Focus

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Nel primo anno di attività valgono le regole “vecchie”

23 Settembre 2015 | di Federico Gavioli

Agenzia delle Entrate, Risoluzione 14 settembre 2015, n. 80

Trasparenza fiscale

Le società di capitali che iniziano la loro attività nel corso del 2015 e che intendono optare per il regime di trasparenza fiscale di cui agli artt. 115 e 116 del D.P.R. n. 917/86, possono ancora farlo utilizzando le “vecchie” regole che prevedono l’invio del modello di comunicazione entro il primo dei tre periodi di imposta della società partecipata. L’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 80/E, del 14 settembre 2015, ha chiarito che una società che “nasce” nel corso del 2015 e che vuole optare per la cd. “Trasparenza fiscale”, può continuare ad utilizzare la vecchia comunicazione, cioè quella in vigore fino alla fine del 2014, utilizzando il modello approvato con il Provvedimento del 4 agosto 2004.

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Note variazione IVA nei confronti di debitori in procedure concorsuali o preconcorsuali: temi inesplorati ai fini contabili e fiscali

16 Settembre 2015 | di Giuliano Buffelli

IVA

L’Autore affronta un tema di grande interesse pratico, quello delle conseguenze fiscali e contabili derivati dalle note di variazioni IVA all’interno delle diverse procedure di gestione della crisi d’impresa. Le questioni, ancora poco trattate ma di grande importanza, sono prese in esame attraverso esempi pratici, con riferimento specifico alle singole procedure di concordato preventivo e accordo di ristrutturazione dei debiti.

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Prove atipiche anche dal computer sequestrato al professionista

04 Settembre 2015 | di Isabella Buscema

Mezzi di prova

È legittimo l'accertamento fondato sulla c.d. lista "Pessina", poiché è improbabile che il nome dei contribuenti sia accidentalmente finito nel computer dell'avvocato elvetico. L'esistenza di un conto corrente in un Paese con il quale l'Italia non ha scambio di informazioni fiscali non costringe il Fisco italiano a verificare in loco le disponibilità estere, in quanto non è possibile un riscontro collaborativo. Lo ha precisato la Cassazione con la sentenza n. 17183 del 26 agosto scorso.

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Gli adempimenti fiscali all’apertura della procedura di fallimento: il caso dell’assenza di documentazione contabile della società fallita

24 Agosto 2015 | di Giuliano Buffelli

Omessa dichiarazione

Non di rado il professionista chiamato a rivestire il ruolo di curatore nell’ambito della procedura di fallimento, soprattutto nell’attuale congiuntura economica negativa, si trova spesso nell’assoluta mancanza di documentazione contabile/amministrativa della società fallita, in particolare quella relativa al periodo che strettamente precede la sentenza dichiarativa di fallimento. Elemento quest’ultimo di assoluto rilievo e qualificante della relazione che il curatore predisporrà per il Tribunale ai sensi dell’articolo 33, comma 1, l. fall.

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I Decreti attuativi secondo Assonime

07 Agosto 2015 | di Massimiliano Sironi

Delega fiscale

La recente Circolare n. 25/2015 di Assonime analizza gli schemi di decreti attuativi della delega per la riforma del sistema fiscale e, alla luce dei principi in essa contenuti, ne valuta il grado di perseguimento. Inoltre, vengono proposte soluzioni di carattere operativo sulla revisione del sistema sanzionatorio, della riscossione, del contenzioso tributario e degli interpelli che laddove recepite, potrebbero consentire una maggiore efficacia nell’attuazione dei principi della delega.

