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Prescrizione

02 Febbraio 2016 |

Sommario

Inquadramento | Le tipologie dei controlli | Quadro sinottico | Temine lungo in presenza di reati - Legge n. 223/2006 | Preclusioni al raddoppio | Nessun raddoppio | Riferimenti |

Inquadramento

La prescrizione è quell’istituto giuridico che trova fondamento, in linea generale, nell’art. 2934 e ss. del codice civile.

In ambito tributario molto spesso è associato all’istituto della decadenza del potere di accertamento, liquidazione, iscrizione a ruolo ecc.

Lo Statuto dei diritti del contribuente (L. 27 Luglio 2000 n. 212) all’art. 3 c. 3 prevede che “i termini di prescrizione e decadenza per gli accertamenti di imposta non possono essere prorogati”, tale precetto però può essere disatteso nel caso di sospensione o interruzione dei termini, infatti si avrà:

 

  • sospensione ad esempio nel caso di impugnazione dell’avviso;
  • interruzione ad esempio nel caso di notifica di una cartella di pagamento.

 

Le tipologie dei controlli

La legge impone dei termini entro i quali gli Uffici possono effettuare i controlli e notificare le eventuali rettifiche ai contribuenti.

La conoscenza di tali termini risulta utile per valutare il grado di cura e di sicurezza da dedicare alla conservazione delle dichiarazioni e della documentazione, allorquando risultasse necessaria per l'esibizione agli Uffici, in caso di richiesta o per la difesa in caso di contenzioso tributario.

In relazione alla tipologia di accertamento sono previsti termini diversi, in linea di massima più brevi per il controllo formale e più lunghi per quello di merito. Entro i suddetti termini possono essere esercitati i poteri istruttori degli Uffici e della Guardia di Finanza quali accessi, ispezioni, verifiche e acquisizioni in genere di dati, elementi e notizie.

Il momento a partire dal quale decorre il termine per effettuare il controllo è l'anno di presentazione della dichiarazione originale relativa all'annualità precedente.

Esaminiamo ora le varie tipologie dei controlli:

 

A. Controllo automatizzato sulla liquidazione delle imposte, dei contributi, dei premi e dei rimborsi dovuti in base alla dichiarazione dei contribuenti o dei sostituti d'imposta (art. 36-bis, D.P.R. n. 600/1973)

1. Il controllo viene svolto in maniera automatizzata, entro l'inizio del periodo di presentazione delle dichiarazioni per l'anno successivo. Questo termine è tuttavia di carattere ordinatorio, pertanto, gli Uffici in questo caso possono eseguirlo anche successivamente, fino alla decadenza per il controllo di merito.

2. I Controlli automatizzati rientranti in questa procedura sono:

  • correzione degli errori materiali e di calcolo commessi nella determinazione degli imponibili, delle imposte, dei contributi e dei premi;
  • correzione degli errori materiali commessi nel riporto delle eccedenze delle imposte, dei contributi premi risultanti dalle precedenti comunicazioni;
  • riduzione delle detrazioni d'imposta indicate in misura superiore a quella prevista dalla legge ovvero non spettanti sulla base dei dati risultanti dalle dichiarazioni;
  • riduzione delle deduzioni dal reddito esposte in misura superiore a quella prevista dalla legge;
  • riduzione dei crediti d'imposta esposti in misura superiore a quella prevista dalla legge ovvero non spettanti sulla base dei dati risultanti dalle dichiarazioni;
  • controllo della rispondenza con la dichiarazione e la tempestività dei versamenti delle imposte, dei contributi e dei premi dovuti a titolo di acconto e di saldo e delle ritenute alla fonte operate in qualità di sostituto d'imposta. 

