Focus

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L' “estensione” del numerus clausus degli atti impugnabili

21 Dicembre 2015 | di Pasquale Formica

Giurisdizione e competenza

Il legislatore fiscale ha da tempo optato per una delimitazione dell’ambito oggettivo di operatività della giurisdizione tributaria (rispetto a quella amministrativa e ordinaria) attraverso la previsione di un elenco tassativo degli atti passibili di essere impugnati dinanzi al giudice tributario. Tuttavia la giurisprudenza ha offerto una lettura maggiormente flessibile della disposizione in parola, prevedendo, da un lato, l’impugnabilità di atti “atipici”, e dall’altro che alcuni di tali atti (diversi) non debbano essere necessariamente impugnati, facendo così salva la possibilità di far valere i relativi vizi tramite l’impugnazione dell’ ”atto tipico” susseguente.

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Notarella critica sulla voluntary disclosure e le imposte di donazione e successione

14 Dicembre 2015 | di Vittorio Emanuele Falsitta

Voluntary disclosure

Secondo un recente modo di pensare la collaborazione volontaria potrebbe divenire luogo in cui si realizzano, tra gli altri, i presupposti per l'imposizione delle c.d. liberalità indirette e delle successioni ereditarie, ancorché non più accertabili per intervenuta decadenza del potere officioso. Il presente studio si propone di confutare siffatta tesi, dimostrando che le vicende sull’imposizione delle donazioni, liberalità indirette e successioni, se da un lato possono essere provocate durante la collaborazione volontaria, con questa non hanno alcuna attinenza e non possono, mai, subordinarne gli esiti.

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Profili critici della recente riforma della riscossione

10 Dicembre 2015 | di Marco Ligrani

Riscossione coattiva

La riforma della riscossione introdotta, di recente, dal D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 159, presenta, quale tratto distintivo, la maggiore apertura concessa dal legislatore verso forme di maggiore facilitazione nei pagamenti fiscali; si pensi all’aumento del numero delle rate concedibili a seguito di avvisi bonari ovvero in presenza di atti di adesione, all’introduzione della fattispecie del lieve inadempimento sia nel quantum che nella durata ovvero, ancora, al riconoscimento del beneficio della riduzione delle sanzioni anche in caso di autotutela parziale. Il decreto, tuttavia, interviene anche su aspetti apparentemente non collegati, in modo diretto, alla materia della riscossione e che presentano profili di sicuro interesse, anche nell’ottica contenziosa: si pensi alla non impugnabilità del diniego parziale di autotutela, ovvero all’utilizzo esclusivo della modalità di notifica a mezzo posta elettronica certificata, a decorrere dal 1 giugno 2016, per le cartelle di pagamento emesse nei confronti delle imprese e dei professionisti.

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La natura integrativa dei poteri istruttori del Giudice tributario

03 Dicembre 2015 | di Ignazio Gennaro

Poteri istruttori del giudice tributario

I poteri istruttori delle Commissioni tributarie esercitabili attraverso la richiesta di dati, informazioni, elementi conoscitivi o consulenze, possono integrare ma non sostituire l’attività probatoria delle parti processuali. L’articolo propone una rapida panoramica sui poteri istruttori attribuiti alle Commissioni tributarie, sia nel vecchio rito disciplinato dal D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 636 che nel nuovo processo tributario disciplinato dal D.lgs. n. 546/1992, attraverso un excursus della giurisprudenza della Consulta e della Corte di Cassazione ed un esame analitico di ciascun mezzo di prova ammesso.

