Focus

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Il bene nuovo trasferito tra diversi soggetti non preclude il super ammortamento per l'utilizzatore

25 Settembre 2017 | di Mauro Rovida, Corrado Scalabrini

Agenzia delle Entrate

Ammortamento

La società che finanzia l'acquisto di beni strumentali nuovi e continua ad utilizzarli senza mai perderne il possesso né la detenzione ha il diritto ad applicare il superammortamento anche se, successivamente all'entrata in funzione, il bene viene ceduto ad un diverso proprietario per un mutamento nella forma di finanziamento. Questo importantissimo chiarimento interpretativo viene espresso dall'Agenzia delle Entrate in risposta all'interpello n. 903-93/2017. L'importanza della pronuncia pubblica sta proprio nell'affermazione che, nel caso di acquisto di un bene “nuovo”, sono gli effetti economici delle pattuizioni, anche al di là degli effetti giuridici, che fanno considerare sussistente il diritto a profittare dell'agevolazione in commento.

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Le competenze del giudice tributario e del giudice fallimentare

19 Settembre 2017 | di Lorenzo Gambi

Art. 2, D.Lgs. n. 546/1992

Fallimento

Coesistono due diversi principi inderogabili: da un lato, il principio di specialità della giurisdizione tributaria; dall’altro, il principio di concorsualità in ambito fallimentare. Per il primo: ogni questione circa l’an ed il quantum dell’obbligazione fiscale ricade nella competenza esclusiva della giurisdizione tributaria, che viene esercitata dalle commissioni tributarie provinciali e regionali. Per il secondo: il fallimento apre il concorso dei creditori; tutti i crediti devono essere sottoposti al processo di verifica secondo le regole previste in materia di accertamento del passivo dagli artt. 92 ss. l.fall..

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Reati tributari e risarcimento danni all'immagine

18 Settembre 2017 | di Saverio Capolupo

Evasione fiscale

“Il danno all'immagine è configurabile anche con riferimento ai reati tributari. È da escludere, però, che qualsiasi illecito penale determini un danno all'immagine all'Agenzia delle Entrate. La risarcibilità del danno non patrimoniale va comunque declinata nelle sue diverse manifestazioni e, soprattutto, non può mutuare del tutto i principi elaborati dalla giurisprudenza in materia di responsabilità dei funzionari pubblici, sia essa contabile che penale. Ai fini della liquidazione è da escludere l'utilizzo del criterio legislativo fissato in materia di responsabilità contabile in mancanza di una espressa previsione normativa. Essa è affidata, per contro, alla valutazione del giudice e va determinata, di volta in volta, in relazione alle caratteristiche delle singole fattispecie”.

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La tassazione dell'economia digitale

14 Settembre 2017 | di Giovambattista Palumbo

IRES

La soluzione alla problematica dell'introduzione di un'eventuale digital tax dovrebbe seguire le seguenti direttrici: una più efficace modalità di individuazione delle stabili organizzazioni occulte, basata su parametri presuntivi predeterminati; la possibilità, da parte dei soggetti esteri, di fornire una prova contraria, in grado di superare l'efficacia presuntiva di tali parametri, anche attraverso un procedimento di contraddittorio con l'Amministrazione Finanziaria; l'applicabilità, in caso di mancato superamento delle presunzioni, di una ritenuta alla fonte sulle transazioni finanziarie, attraverso il coinvolgimento dei soggetti incaricati di eseguire i pagamenti verso soggetti non residenti per l'acquisto di beni e servizi acquisiti per via digitale.

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Un framework di regole che definiscono una CFC legislation conforme al diritto dell'Unione Europea

11 Settembre 2017 | di Gianfranca Corbeddu

Società controllate e collegate

Dopo aver richiamato i principi stabiliti dalla Corte di Giustizia in tema di CFC rules e l'ambito applicativo di queste ultime nel contesto dell'Unione Europea, l'Autrice esamina il ruolo svolto dalle Istituzioni dell'Unione nell'incentivare il recepimento di tali principi da parte degli Stati Membri e nel favorire la coordinazione e la cooperazione a livello sovrannazionale nel campo dell'imposizione diretta. A tal fine, l'Autrice si sofferma sulla Comunicazione “COM (2007) 785 definitivo”, emessa dalla Commissione dell'Unione Europea, e sulla Risoluzione del Consiglio “2010/C 156/01”. Il contributo si chiude con la sintesi dei principi contenuti nella giurisprudenza della CGUE e nei succitati documenti, e con l'enunciazione dei principi generali che definiscono una CFC legislation conforme al diritto dell'Unione.

