Bussola

Frodi carosello

Sommario

Inquadramento | La disciplina IVA nelle operazioni tra soggetti residenti nello stesso Stato e tra soggetti residenti in diversi Stati UE | Interposizione di soggetti e realizzazione della frode | Figure che intervengono nella frode carosello | Meccanismi di interposizione in base all’origine della merce | I vantaggi che si conseguono con la frode | Le sanzioni | Riferimenti |

 

Nelle operazioni c.d. “frodi carosello” ricadono le fattispecie criminose di cui agli artt. 2 e 8 D.Lgs. n. 74/2000, rispettivamente “dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti”,  ed “emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti”.   La fattispecie più utilizzata riguarda la vendita di prodotti o servizi da parte di una società “interposta” (che ha acquistato gli stessi da fornitore intracomunitario, quindi senza applicazione dell’IVA) alla società “interponente” (reale interessata all’acquisto dei prodotti).   Rilevato che la successiva operazione di vendita viene svolta in Italia, la fattura dell’interposto è comprensiva d’IVA, che l’interponente versa all’interposto, permettendogli di andare a credito.   A questo punto la società interposta scompare dalla circolazione, senza provvedere al versamento dell’IVA a debito relativa alla vendita effettuata nei confronti dell’interponente. I reati anzidetti, previsti dagli artt. 2 e 8 del D.Lgs. n. 74/2000, infine, non prevedono soglie quantitative di punibilità, e quindi si verificano anche se trattasi di fatture di modesto importo, salva l’applicazione di un’attenuante.    

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