Focus

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La frode fiscale nell'ordinamento europeo e nazionale: la deducibilità dei componenti negativi nel reddito d'impresa

19 Ottobre 2017 | di Raffaele Marenghi

Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti

Il lavoro si propone di affrontare, in termini di operatività, due tematiche molto dibattute nella pratica giudiziaria nel tentativo di enuclearne – in modo chiaro e preciso – i concetti essenziali al fine di una corretta applicazione della normativa in regime di determinazione del reddito d'impresa e di deducibilità dei componenti negativi.

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Il contraddittorio endoprocedimentale: riflessioni sul dialogo tra fisco e contribuente

16 Ottobre 2017 | di Vincenzo Busa

Contraddittorio

Il tema del rapporto tra Amministrazione finanziaria e contribuente, da sempre al centro di attenzioni e dibattiti, negli ultimi tempi si è arricchito di spunti innovativi che sembrano prendere le distanze dalle tradizionali posizioni antitetiche per valorizzare nuove dinamiche nella valutazione di interessi non necessariamente contrapposti e spesso convergenti. In attesa del giudizio della Corte Costituzionale, promosso da alcune Commissioni tributarie, può essere utile corroborare le copiose elaborazioni teoriche sul tema con qualche riflessione di taglio pratico, centrata prevalentemente sugli effetti e le implicazioni gestionali delle varie soluzioni prospettate, secondo un approccio inusuale e raramente sperimentato nel dibattito giuridico.

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Abuso del diritto e nuove "istruzioni per l'uso"

10 Ottobre 2017 | di Anna Straface

Abuso del diritto o elusione

Il tema dell'abuso del diritto in materia tributaria rappresenta il perno fondamentale su cui ruotano rilevanti questioni dottrinali, legate all'interpretazione della norma scritta. L'articolo si focalizza principalmente sulla nuova disciplina contenuta nel D.lgs. n.128/2015, che ha avuto il pregio di introdurre una clausola generale in materia di abuso non agganciata a fattispecie tipizzate, prevedendone così, una nozione astratta che l'interprete deve esaminare caso per caso. Si traccia, dunque, un nuovo perimetro della normativa individuabile in tutte quelle operazioni in cui non è ravvisabile un vantaggio economico analizzando, non solo i nuovi presupposti costitutivi, ma anche la disciplina in materia di imposta sul valore aggiunto. L'abuso del diritto assume un “aspetto” innovativo anche se, in termini pratici ed applicativi, non si è ancora in presenza di una definizione esauriente.

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La problematica norma "interpretativa" in materia di regime fiscale delle indennità di trasferta e di trasfertismo

06 Ottobre 2017 | di Simone Marzo

Regimi contabili e fiscali

Il regime fiscale (e contributivo, attesa l'armonizzazione della base imponibile contributiva e di quella fiscale attuata con l'art. 6 del D.Lgs. 2 settembre 1997, n. 314) delle indennità corrisposte in caso di trasferta si inserisce nel sistema di imposizione dei redditi di lavoro dipendente, caratterizzato, come noto, dai principi di onnicomprensività e di irrilevanza delle spese di produzione del reddito (salva la detraibilità di un importo forfetario determinato ai sensi dell'art. 13 TUIR). Da ciò discende che gli eventuali rimborsi, indennità o proventi in genere comunque diretti a compensare il lavoratore dei costi connessi al normale svolgimento della propria attività lavorativa costituiscono per il percettore proventi imponibili, mentre esulano dalla nozione di reddito di lavoro dipendente soltanto le somme corrisposte al lavoratore a titolo di reintegrazione patrimoniale per spese da questi anticipate per conto e nell'esclusivo interesse del datore di lavoro.

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Gli indici di affidabilità fiscale sono costituzionali?

04 Ottobre 2017 | di Saverio Capolupo

Studi di settore

L'elemento determinante della nuova procedura è costituto dall'attribuzione, su una scala da 1 a 10, di un grado di affidabilità fiscale per ciascun contribuente cui sono collegati vantaggi assai rilevanti atteso che incidono sia sui termini di decadenza per l'esercizio dell'attività di accertamento – fino ad escluderla – sia sulla metodologia. Tuttavia, la mancata indicazione di criteri specifici e, quindi, la loro indeterminatezza può realisticamente creare sperequazioni che impattano, in modo immediato e diretto, sia sulla determinazione della capacità contributiva sia sul piano procedimentale e processuale. Appaiono, pertanto, fondati i dubbi di legittimità costituzionale per violazione dei principi di uguaglianza legalità e capacità contributiva. Permangono, poi, dubbi sulla veridicità, completezza ed attualità degli elementi e delle informazioni contenute nelle singole banche dati utilizzabili e sulla loro effettiva interoperabilità.

