematico delle pene e – per contro – la riduzione delle soglie di punibilità.

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Le prove atipiche: onere della prova ed onere di contestazione

30 Ottobre 2019 | di Salvatore Labruna

Mezzi di prova

L'art. 2697 c.c. prevede il c.d. onere della prova (o di allegazione) a carico di «chi vuol far valere un diritto in giudizio [attore sostanziale ]» -senza distinguere tra parte processuale attrice e parte convenuta- statuendo che costui «deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento» (causa efficiens). Continua al secondo comma, statuendo che «chi eccepisce l'inefficacia di tali fatti ovvero eccepisce che il diritto si è modificato o estinto deve provare i fatti su cui l'eccezione si fonda» (onus probandi incumbit ei qui dicit, non ei qui negat).

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Il principio di derivazione fiscale. Considerazioni a margine dell'accertamento tributario

22 Ottobre 2019 | di Mauro Tortorelli

Bilancio d’esercizio

Per i soggetti IRES, l'istituto del principio di derivazione del reddito fiscale da quello civilistico rinviene dall'art. 83, d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917. In via generale, il comma uno di detto articolo dispone che il reddito di impresa deve determinarsi apportando all'utile o alla perdita del conto economico del bilancio di esercizio le variazioni che derivano dall'applicazione ai componenti di reddito dei criteri fiscali, dettati dal d.P.R. n. 917/1986, tesi a limitare e/o condizionare, in ambito tributario, il rilievo fiscale di specifiche voci del conto economico.

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Imposta di registro sul decreto ingiuntivo ottenuto dal garante autonomo nei confronti del debitore d'imposta

17 Ottobre 2019 | di Davide Giovanni Pintus

Imposta di registro

Nella giurisprudenza di legittimità si era formato un contrasto in merito alla quantificazione dell'imposta di registro, in misura fissa o proporzionale, sul decreto ingiuntivo ottenuto dal garante autonomo nei confronti del debitore, allorquando esso garante, dopo aver pagato al creditore, intendesse recuperare dal debitore inadempiente l'importo versato. Tra le due tesi, le Sezioni Unite optano per la tassazione in misura proporzionale, conformemente alla previsione generale della tariffa allegata al d.P.R. n. 131/1986, in materia di registrazione dei decreti ingiuntivi.

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