Bussola

Erogazioni liberali

Sommario

Inquadramento | Soggetti donanti | Art bonus | Sport bonus | Erogazioni liberali per interventi su beni pubblici | Le novità del Codice del Terzo settore | Beneficiari | I dati per la dichiarazione precompilata | Giurisprudenza d'interesse | Esempi | Riferimenti |

Inquadramento

Le erogazioni liberali posso essere definite come versamenti a titolo gratuito a vantaggio di organismi aventi o meno carattere religioso, che operano nel cosiddetto terzo settore (effettuando iniziative sociali e/o umanitarie) o di Università ed enti di ricerca.

 

Il regime di deducibilità/detraibilità di queste erogazioni varia a seconda del soggetto beneficiario, ed allo stesso modo, delle caratteristiche del soggetto donante.

Soggetti donanti

Privati (persone fisiche, non imprenditori)

 

In linea generale, si tratta di agevolazioni da far valere in sede di dichiarazione dei redditi (Modello 730, Modello REDDITI PF).

Per determinare il reddito delle persone fisiche si applica il principio di cassa, pertanto bisogna tener conto degli oneri detraibili e/o deducibili sostenuti nel periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione (che, nel caso delle persone fisiche, coincide con l’anno solare).

La documentazione che attesta questi oneri va conservata fino al 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della stessa, e va esibita in caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate, pertanto non è da allegare alla dichiarazione. Dalle dichiarazioni riferite al periodo d’imposta 2016, la documentazione deve essere conservata fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione (art. 43, D.P.R. n. 600/1973), come chiarito anche dalla Circolare n. 7/E/2018 e, in caso di deduzioni o detrazioni ripartite in più rate, il termine decorre dall’anno in cui è stata presentata la dichiarazione in cui è esposta la rata. I documenti elettronici devono essere conservati nel rispetto delle regole tecniche in materia di sistema di conservazione di cui al DPCM del 3 dicembre 2013 (circolare AdE 7/E/2018).

Bisogna poi ricordare che gli oneri detraibili e deducibili hanno un diverso impatto sul carico contributivo del soggetto donante persone fisica: in caso di deduzione dal reddito imponibile, il beneficio fiscale sarà pari all’aliquota massima raggiunta in sede di dichiarazione dei redditi, mentre in caso di detrazione d’imposta, in tutte le ipotesi di seguito illustrate, il risparmio fiscale conseguibile è una detrazione dall’IRPEF lorda pari al 19% (o in specifiche ipotesi al 26%) dell’onere sostenuto dal contribuente, da calcolare sugli importi massimi rispettivamente indicati.

 

  • Oneri detraibili

 

Per capire i benefici fiscali che i privati (persone fisiche, non imprenditori) possono conseguire effettuando un’erogazione liberale, bisogna fare riferimento principalmente all'art. 15 TUIR (D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917).

Sono individuabili le seguenti casistiche:

  1. Erogazioni liberali in denaro o in natura a favore di enti (fra cui fondazioni e associazioni legalmente riconosciute) che non perseguono finalità lucrative, impegnati in attività di studio, ricerca e documentazione di rilevante valore scientifico-culturale ed artistico. La donazione deve avvenire in base ad apposita convenzione;
  2. Nel caso la donazione sia in natura, per determinare l’importo della detrazione si fa riferimento al costo specifico o, in assenza, al valore normale dei beni ceduti gratuitamente ai soggetti di cui al precedente punto e per le stesse attività;
  3. Erogazioni liberali in denaro, per un importo non eccedente il 2% del reddito complessivo dichiarato, a favore di enti (fra cui fondazioni e associazioni legalmente riconosciute) che non perseguono finalità lucrative, operanti esclusivamente nel settore dello spettacolo;
  4. Erogazioni liberali in denaro, per un importo massimo di € 30.000, a favore delle ONLUS, delle iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, nei Paesi non appartenenti all’OCSE; a partire dal 2014 si detrae dall’imposta lorda  il 26% dell’erogazioni in denaro;
  5. Erogazioni liberali in denaro, per un importo massimo di € 1.500,00, a favore di associazioni sportive dilettantistiche;
  6. Erogazioni liberali a favore di istituti scolastici, di ogni ordine e grado, statali e paritari, senza scopo di lucro, istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, delle università, finalizzate all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica ed all’ampliamento dell’offerta formativa, senza limite di spesa, purché effettuate mediante versamento con canale bancarie o postale ovvero mediante gli latri sistemi di pagamento previsti dall’art. 23 del D.Lgs n. 241/1997, carte di debito, di credito o prepagate, assegni bancari e circolari; il comma 294, art. 1, Legge di Bilancio 2017, estende la detraibilità ai fini IRPEF del 19% e la deducibilità ai fini IRES di tale tipologia di erogazione liberale, effettuata anche a favore degli istituti tecnici superiori (gli ITS), a partire dal 1° gennaio 2017;
  7. Erogazioni liberali in denaro al Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato, di cui all'art. 45, co. 1 lett. e) del D.P.R. n. 398/2003;
  8. Erogazioni liberali in denaro a favore delle popolazioni colpite da calamità pubblica o da altri eventi straordinari, anche se avvenuti in Stati esteri, effettuati tramite versamenti a favore di: ONLUS, organizzazioni internazionali di cui l’Italia è membro, fondazioni, associazioni, comitati ed enti il cui atto costitutivo o statuto sia redatto per atto pubblico o scrittura privata autenticata o registrata, che tra le proprie finalità prevedono interventi umanitari in favore delle popolazioni colpite da tali calamità, amministrazioni pubbliche statali, regionali e locali, enti pubblici non economici ed associazioni sindacali di categoria (co. 14, art. 138 L. n. 388/2000)
  9. Erogazioni liberali in denaro a favore della Fondazione La Biennale di Venezia (art. 1, co. 1 L. n. 28/1999)
  10. il 26% dele erogazioni liberali a favore di partiti e movimenti politici di importo compreso tra € 30,00 ed € 30.000,00 effettuate con versamento bancario o postale.

In evidenza: Società di mutuo soccorso

Dal 2018 è prevista la possibilità di detrarre il 19% dei contributi associativi per un importo non superiore a € 1.300 (limite modificato dal D.L. n. 148/2017) versati dai soci delle società di mutuo soccorso che operano esclusivamente nei settori di cui all’art. 1, L. 15 aprile 1886 n. 3818, al fine di garantire a sé stessi un sussidio in caso di malattia, inabilità al lavoro, vecchiaia, ovvero alle loro famiglie in caso di decesso.

Per effetto delle modifiche apportate dal D.L. n. 148/2017, l’importo di € 1.300 costituisce la soglia massima di contributi associativi detraibili. La norma va a modificare le novità introdotte dal Codice del terzo settore, il quale, invece prevedeva che l’importo di € 1.300 fosse il limite minimo per fruire della detrazione.

Fino al 2017, tali contributi possono essere detratti per un importo non superiore a € 1.291,14.

 

Le diverse tipologie di liberalità di cui ai punti precedenti devono essere effettuate tramite versamento bancario o postale, nonché tramite sistemi di pagamento previsti dall’art. 23 del D.Lgs. n. 241/97 (carte di debito, carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari); di conseguenza la detrazione non spetta per le erogazioni effettuate in contanti.

A fronte dell’erogazione liberale, il soggetto beneficiario deve sottostare ad opportuni adempimenti, che si tratteranno in seguito. In particolare, però, si segnala che dalle erogazioni effettuate dal 2017, l’Agenzia delle Entrate richiede espressamente che dalla documentazione attestante il versamento risulti il carattere di liberalità del pagamento (Circ. n. 7/E/2017).

È molto importante sottolineare che, in caso di inadempimento degli obblighi previsti per il soggetto beneficiario, il donante decade dal beneficio fiscale.

