Focus

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L’IRAP alla luce della nuova Legge di Stabilità

07 Marzo 2016 | di Andrea A. Salemme

IRAP

A seguito della mancata riforma complessiva della tassazione sui redditi di impresa e di lavoro autonomo, entro la quale avrebbe dovuto trovare collocazione il riordino dell’IRAP, si susseguono interventi puntuali che rispondono ad esigenze contingenti, sicuramente meritevoli di sviluppo, tuttavia su binari in parte diversi da quelli propri della fiscalità. Tale tendenza pervade anche la nuova legge di stabilità, che, nel tentativo di risolvere talune micro-questioni, apre nuovi spazi di discussione, conseguentemente incrementando le difficoltà ricostruttive del sistema.

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La concorrente applicabilità della disciplina civilistica e tributaria in materia di responsabilità del cessionario d'azienda per i debiti del cedente

29 Febbraio 2016 | di Simone Marzo

Cessione d'azienda

Il legislatore del codice civile ha dimostrato “assoluto agnosticismo” sulla sorte dei debiti (e dei crediti) inerenti l’azienda ceduta nei rapporti interni tra alienante ed acquirente, limitandosi a disciplinare i riflessi di tale trasferimento sui creditori (e debitori) aziendali. Accanto alla disciplina codicistica, la normativa di cui all'art. 14, D.Lgs. 472/97 disciplina specificamente i profili di responsabilità con riguardo ai debiti per imposte e sanzioni conseguenti a violazioni tributarie. Nel presente contributo verranno in particolare analizzati il rapporto fra i due complessi normativi - rispetto ai quali la dottrina maggioritaria così come la giurisprudenza tende a configurare un rapporto di concorrente applicazione - e le possibili sovrapposizioni.

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L’istituto del reclamo e della mediazione alla luce della riforma del contenzioso

15 Febbraio 2016 | di Giammarco Galdieri

Reclamo

Al fine di ridurre il contenzioso tributario, dal 1° aprile 2012, per le controversie di valore non superiore a 20 mila euro, il contribuente che intende contestare un atto, prima di adire il giudice tributario, deve incardinare un procedimento amministrativo nel quale, in sintonia con le forme e con le regole proprie del processo tributario, anticipare i motivi di impugnazione ed, eventualmente, formulare una proposta di mediazione nei confronti dell’Amministrazione che ha emesso l’atto notificato. Il presente contributo, partendo dalle recenti novità apportate all’istituto dal D.Lgs. n. 156/2015 (c.d. Riforma del contenzioso tributario), fornisce una panoramica delle disposizioni contenute nell’art. 17-bis del D.Lgs. n. 546/1992 concernenti il reclamo e la mediazione, approfondendo alcuni temi, tra cui la determinazione del valore della controversia, gli effetti del reclamo e il rapporto tra mediazione e accertamento con adesione.

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Giurisdizione tributaria e procedure concorsuali

08 Febbraio 2016 | di Lucio Di Nosse

Cass. civ.

Giurisdizione e competenza

In tema di ammissione al passivo fallimentare di un credito tributario viene riaffermato il consolidato principio della esclusività della giurisdizione tributaria in materia di tributi, che non subisce deroghe nemmeno in presenza di procedure fallimentari.

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Per le frodi fiscali in materia di IVA vi è una nuova prescrizione

05 Febbraio 2016 | di Gianluca Gambogi

Cass. pen.

Omessa dichiarazione

I Giudici di legittimità, con sentenza n. 2210/2016, hanno recepito l'orientamento espresso dalla Corte di Giustizia Europea (relativa alla causa Taricco) sostenendo la disapplicazione dell’ultima parte del co. 3 dell’art. 160 c.p. nonché il co. 2 dell’art. 161 c.p., in relazione ad una fattispecie avente ad oggetto dichiarazione fraudolenta per utilizzo di fatture false finalizzata ad evasione IVA.

