Focus

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Spese di lite e compensazione

20 Settembre 2018 | di Enzo Di Giacomo

Spese di lite

Nel processo tributario la parte soccombente è condannata a rimborsare le spese del giudizio che sono liquidate con la sentenza, nel rispetto del principio della soccombenza presente nel giudizio tributario. La disciplina giuridica delle spese di lite in ambito tributario è stata rivista recentemente dal legislatore che ha riformulato l'art. 15 del D. Lgs n. 546/1992, alla luce del D.Lgs n. 156/2015, in vigore dal 1° gennaio 2016, prevedendo, in particolare, la compensazione delle spese che il giudice deve espressamente motivare.

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L'istituto deflattivo del contenzioso tributario: mediazione

13 Settembre 2018 | di Mariacarla Giorgetti, Leonardo Margiotta

Mediazione

L'istituto della mediazione è uno strumento deflattivo del contenzioso tributario, utilizzato per prevenire ed evitare le controversie che possono essere risolte senza ricorrere al Giudice e, quindi, senza adire la Commissione Tributaria territorialmente competente. Si precisa, altresì, che la mediazione tributaria obbligatoria è stata introdotta dall'art. 39, comma 9, D.L. n. 98/2011 che ha inserito l'art. 17-bis nel D.Lgs. n. 546/1992. Quest'ultima disposizione è stata modificata dall'art. 9, comma 1, lett. l), D.Lgs. n. 156/2015 e dall'art. 10 D.L. n. 50/2017 (c.d. “Manovrina”).

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La tutela cautelare pro-contribuente nell'evoluzione della giurisprudenza di merito

07 Settembre 2018 | di Massimo Scuffi

Tutela cautelare

Il Consiglio di Presidenza della Giustizia tributaria, in collaborazione con la Corte di Cassazione, nell'ambito dei piani di formazione professionale ha organizzato un “Laboratorio Tributario sul Processo” volto a coinvolgere i Giudici Tributari di merito ed i Giudici di legittimità nello studio di alcune tematiche processuali di sicuro ed attuale interesse. Tra le tematiche individuate è stato ricompreso il processo cautelare e sono state elaborate schede tecniche con un questionario inviato alle Commissioni tributarie provinciali e regionali italiane dalle cui risposte sono emersi plurimi indirizzi ancorché senza particolari disallineamenti.

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Limiti alla delocalizzazione delle imprese beneficiarie di aiuti

04 Settembre 2018 | di Saverio Capolupo

Aiuti di Stato

“Le misure introdotte dal c.d. Decreto “Dignità” sono finalizzate, almeno nelle intenzioni, a salvaguardare i lavoratori e la politica degli investimenti in Italia da parte di soggetti residenti e non residenti. Non sono mancate critiche di merito e di conformità del provvedimento ad alcuni principi comunitari. Per delocalizzazione si intende il trasferimento dell'attività economica specificamente incentivata o di una sua parte dal sito produttivo incentivato ad altro sito, da parte della medesima impresa beneficiaria dell'aiuto o di altra impresa che sia con essa in rapporto di controllo o collegamento. In esito a tali presupposti soccorre l’art. 2359 c.c. In caso di delocalizzazione è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da due a quattro volte l’aiuto ricevuto, oltre al recupero del beneficio nonché l’applicazione degli interessi al tasso ufficiale di sconto maggiorato di 5 punti. Sussistono perplessità per il calcolo della sanzione in caso di delocalizzazione parziale e in merito ai poteri esercitabili da parte delle singole amministrazioni”.

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La natura ibrida dell'avviso di accertamento tributario

29 Agosto 2018 | di Alfredo Martignetti

Avviso di accertamento

Da oltre un decennio sia la dottrina che la giurisprudenza pensano all'interpretazione della norma tributaria e dei documenti scritti tributari, come un'interpretazione prevalentemente giuridica piuttosto che legale. In chiave ermeneutica, l'avviso di accertamento viene in rilievo per la sua natura “ibrida”: da un lato come provvedimento amministrativo e dall'altro come atto bilaterale inter vivos a cui si applica la disciplina degli artt. 1362 e 1371 c.c.. Anche da diverse pronunce della Corte di Cassazione (cfr. n. 3426 del 12 febbraio 2010, nn. 6456 e 7078 del 2010) si ricava un concetto di natura ibrida dell'avviso di accertamento tributario che poi è stato approfondito e definito dalla dottrina. L'impostazione adottata dalla Corte, considerata dalla dottrina di valenza ermeneutico-correttiva, limita fortemente la fede privilegiata del processo verbale di constatazione con conseguente disapplicazione dell'art. 2700 c.c.. Ciò consente all'avvocato di indicare, nel corpo del ricorso per cassazione, i canoni ermeneutici che ritiene essere stati violati chiedendo alla Corte, di decidere in chiave ermeneutico-correttiva sul giudizio che si assume erroneamente espresso dai giudici che si sono pronunciati.