 

  • Oneri deducibili

 

Le liberalità alle ONLUS, alle APS iscritte nel registro nazionale, alle fondazioni ed associazioni riconosciute aventi per scopo statutario la tutela, promozione e valorizzazione dei beni di interesse storico, artistico e paesaggistico, nonché quelle aventi per scopo statutario la ricerca scientifica, in alternativa alla detrazione precedentemente illustrata, possono essere portate in diminuzione del reddito complessivo, dunque considerate come oneri deducibili.
In questo caso bisogna riferirsi all’art. 14D.L. n. 35/2005 (c.d. Decreto sulla competitività) che stabilisce, tanto per le persone fisiche quanto per gli enti soggetti ad IRES, la possibilità di dedurre le erogazioni in denaro o in natura entro il minore fra i seguenti limiti:

  • il 10% del reddito dichiarato;
  • € 70.000 annui.

Il D.Lgs. n. 117/2017, che interviene sulla disciplina del terzo settore, apporta alcune modifiche al citato art. 14, prevedendone addirittura l’abrogazione a partire dal periodo di imposta successivo di operatività del Registro Unico nazionale del Terzo settore; in quanto l’art. 83 del Codice istituisce una nuova detrazione e una nuova deduzione. 

Grazie all’intervento del D.L. n. 148/2017, è stata risolta una delle incongruità emerse con il D.Lgs. n. 117/2017, il quale aveva soppresso per il 2017 la deduzione del 10%. Ora, l’art. 5-ter del D.L. n. 148/2017 (collegato alla Legge di bilancio 2018) ha posticipato l’abrogazione della norma a partire dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017, cosicché è possibile beneficiare della deduzione del 10% del reddito, per un limite di € 70.000 annui, delle erogazioni effettuate durante il 2017 a favore di Onlus e di APS.

A tale conclusione si perviene anche grazie alla norma di interpretazione autentica di cui all’art. 5-sexies del D.L. n. 148/2017, secondo cui le norme di carattere fiscale disciplinate dall’art. 99, co. 3 e dall’art. 102, co. 1 del D.Lgs. n. 117/2017 (Codice del Terzo settore) continuano a trovare applicazione senza soluzione di continuità fino al 31 dicembre 2017.

Le erogazioni in denaro devono essere effettuate secondo le modalità previste dall’art. 23, D.Lgs. n. 241/1997, cioè con le stesse modalità previste per gli oneri detraibili, mentre per le erogazioni in natura si fa riferimento al valore normale dei beni (ai sensi dell’art. 9, co. 3, T.U.I.R.); nel secondo caso, l'erogante deve produrre una documentazione idonea ad attestare tale valore normale (usando quindi listini, tariffari, etc.) e deve farsi rilasciare dal beneficiario una ricevuta recante una descrizione analitica e dettagliata dei beni e del loro valore.

Sono, inoltre, oneri deducibili ai sensi dell'art. 10 T.U.I.R.:

  • i contributi, le donazioni e le oblazioni erogati a favore delle ONG, che possono essere scomputate direttamente dalla base imponibile IRPEF fino a un massimo del 2% del reddito complessivo dichiarato;
  • le erogazioni liberali in denaro a favore di istituzioni religiose fino all’importo di € 1.032,91 per ciascuna donazione; in questo caso il contribuente è obbligato a conservare le ricevute di versamento in conto corrente, le quietanze liberatorie o le ricevute in caso di bonifico bancario;
  • le erogazioni liberali in denaro a favore di università, fondazioni universitarie, istituzioni universitarie pubbliche, enti di ricerca pubblici, enti di ricerca sottoposti alla vigilanza del MIUR (compreso l’Istituto Superiore di Sanità e l’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro), nonché gli enti parco regionali e nazionali, senza alcun limite di deducibilità.

A decorrere dall’anno d’imposta 2016, le erogazioni da parte di soggetti privati a Trust o a Fondi speciali sono deducibili nei limiti del 20 per cento del reddito complessivo dichiarato e comunque nella misura massima di euro 100.000. Anche tali erogazioni sono state oggetto di modifica da parte del D.Lgs. n. 117/2017, il quale prevede che tali liberalità seguano la disciplina di cui all’art. 83, co. 1 e 2 del D.Lgs. n. 117/2017 riservata alle organizzazioni di volontariato. Le nuove disposizioni sono applicabili dal periodo di imposta successivo di operatività del Registro Unico nazionale del Terzo settore.

In merito ai Fondi speciali è previsto che questi siano composti da beni sottoposti a vincolo di destinazione e disciplinati con contratto di affidamento fiduciario anche a favore di ONLUS riconosciute come persone giuridiche, che operano nel settore della beneficenza.

Il contribuente che decide di usufruire delle deduzioni previste dall’art. 14 D.L. n. 35/2005 non può utilizzare per le stesse erogazioni o per le altre erogazioni destinate a beneficiari diversi, le deduzioni dell’art. 10 o le detrazioni dell’art. 15 TUIR. Al contrario, se non usufruisce della deduzione dell’art. 14, il contribuente può scegliere tra la detrazione (art. 15) o la deduzione (art. 10) delle donazioni, escludendo però il ricorso ad entrambe le agevolazioni per la medesima erogazione (Circolare n.17/E/2015).

     

    Enti non commerciali residenti

     

    Si tratta degli enti  pubblici e privati diversi dalle società e dei trust, residenti nel territorio dello Stato, che non abbiano per oggetto principale (o esclusivo) l’esercizio di attività commerciali. Pertanto, rientrano in questa categoria anche gli enti che svolgono attività commerciale in via secondaria.

    Gli enti non commerciali residenti che effettuano erogazioni liberali hanno diritto alle seguenti agevolazioni:

    • Oneri detraibili: detrazione pari al 19% dell’imposta lorda per le erogazioni di cui ai precedenti numeri 1, 2, 3, 4, 5 e 6, visti per i soggetti privati.

      La detrazione è possibile a condizione che tali oneri non siano già deducibili nella determinazione dei singoli redditi che concorrono alla formazione del reddito complessivo (art. 147 del TUIR);

    • Oneri deducibili: deduzione fino a un massimo del 2% del reddito complessivo dichiarato per i contributi, le donazioni e le oblazioni erogati a favore delle ONG (art. 146 TUIR).

    È importante ricordare che, nel caso gli oneri detratti o dedotti vengano rimborsati, l’ente non commerciale residente decade dal beneficio, e dovrà riportare tali somme in aumento dell’imposta lorda o del reddito complessivo.
     

    Enti non commerciali non residenti

     

    Sono gli stessi enti di cui al paragrafo precedente che non sono residenti nel territorio dello Stato.

    Tale categoria, quando effettua erogazioni liberali, ha diritto alle seguenti agevolazioni previste dall'art. 153 T.U.I.R.:

    • Oneri detraibili: detrazione pari al 19% dell’imposta lorda per le erogazioni di cui ai precedenti numeri 1, 2, e 3 visti per i soggetti privati.

      Anche in questo caso la detrazione è possibile a condizione che tali oneri non siano già deducibili nella determinazione dei singoli redditi che concorrono alla formazione del reddito complessivo.

    • Oneri deducibili:

    - deduzione per un importo massimo del 2% del reddito complessivo dichiarato di contributi, donazioni ed oblazioni erogati a favore delle ONG;

    - deduzione dal reddito complessivo, senza limiti di importo, delle erogazioni in denaro a favore di:

      • (associazioni e fondazioni private legalmente riconosciute) che svolgono attività diretta alla tutela del patrimonio ambientale;
      • organismi di gestioni parchi e riserve naturali, terrestri e marittimi effettuate per sostenere attività di conservazione, valorizzazione, studio, ricerca e sviluppo dirette al conseguimento delle finalità di interesse generale cui corrispondono tali ambiti protetti;

    - deduzione dal reddito complessivo, senza limiti di importo, delle spese sostenute dai soggetti obbligati alla manutenzione e alla protezione degli immobili vincolati di cui agli elenchi ex art. 140 del D.Lgs. n. 490/1999 o assoggettati al vincolo di inedificabilità.

    Ancora, nel caso in cui gli oneri detratti o dedotti vengano rimborsati, l’ente non commerciale non residente decade dal beneficio, e dovrà riportare delle variazioni in aumento.