 

B. Controllo formale delle dichiarazioni presentate dai contribuenti o dai sostituti d'imposta (art. 36 ter D.P.R. n. 600/1973)

1. Entro il 31 dicembre del 2° anno successivo a quelli di presentazione della dichiarazione. 

2. I controlli compresi in questa procedura sono normalmente basati su documenti od informazioni richiesti direttamente ai contribuenti per l'esibizione, oppure da dati ed informazioni  risultanti da dichiarazioni od elenchi trasmessi da soggetti terzi alla Agenzia delle Entrate quali ad esempio sostituti d'imposta, enti previdenziali o imprese di assicurazioni. Essi constano nella esclusione in tutto o in parte:

  • dello scomputo delle ritenute d'acconto risultanti in misura inferiore a quella indicata nelle dichiarazione dei contribuenti stessi;
  • delle detrazioni d'imposta non spettanti;
  • delle deduzioni dal reddito non spettanti;
  • determinazione dei crediti d'imposta spettanti;
  • liquidazione della maggiore IRPEF e dei maggiori contributi dovuti sull'ammontare complessivo dei redditi risultanti da più dichiarazioni o certificati presentati per lo stesso anno dal medesimo contribuente;
  • correzione degli errori materiali e di calcolo commessi nelle dichiarazioni dei sostituti d'imposta.

 

C. Controllo di merito, ovvero il controllo sostanziale sui contenuti di una dichiarazione e l'eventuale accertamento

1. La regola generale stabilisce che il controllo di merito dovrà essere eseguito e notificato entro il 31 dicembre del 5° anno successivo a quello di presentazione (tale termine è stato prolungato di un anno dalle disposizioni di cui all’art. 1 commi 130-131 L. 28 Dicembre 2015 n. 208 e si applicherà agli avvisi relativi al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2016 e seguenti, per quelli precedenti invece vengono mantenuti i termini previgenti, vale a dire entro il 4° anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, o al 5° anno successivo a quello in cui sarebbe dovuta essere presentata la dichiarazione in caso di omissione). In altri termini, a partire dal periodo di imposta in corso al 31 Dicembre 2016, per quanto attiene le imposte sui redditi e per l’IVA, ai sensi dell’ art. 43 del D.P.R. n. 600/1973 e dell’art. 57 del D.P.R. n. 633/1972, gli avvisi di accertamento devono essere notificati a pena di decadenza entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione relativa al tributo, a condizione che la dichiarazione sia stata presenta nei termini di legge. Infatti nel caso in cui la presentazione sia stata omessa, l’avviso di accertamento può essere notificato entro 31 Dicembre del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata, per le dichiarazioni relative ai periodi di imposta in corso al 31 dicembre 2016 e seguenti.

2. Questo ulteriore controllo può essere attivato a discrezione degli uffici e può assumere caratteristiche e metodi diversi, ad esempio:

2.1. è detto "accertamento generale" quello volto a rettificare il reddito complessivo o il volume d'affari del contribuente, in un determinato periodo:

- metodi dell'accertamento generale:

         per tutti i contribuenti:

  • analitico o contabile;
  • d'ufficio;

         per i soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili:

  • induttivo o extra-contabile,

    per le persone fisiche:

  • sintetico

2.2. è detto accertamento parziale quello volto solamente ad alcuni redditi o determinate operazioni. 

Quadro sinottico

 

Nuovi termini ordinari per l’accertamento ai fini Iva e delle imposte sui redditi

Periodi d’imposta

Dichiarazione presentata

Dichiarazione nulla o omessa

In corso fino al 31.12.2015

Gli avvisi di accertamento devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31.12 del 4° anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione

Gli avvisi di accertamento devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31.12 del 5° anno successivo a quello la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata

In corso al 31.12.2016 e periodi successivi

Gli avvisi di accertamento devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31.12 del 5° anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione

Gli avvisi di accertamento devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31.12 del 7° anno successivo a quello la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata

 

 

ESEMPIO TERMINI ACCERTAMENTO

Periodo d’imposta

Anno presentazione dichiarazione

Termine accertamento

 (senza reato)

Termine accertamento

 (con reato di cui al D.Lgs. n. 74/2000)

 

Dichiarazione presentata

Dichiarazione omessa

Dichiarazione presentata

Dichiarazione omessa

2011

2012

31/12/2016

31/12/2017

31/12/2020(***)

31/12/2022(***)

2012

2013

31/12/2017

31/12/2018

31/12/2021(***)

31/12/2023(***)

2013

2014

31/12/2018

31/12/2019

31/12/2022(***)

31/12/2024(***)

2014

2015

31/12/2019

31/12/2020

31/12/2023(***)

31/12/2025(***)

2015

2016

31/12/2020

31/12/2021

31/12/2024(***)

31/12/2026(***)

2016

2017

31/12/2022(*)

31/12/2024(**)

Non previsto(****)

 

