Focus

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Criticità tributarie nel concordato preventivo

21 Gennaio 2019 | di Renato Bogoni, Emanuele Artuso

Fallimento

Nell’ambito del concordato preventivo, solo con la procedura sancita dal novellato art. 182-ter l. fall. si può regolare il trattamento dei tributi e dei relativi accessori amministrati dalle agenzie fiscali, nonché dei contributi e dei relativi accessori amministrati dagli enti gestori di forme di previdenza ed assistenza obbligatorie.

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Evoluzione dell'abuso del diritto in materia tributaria: distinzione tra condotte abusive e pratiche di evasione

17 Gennaio 2019 | di Giuseppe Rivetti, Francesca Moroni

Abuso del diritto o elusione

Il contribuente che non versa le imposte dovute a seguito della stipulazione di un negozio, correttamente qualificato sotto il profilo giuridico da parte dell'Amministrazione finanziaria, non pone in essere un comportamento elusivo, volto a conseguire un vantaggio fiscale in ragione di un uso distorto della normativa tributaria, ma risponde semplicemente della relativa evasione d'imposta. Pertanto, non trovano applicazione le disposizioni di legge e i principi elaborati dalla giurisprudenza, in tema di abuso del diritto.

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Spunti sulla (dubbia) ammissibilità delle “perdite valutative” alla luce del principio di derivazione rafforzata

10 Gennaio 2019 | di Simone Marzo

IRES

Negli ultimi anni il regime di rilevanza fiscale delle perdite su crediti di cui all'art. 101, comma 5, TUIR., è stato ripetutamente modificato nell'intento di agevolare (o, quanto meno, di non penalizzare eccessivamente) le imprese che incorrono nel rischio di non riuscire ad incassare tutti o parte dei propri crediti. L'art. 101 TUIR è stato infatti modificato dapprima ad opera dell'art. 33, comma 5, D.L. 22 giugno 2012, n. 83 (c.d. “decreto crescita”), convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 134, poi dall'art. 1, comma 160, lett. b), L. 27 dicembre 2013, n. 147 (c.d. “Legge di Stabilità 2014”) ed infine dall'art. 13, comma 1, lett. c), del D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 147 (c.d. “decreto internazionalizzazione”).

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Decisione nel processo tributario: dalla deliberazione in segreto alla pubblicazione

03 Gennaio 2019 | di Domenico Chindemi, Salvatore Labruna

Esecuzione della sentenza

Il dispositivo non è un atto autonomo, bensì parte della sentenza ex art. 36, c. 2, n. 5, D.Lgs. n. 546/1992, anche se ne può costituire una sintetica anticipazione nelle comunicazioni alle parti costituite, con le forme e nei tempi previsti dalle norme processuali tributarie. La norma prevede come le parti costituite abbiano notizia della pubblicazione della sentenza con una comunicazione di segreteria che già ne riporti il dispositivo. I requisiti formali dell'ordinanza e del decreto sono disciplinati, anche nel processo tributario, dagli articoli 134 e 135 c.p.c..

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Pignoramento esattoriale diretto presso terzi

28 Dicembre 2018 | di Francesco Spina

Misure cautelari

Il pignoramento esattoriale cd. “diretto”, disciplinato dagli artt. 72-bis e ss. del d.P.R. n. 602/1973, costituisce una forma di esecuzione forzata interamente stragiudiziale e semplificata al fine della riscossione coattiva dei crediti relativi ad atti impositivi, che inizia con la notificazione dell'ordine di pagamento diretto, si completa con il pagamento diretto da parte del terzo e in cui il controllo del giudice è solo eventuale.

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La vexata quaestio degli avvocati in libero foro che assistono l'Agente della riscossione nelle controversie tributarie

17 Dicembre 2018 | di Salvatore Labruna

Assistenza tecnica

La capacità di stare in giudizio direttamente, o mediante la struttura territoriale sovraordinata, con l'eventuale rappresentanza, patrocinio ed assistenza in giudizio dell'Avvocatura dello Stato, anziché dei diversi difensori abilitati, alla luce dell’arresto della Suprema Corte di Cassazione, sezione tributaria, n. 28684 del 10 ottobre 2018, depositato il 9 novembre 2018, e dei principi di diritto enunciati con ordinanza n. 28741/2018.

