Focus

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Alcuni rilievi critici sulla nuova tutela cautelare

26 Gennaio 2016 | di Pasquale Amodio

Tutela cautelare

L’entrata in vigore, a decorrere dal 1° gennaio 2016, della nuova disciplina relativa alla tutela cautelare nel processo tributario, attuata con D. Lgs. del 24 settembre 2015 n. 156, rende necessario un esame dal quale emerge come il legislatore non abbia ancora compiutamente osservato quanto previsto nella Legge delega in tema di rafforzamento della tutela giurisdizionale del contribuente. Obiettivo di questo lavoro è esaminare i punti di criticità della nuova disciplina, con particolare attenzione all’estensione della inibitoria cautelare nel giudizio di appello ed al nuovo regime delle spese della fase cautelare.

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Novità in tema di spese di lite dopo la riforma del contenzioso tributario

21 Gennaio 2016 | di Mariacarla Giorgetti, Leonardo Margiotta

Spese di lite

Il tema delle “spese di lite” è una questione da sempre oggetto di dibattito in dottrina e che, talvolta, riscontra una difformità fra disposto normativo e la concreta, nonché auspicabile, applicazione da parte delle Commissioni tributarie le quali, invece che applicare il generale principio di soccombenza (art. 15 del D.Lgs. n. 546/1992), utilizzano in maniera impropria l’istituto della compensazione quale strumento abituale, nonostante abbia un carattere assolutamente straordinario.

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Aspetti applicativi dell’istituto della revocazione

18 Gennaio 2016 | di Elisa Manoni

Giudizio di revocazione

La necessità di far sì che l’ordine giuridico, compendiato nelle pronunce giudiziali, non sia violato, ha indotto il legislatore ad introdurre un mezzo di impugnazione con cui rimettere in discussione il giudizio di fatto viziato nei suoi presupposti logici e motivazionali. Tale strumento è il giudizio di revocazione, esperibile sia per impedire che una sentenza di tal natura possa passare in giudicato, sia per far venire meno il carattere di incontrovertibilità ed irretrattabilità della stessa, qualora presenti determinati vizi riconducibili a fattispecie tipizzate dalla legge. L’istituto in esame, che coinvolge la giustizia del provvedimento impugnato, riproduce, quindi, lo stesso oggetto del procedimento anteriore, segue il regime della devoluzione automatica e postula una pronuncia sostitutiva. Nel presente lavoro, dopo aver proceduto ad un inquadramento di tale mezzo di impugnazione, conosciuto già nel diritto romano, si procederà a delinearne gli aspetti applicativi ed i rapporti sussistenti con gli altri rimedi offerti dall’ordinamento.

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Sanzioni amministrative in materia doganale: dubbi e criticità in relazione all'articolo 303 TULD

13 Gennaio 2016 | di Fabiola Del Torchio

Art. 303 T.U.L.D.

Dogane

In ambito doganale i principi sanzionatori sono disciplinati dall'art. 303 T.U.L.D. La disposizione è stata recentemente riformulata e le maggiori criticità che si prospettano per gli operatori del settore sono in particolare due: proporzionalità delle sanzioni e la relativa applicabilità – o meno – delle suddette sanzioni alle violazioni in tema di origine delle merci.

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Il nuovo redditometro: natura della presunzione e applicazione retroattiva

08 Gennaio 2016 | di Francesco Brandi

Redditometro

Il nuovo redditometro si caratterizza per profonde innovazioni di carattere procedurale e “ontologico”. Strumento attuativo di una profonda innovazione, introdotta per legge sull’istituto dell’accertamento sintetico, al fine di renderlo più efficiente, dotandolo di maggiori garanzie per il contribuente.