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Esenzione IMU enti ecclesiastici: privilegio o diritto accordato per un fine di particolare rilevanza sociale?

29 Settembre 2017 | di Luisa Amoretti

Enti ecclesiastici

L'articolo propone, in materia di imposta municipale propria (IMU) per gli immobili di proprietà della Chiesa, una disamina degli aspetti normativi e della concreta applicazione dell'esenzione dall'imposta per particolari tipologie di fabbricati e delle loro pertinenze destinati all'esercizio di attività quali, ad esempio, quelle di religione o di culto e quelle aventi particolare rilevanza sociale, evidenziando, anche mediante un rapido confronto con la giurisprudenza di merito più recente, le possibili criticità interpretative scaturenti dalla concreta applicazione delle norme che regolano l’esenzione.

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Il bene nuovo trasferito tra diversi soggetti non preclude il super ammortamento per l'utilizzatore

25 Settembre 2017 | di Mauro Rovida, Corrado Scalabrini

Agenzia delle Entrate

Ammortamento

La società che finanzia l'acquisto di beni strumentali nuovi e continua ad utilizzarli senza mai perderne il possesso né la detenzione ha il diritto ad applicare il superammortamento anche se, successivamente all'entrata in funzione, il bene viene ceduto ad un diverso proprietario per un mutamento nella forma di finanziamento. Questo importantissimo chiarimento interpretativo viene espresso dall'Agenzia delle Entrate in risposta all'interpello n. 903-93/2017. L'importanza della pronuncia pubblica sta proprio nell'affermazione che, nel caso di acquisto di un bene “nuovo”, sono gli effetti economici delle pattuizioni, anche al di là degli effetti giuridici, che fanno considerare sussistente il diritto a profittare dell'agevolazione in commento.

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Le competenze del giudice tributario e del giudice fallimentare

19 Settembre 2017 | di Lorenzo Gambi

Art. 2, D.Lgs. n. 546/1992

Fallimento

Coesistono due diversi principi inderogabili: da un lato, il principio di specialità della giurisdizione tributaria; dall’altro, il principio di concorsualità in ambito fallimentare. Per il primo: ogni questione circa l’an ed il quantum dell’obbligazione fiscale ricade nella competenza esclusiva della giurisdizione tributaria, che viene esercitata dalle commissioni tributarie provinciali e regionali. Per il secondo: il fallimento apre il concorso dei creditori; tutti i crediti devono essere sottoposti al processo di verifica secondo le regole previste in materia di accertamento del passivo dagli artt. 92 ss. l.fall..

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Reati tributari e risarcimento danni all'immagine

18 Settembre 2017 | di Saverio Capolupo

Evasione fiscale

“Il danno all'immagine è configurabile anche con riferimento ai reati tributari. È da escludere, però, che qualsiasi illecito penale determini un danno all'immagine all'Agenzia delle Entrate. La risarcibilità del danno non patrimoniale va comunque declinata nelle sue diverse manifestazioni e, soprattutto, non può mutuare del tutto i principi elaborati dalla giurisprudenza in materia di responsabilità dei funzionari pubblici, sia essa contabile che penale. Ai fini della liquidazione è da escludere l'utilizzo del criterio legislativo fissato in materia di responsabilità contabile in mancanza di una espressa previsione normativa. Essa è affidata, per contro, alla valutazione del giudice e va determinata, di volta in volta, in relazione alle caratteristiche delle singole fattispecie”.

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La tassazione dell'economia digitale

14 Settembre 2017 | di Giovambattista Palumbo

IRES

La soluzione alla problematica dell'introduzione di un'eventuale digital tax dovrebbe seguire le seguenti direttrici: una più efficace modalità di individuazione delle stabili organizzazioni occulte, basata su parametri presuntivi predeterminati; la possibilità, da parte dei soggetti esteri, di fornire una prova contraria, in grado di superare l'efficacia presuntiva di tali parametri, anche attraverso un procedimento di contraddittorio con l'Amministrazione Finanziaria; l'applicabilità, in caso di mancato superamento delle presunzioni, di una ritenuta alla fonte sulle transazioni finanziarie, attraverso il coinvolgimento dei soggetti incaricati di eseguire i pagamenti verso soggetti non residenti per l'acquisto di beni e servizi acquisiti per via digitale.

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