Focus

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Studi di settore: siamo pronti a dir loro addio?

13 Febbraio 2017 | di Ramona Marchetto

Accertamento da studi di settore

L'art. 7-bis del D.L. 22 ottobre 2016, n.193 rubricato "Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili" sembrerebbe inaugurare un cambio di rotta: indici sintetici di affidabilità al posto di parametri e studi di settore. Non si conoscono nel dettaglio i contorni della novella, tuttavia è possibile reperire qualche indicazione nel dossier pubblicato dal Servizio studi di Camera e Senato. Certo è che si tratterà di una sostituzione progressiva e non di un passaggio tout court.

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La prescrizione quinquennale delle cartelle esattoriali

06 Febbraio 2017 | di Domenico Chindemi, Marisa Abbatantuoni

Cartelle esattoriali

I giudici della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la recente sentenza n. 23397 del 17 novembre 2016, offrono una nuova occasione di riflessione in ordine alla complessa tematica del termine prescrizionale da applicare in ambito tributario. La Corte di Cassazione, riconfermando, in parte, il precedente orientamento precisa l'inapplicabilità della disposizione di cui all'art. 2946 c.c. all'ingiunzione fiscale per assenza di giudicato, statuendo che la mancata impugnazione di un atto impositivo nonché di un atto della riscossione, non permette l'applicabilità dell'art. 2953 c.c. e quindi la conversione del termine di prescrizione breve in quello ordinario decennale. Secondo gli ermellini gli “atti amministrativi di autoformazione” quali l'atto di accertamento, la cartella di pagamento o l'avviso di addebito dell'Inps non sono suscettibili di passare in giudicato, con conseguente esclusione dell'applicazione dell'art. 2953 c.c. (c.d. actio iudicati) riservata solamente alle sentenze di condanna o al decreto ingiuntivo.

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Falsi problemi di applicazione retroattiva delle recenti sentenze delle sezioni unite sull'IRAP

31 Gennaio 2017 | di Andrea A. Salemme

IRAP

In tema di rilevanza dell'impiego di lavoratori dipendenti, interpretano gli artt. 2 e 3 del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, nel senso che l'esercizio di attività libero-professionale in forma sia societaria sia però anche associativa, diversa dalla medicina di gruppo, integra eo ipso il presupposto impositivo dell'IRAP, quanto ad esse non rilevando alcuna indagine circa la sussistenza dell'autonoma organizzazione, che, invece, per il singolo professionista, torna ad essere necessaria, facendo scattare la dovutezza del tributo quando lo stesso impiega più di un dipendente. La duplicazione del binario relativo alle forme lato sensu collettive rispetto a quello relativo alle forme individuali potrebbe far pensare ad un'iniquità dell'applicazione retroattiva della regula iuris dettata dalle Sezioni Unite per le prime apparentemente in malam partem. Il presente scritto si propone di verificare la fondatezza giuridica di siffatta preoccupazione.

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Novità dall'Editore: Diritto tributario, CEDU e diritti fondamentali dell'U.E.

30 Gennaio 2017 | di Francesco Giuliani, Giulio Chiarizia

Giuffrè editore

Il Volume, nel colmare un vuoto nella manualistica tributaria, costituisce una guida pratica e ragionata della tutela dei diritti fondamentali di matrice europea nella materia tributaria (ne bis in idem, tutela della proprietà, processo equo, nulla poena sine lege, nemo tenetur se detegere, etc.). Il tutto al fine di evidenziare i principali punti di 'attrito' tra detti diritti e l'ordinamento italiano, come interpretato dalla giurisprudenza.

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L'adesione alla rottamazione dei ruoli in presenza di coobbligazione

23 Gennaio 2017 | di Marco Ligrani

Riscossione coattiva

A dispetto della portata apparentemente snella dell'impianto normativo che lo caratterizza, l'istituto della definizione agevolata dei carichi di ruolo pregressi contenuto nell'art. 6 del D.Lgs. 22 ottobre 2016, n. 193, meglio noto come “rottamazione dei ruoli”, presenta numerosi profili di criticità, anche (e soprattutto) in relazione ai profili processuali ad esso strettamente connessi. Tra questi, spicca – senza ombra di dubbio – la problematica connessa alle posizioni debitorie che vedono coinvolti più coobbligati, che, in virtù del rapporto di solidarietà, possono essere definite da uno solo o alcuni di essi.