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Dirigenti illegittimi, cosa evidenziare nel ricorso

05 Agosto 2015 | di Francesco Barone

Avviso di accertamento

Con riguardo al caso d'attualità dei “dirigenti illegittimi” che firmano gli atti di accertamento su delega del Direttore Regionale o Provinciale, si è acceso un “focoso” dibattito, volto a stabilire se i citati atti siano validi o meno. Il problema si pone per coloro che devono affrontare il contenzioso tributario, in quanto, nel ricorso introduttivo, questi soggetti devono valutare se eccepire o meno la nullità degli avvisi di accertamento una volta appurato che, colui che ha firmato l’avviso impositivo, non ha la qualifica per farlo. Non mancano, pur se nell’ambito giurisprudenza di merito, casi in cui la nullità dell’atto, che reca la firma dei dirigenti illegittimi, è stata eccepita in sede di appello, come nuovo motivo, quindi, rispetto a ciò che è stato eccepito nel ricorso introduttivo (CTR di Milano, sent. n. 2184/13/15 del 19 maggio 2015). Per poter comprendere l’esatta portata del problema, è bene “ricostruire” l’assetto normativo, necessario per poter inserire nel ricorso l’eccezione di cui trattasi.

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La voluntary disclosure ora può decollare

04 Agosto 2015 | di Dario Sopranzetti

Termini di accertamento

Licenziato definitivamente dal CdM del 31 luglio scorso lo schema di D.Lgs. sulla “certezza del diritto” che, tra le numerose novità di rilevo (es: disciplina abuso del diritto), prevede che l’istituto del raddoppio dei termini per procedere all’accertamento delle imposte sui redditi e dell’IVA possa operare solo qualora la notizia di reato sia effettivamente inviata alla Procura della Repubblica entro i termini ordinari di decadenza. I riflessi positivi sulla voluntary disclosure sono rilevanti: se l’Agenzia delle Entrate o la Guardia di Finanza non hanno già inviato una denuncia penale entro il 31 dicembre 2014, sono accertabili solo i redditi prodotti dal 2010 (dal 2009 in caso di omessa dichiarazione dei redditi) al 2013.

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“Cambio passo” per l'adesione alla voluntary disclosure

03 Agosto 2015 | di Pierpaolo Ceroli

Delega fiscale

Dovrebbe mancar poco alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto su Certezza del Diritto, licenziato il 31 luglio scorso dall'Esecutivo, con il quale sono state previste ulteriori norme volte a facilitare la procedura di collaborazione volontaria. Ci si aspettava un intervento maggiormente incisivo, poiché sono ancora tante le incertezze e le lacune normative.

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La “revisione” delle sanzioni amministrative, ancora una volta una riforma "a tempo"

23 Luglio 2015 | di Nicola Forte

Omessa dichiarazione

Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di D.Lgs. di “revisione” delle sanzioni penali/amministrative. Ora si attendono i pareri delle competenti Commissioni anche se il testo licenziato dal Governo presenta numerose criticità e tra queste l’applicazione temporanea della disciplina. Ecco una prima analisi delle novità rispetto, in particolare, agli obblighi dichiarativi.

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La "nuova" sospensione feriale dei termini in ambito tributario

21 Luglio 2015 | di Maurizio Villani

Accertamento con adesione

L’art. 1, co. 1, della Legge 7 ottobre 1969, n. 742, così come modificato dal co. 1 dell’art. 16, del D.L. 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni, dalla Legge 10 novembre 2014, n. 162, prevede che il decorso dei termini processuali relativi alle giurisdizioni ordinarie ed a quelle amministrative sia sospeso di diritto dal 1º al 31 agosto di ciascun anno, e riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione. Ove il decorso abbia inizio durante il periodo di sospensione, l'inizio stesso è differito alla fine di detto periodo. Pertanto, a decorrere dal 1° agosto 2015 (sabato) scatta il consueto periodo di sospensione dei termini processuali, che perdura fino al 31 agosto 2015 (lunedì) compreso. La novità operativa da quest'anno è l'occasione per fare il punto in ambito tributario sulla disciplina in commento, unitamente alla ipotesi peculiare della cumulabilità del periodo di sospensione susseguente ad istanza di accertamento con adesione.

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