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Il ricorso per saltum nelle liti tributarie

30 Dicembre 2015 | di Fausta Eugeni

Giudizio di cassazione

Dal 1° gennaio 2016 si potrà esperire – anche nel giudizio tributario – il ricorso per cassazione cd. “per saltum”. Detto istituto consente alle parti, laddove siano d’accordo nel ritenere che l’esito del giudizio innanzi alla CTP risulti dipendente, per intero, dalla risoluzione di una “questione di diritto”, di omettere il secondo grado di merito ed impugnare la sentenza di primo grado direttamente in sede di legittimità.

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L' “estensione” del numerus clausus degli atti impugnabili

21 Dicembre 2015 | di Pasquale Formica

Giurisdizione e competenza

Il legislatore fiscale ha da tempo optato per una delimitazione dell’ambito oggettivo di operatività della giurisdizione tributaria (rispetto a quella amministrativa e ordinaria) attraverso la previsione di un elenco tassativo degli atti passibili di essere impugnati dinanzi al giudice tributario. Tuttavia la giurisprudenza ha offerto una lettura maggiormente flessibile della disposizione in parola, prevedendo, da un lato, l’impugnabilità di atti “atipici”, e dall’altro che alcuni di tali atti (diversi) non debbano essere necessariamente impugnati, facendo così salva la possibilità di far valere i relativi vizi tramite l’impugnazione dell’ ”atto tipico” susseguente.

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Notarella critica sulla voluntary disclosure e le imposte di donazione e successione

14 Dicembre 2015 | di Vittorio Emanuele Falsitta

Voluntary disclosure

Secondo un recente modo di pensare la collaborazione volontaria potrebbe divenire luogo in cui si realizzano, tra gli altri, i presupposti per l'imposizione delle c.d. liberalità indirette e delle successioni ereditarie, ancorché non più accertabili per intervenuta decadenza del potere officioso. Il presente studio si propone di confutare siffatta tesi, dimostrando che le vicende sull’imposizione delle donazioni, liberalità indirette e successioni, se da un lato possono essere provocate durante la collaborazione volontaria, con questa non hanno alcuna attinenza e non possono, mai, subordinarne gli esiti.

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Profili critici della recente riforma della riscossione

10 Dicembre 2015 | di Marco Ligrani

Riscossione coattiva

La riforma della riscossione introdotta, di recente, dal D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 159, presenta, quale tratto distintivo, la maggiore apertura concessa dal legislatore verso forme di maggiore facilitazione nei pagamenti fiscali; si pensi all’aumento del numero delle rate concedibili a seguito di avvisi bonari ovvero in presenza di atti di adesione, all’introduzione della fattispecie del lieve inadempimento sia nel quantum che nella durata ovvero, ancora, al riconoscimento del beneficio della riduzione delle sanzioni anche in caso di autotutela parziale. Il decreto, tuttavia, interviene anche su aspetti apparentemente non collegati, in modo diretto, alla materia della riscossione e che presentano profili di sicuro interesse, anche nell’ottica contenziosa: si pensi alla non impugnabilità del diniego parziale di autotutela, ovvero all’utilizzo esclusivo della modalità di notifica a mezzo posta elettronica certificata, a decorrere dal 1 giugno 2016, per le cartelle di pagamento emesse nei confronti delle imprese e dei professionisti.

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La natura integrativa dei poteri istruttori del Giudice tributario

03 Dicembre 2015 | di Ignazio Gennaro

Poteri istruttori del giudice tributario

I poteri istruttori delle Commissioni tributarie esercitabili attraverso la richiesta di dati, informazioni, elementi conoscitivi o consulenze, possono integrare ma non sostituire l’attività probatoria delle parti processuali. L’articolo propone una rapida panoramica sui poteri istruttori attribuiti alle Commissioni tributarie, sia nel vecchio rito disciplinato dal D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 636 che nel nuovo processo tributario disciplinato dal D.lgs. n. 546/1992, attraverso un excursus della giurisprudenza della Consulta e della Corte di Cassazione ed un esame analitico di ciascun mezzo di prova ammesso.

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