Focus

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I nuovi poteri della Guardia di finanza a seguito del "Decreto fiscale"

11 Marzo 2019 | di Mariacarla Giorgetti, Leonardo Margiotta

Questionari Guardia di Finanza

Durante i lavori parlamentari nella fase di conversione in legge del D.L. n. 119/2018, sono stati aggiunti alcuni articoli e commi che hanno cambiato, in modo importante, il ruolo della Guardia di Finanza in chiave antielusiva. Successivamente a tali lavori, i finanzieri hanno ottenuto una maggiore operatività in ambito economico-fiscale, al fine di contrastare in modo efficace l’evasione e le frodi fiscali, che possono emergere a seguito delle attività di accertamento poste in essere dai vari reparti operativi; ad ogni modo, giova sottolineare come tali attività, dovranno comunque svolgersi nel pieno rispetto delle garanzie che il Legislatore ha riservato al contribuente verificato. Si evidenzia, altresì, come alla Guardia di Finanza è stato attribuito un ruolo d’indirizzo e di coordinamento strategico ed operativo dell’attività di contrasto all’evasione, da effettuarsi congiuntamente all’Agenzia delle Entrate. Le disposizioni in questione sono contenute negli articoli, dal 16-quater al 16-septies del D.L. n. 119/2018.

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“Significato economico” della stabile organizzazione: convergenze ed assonanze tra BEPS e giurisprudenza italiana

26 Febbraio 2019 | di Lorenzo Savastano

Stabile organizzazione

Il progetto BEPS è intervenuto sul cuore dell'art. 5 del Modello OCSE, disinnescando manovre di profit shifting incentrate sull'ambigua classificazione delle attività preparatorie ed ausiliarie esercitate nello Stato della fonte. La modifica, corroborata dalla creazione di una anti-fragmentation rule, è stata trasmigrata nel diritto italiano con la legge di bilancio 2018 dove, come vedremo, ha trovato un capiente solco giurisprudenziale in cui collocarsi.

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La definizione agevolata delle controversie tributarie: primi profili applicativi e criticità

20 Febbraio 2019 | di Vincenzo Pisani

Conciliazione giudiziale

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge n. 136 del 18 dicembre 2018 di conversione del D.L. n. 119/2018 recante disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria, diventano definitive tutte le nuove misure relative alla cosiddetta “pace fiscale”. Durante l'iter di conversione alcune norme hanno subito modifiche: è il caso della definizione agevolata delle controversie tributarie. L'articolo propone quindi un'analisi della definizione agevolata che, a partire dall'individuazione degli ambiti di applicazione e di esclusione dell'istituto, vuole fornire al lettore una guida pratica tesa ad individuare le modalità di presentazione della domanda, il perfezionamento ed i rapporti con i contenziosi pendenti.

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La confisca in ambito penal-tributario alla luce dei più recenti orientamenti giurisprudenziali

15 Febbraio 2019 | di Wenda Biondo

Sanzioni

In ambito penal-tributario l'istituto della confisca, oggi disciplinato dall'art. 12-bis del D.Lgs. n. 74/2000, è applicabile sia nella forma diretta, con riguardo al prezzo o al profitto del reato, che in quella per equivalente. Dal punto di vista giurisprudenziale, all'orientamento, divenuto poi consolidato, delle Sezioni Unite “Gubert” e “Lucci”, si è contrapposta, con correttivi ermeneutici importanti, la recente sentenza della Corte di Cassazione del 27 febbraio 2018, n. 8995. La predetta pronuncia, nell'attribuire nuovamente importanza al requisito del nesso di pertinenzialità, che in passato aveva rischiato di divenire del tutto pleonastico, conferisce razionalità alla confisca diretta nei reati tributari. Tuttavia, limitare il raggio d'azione della confisca diretta non fa altro che ampliare quello della confisca per equivalente con tutte le inevitabili implicazioni in tema di tenuta sul piano costituzionale e di inapplicabilità all'ente per i reati tributari commessi in seno alla persona giuridica dal suo legale rappresentante.