    Società ed enti commerciali non residenti

     

    Sono quelle società e quegli enti che hanno per oggetto un'attività commerciale, ma non sono residenti nel territorio dello Stato, oppure società ed enti con o senza stabile organizzazione in Italia.

    Tali soggetti non residenti hanno diritto alle seguenti agevolazioni:

    • Oneri detraibili: detrazione pari al 19% dell’imposta lorda per le erogazioni di cui ai precedenti numeri 1, 2, 3, 4, 5 e 6, visti per i soggetti privati.

      La condizione per poter usufruire della detrazione è che tali oneri non siano già deducibili nella determinazione dei singoli redditi che concorrono alla formazione del reddito complessivo;

    • Oneri deducibili: deduzione per un importo massimo del 2% del reddito complessivo dichiarato per i contributi, le donazioni e le oblazioni erogati a favore delle ONG.

    Anche in questo caso vale la regola della variazione in aumento nel caso tali oneri vengano rimborsati.

     

    Società semplici

     

    Anche i soci delle società semplici possono fruire di agevolazioni fiscali in caso di erogazioni agli Enti no profit.

    In base all’art. 15, co. 3, T.U.I.R., la detrazione per le erogazioni liberali di cui ai citati numeri 1, 2, e 3 spetta ai soci in misura proporzionale alla quota di partecipazione agli utili, che di norma rispecchia la loro quota di conferimento.

     

    Imprese commerciali (imprenditori individuali e società residenti)

     

    Le erogazioni effettuate dalle imprese esercitate in forma individuale o collettiva non costituiscono mai un onere detraibile, bensì un onere deducibile (a differenza di quelle effettuate da persone fisiche senza qualifica di imprenditore).

    In base alla normativa vigente, il margine di deducibilità concesso dal Legislatore è differente a seconda delle caratteristiche dell’ente destinatario delle liberalità, quindi è possibile individuare diverse ipotesi:

    • Deducibilità integrale nel caso in cui l’ente beneficiario sia:

      - lo Stato, un ente o istituzione pubblica, una fondazione o associazione legalmente riconosciuta che, senza scopo di lucro, svolge o promuove attività di studio, di ricerca e di documentazione di rilevante valore culturale ed artistico;

      - lo Stato, una regione, un ente locale territoriale, un ente o istituzione pubblica, una fondazione o associazione legalmente riconosciuta, che impieghi la somma ricevuta per lo svolgimento di compiti istituzionali e per la realizzazione di programmi culturali nei settori dei beni culturali e dello spettacolo;

      - un organismo (costituito sotto forma anche di associazione o fondazione legalmente riconosciuta) di gestione di parchi o riserve naturali o di altre zone soggette a tutela paesaggistica;

      - lo Stato, una regione, un ente territoriale, un ente o istituzione pubblica, una fondazione o associazione legalmente riconosciuta, per la realizzazione di programmi di ricerca scientifica nel settore della sanità;

    • Deducibilità integrale entro il 10% del reddito di impresa dichiarato fino ad un massimo di € 70.000 annui, nel caso in cui l’ente beneficiario sia una ONLUS, un’APS iscritta nel registro nazionale, una fondazione o associazione riconosciuta senza scopo di lucro che svolge attività in ambito scientifico-culturale o artistico; con l’introduzione del Codice del Terzo settore (D.Lgs. n. 117/2017), la deduzione spetta solo quando le erogazioni sono a favore di fondazioni e associazioni e non più anche a favore di ONLUS e di APS, fintanto che non entreranno in vigore le nuove disposizioni fiscali previste dal CTS.
    • Deducibilità integrale entro il 2% del reddito di impresa dichiarato, nel caso in cui l’ente beneficiario sia:

      - una persona giuridica che persegue esclusivamente finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria, culto;

      - un’Organizzazione Non Governativa che riceva contributi, donazioni e oblazioni di cui all’art. 10, co. 1, lett. g), T.U.I.R.;

      - una persona giuridica avente sede nel Mezzogiorno che persegue esclusivamente finalità di ricerca scientifica;

      - un ente o istituzione pubblica, una fondazione o associazione legalmente riconosciuta senza scopo di lucro che svolge esclusivamente attività nello spettacolo;

    • Deducibilità integrale entro il 2% del reddito d’impresa dichiarato fino ad un massimo di € 70.000, nel caso in cui l’ente beneficiario sia un istituto scolastico senza scopo di lucro e la donazione sia finalizzata all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e all’ampliamento dell’offerta formativa. Tale donazione deve avvenire tramite banca, posta o altri sistemi di pagamento previsti dall’art. 23, D.Lgs. n. 241/1997;
    • Deducibilità integrale entro il 2% del reddito d’impresa dichiarato fino ad un massimo di € 2.065,83, nel caso in cui l’ente beneficiario sia una ONLUS di cui all’art. 10, D.Lgs. n. 460/1997 o una fondazione, associazione, comitato, ente individuato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, nei Paesi non appartenenti all’OCSE, che gestisce le iniziative umanitarie, religiose o laiche;

    In aggiunta alle classiche erogazioni in denaro, esistono altre forme di donazione tali per cui si può usufruire di agevolazioni fiscali, come quelle indicate dai seguenti articoli:

    • l’art. 100, co. 2, lett. i), T.U.I.R. permette la deduzione fino al 5‰ delle spese sostenute per prestazione di lavoro dipendente con riferimento al costo del personale per servizi resi a favore delle ONLUS, limitatamente ai costi del personale assunto con contratto a tempo indeterminato;
    • l’art. 13, co. 2 e 3, D.Lgs. n. 460/1997 prevede e distingue due diversi casi di erogazioni in natura alle ONLUS.

    Per le erogazioni liberali in denaro a favore delle APS iscritte nei registri previsti dalle vigenti disposizioni di legge, fino al periodo di imposta al 31 dicembre 2017, è prevista una deduzione entro il 2% del reddito d’impresa dichiarato fino ad un massimo di € 1.549,37. Tale disposizione sarà poi abrogata perché si potranno fruire delle nuove agevolazioni previste dal D.Lgs. n. 117/2017, artt. 81 e 83.

    Relativamente alle modalità di rendicontazione delle somme donate da parte dell'impresa erogante, in base al Principio contabile nazionale OIC 12, tali importi vanno collocati nella voce B14 del Conto Economico, fra gli Oneri diversi di gestione, poiché rientrano tra le liberalità e sono assimilabili a componenti reddituali diversi, di natura non finanziaria.

     

    In evidenza: School-bonus

    La legge sulla Buona Scuola (n. 107 del 2015) prevede che i contribuenti-persone fisiche, enti non commerciali, soggetti titolari di reddito di impresa, possano effettuare un’erogazione liberale in denaro in favore delle scuole del sistema nazionale di istruzione (statali e paritarie). Al contribuente spetta un credito d’imposta pari al 65 % per le erogazioni effettuate nel 2016 e 2017 e del 50% per quelle disposte nel 2018. L’importo massimo ammesso all’agevolazione fiscale è pari a 100 mila euro per ciascun periodo d’imposta. Il credito d’imposta è ripartito in tre quote annuali di pari importo.

     

    I contribuenti scelgono liberamente la scuola da beneficiare e quest’ultima riceverà il 90 % dell’erogazione, poiché il restante 10 % confluirà in un fondo perequativo che sarà distribuito alle scuole che risultino destinatarie di erogazioni liberali in un ammontare inferiore alla media nazionale.

     

    Le erogazioni liberali devono essere finalizzate a sostenere investimenti per :

    • realizzazione di nuove scuole,
    • manutenzione e potenziamento di scuole esistenti,
    • sostegno a interventi che migliorino l’occupabilità degli studenti.

     

    Fino al 31.12.2016 si può effettuare l’erogazione tramite bonifico bancario o postale intestato a “Tesoreria dello Stato-Roma succursale” utilizzando il seguente codice iban IT40H0100003245348013362600; oppure ci si può recare presso la più vicina sezione della Tesoreria dello Stato ed effettuare direttamente il versamento secondo le modalità previste dalla Ragioneria dello Stato.

