Focus

Focus su Giudizio di cassazione

Dal diritto vivente al precedente?

17 Maggio 2018 | di Mario Cavallaro

Giudizio di cassazione

Come noto, uno dei pilastri del nostro sistema giudiziario è la radicale differenziazione dal sistema del c.d. common law, nel quale il precedente giurisprudenziale può divenire fonte di diritto. Nel diritto nazionale il precedente, ancorché autorevole ed avente il rango di pronuncia di legittimità, opera come elemento di indirizzo, appunto come “diritto vivente”, senza attingere tuttavia a natura ed effetti di fonte del diritto.

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Il giudizio di legittimità in ambito tributario

14 Febbraio 2018 | di Mariacarla Giorgetti, Leonardo Margiotta

Giudizio di cassazione

La Corte di Cassazione, quale Giudice di legittimità, è l'organo posto al vertice della giurisdizione ordinaria italiana; la sua principale funzione, come stabilito dall'art. 65 della Legge fondamentale sull'ordinamento giudiziario, è di garantire “l'esatta osservanza e l'uniforme interpretazione della legge, l'unità del diritto oggettivo nazionale, il rispetto dei limiti delle diverse giurisdizioni; regola i conflitti di competenza e di attribuzioni, ed adempie gli altri compiti ad essa conferiti dalla legge”. Il procedimento per Cassazione in ambito tributario, inoltre, presenta molteplici peculiarità processuali e si articola in varie fasi che qui di seguito andremo ad illustrare.

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Esposizione ragionata delle più significative pronunce della Cassazione in materia tributaria

20 Marzo 2017 | di Andrea A. Salemme

Giudizio di cassazione

Anche per il 2016 vale la considerazione che il tema del procedimento amministrativo occupa ampia parte della giurisprudenza di legittimità, spiccando come un leitmotive che apre la disamina con le applicazioni degli insegnamenti sull'utilizzabilità, sempre e comunque, di documenti pur irritualmente acquisiti dall'Amministrazione Finanziaria per concluderla con l'avvertita necessità della rimessione alla Corte di Giustizia dell'UE della questione relativa alla tenuta euro-unitaria della disciplina interna dell'iter doganale, non contemplante, pur con riferimento a tributi armonizzati, l'obbligatorietà di un momento di interlocuzione preventiva rispetto all'adozione dell'atto. Nel mezzo, eclatanti novità si registrano nei settori della tassazione degli aggregati societari e del trust autodichiarato, mentre l'autorevolezza delle Sezioni Unite offre contributi di chiarezza, certezza e semplificazione nelle macro-aree dell'IRAP e dell'IVA.

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Il ricorso per Cassazione: aspetti applicativi e procedurali

27 Febbraio 2017 | di Elisa Manoni

Art. 360 c.p.c.

Giudizio di cassazione

Il giudizio di Cassazione risponde all'esigenza di elidere gli errori di diritto (in iudicando ed in procedendo) commessi dai giudici di merito, al fine di garantire l'esatta osservanza e l'uniforme interpretazione della legge, l'unità del diritto oggettivo nazionale, il rispetto dei limiti delle diverse giurisdizioni ed, in quanto tale, assolve ad una funzione di nomofiliachia. Proprio per tale natura, l'istituto de quo è un giudizio a critica vincolata ed a cognizione determinata attraverso la delineazione del motivo con cui si denuncia il vizio che presenta la sentenza impugnata. Nel presente lavoro, si procederà a delineare gli aspetti applicativi e procedurali del giudizio in oggetto, nella sua fase introduttiva, anche alla luce delle modifiche apportate alla disciplina dal D.Lgs. n. 156/2015.

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De minimis non curat praetor o della perdita della certezza del diritto

02 Novembre 2016 | di Mario Cavallaro, Marisa Abbatantuoni

Giudizio di cassazione

Le sentenze n. 4228 del 3 marzo 2015 e n. 5491 del 19 marzo 2015 della Suprema Corte di Cassazione sono lo spunto da cui partire per una riflessione sui limiti all’esercizio dell’azione processuale e sull’attività interpretativa della Corte. Limitare l’accesso alla tutela giurisdizionale sulla base del valore economico del credito vantato equivale ad affermare che qualsiasi debitore può rifiutarsi di adempiere la propria obbligazione? La consapevolezza da parte del debitore dell’inammissibilità di qualsivoglia azione a tutela del creditore potrebbe essere foriera di strumentalizzazioni da parte del contribuente moroso, oppure la reinterpretazione della Corte vincola solamente il rapporto privatistico? Inoltre, se le regole del diritto hanno anche la funzione di garantire l’effettività dei comandi giuridici, limitare gli interventi coattivi per la realizzazione delle pretese equivale ad una progressiva caduta del grado di certezza del diritto?

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Sospensione dell'esecutività della sentenza impugnata in pendenza di giudizio per cassazione

09 Maggio 2016 | di Mariacarla Giorgetti

Art. 62-bis, D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

Giudizio di cassazione

Con il D.Lgs. n. 156/2015, si è data attuazione alla revisione del processo tributario e, con l'art. 9, comma 1, lettera aa), è stato introdotto all'interno del D.Lgs. n. 546/1992, l'articolo 62-bis con riferimento all'esecuzione provvisoria e ai provvedimenti cautelari relativi alle sentenze impugnate per Cassazione. Tale riforma ha ulteriormente rafforzato le garanzie in favore dei Contribuenti, soprattutto nell'ottica di un processo tributario più rapido ed efficiente. Si è giunti, inoltre, ad una codificazione a livello normativo della facoltà di sospendere gli atti impugnati e le sentenze anche nei gradi di giudizio successivi al primo.

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Il ricorso per saltum nelle liti tributarie

30 Dicembre 2015 | di Fausta Eugeni

Giudizio di cassazione

Dal 1° gennaio 2016 si potrà esperire – anche nel giudizio tributario – il ricorso per cassazione cd. “per saltum”. Detto istituto consente alle parti, laddove siano d’accordo nel ritenere che l’esito del giudizio innanzi alla CTP risulti dipendente, per intero, dalla risoluzione di una “questione di diritto”, di omettere il secondo grado di merito ed impugnare la sentenza di primo grado direttamente in sede di legittimità.

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L’ “autosufficienza” del ricorso per cassazione in ambito tributario

30 Novembre 2015 | di Francesca Eugeni

Giudizio di cassazione

I ricorsi per cassazione colpiti dalla declaratoria di inammissibilità da parte della Suprema Corte per violazione del principio di autosufficienza sono progressivamente aumentati, sulla base di una mutevole giurisprudenza di legittimità, tutt’oggi divisa in posizioni contrastanti, che rendono estremamente difficile redigere un atto di impugnazione in ultima istanza. Tale criticità si riflette anche sui ricorsi avverso le sentenze della commissioni tributarie regionali, in quanto, nonostante alcune peculiarità, devono rispettare le medesime “regole di redazione” dei ricorsi contro le sentenze del giudice ordinario, in virtù del rinvio al codice di procedura civile contenuto nell’art. 62 del D.Lgs. n. 546/1992.

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