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L’ “autosufficienza” del ricorso per cassazione in ambito tributario

30 Novembre 2015 | di Francesca Eugeni

Giudizio di cassazione

I ricorsi per cassazione colpiti dalla declaratoria di inammissibilità da parte della Suprema Corte per violazione del principio di autosufficienza sono progressivamente aumentati, sulla base di una mutevole giurisprudenza di legittimità, tutt’oggi divisa in posizioni contrastanti, che rendono estremamente difficile redigere un atto di impugnazione in ultima istanza. Tale criticità si riflette anche sui ricorsi avverso le sentenze della commissioni tributarie regionali, in quanto, nonostante alcune peculiarità, devono rispettare le medesime “regole di redazione” dei ricorsi contro le sentenze del giudice ordinario, in virtù del rinvio al codice di procedura civile contenuto nell’art. 62 del D.Lgs. n. 546/1992.

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Il principio di non contestazione nel processo tributario

23 Novembre 2015 | di Mariacarla Giorgetti

Mezzi di prova

La modifica dell’articolo 115 del c.p.c. ad opera della L. 18 giugno 2009, n. 69 ha codificato il principio di non contestazione nel procedimento civile. Il contributo analizza gli argomenti sviluppati dalla giurisprudenza a sostegno dell’applicabilità generalizzata del principio in discorso, argomenti che ben possono essere spesi per applicare il principio di non contestazione anche nel processo tributario.

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La "novella" del contenzioso tributario

19 Novembre 2015 | di Maurizio Leo

Delega fiscale

Nei tempi più recenti il Legislatore fiscale, in attuazione dell’art. 10, comma 1, lettere a) e b), della legge 11 marzo 2014, n. 23), è intervenuto, con il D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 156, sulla disciplina del processo tributario. L’intervento operato tuttavia non assume le fattezze di una “riforma” strutturale, venendo più che altro a configurarsi come un primo e “timido” passo nella direzione di un ammodernamento e attualizzazione del testo normativo, in una prospettiva di corroboramento della tutela giurisdizionale del contribuente e in una logica complessiva di deflazione del contenzioso tributario.

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Profili critici della nuova disciplina degli atti emessi nei confronti delle società estinte

17 Novembre 2015 | di Mauro Tortorelli

Società di capitali

La disciplina di legge introdotta dall’art. 28, D. Lgs n. 175/2014, relativa alla validità ed efficacia degli atti ivi indicati, riguardanti le società estinte per l’avvenuta richiesta di cancellazione dal Registro delle imprese, seppure condivisibile nello scopo di evitare che le azioni di recupero poste in essere dagli enti creditori possano essere vanificate da operazioni societarie all’uopo preordinate, non pare scevra da critiche, sia sul piano giuridico sia su quello pratico, come da subito evidenziato dalla dottrina e da un recente arresto della Suprema Corte di Cassazione.

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Accertamento con adesione e sospensione dei termini per ricorrere: una questione ancora aperta?

09 Novembre 2015 | di Pietro Rossomando

Accertamento con adesione

La cumulabilità della sospensione feriale dei termini processuali nell’ambito del procedimento di accertamento con adesione, soprattutto dopo un recentissimo arresto giurisprudenziale, si rivela una questione di non poco spessore dottrinale e di non trascurabile riflesso applicativo.

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La deducibilità degli interessi passivi per le società immobiliari di gestione

04 Novembre 2015 | di Fausta Eugeni

IRES

L’art. 96 TUIR racchiude la disciplina fiscale della deducibilità degli interessi passivi ed oneri assimilati ai fini della determinazione del reddito di impresa, prevedendo, al riguardo, una serie di limitazioni. Tra le poche tipologie di oneri che possono derogare alle predette limitazioni, vi sono – ai sensi della "Legge Finanziaria 2008” – gli interessi passivi relativi a finanziamenti garantiti da ipoteca su immobili destinati alla locazione, che sono pertanto integralmente deducibili. Tale disposizione, nella sua versione originaria, non prevedeva alcuna distinzione di tipo soggettivo né di tipo oggettivo, riconoscendo l’integrale deducibilità al ricorrere di una garanzia ipotecaria e di un immobile destinato (anche in via prospettica) alla locazione. Con il decreto c.d. "internazionalizzazione delle imprese" si è cercato di definire, più chiaramente, l’ambito di applicazione dell'anzidetta previsione.

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