     

    Il co. 148-bis, dell’art. 1 della Legge n. 107/2015 (come modificato dall'art. 1, co. 620, della Legge 11 dicembre 2016, n. 232, cd. Legge di Bilancio 2017), dispone che, in deroga a quanto previsto, le erogazioni liberali in denaro destinate agli investimenti effettuate in favore delle scuole paritarie sono effettuate su un conto corrente bancario o postale intestato alle scuole paritarie beneficiarie stesse, con sistemi di pagamento tracciabili. In tal caso le scuole beneficiarie sono tenute a:

    a) comunicare mensilmente al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca l'ammontare delle erogazioni liberali ricevute nel mese di riferimento, provvedendo altresì a dare pubblica comunicazione di tale ammontare, nonché della destinazione e dell'utilizzo delle erogazioni stesse tramite il proprio sito internet istituzionale, nell'ambito di una pagina dedicata e facilmente individuabile, e sul portale telematico del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, nel rispetto delle disposizioni del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196;

    b) versare, entro trenta giorni dal ricevimento delle erogazioni liberali di cui alla lettera a), il 10 per cento nel fondo di cui al co. 148 stesso per le finalità di cui al terzo periodo del medesimo comma.

     

    Nella causale del versamento deve essere riportato, nell’esatto ordine di seguito indicato:

    a) Il codice fiscale delle istituzioni scolastiche beneficiarie;

    b) Il codice della finalità alla quale è vincolata ciascuna erogazione, scelto tra i seguenti:

    C1: realizzazione di nuove strutture scolastiche;

    C2: manutenzione e potenziamento di strutture scolastiche esistenti;

    C3: sostegno a interventi che migliorino l’occupabilità degli studenti.

    c) Il codice fiscale delle persone fisiche o degli enti non commerciali o dei soggetti titolari di reddito d’impresa che effettuano la donazione. I versamenti debbono essere effettuati distintamente per ciascuna istituzione scolastica beneficiaria.

     

    La Risoluzione 19 dicembre 2016, n. 115/E dell’Agenzia delle entrate ha istituito il codice tributo da utilizzare nel modello di pagamento unificato F24 per utilizzare in compensazione il credito di imposta sopra descritto: 6873.

    Il credito di imposta potrà essere utilizzato  in compensazione in F24 solo dai soggetti titolari di reddito di impresa, come chiarito dalla circolare n. 20/E/2016. Pertanto, le persone fisiche non imprenditrici, e gli enti non commerciali, senza attività d’impresa, possono utilizzare il credito solo in compensazione “verticale”, imposta da imposta. Quindi, potranno usare lo school bonus solo per diminuire i debiti tributari generati dal modello REDDITI, vale a dire l’IRPEF e l’IRES.

     

    Art bonus

    Per incentivare l’investimento nel settore dello spettacolo è stato introdotto l’Art-bonus, disciplinato dall’art. 1 del D.L. n. 183/2014L’agevolazione, che nella versione originaria era temporanea, è stata resa permanente dalla Legge di Stabilità 2016 (Legge n. 208/2015) e consiste in un credito d’imposta per le erogazioni liberali effettuate a sostegno di:

    • Interventi di manutenzione, restauro e protezione di beni culturali pubblici;
    • Istituti e luoghi di appartenenza pubblica;
    • Fondazioni lirico-sinfoniche;
    • Teatri di tradizione;
    • Istituzioni concertistico-orchestrali, teatri nazionali, teatri di rilevante interesse culturale e festival;

     

    In evidenza: eventi festival

    I festival per poter rientrare nell’agevolazione Art-bonus devono essere organizzati da soggetti pubblici e privati in possesso dei requisiti previsti dal decreto del Mibac 27 luglio 2017 (risposta AdE 28.09.2018, n. 18). Pertanto, i soggetti che non siano già finanziati dal Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS) sono esclusi, secondo l’Agenzia delle Entrate, dall’agevolazione.

     

    • Imprese e centri di produzione teatrale e di danza;
    • Circuiti di distribuzione;
    • Lavori di realizzazione di nuove strutture o di potenziamento di quelle esistenti o di enti o istituzioni pubbliche che svolgono esclusivamente attività nello spettacolo, senza attività di lucro;
    • Interventi di restauro, protezione e manutenzione di beni culturali pubblici qualora vi siano soggetti concessionari o affidatari del bene stesso.

    Le lettere e), f) e g) sono state aggiunte dalla L. n. 175/2017, che in sostanza ha esteso il credito d’imposta per le erogazioni effettuate a favore di tutto il settore dello spettacolo. Inoltre, a decorrere dal 19 ottobre 2016, il credito di imposta spetta anche per le erogazioni liberali effettuate a favore (art. 17 del D.L. n. 189 del 2016):

    • del Ministero dei beni delle attività culturali e del turismo per interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali di interesse religioso presenti nei Comuni interessati dagli eventi sismici del 2016, anche appartenenti ad enti ed istituzioni della Chiesa cattolica o di altre confessioni religiose;
    • dell‘Istituto superiore per la conservazione e il restauro, dell‘Opificio delle pietre dure e dell‘Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario.

    Con la Risoluzione n. 136/E/2017, l’Agenzia delle Entrate ha ampliato l’ambito applicativo dell’Art-bonus, in quanto possono fruire del credito d’imposta anche coloro che effettuano erogazioni a favore di fondazioni di diritto privato al ricorrere di determinate caratteristiche. È lo stesso MiBAT a confermarlo, prevedendo che il requisito dell’appartenenza pubblica prescinde dall’appartenenza allo Stato, alle Regioni o agli altri enti territoriali, ma deve essere verificato caso per caso. Ad esempio, il fatto che la fondazione interpellante fosse stata costituita da un ente pubblico per la gestione di un museo, ha fatto sì che l’Amministrazione finanziaria la ricomprendesse tra i possibili soggetti beneficiari dell’Art-bonus.

     

    Anche con la risposta n. 20 del 3/10/2018, l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito ai destinatari dell’agevolazione. In particolare, possono beneficiare del credito d’imposta anche gli enti che, in forza di un contratto con soggetti pubblici (in questo caso un consorzio), eseguono lavori di restauro su beni culturali pubblici affidati in gestione al suddetto consorzio.

     

    Per i beneficiari delle erogazioni, il comma 5 dell’art. 1 dispone precisi obblighi informativi. In particolare, devono comunicare mensilmente al MiBAT e dare pubblica comunicazione delle liberalità ricevute, nonché della destinazione e dell’utilizzo delle stesse.

     

    A prescindere dal soggetto eroganteil credito d’imposta è pari al 65%; tuttavia, per:

    • le persone fisiche e gli enti non commerciali, il credito non può eccedere il 15% del reddito imponibile;
    • titolari di reddito di impresail credito è riconosciuto nel limite del 5‰ dei ricavi annui.

    In entrambi i casi, il credito è ripartito in tre quote annuali di pari importo, ma nel caso di “imprenditori” l’agevolazione può essere utilizzata esclusivamente in compensazione e non rileva ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap. Chi fruisce del credito d’imposta, non può fruire delle detrazioni previste per analoghe liberalità.

     

    Infine, le erogazioni devono essere effettuate con mezzi di pagamento tracciabili e, come chiarito dalla Circolare n. 7/E/2017, dalla documentazione attestante il pagamento deve risultare il carattere di liberalità del versamento.

    Sport bonus

    La Legge di Bilancio 2018 (commi 363-366, articolo 1, Legge 205/2017) ha introdotto lo Sport bonus, ossia un credito d’imposta per le erogazioni liberali, effettuate nel 2018 dalle imprese, finalizzate al sostegno di interventi di restauro e ristrutturazione di impianti sportivi pubblici, ancorché destinati ai soggetti concessionari.