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Riforma del Terzo settore e dell’impresa sociale. Legge delega e Decreti attuativi: profili tributari

31 Agosto 2017 | di Giuseppe Rivetti

D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117
D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 112
D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 111

Enti no profit

Il Consiglio dei ministri ha recentemente approvato tre decreti legislativi di attuazione della Legge delega per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale. Tali Decreti attuativi, i cui principi generali erano stati anticipati dalle Linee guida (2014) e dalla Legge delega (2016), realizzano l’obiettivo di ricostruire le fondamenta giuridiche dei soggetti del Terzo settore, eliminando, asimmetrie normative, disarmonie e legislazioni disorganiche che prevedono soluzioni differenti a fronte di comuni fattispecie. Le ragioni plurime di questa criticità, si fondano sull’esistenza di due competenze e due normative (quella civile e quella fiscale) che si intrecciano e non si coordinano. Sul piano strutturale, si tratta, quindi, di interventi sistematici, finalizzati a creare forme reali ed effettive di coordinamento tra la disciplina civilistica, le singole leggi speciali e la disciplina tributaria, con l’obiettivo di «un riordino e armonizzazione delle diverse forme di fiscalità di vantaggio per gli enti del Terzo settore, con riferimento ai regimi sia delle imposte dirette che indirette».

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Gli atti di recupero dei crediti d'imposta

23 Agosto 2017 | di Jacopo Lorenzi

Crediti d'imposta per persone fisiche

Gli atti di recupero dei crediti indebitamente utilizzati sono disciplinati dall'art. 1, c. 421, Legge n. 411/2004 e consentono agli Uffici la riscossione dei crediti indebitamente utilizzati nonché delle relative sanzioni ed interessi. Nonostante le diverse modifiche normative intervenute in tema di utilizzo indebito dei crediti d'imposta, l'atto di recupero continua a sollevare perplessità applicative, con particolare riferimento al termine di decadenza dell'azione pubblica di recupero e relativamente al profilo sanzionatorio.

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La problematica dell'esterovestizione per le multinazionali: uno studio di Assonime

10 Agosto 2017 | di Fabio Gallio, Simone Furian

Assonime, Nota, 14 giugno 2016, n. 17

Esterovestizione

Nella Nota e studio n. 17 del 2016, Assonime affronta le principali problematiche di natura societaria e tributaria che le multinazionali incontrano. Tra gli argomenti trattati, Vi è anche quello dell'esterovestizione. Tema che riguarda le multinazionali con capogruppo in Italia che si espandono nei mercati esteri attraverso le subsidiaries. Le criticità nascono dal fatto che si contesta la riconducibilità alla potestà impositiva nazionale della subsidiary estera, quale insediamento fittizio o gestito direttamente dall'Italia. Di seguito un'attenta disamina degli Autori.

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Chiusura liti, deflazione del contenzioso e prospettive di riforma della Giustizia tributaria

03 Agosto 2017 | di Giovambattista Palumbo

Conciliazione giudiziale

La definizione delle liti, probabilmente, non risolverà i problemi di ingolfamento della giustizia tributaria, soprattutto in sede di legittimità. In questi casi è vero che è sempre difficile conciliare le varie esigenze, politiche, tecniche, di gettito etc. e tuttavia non aver considerato, ai fini di una differenziazione delle percentuali di definizione, il diverso esito e status del contenzioso sarà un ostacolo alla chiusura di molte liti, soprattutto in Cassazione, dove gli importi sono maggiormente rilevanti. In tutto questo, a ben vedere, il “pericolo” condono e la garanzia di non perdere gettito potevano forse essere evitati applicando una percentuale di “rottamazione delle liti” in linea con quella adottata dalla stessa Agenzia delle Entrate in sede di adesione e mediazione. Il che, unito ad altri strumenti deflativi a regime, avrebbe potuto porre le basi per una più organica riforma della Giustizia tributaria.

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Il nuovo Codice doganale dell'Unione: orientamenti giurisprudenziali e principi codificati

31 Luglio 2017 | di Massimo Scuffi

Dogane

I tributi doganali (ivi compresi i diritti di confine costituiti dai dazi,dai prelievi e dalle altre imposizioni all'importazione o all'esportazione previsti dai Regolamenti comunitari) sono regolati in Italia dalla normativa base contenuta nel d.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43 (TULD) i cui istituti sono stati riordinati con revisione delle procedure di accertamento e di controllo dal D.Lgs. 8 novembre 1990, n. 374 in attuazione di una serie di direttive comunitarie intervenute in materia.

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