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Il vizio revocatorio dell'errore di fatto

02 Febbraio 2016 | di Liliana Peruzzu

Giudizio di revocazione

Tra i motivi di revocazione della sentenza tributaria riveste particolare importanza, specialmente da un punto di vista pratico, il vizio revocatorio del c.d. errore di fatto (art. 395, n. 4 c.p.c.). Detto vizio si sostanzia nell’erronea percezione dei fatti di causa e viene a verificarsi quando la decisione sia fondata sulla supposizione di un fatto la cui verità è incontrastabilmente esclusa, oppure quando sia supposta l'inesistenza di un fatto la cui verità è positivamente stabilita, e - tanto nell'uno quanto nell'altro caso - se il fatto non identifica un punto controverso sul quale la sentenza (impugnata dinanzi al giudice della revocazione) si è pronunciata.

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Alcuni rilievi critici sulla nuova tutela cautelare

26 Gennaio 2016 | di Pasquale Amodio

Tutela cautelare

L’entrata in vigore, a decorrere dal 1° gennaio 2016, della nuova disciplina relativa alla tutela cautelare nel processo tributario, attuata con D. Lgs. del 24 settembre 2015 n. 156, rende necessario un esame dal quale emerge come il legislatore non abbia ancora compiutamente osservato quanto previsto nella Legge delega in tema di rafforzamento della tutela giurisdizionale del contribuente. Obiettivo di questo lavoro è esaminare i punti di criticità della nuova disciplina, con particolare attenzione all’estensione della inibitoria cautelare nel giudizio di appello ed al nuovo regime delle spese della fase cautelare.

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Novità in tema di spese di lite dopo la riforma del contenzioso tributario

21 Gennaio 2016 | di Mariacarla Giorgetti, Leonardo Margiotta

Spese di lite

Il tema delle “spese di lite” è una questione da sempre oggetto di dibattito in dottrina e che, talvolta, riscontra una difformità fra disposto normativo e la concreta, nonché auspicabile, applicazione da parte delle Commissioni tributarie le quali, invece che applicare il generale principio di soccombenza (art. 15 del D.Lgs. n. 546/1992), utilizzano in maniera impropria l’istituto della compensazione quale strumento abituale, nonostante abbia un carattere assolutamente straordinario.

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Aspetti applicativi dell’istituto della revocazione

18 Gennaio 2016 | di Elisa Manoni

Giudizio di revocazione

La necessità di far sì che l’ordine giuridico, compendiato nelle pronunce giudiziali, non sia violato, ha indotto il legislatore ad introdurre un mezzo di impugnazione con cui rimettere in discussione il giudizio di fatto viziato nei suoi presupposti logici e motivazionali. Tale strumento è il giudizio di revocazione, esperibile sia per impedire che una sentenza di tal natura possa passare in giudicato, sia per far venire meno il carattere di incontrovertibilità ed irretrattabilità della stessa, qualora presenti determinati vizi riconducibili a fattispecie tipizzate dalla legge. L’istituto in esame, che coinvolge la giustizia del provvedimento impugnato, riproduce, quindi, lo stesso oggetto del procedimento anteriore, segue il regime della devoluzione automatica e postula una pronuncia sostitutiva. Nel presente lavoro, dopo aver proceduto ad un inquadramento di tale mezzo di impugnazione, conosciuto già nel diritto romano, si procederà a delinearne gli aspetti applicativi ed i rapporti sussistenti con gli altri rimedi offerti dall’ordinamento.

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Sanzioni amministrative in materia doganale: dubbi e criticità in relazione all'articolo 303 TULD

13 Gennaio 2016 | di Fabiola Del Torchio

Art. 303 T.U.L.D.

Dogane

In ambito doganale i principi sanzionatori sono disciplinati dall'art. 303 T.U.L.D. La disposizione è stata recentemente riformulata e le maggiori criticità che si prospettano per gli operatori del settore sono in particolare due: proporzionalità delle sanzioni e la relativa applicabilità – o meno – delle suddette sanzioni alle violazioni in tema di origine delle merci.

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