    Con il Dpcm 23.04.2018 sono state individuate le modalità attuative per l’ottenimento del credito. In particolare, è richiesto che il versamento delle liberalità avvenga con uno dei seguenti strumenti:

    • bonifico bancario;
    • bollettino postale;
    • carte di debito, carte di credito e prepagate;
    • assegni bancari e circolari.

    La misura del credito è pari al 50% delle erogazioni effettuate e nel limite del 3 per mille dei ricavi annui. Il credito può essere utilizzato solo in compensazione, presentando la delega F24 tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, in tre quote annuali di pari importo negli esercizi finanziari 2018, 2019 e 2020. Nelle dichiarazioni dei redditi riferite ai predetti esercizi, il contribuente dovrà indicare l’importo compensato.

    Tuttavia, per la fruizione è necessario presentare via PEC (all’indirizzo: ufficiosport@pec.governo.it) una richiesta all'Ufficio per lo Sport presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, secondo il modulo reperibile dal sito istituzionale (http://www.sportgoverno.it/archivio/notizie/decreto-del-presidente-del-consiglio-dei-ministri-del-23-aprile-2018---disciplina-del-credito-di-imposta-di-cui-all%E2%80%99art1-commi-363-e-366-l-20572017-(sport-bonus).aspx). L’istanza deve essere presentata:

    - dal 21.06.2018 al 21.07.2018;

    - dal 20.08.2018 al 19.09.2018.

    Infine, si fa presente che il credito non rileva ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap.

     

    La Legge di Bilancio 2019 (co. 621 e ss, art. 1, L. 145/2018) ripropone lo sport bonus anche per le erogazioni effettuate nel corso dell’anno solare 2019. In particolare, l’agevolazione consiste in un credito d’imposta pari al 65% delle liberalità erogate per interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove strutture sportive pubbliche. Sono previsti, tuttavia, dei limiti al beneficio fiscale; infatti, il credito d’imposta è riconosciuto:

    • alle persone fisiche e agli enti non commerciali nel limite del 20% del reddito imponibile;
    • ai soggetti titolari di reddito d’impresa nel limite del 10 per mille dei ricavi annui.

    Il credito deve essere ripartito in tre quote annuali di pari importo; inoltre, per i soggetti titolari di reddito d’impresa il credito d’imposta è utilizzabile, nel limite complessivo di 13,2 milioni di euro, tramite compensazione e non rileva ai fini delle imposte sui redditi e dell’irap. Inoltre, non si applicano i limiti all’utilizzo in compensazione di 700 mila euro, di cui alla legge n. 388 del 2000, e quello annuale di 250 mila euro, di cui all’articolo 1, comma 53, della legge n. 244 del 2007.

    Coloro che ricevono le erogazioni devono comunicare immediatamente gli importi ricevuti all’Ufficio per lo sport presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, nonché la loro destinazione, provvedendo contestualmente a darne adeguata pubblicità attraverso l’utilizzo di mezzi informatici. Inoltre, i beneficiari devono anche comunicare allo stesso Ufficio lo stato di avanzamento dei lavori entro il 30 giugno di ogni anno successivo a quello dell’erogazione e fino all’ultimazione dei lavori.

    Erogazioni liberali per interventi su beni pubblici

    Il comma 156 della Legge di Bilancio 2019 introduce un nuovo credito d’imposta parametrato alle erogazioni liberali effettuate a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2018. Per poter beneficiare dell’agevolazione le liberalità devono essere erogate per interventi su edifici e terreni pubblici, sulla base di progetti presentati dagli enti proprietari, ai fini della bonifica ambientale, compresa la rimozione dell’amianto dagli edifici, della prevenzione e del risanamento del dissesto idrogeologico, della realizzazione o della ristrutturazione di parchi e aree verdi attrezzate e del recupero di aree dismesse di proprietà pubblica. Il credito d'imposta è altresì riconosciuto qualora le erogazioni liberali siano destinate ai soggetti concessionari o affidatari dei beni oggetto degli interventi.

     

    La misura del credito è pari al 65% delle erogazioni effettuate e deve essere ripartito in 3 quote annuali di pari importo. Inoltre, come per lo sport bonus, sono previsti dei limiti al beneficio fiscale, in quanto il credito d’imposta è riconosciuto:

    • alle persone fisiche e agli enti non commerciali nel limite del 20% del reddito imponibile;
    • ai soggetti titolari di reddito d’impresa nel limite del 10 per mille dei ricavi annui.

    Per i soggetti titolari di reddito d'impresa il credito di imposta è utilizzabile solo in compensazione e non rileva ai fini delle imposte sui redditi e dell'imposta regionale sulle attività produttive. Inoltre, non si applicano i limiti all’utilizzo in compensazione di 700 mila euro, di cui alla legge n. 388 del 2000, e quello annuale di 250 mila euro, di cui all’articolo 1, comma 53, della legge n. 244 del 2007.

     

    I soggetti beneficiari devono comunicare mensilmente al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare l’ammontare, la destinazione e l’utilizzo delle somme ricevute.

    Le novità del Codice del Terzo settore

    Il D.Lgs. n. 117/2017 (nuovo Codice del Terzo settore) modifica il sistema delle detrazioni e delle deduzioni per le erogazioni fiscali.

     

    L’art. 83 del Codice, infatti, prevede per le persone fisiche una detrazione pari al 30% delle liberalità effettuate a favore degli enti del terzo settore (ETS) per un importo non superiore a 30.000 euro per ogni periodo di imposta. Se però l’ente è un’organizzazione di volontariato, la detrazione è pari al 35% dell’importo versato. L’erogazione deve essere effettuata con un mezzo di pagamento tracciabile.

     

    In alternativa, è possibile dedurre dal reddito complessivo netto il 10% delle liberalità; in questo caso l’agevolazione è estesa anche ad enti e società. Se l’importo della deduzione è superiore al reddito, la parte non dedotta può essere computata in aumento dell'importo deducibile dal reddito complessivo dei periodi di imposta successivi, ma non oltre il quarto, fino a concorrenza del suo ammontare.

     

    Per poter fruire dell’agevolazione, però, l’ente beneficiario deve dichiarare la propria non commercialità contestualmente all’iscrizione presso il Registro Unico nazionale del Terzo settore (art. 45, D.Lgs. n. 117/2017).

     

    Il D.Lgs. n. 117/2017 (nuovo Codice del Terzo settore), all’art. 81 ha anche introdotto il cd. “Social Bonus”, ossia un credito d'imposta per le erogazioni liberali a favore degli enti del terzo settore, pari al:

    • 65% delle erogazioni effettuate da persone fisiche;
    • 50% delle erogazioni effettuate da enti o società.

    Il credito così determinato è riconosciuto a:

    • Le persone fisiche e enti non commerciali nella misura del 15% del reddito imponibile;
    • I titolari di reddito di impresa nella misura del 5 per mille dei ricavi annui.

    Le liberalità per le quali spetta l’agevolazione sono quelle effettuate a favore degli enti del terzo settore (ETS) che hanno presentato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali un progetto per sostenere il recupero degli immobili pubblici inutilizzati e dei beni mobili e immobili confiscati alla criminalità organizzata. Tali immobili devono essere utilizzati esclusivamente per lo svolgimento delle attività di cui all'art. 5 dello stesso Codice (attività di interesse generale) e con modalità non commerciali.

    Il credito è ripartito in tre quote annuali di pari importo, è utilizzabile tramite compensazione, non rileva ai fini delle imposte sui redditi e dell'IRAP e non è soggetto ai limiti previsti dall’art. 1, comma 53, L. n. 244/2007 e dall'art. 34 L. n. 388/2000. Il credito d’imposta non può essere cumulato con le altre agevolazioni fiscali.

    Gli ETS che ricevono tali erogazioni devono:

    • comunicare trimestralmente al Ministero del lavoro l'ammontare delle erogazioni liberali ricevute nel trimestre di riferimento;
    • comunicare, tramite il proprio sito web istituzionale e in un apposito portale gestito dal medesimo Ministero, l’ammontare delle liberalità, la destinazione e l'utilizzo delle stesse.