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Irragionevole durata del processo tributario ed equa riparazione: nuove alternative all'orizzonte?

21 Agosto 2018 | di Wenda Biondo

Conciliazione giudiziale

Il procedimento di equa riparazione per irragionevole durata del processo, normativamente previsto dalla legge 24 marzo 2001, n. 89 (legge c.d. Pinto), non risulta, ad oggi, applicabile al contenzioso tributario, se non fatte salve le dovute eccezioni. Di fronte al costante indirizzo di chiusura espresso dalla Corte di Strasburgo, che ha ritenuto la materia fiscale ancora rientrante nel “nucleo duro delle prerogative della potestà pubblica”, le posizioni assunte negli anni dalla nostra giurisprudenza di merito e di legittimità si sono rivelate altalenanti, sebbene allo stato consolidate verso l'esclusione dell'equa riparazione al processo tributario. Tale orientamento suscita non poche perplessità poiché, oltre a configurare un evidente vulnus all'art. 111 della Costituzione, priva di adeguata tutela i contribuenti coinvolti in processi tributari irragionevolmente lunghi.

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La compensazione nel fallimento: aspetti civilistici e tributari

16 Agosto 2018 | di Lorenzo Gambi

Compensazioni

La compensazione è uno dei modi previsti dalla legge per estinguere le obbligazioni: è una modalità alternativa all’adempimento, per quanto rivesta anch’essa natura satisfattoria. Presupposto della compensazione è che due soggetti siano fra loro, in un dato momento, debitori e creditori per prestazioni omogenee: per effetto della compensazione, le contrapposte posizioni obbligatorie si elidono. Quando le obbligazioni sono di egual valore, entrambe, con la compensazione, si estinguono; in caso contrario, la compensazione opera sino alla concorrenza dell’obbligazione minore, estinguendola: l’obbligazione maggiore residua, così, per l’eccedenza.

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Società tra Avvocati e relativo trattamento fiscale

06 Agosto 2018 | di Francesco Spina

Società tra avvocati

A seguito della recente emanazione della Legge sulla Concorrenza (Legge 4 agosto 2017, n. 124), nonché in ragione della novella contenuta nella Legge di Bilancio 2018 (Legge 27 dicembre 2017, n. 205, art. 1 comma 443), la professione forense può ora essere ufficialmente esercitata anche in forma societaria, non più solo attraverso la costituzione di società di persone, ma anche mediante società cooperative o società di capitali, da iscrivere in un'apposita sezione dell'albo tenuto dall'ordine territoriale, mettendo a disposizione anche la documentazione analitica inerente alla compagine sociale.

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Enti di Terzo settore. La difficile coesistenza tra attività commerciali e non commerciali

03 Agosto 2018 | di Giuseppe Rivetti, Francesca Moroni

Enti no profit

La corretta coesistenza tra attività istituzionali e attività commerciali degli enti di Terzo settore, rappresenta il punto di svolta dell'intera riforma. La problematica risulta essere particolarmente complessa e le scelte legislative, seppur orientate verso un allineamento con i principi comunitari, rischiano di incidere negativamente sulle prospettive di crescita dell'intero settore. Considerare la natura non commerciale delle attività di interesse generale (art. 5, Codice del Terzo settore) solo quando sono svolte a titolo gratuito o dietro versamento di corrispettivi che non superino i costi effettivi, non appare funzionale per lo sviluppo degli enti in esame. Enti per i quali è necessario prevenire pratiche evasive o elusive senza, comunque, incidere sulle modalità di svolgimento delle attività di interesse generale, nell'ambito dei sistemi di welfare state.

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Polizze assicurative quale strumento di protezione e segregazione patrimoniale

26 Luglio 2018 | di Francesco Spina

Tassazione rendite finanziarie

In ragione della funzione di risparmio previdenziale delle assicurazioni sulla vita ex art. 1919 c.c., il 1° co. dell'art. 1923, c.c., sancisce l'impignorabilità e l'insequestrabilità delle somme dovute dall'assicuratore al contraente ed al beneficiario di un'assicurazione sulla vita. Va detto che la predetta norma codicistica, attiene esclusivamente alla definizione della garanzia patrimoniale a fronte delle responsabilità civili, giacché il divieto di sottoposizione ad azione esecutiva e cautelare, non riguarda la disciplina della responsabilità penale, con la conseguenza che il sequestro preventivo può avere ad oggetto anche una polizza assicurativa sulla vita.

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