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La definizione agevolata ex D.L. n. 193/2016 nelle procedure concorsuali

18 Gennaio 2017 | di Chiara Ruffini

Fallimento

Il 24 novembre 2016, con l’approvazione al Senato, si è perfezionato l’iter di conversione del D.L. n. 193/2016 in materia di definizione agevolata dei ruoli affidati all’ente riscossore. Il testo definitivo, che conferma le sole modifiche già approvate dalla Camera, rinvia il termine di presentazione della domanda di definizione fino al 31 marzo 2017 con conseguente slittamento del correlato termine concesso ad Equitalia per la comunicazione delle somme da versare, portato al 31 maggio 2017.

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Obbligatorietà del contraddittorio: deciderà la Corte Costituzionale

16 Gennaio 2017 | di Saverio Capolupo

Contraddittorio

A fronte di una giurisprudenza di legittimità contraddittoria, che disorienta contribuenti e giudici di merito, va salutata positivamente la recente iniziativa della Commissione Tributaria Regionale della Toscana che ha rimesso gli atti alla Corte Costituzionale, per far verificare la legittimità della norma dello Statuto dei Diritti del Contribuente nella parte in cui riconosce il diritto al contraddittorio limitatamente alle ipotesi di accessi, ispezioni e verifiche nei locali destinati all’esercizio dell’attività e non per tutte le altre forme di controllo. L’occasione, però, è certamente utile per porre la parola fine ad un tema che nell’ottica dell’invocata compliance dovrebbe avere una portata generalizzata senza contare l’assurda situazione che si verifica in applicazione della normativa comunitaria con conseguente quanto assurda discriminazione tra IVA ed imposte sul reddito.

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Il raddoppio dei termini di accertamento: parabola ed eclissi di un contrastato istituto

10 Gennaio 2017 | di Raffaele Marenghi

Termini di accertamento

L'istituto, nato, prima, come favor per il fisco nel raddoppiare i termini di accertamento e, poi, cancellato dall’ordinamento, offre spunti di analisi nel coordinamento tra vecchia e nuova disciplina sulla cd. clausola di salvaguardia. Continuano infatti le sentenze della giurisprudenza di merito nell’affermare la legittimità degli avvisi di accertamento, notificati usufruendo del raddoppio dei termini, solamente se la denuncia penale sia stata presentata o trasmessa entro la scadenza dei termini e nel riconoscere l’implicita abrogazione della "clausola di salvaguardia", prevista per gli accertamenti ante 2016 dal decreto sulla certezza del diritto (D.Lgs,n. 128/2015).

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Atti di destinazione non tassati se non si verifica un effettivo arricchimento in capo ai beneficiari

30 Dicembre 2016 | di Fabio Gallio

Trust

Nei trust aventi finalità liquidatorie non si ravvisa alcun vincolo di destinazione, tassabile con l'imposta sulle donazioni, dal momento che il beneficiario è titolare di una mera aspettativa giuridica che non gli consente, al momento della istituzione del vincolo, di conseguire la titolarità di beni e diritti segregati. Mancherebbe, di conseguenza, quell'indice di sopravvenuto arricchimento tassabile, espressione di effettiva e attuale capacità contributiva, quale presupposto dell'applicabilità dell'imposta.

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Le sanzioni amministrative relative alle violazioni nell'imposta sugli intrattenimenti

21 Dicembre 2016 | di Jacopo Lorenzi

Sanzioni

Il presente intervento ha lo scopo di analizzare le condotte illecite nell'imposta sugli intrattenimenti, anche alla luce delle importanti riforme del 1997 e del 2015, al fine di valutarne l'attualità, avendo particolare riguardo all'analisi delle disposizioni sanzionatorie per come si sono succedute nel tempo. Il sistema, nel suo complesso, appare adeguato all'odierno contesto; permane qualche dubbio sulla posizione dell'Amministrazione finanziaria circa l'applicabilità dell'illecito continuato.

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