    Tuttavia, come sancito dal co. 7 dell’art. 81 del Codice per l’attuazione della norma bisogna attendere un prossimo Decreto ministeriale.

    Le novità si applicano a partire dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017 a:

    • Onlus;
    • Organizzazioni di volontariato;
    • APS

    Una volta che il registro unico del Terzo settore sarà operativo, le agevolazioni saranno estese a tutti gli ETS. 

     

    Si segnala che, in data 28 novembre 2017, è stato firmato un protocollo d’intesa tra il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc), l’Agenzia del demanio e l’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) in merito al Social Bonus. Tuttavia, si deve attendere un Decreto del Ministero del lavoro per le modalità attuative dell’agevolazione. Dal protocollo, comunque, emerge che l’assegnazione degli immobili agli ETS avviene sulla base di uno specifico progetto di recupero e di riqualificazione da presentare al Ministero stesso.

    Beneficiari

    Bisogna distinguere i principali destinatari delle erogazioni liberali e quali adempimenti essi debbano assolvere al fine di poter utilizzare tali somme e non far decadere dal beneficio il soggetto donante.

    Si precisa che con la riforma del Terzo settore (Legge n. 106/2016 e D.Lgs. n. 117/2017), sono state apportate alcune modifiche anche per quanto riguarda l’ambito soggettivo che però entreranno in vigore con l’entrata in vigore del registro unico nazionale degli enti del terzo settore (ETS). L’articolo 4 del D.Lgs. n. 117/2017 infatti, non tratta più di Onlus, ma di:

    • organizzazioni di volontariato;
    • associazioni di promozione sociale;
    • enti filantropici;
    • imprese sociali, incluse le cooperative sociali;
    • reti associative,
    • società di mutuo soccorso;
    • associazioni, anche non riconosciute;
    • fondazioni;
    • enti privati diversi dalle società;

    costituiti, senza scopo di lucro, per lo svolgimento di attività di interesse generale.

    Fintanto che le nuove disposizioni non entreranno in vigore, per le quali comunque si devono anche attendere numerosi decreti attuativi, valgono le precedenti regole, di seguito riportate.

     

    Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS)

     

    Le ONLUS devono essere iscritte nelle apposite anagrafi regionali gestite dalle Direzioni Regionali dell’Agenzia delle Entrate, ad eccezione delle c.d. ONLUS di diritto (iscritte presso i registri regionali nel caso di organizzazioni di volontariato, presso l’elenco gestito dal Ministero degli Esteri in caso di ONG, presso l’Albo delle società cooperative gestito dal Ministero dello Sviluppo economico tramite le Camere di Commercio in caso di cooperative sociali e consorzi di cooperative sociali).

    Relativamente alle erogazioni liberali, si deve distinguere tra quelle che il donante ha inserito tra gli oneri detraibili e quelle messe tra gli oneri deducibili.

    Nel primo caso sussistono solo i generici obblighi di rendicontazione, mentre nel secondo (in applicazione dell’art. 14, D.L. n. 35/2005) la norma condiziona l’agevolazione per il donante al rispetto di due condizioni fondamentali in capo al beneficiario, che deve:

    • tenere le scritture contabili che descrivano in maniera completa ed analitica tutte le operazioni intervenute nel corso del periodo di gestione;
    • redigere, entro 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio, un documento attestante la situazione patrimoniale, economica e finanziaria del periodo di gestione.

    In riferimento al primo presupposto, la Circolare n. 39/E del 19 agosto 2005 dell’Agenzia delle Entrate definisce i requisiti di:

    • completezza: precisa individuazione, per mezzo delle scritture contabili, di ogni fatto gestionale dell’ente tramite l’indicazione del numero d’ordine, della data, della natura dell’operazione, del valore, della modalità di versamento nonché dei soggetti coinvolti;
    • analiticità: redazione di scritture contabili attraverso distinte registrazioni, cioè senza effettuare raggruppamenti.

    Questi due requisiti sono rispettati in caso di corretta tenuta della contabilità ordinaria, come previsto dagli artt. 14 e segg., D.P.R. n. 600/1973.

    Il secondo presupposto si considera soddisfatto se il documento ha la forma di un bilancio composto da:

    • Stato Patrimoniale (con apposita distinzione tra attività istituzionale, accessoria, raccolta fondi e gestione del patrimonio finanziario);
    • Rendiconto Gestionale (con contenuti e connotati diversi da un Conto Economico, contiene l’indicazione delle tipologie e qualità delle risorse in entrata e in uscita);
    • Relazione sulla Gestione (che, quasi al pari di una Nota Integrativa, illustri le diverse voci di bilancio e fornisca agli stakeholder dell’ente utili informazioni in merito ai risultati della propria attività istituzionale).

    In ogni caso, restano fermi gli obblighi contabili per le ONLUS contenuti nel D.Lgs. n. 460/1997.

    Nel caso l’erogazione sia in natura, il beneficiario è obbligato a rilasciare al donante una ricevuta che descriva analiticamente e dettagliatamente i beni ed il loro valore.

    Nel caso si tratti di cessioni gratuite di beni, l’ONLUS deve inoltre rilasciare all’impresa donante una dichiarazione attestante l’impegno ad utilizzare direttamente i beni ricevuti in maniera conforme alle finalità istituzionali, e successivamente a realizzare l’effettivo utilizzo diretto.

    Per l'ipotesi di mancato rispetto degli obblighi contabili da parte del beneficiario, il donante decade dal beneficio della deduzione fiscale ed è punibile con una sanzione amministrativa (senza la maggiorazione del 200%).

    Nel caso la ONLUS abbia dichiarato caratteri solidaristici e sociali poi rivelatisi inesistenti, l’ente beneficiario ed i suoi amministratori sono solidalmente obbligati col soggetto donante per le maggiori imposte accertate e le sanzioni applicate.

     

    Associazioni di promozione sociale (APS)

     

    Esse devono essere iscritte nei registri (nazionale, regionale o provinciale) previsti dalla Legge n. 383/2000.

    Anche per le APS bisogna distinguere tra le erogazioni inserite dal donante tra gli oneri detraibili o tra quelli deducibili.

    Nel caso siano inserite tra gli oneri detraibili sussistono solo i generici obblighi di rendicontazione mentre, se l’APS è iscritta nel registro nazionale, nel caso le erogazioni siano inserite tra gli oneri deducibili si applicano le stesse disposizioni delle ONLUS.

    Nel caso l’erogazione sia in natura, il beneficiario deve rilasciare a chi dona una ricevuta con la descrizione analitica e dettagliata i beni ed il loro valore.

     

    Organizzazioni non governative (ONG)

     

    Non sono previsti particolari adempimenti per le erogazioni liberali ricevute, a parte i generici obblighi di rendicontazione.

    Siccome le ONG rientrano tra le ONLUS di diritto, nel caso l'erogante effettui la liberalità ai sensi dell’art. 14, D.L. n. 35/2005, per quanto riguarda gli adempimenti in capo al beneficiario, si rinvia a quanto sopra esposto relativamente alle ONLUS.

    Le ONG che al 28 agosto 2014 (entrata in vigore della L. n. 125/2014) possedevano i requisiti di idoneità richiesti per la qualifica di ONLUS, dovevano presentare istanza di iscrizione all’Anagrafe delle ONLUS per mantenere tale qualifica e ottenere le relative agevolazioni fiscali, così ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 22/E/2015.

     

    Enti del settore scientifico, culturale ed artistico

     

    In questa categoria i soggetti beneficiari si differenziano in base all'attività svolta e diverse sono anche le modalità di erogazione liberale nei loro confronti:

    • Per fondazioni ed associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro che svolgono attività in ambito scientifico, culturale e artistico, la norma prevede che le erogazioni liberali in denaro o in natura effettuate da contribuenti persone fisiche avvengano sulla base di un'apposita convenzione. Tale accorgimento non serve nel caso il donante sia un soggetto IRES.