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Giudizio di rinvio dalla Cassazione

07 Febbraio 2019 | di Raffaele Marenghi

Giudizio di rinvio

Il lavoro intende ripercorrere, in generale, il procedimento del giudizio di rinvio dalla Cassazione, ex combinato disposto degli artt. 383, 384, 392 e 394 c.p.c., nonché degli effetti dell'estinzione dell'intero processo in caso di mancata riassunzione del giudizio, ex art. 393 c.p.c..

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La definizione delle liti pendenti nella “pace fiscale”

30 Gennaio 2019 | di Marco Ligrani

Conciliazione giudiziale

L'articolo 6, D.L. 23 ottobre 2018, n. 119, ha reintrodotto la possibilità di definire, in modo agevolato, le controversie tributarie, pendenti in ogni stato e grado del giudizio. La norma, che fa seguito alle precedenti edizioni della sanatoria sui giudizi tributari (l’ultima delle quali contenuta nel D.L. n. 50/2017), ripropone la stessa ratio della rottamazione dei ruoli ma consente, in caso di vittoria, un risparmio anche consistente sul valore della lite. In attesa della modulistica ufficiale e dei chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, ripercorriamo la disciplina della norma, ponendo l’accento sui vari passaggi operativi.

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Evoluzione dei principi contabili internazionali nell'ordinamento tributario

24 Gennaio 2019 | di Fernando Mastidoro

Fiscalità internazionale

Col presente contributo si vogliono ripercorrere le fasi dell’introduzione dei principi contabili internazionali nel nostro ordinamento, a tredici anni dall’emanazione del Decreto n. 38/2005 fino ai giorni nostri, passando per i provvedimenti del 2009, 2011, 2017 e 2018, allo scopo di sollecitare alcune riflessioni sul conflitto tra la determinazione causale del reddito d’impresa dei soggetti IAS e le ragioni dell’Erario. Seguiremo, inoltre, il filone giurisprudenziale sul (l’eccessivo) ricorso al principio di “substance over form” commentando sentenze pronunciate anche in ambiti che travalicano i confini dei soggetti IAS, e accenneremo infine alle sue conseguenze sull’accertamento.

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Criticità tributarie nel concordato preventivo

21 Gennaio 2019 | di Renato Bogoni, Emanuele Artuso

Fallimento

Nell’ambito del concordato preventivo, solo con la procedura sancita dal novellato art. 182-ter l. fall. si può regolare il trattamento dei tributi e dei relativi accessori amministrati dalle agenzie fiscali, nonché dei contributi e dei relativi accessori amministrati dagli enti gestori di forme di previdenza ed assistenza obbligatorie.

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Evoluzione dell'abuso del diritto in materia tributaria: distinzione tra condotte abusive e pratiche di evasione

17 Gennaio 2019 | di Giuseppe Rivetti, Francesca Moroni

Abuso del diritto o elusione

Il contribuente che non versa le imposte dovute a seguito della stipulazione di un negozio, correttamente qualificato sotto il profilo giuridico da parte dell'Amministrazione finanziaria, non pone in essere un comportamento elusivo, volto a conseguire un vantaggio fiscale in ragione di un uso distorto della normativa tributaria, ma risponde semplicemente della relativa evasione d'imposta. Pertanto, non trovano applicazione le disposizioni di legge e i principi elaborati dalla giurisprudenza, in tema di abuso del diritto.

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Spunti sulla (dubbia) ammissibilità delle “perdite valutative” alla luce del principio di derivazione rafforzata

10 Gennaio 2019 | di Simone Marzo

IRES

Negli ultimi anni il regime di rilevanza fiscale delle perdite su crediti di cui all'art. 101, comma 5, TUIR., è stato ripetutamente modificato nell'intento di agevolare (o, quanto meno, di non penalizzare eccessivamente) le imprese che incorrono nel rischio di non riuscire ad incassare tutti o parte dei propri crediti. L'art. 101 TUIR è stato infatti modificato dapprima ad opera dell'art. 33, comma 5, D.L. 22 giugno 2012, n. 83 (c.d. “decreto crescita”), convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 134, poi dall'art. 1, comma 160, lett. b), L. 27 dicembre 2013, n. 147 (c.d. “Legge di Stabilità 2014”) ed infine dall'art. 13, comma 1, lett. c), del D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 147 (c.d. “decreto internazionalizzazione”).

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