(*) A seguito delle riforme introdotte dai commi 130-131 L. n. 208/2015 (Legge di stabilità 2016) la notifica degli avvisi di accertamento per i periodi di imposta in corso al 31 dicembre 2016 e successivi dovrà avvenire, a pena di decadenza, entro il 5° anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi;

(**)A seguito delle riforme introdotte dai commi 130-131 L. n. 208/2015 (Legge di stabilità 2016) la notifica degli avvisi di accertamento in caso di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi o presentazione nulla relativi ai periodi di imposta in corso al 31 dicembre 2016 e successivi dovrà avvenire, a pena di decadenza, entro il 7° anno successivo a quello in cui si sarebbe dovuto procedere con la presentazione;

(***) Ai sensi dell’art. 2 D.Lgs. 5 Agosto 2015 n. 128 il raddoppio dei termini opera solo se l’Amministrazione Finanziaria, compresa la Guardia di Finanza, presentano la denuncia per uno dei reati previsti dal D.Lgs. n. 74/2000 alla Procura della Repubblica entro i termini di decadenza ordinari;

(****) Le novità introdotte dalla legge di Stabilità 2016 eliminano il raddoppio dei termini per i reati di cui al D.Lgs. n. 74/2000 per gli avvisi relativi al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2016 e seguenti.
 

Temine lungo in presenza di reati - Legge n. 223/2006

L'art. 37 del D.L. n. 223/2006, commi da 24 a 26, ha modificato sia ai fini delle imposte sul reddito sia ai fini IVA, con la sola esclusione per l’IRAP, la disciplina dei termini per l'attività di accertamento, incidendo, rispettivamente, sull'art. 43 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, e sull'art. 57 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633.

 

Pertanto, i termini, così come chiarito dalla Circolare n. 28/E/2006 sono stati raddoppiati qualora "il contribuente abbia commesso una violazione che comporta obbligo di denuncia, ai sensi dell'art. 331 del codice di procedura penale, per uno dei reati previsti dal D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74. Si tratta, in particolare, delle ipotesi in cui i pubblici ufficiali e gli incaricati di pubblico servizio abbiano notizia di reato perseguibile d'ufficio nell'esercizio o a causa delle loro funzioni o del loro servizio, caso in cui detti soggetti sono tenuti a farne denuncia per iscritto".

Preclusioni al raddoppio

A seguito dell'emanazione del decreto legislativo 128/2015, recante Disposizioni sulla certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente, in attuazione degli articoli 5, 6 e 8, comma 2, della legge 11 marzo 2014, n. 23, il raddoppio dei termini di cui agli artt. 43 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 e 57 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 (cfr. infra) non opera qualora la denuncia da parte dell'Amministrazione finanziaria, in cui e' ricompresa la Guardia di finanza, sia presentata o trasmessa oltre la scadenza ordinaria dei termini.

 

Sono comunque fatti salvi gli effetti degli avvisi di accertamento, dei provvedimenti che irrogano sanzioni amministrative tributarie e degli altri atti impugnabili con i quali l'Agenzia delle entrate fa valere una pretesa impositiva o sanzionatoria, notificati alla data di entrata in vigore del decreto certezza, così come gli inviti a comparire di cui all'articolo 5, D. lgs. 19 giugno 1997, n. 218, ed i processi verbali di constatazione redatti ai sensi dell'articolo 24, l. n. 7 gennaio 4/1929, dei quali il contribuente abbia avuto formale conoscenza entro la stessa data, sempre che i relativi atti recanti la pretesa impositiva o sanzionatoria siano notificati entro il 31 dicembre 2015.

Nessun raddoppio

La Legge di Stabilità per il 2016 (L. n. 208/2015) con i commi 130, 131 nel riscrivere gli articoli 43 D.P.R. n. 600/1973 e 57 D.P.R. n. 633/1972 non prevede più il raddoppio dei termini per l’accertamento nel caso di commissione di uno dei reati di cui al D.Lgs. 74/2000, se relativi ai periodi di imposta in corso al 31 dicembre 2016 e seguenti.

Invece, specifica al comma 132 che le precedenti regole continuano ad applicarsi se i reati anzidetti siano commessi nei periodi d’imposta precedenti al 31 Dicembre 2016, sempreché la denuncia da parte dell’Amministrazione sia avvenuta nei termini di decadenza ordinari.

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