      Tuttavia, in entrambi i casi esiste un vincolo di destinazione tale per cui le liberalità devono essere utilizzate per l’acquisto, la manutenzione, la protezione o il restauro di beni del patrimonio storico, artistico, demo-etno-antropologico, archeologico, archivistico o librario, oppure per l’organizzazione, anche a livello internazionale, di mostre, esposizioni, manifestazioni di rilevante interesse scientifico-culturale relative ai beni culturali, nonché per ricerche, studi e pubblicazioni effettuati a tale fine.

      Queste iniziative devono essere autorizzate dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che dovrà approvarne la previsione di spesa, il conto consuntivo e stabilire i tempi necessari al fine dell’utilizzo di tali erogazioni per gli scopi innanzi indicati da parte delle associazioni legalmente riconosciute, delle istituzioni e delle fondazioni; i termini possono essere prorogati una sola volta, per causa non imputabile al donatario.

      Il Ministero vigila infine sull’impiego di tali fondi e nel caso le somme non siano integralmente utilizzate nei termini previsti oppure vengano utilizzate in maniera non conforme rispetto al vincolo di destinazione, esse confluiscono nel fondo spese per le attività culturali programmate per l’anno seguente, per l'importo totale.

    • Per le donazioni a favore di fondazioni ed associazioni riconosciute aventi per scopo la ricerca scientifica, inserite dal contribuente tra gli oneri deducibili, gli adempimenti in capo al beneficiario sono quelli già esposti per le ONLUS.

    • Nel caso l’Ente no profit sia una fondazione o associazione legalmente riconosciuta per la realizzazione di programmi di ricerca scientifica nel settore della sanità, questi soggetti sono individuati con Decreto del Ministro della Salute. Il Ministro poi:

      - determina l’importo delle erogazioni deducibili per ciascun donante, fino a concorrenza delle somme allo scopo indicate;

      - definisce gli obblighi di informazione cui sono sottoposti i donanti ed i beneficiari;

      - vigila sull’impiego di tali somme;

      - comunica all’Agenzia delle Entrate l’elenco dei donanti e l’ammontare delle liberalità, entro il 31 marzo dell’anno successivo.

    • Nel caso che l’Ente no profit che percepisce l’erogazione in denaro sia una persona giuridica con sede nel Mezzogiorno che persegue esclusivamente finalità di ricerca scientifica, sono previsti solo i generici obblighi di rendicontazione.

    • Nel caso l’Ente no profit sia una fondazione o associazione legalmente riconosciuta senza scopo di lucro che svolge attività esclusivamente nel settore dello spettacolo, le erogazioni in denaro ricevute devono essere utilizzate per la realizzazione di nuove strutture, per la restaurazione di quelle già esistenti o per la produzione nei vari settori dello spettacolo.

      Se il percipiente non utilizza tali somme entro due anni dal ricevimento, esse confluiscono totalmente tra le entrate dello Stato.

    • Nel caso in cui l’Ente no profit sia una fondazione o associazione legalmente riconosciuta per lo svolgimento di compiti istituzionali nei settori dei beni culturali e dello spettacolo, i soggetti che possono beneficiare delle erogazioni liberali in denaro sono individuati con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali. Inoltre, il Ministro:

      - determina le quote assegnate ai beneficiari, a valere sulla somma allo scopo indicata;

      - definisce gli obblighi di informazione per donanti e beneficiari;

      - vigila sull’impiego di tali somme;

      - comunica all’Agenzia delle Entrate l’elenco dei donanti e l’ammontare delle liberalità, entro il 31 marzo dell’anno successivo.

      Qualora l’importo complessivamente erogato sia stato superiore rispetto alla somma allo scopo indicata o determinata, i beneficiari devono versare nelle case dello Stato il 37% della differenza tra la quota assegnata dal Ministero e la somma ricevuta.

    • Nel caso in cui l’Ente no profit sia un ente operante nel settore della tutela dei beni di interesse storico, artistico e paesaggistico, occorre distinguere tra:

      - organismi di gestione di parchi o riserve naturali o di altre zone soggette a tutela paesaggistica per i quali le erogazioni liberali devono essere effettuate per sostenere l’attività di conservazione, valorizzazione, studio, ricerca e sviluppo finalizzate al conseguimento delle finalità di interesse generale cui corrispondono tali ambiti protetti. I soggetti che possono beneficiare di queste donazioni sono individuati periodicamente con Decreto del Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare. È lo stesso Ministro a stabilire, a valere sulla somma a tal fine indicata, le quote da ripartire a ciascun ente. Qualora l’importo complessivamente erogato sia stato superiore rispetto alla somma allo scopo indicata o determinata, i beneficiari devono versare nelle casse dello Stato il 37% della differenza tra la quota assegnata dal Ministero e la somma ricevuta.

     

    Università, istituti scolastici ed istituti religiosi

     

    Le modalità di erogazione liberale per i soggetti appartenenti a questo settore sono molto diversificate:

    • erogazioni liberali verso enti di istruzione senza scopo di lucro finalizzata all'innovazione tecnologica, all'edilizia scolastica e all'ampliamento dell'offerta formativa;
    • erogazioni liberali a persone giuridiche che perseguono esclusivamente finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria, culto;
    • erogazioni liberali in denaro a istituti scolastici senza scopo di lucro finalizzate all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e all’ampliamento dell’offerta formativa;
    • erogazioni liberali sia a favore di ONLUS, delle iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da fondazioni, associazioni, comitati, ed enti individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri nei Paesi non appartenenti all’OCSE, ai sensi dell’art. 15, co. 1, lett. i-bis), T.U.I.R. per le persone fisiche e dell’art. 100, co. 2, lett. h), T.U.I.R. per le imprese;
    • erogazioni liberali in denaro a favore di istituzioni religiose;

    In evidenza: Erogazioni in denaro

    Nella Circolare n. 7/E/2017, l’Agenzia delle Entrate aveva chiarito che le erogazioni liberali a favore di istituti religiosi, per essere deducibili, dovevano essere effettuate con mezzi di pagamento tracciabili, escludendo quindi il contante. L’unica eccezione era rappresentata dalla Chiesa evangelica valdese, qualora il soggetto beneficiario avesse rilasciato una quietanza di pagamento su appositi stampati preintestati e numerati, dalla quale risultasse il numero progressivo dell’attestazione o certificazione, il cognome, nome e il comune di residenza del donante, l’importo e la causale dell’erogazione liberale.

    Con la Risoluzione n. 72/E/2017, è stato chiarito che la donazione in contanti può essere dedotta, anche se effettuata a favore di altri istituzioni religiose, qualora i decreti ministeriali di attuazione ne prevedano le stesse modalità di documentazione e, attualmente ciò si verifica per:

    • la Chiesa Cattolica Italiana;
    • l’Unione Cristiana Evangelica Battista d'Italia (UCEBI);
    • la Chiesa Evangelica Luterana in Italia;
    • l’Unione Comunità Ebraiche in Italia (UCEI).
    • erogazioni liberali in denaro a favore di università, fondazioni universitarie, istituzioni universitarie pubbliche, enti di ricerca pubblici, enti di ricerca sottoposti alla vigilanza del MIUR (compreso l’Istituto Superiore di Sanità e l’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro), nonché gli enti parco regionali e nazionali.

    In ogni caso, sia per donazioni effettuate da persone fisiche che da imprese, non sussistono particolari adempimenti in capo ai beneficiari, salvo gli obblighi generici di rendicontazione.

     

    In evidenza: La rendicontazione delle somme ricevute dagli Enti No Profit

    In mancanza di una disciplina relativa al corretto modo di valutazione ed iscrizione nel bilancio degli Enti no profit le liberalità, l’Agenzia per le ONLUS e la Commissione Aziende Non Profit del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti forniscono indicazioni utili.

    L’Agenzia per le ONLUS ha elaborato un documento contenente le linee guida e gli schemi per la redazione del bilancio d’esercizio degli Enti no profit.