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La p.e.c. di notifica del ricorso telematico

14 Dicembre 2018 | di Marco Ligrani

PEC

L'utilizzo e il funzionamento dell'intero impianto tecnico del processo tributario telematico poggia sulla casella di posta elettronica certificata che il professionista ha comunicato al proprio ordine di appartenenza e presente nell'indice INI-PEC, il quale – com'è noto – costituisce il pubblico elenco delle imprese e dei professionisti, istituito presso il Ministero per lo sviluppo economico. Infatti, l'indirizzo di posta elettronica certificata che dovrà – obbligatoriamente – essere utilizzato per la notifica del ricorso e dell'appello e, allo stesso tempo, per la registrazione al Sistema Informativo della Giustizia Tributaria (S.I.Gi.T.) e il suo utilizzo, è solo e soltanto quello ufficiale presente nell'INI-PEC e non altro.

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Indebite compensazioni fiscali: profili di responsabilità penale anche del professionista

10 Dicembre 2018 | di Wenda Biondo

Compensazioni

Sul versante penal-tributario, l'interesse dello Stato ad una tempestiva ed efficace riscossione delle imposte, dei contributi e degli altri crediti è stato assicurato dalla previsione del reato di indebita compensazione di cui all'art. 10-quater del D.Lgs. n. 74/2000. Tuttavia, è innegabile come la tutela di tale bene giuridico sarebbe gravemente compromessa nel caso in cui il soggetto attivo del reato in esame venisse considerato, in maniera riduttiva, il solo contribuente. In tale contesto, la Corte di Cassazione è tornata recentemente sull'argomento e con la prima pronuncia del 18 gennaio 2018, n. 1999, successivamente ribadita nelle sentenze nn. 29870 del 3 luglio 2018 e 37094 del 1° agosto 2018, ha esteso il raggio d'azione del reato anche alle figure del debitore accollante e del professionista (nei confronti del quale è stato anche previsto un concorso “qualificato”).

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Processo tributario telematico. Tanti codici per un “processo” senza Codice

03 Dicembre 2018 | di Giuseppe Rivetti, Umberto Gatto

Processo telematico

L’accelerazione impressa dal legislatore, con il D.L. 23 ottobre 2018 n. 119, alla telematizzazione del processo tributario impone una riflessione circa le corrispondenti prospettive e finalità. In proposito, risulta fondamentale la distinzione tra “processo” e “procedure” (assolte in forma telematica), poiché sebbene queste ultime agevolino l’operatività delle parti, non sono e non possono essere assimilabili a veri e propri interventi legislativi, idonei a incidere sul rito. In tale contesto l’assenza di rigorosità nella formulazione del testo legislativo, rischia di produrre la formazione di un rito parallelo (telematico) rispetto a quello tradizionale.

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Il principio di “inerenza qualitativa” ed il revirement della Suprema Corte

30 Novembre 2018 | di Francesco Licenziato, Stefania Brena

IRES

La Suprema Corte si è di recente più volte pronunciata in merito alla annosa quaestio del principio di inerenza, fondamentale per la determinazione in merito alla deducibilità dei costi ai fini delle imposte dirette e, seppur con differente accento, al fine della relativa detraibilità IVA. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza 3 luglio 2017, n. 450 (depositata l’11 gennaio 2018) ha compiuto un deciso revirement rispetto al proprio precedente costante orientamento, riformulando lo stesso concetto di inerenza e, ancor prima, ridefinendone in maniera assolutamente innovativa il fondamento normativo. Come si approfondirà nel prosieguo del presente contributo, alla predetta Ordinanza n. 450/2018 sono seguite diverse altre pronunce che, con buona pace del ruolo nomofilattico della Suprema Corte, talvolta hanno integralmente fatto proprio il nuovo principio di inerenza (come si vedrà, “qualitativo”), altre volte invece totalmente rifiutando tale nuovo corso e rifacendosi ai precedenti orientamenti.

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