    Al fine di fornire informazioni sull’attività delle particolari gestioni non lucrative, tale documento contiene specifiche regole che consentono di mettere in evidenza le caratteristiche distintive degli Enti no profit rispetto alle società commerciali.

    Al riguardo, l’Agenzia suggerisce la predisposizione di un bilancio composto da:

    • Stato Patrimoniale;
    • Rendiconto Gestionale;
    • Nota Integrativa.

    L’Agenzia ribadisce come in particolar modo nelle aziende non profit, in cui i diritti patrimoniali dei fondatori e dei partecipanti sono indeboliti, il patrimonio netto costituisca un fondo di scopo, quindi destinato a coprire il fabbisogno, per spesa corrente e d’investimento, per il raggiungimento delle finalità statutarie dell’ente.

    Proprio per evidenziare questa natura, gli incrementi e gli utilizzi del patrimonio netto possono essere contabilizzati usando due tecniche di rilevazione alternative:

    • imputazione a Stato Patrimoniale;
    • transito nel Rendiconto Gestionale.

    A tale riguardo, con riferimento alla valutazione e all’iscrizione delle liberalità, la Raccomandazione n. 2 della Commissione Aziende Non Profit del CNDCEC distingue le stesse tra quelle non vincolate e quelle vincolate.

    Le liberalità non vincolate erogate senza che il donatore (o un terzo) ne limiti l’utilizzo.

    In generale, sono erogazioni liberali di più soggetti, ciascuna di modesta entità, e risultano allocate nella raccolta fondi.

    In caso di contributi ordinari pervenuti da terzi senza vincoli e a titolo di liberalità è più opportuno il transito al Rendiconto Gestionale tra i proventi dell’esercizio in cui sono ricevuti o di quello in cui si acquisisce il diritto a riceverli, purché siano esprimibili in termini monetari.

    Secondo quanto consigliato dal CNDC, l’iscrizione avverrà nella classe 1) Proventi da attività tipiche, ed opportunamente classificata in base al soggetto erogante, oppure – se connessa ad una specifica operazione di raccolta fondi – nella classe 2) Proventi da raccolta fondi.

    Invece, le liberalità vincolate sono quelle che il donatore (o un terzo) assoggetta a vincoli che ne limitano l’utilizzo in modo temporaneo o duraturo, tramite vincoli di tempo o di scopo.

    Sulle modalità di iscrizione in bilancio di tali forme di donazioni esistono pareri differenti: infatti, l’Agenzia per le ONLUS ritiene che, in caso di donazioni di fondi vincolati o di donazioni di fondi patrimoniali non rientranti nella raccolta fondi, sia opportuna l’imputazione diretta al fondo patrimoniale di scopo (e tale soluzione risulta consigliata anche nel caso in cui la donazione abbia ad oggetto beni in natura), mentre il CNDC consiglia il transito di tali voci nel Rendiconto Gestionale, al pari delle liberalità non vincolate.

    In ogni caso, bisogna indicare in Nota Integrativa il trattamento contabile prescelto e le motivazioni che hanno condotto a tale decisione.

     

    I dati per la dichiarazione precompilata

    Il D.M. 30 gennaio 2018 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 6 febbraio 2018) prevede la possibilità di trasmettere i dati delle erogazioni liberali ricevute, ai fini della predisposizione da parte dell’Agenzia delle Entrate della dichiarazione precompilata.

    In primis, si evidenzia che il disposto ha carattere sperimentale e facoltativo, pertanto non rappresenta un obbligo per i soggetti riceventi; inoltre, si dovrà attendere un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che individuerà le modalità tecniche della trasmissione telematica delle informazioni.

    La trasmissione riguarda, almeno in questa fase iniziale, i dati relativi agli anni di imposta 2017, 2018 e 2019 e i seguenti soggetti:

    • Le Onlus ex art. 10, D.Lgs. n. 460/1997;
    • Le Associazioni di promozione sociale (APS) ex art. 7, L. n. 383/2000;
    • Le fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo la tutela, la promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico di cui al D.Lgs. n. 42/2004;
    • Le fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica.

    I dati da trasmettere riguardano le erogazioni liberali che danno diritto ad una deduzione o una detrazione dal reddito delle persone fisiche. A tal proposito, il decreto ricorda che a partire dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017, alle Onlus e alle APS si applicano le agevolazioni previste dall’articolo 83 del Codice del Terzo settore (D.Lgs. n. 117/2017), in luogo di quelle previste dalle altre disposizioni di legge, che verranno abrogate.

    beneficiari delle erogazioni, come sopra individuati, trasmettono:

    • L’ammontare delle liberalità effettuate tramite banca, ufficio postale o altro mezzo di pagamento tracciabile (es. carte di credito, di debito e prepagate), con l’indicazione dei dati identificativi dei soggetti eroganti;
    • L’ammontare delle liberalità restituite nell’anno precedente, con l’indicazione del soggetto a favore del quale è stata effettuata la restituzione e dell’anno nel quale è stata ricevuta l’erogazione rimborsata.

    L’art. 1 del D.M. 30 gennaio 2018, c. 5 specifica che in caso di errato adempimento non si applicano le sanzioni di cui all’art. 3, c. 5-bis del D.Lgs. n. 175/2014, tranne nel caso in cui l’errore determini un’indebita fruizione di agevolazioni da parte del soggetto erogante.

    Giurisprudenza d'interesse

    Le erogazioni liberali concesse dal datore di lavoro ai propri dipendenti allo scopo di incentivarne le dimissioni anticipate, sono soggette a tassazione separata, come stabilito dal T.U.I.R. e confermato dalla sentenza della Cassazione n. 22560 del 1° dicembre 2004.

     

    Sulla stessa lunghezza d'onda abbiamo anche la sentenza n. 125 del 10 maggio 2012 della CTP di Milano, che stabilisce che gli incentivi all'esodo erogati da una società ai propri dipendenti sono soggetti a tassazione.

     

    Relativamente alle erogazioni liberali effettuate al momento della costituzione, la sentenza n. 24 del 29 gennaio 2013 della CTP di Varese, ha sancito che è possibile usufruire della detrazione, ai fini delle imposte sul reddito, del finanziamento concesso a un ente no profit in sede di costituzione, dato che la liberalità non deve necessariamente essere attuata con atto di donazione, che presuppone l'esistenza della ONLUS, ma anche con qualsiasi atto giuridico consistente in una liberalità (che nel caso in specie permette alla ONLUS di iniziare ad operare).

     

    La CTP di Torino, con la sentenza n. 55 del 23 aprile 2012 ha stabilito che il reddito da lavoro dipendente è costituito dalle somme percepite nel periodo d'imposta a qualunque titolo; pertanto rientrano in questo ambito anche le erogazioni liberali.

    Esempi

     

    Esempio

    La società Brera S.r.l. con reddito complessivo pari ad euro 450.000,00 ha eseguito una erogazione liberale di euro 15.000,00, per l’anno xxxx, a favore di un’associazione legalmente riconosciuta, per la realizzazione di programmi di ricerca scientifica nel settore della sanità.

    Tale importo è totalmente deducibile dal reddito in quanto rientrante nel limite del 10% del reddito complessivo che è inferiore ad euro 700.000,00.

    Trattamento contabile

     

     

     

    xx.xx.xxxx

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    CE B)14

    SP C) IV 1)

     

     

     

     

    Erogazioni liberali

     

    a

     

     

     

    Banca

     

     

     

     

     

    15.000

     

     

     

     

    Esempio

    Nell’anno xxxx una persona fisica esegue una erogazione liberale in denaro per un importo pari ad euro 2.000,00, a favore di una fondazione. Tale importo è considerato come onere totalmente deducibile dal reddito complessivo in quanto risulta essere inferiore al 10% del reddito complessivo e comunque inferiore ad euro 70.000,00, annui.

    Per poter beneficiare della deduzione, il contribuente dovrà indicare tale importo nel modello REDDITI PF al quadro RP, nell’apposito rigo.

     

    Riferimenti

     

    Normativi

    Giurisprudenza

    Prassi

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