Bussola

Equitalia

07 Settembre 2017 |

Sommario

Inquadramento | Evoluzione storica della gestione della riscossione | Struttura del Gruppo Equitalia | Le “competenze” di EQUITALIA | Equitalia Servizi di Riscossione S.p.A. | Equitalia Giustizia | Dall'aggio agli oneri di riscossione | Contenzioso con Equitualia | Il ruolo di Equitalia nella rottamazione delle cartelle | Soppressione del Gruppo Equitalia e sostituzione con Agenzia delle Entrate - Riscossione | Riferimenti |

Inquadramento

 

Scheda in fase di aggiornamento autorale di prossima pubblicazione  

 

In Italia il sistema della riscossione dei tributi si basa fondamentalmente sul principio dell’autotassazione del contribuente. Tuttavia, si possono verificare dei casi in cui il sistema di autodeterminazione non funzioni o addirittura non sia affatto contemplato.
Quando si verificano queste ipotesi la riscossione viene perseguita mediante affidamento all’Agente di Riscossione, che fino al 30 giugno 2017 coincide con Equitalia S.p.A., già Riscossione S.p.A., oppure  in base al ruolo ed alla cartella esattoriale o ancora, a decorrere dal 1° ottobre 2011 e relativi ai periodi d'imposta in corso al 31  dicembre  2007 e successivi, ma solo per alcune tipologie di imposte, mediante i cd. accertamenti esecutivi.

 

Più specificatamente il Gruppo Equitalia S.p.A., società pubblica partecipata dall’Agenzia delle Entrate e dall’INPS operante su tutto il territorio nazionale ad eccezione della Sicilia, si occupa, prevalentemente, di: 

  • riscossione a mezzo ruolo: cioè quella effettuata sulla base della notifica di una cartella di pagamento o altro avviso quale ad esempio l’accertamento esecutivo e l’avviso di addebito. Inoltre, questa può essere: spontanea o coattiva.
  • riscossione non da ruolo (c.d. volontaria), ossia quella afferente i versamenti diretti, ad esempio la riscossione della tassa locale dei rifiuti solidi urbani (per i Comuni aderenti) o delle quote consortili dei consorzi.  

 

Il D.L. 22 Ottobre 2016 n. 193 ha previsto la sua soppressione a far data dal 1°  Luglio 2017 istituendo l’Agenzia delle Entrate – Riscossione alla quale sarà affidata l’attività di riscossione.

 

Evoluzione storica della gestione della riscossione

 

Nel corso del 2005 l’attività di riscossione, o in altri termini il servizio esattoriale, fino ad allora affidato ad una quarantina di soggetti privati costituiti principalmente da Banche è stato totalmente riformato. Infatti ai sensi dell’art. 3 del Decreto Legge 30 settembre 2005, n. 203 la titolarità della gestione della riscossione è stata assegnata all’Agenzia dell’Entrate con decorrenza 1° gennaio 2006 riportandola così in capo all’amministrazione pubblica dopo oltre 130 anni di appalti ai privati (Legge n. 192/1871 cd. “Legge Sella” che istituì il primo codice della riscossione).

 

Le motivazioni di questa scelta fatta allora si fondavano sostanzialmente sull’incrementare gli incassi derivanti dalla riscossione, mediante la ricerca di una migliore e più efficace gestione, e sulla possibilità di far controllare, da parte degli enti pubblici, l’intero iter tributario non relegandolo così, come era stato sino ad allora, alla sola azione accertatrice ma anche e soprattutto a quella dell’incasso vero e proprio.

Struttura del Gruppo Equitalia

Nel contesto sopra delineato, volto all’implementazione di un servizio esclusivo di riscossione in ambito nazionale, fatta eccezione per la Regione Sicilia, è stata dapprima costituita RISCOSSIONI S.p.A. divenuta poi dal marzo del 2007 EQUITALIA S.p.A. (soppressa dal 1 luglio 2017 a favore del nuovo ente Agenzia delle Entrate-Riscossione) il cui capitale era detenuto al 51% dall’Agenzia delle Entrate ed il restante 49% dall’Inps ciò in quanto la norma statutaria non prevedeva la possibilità di soci privati.

Per quanto riguarda invece la gestione, si faceva riferimento alle norme del codice civile afferenti alle società per azioni tradizionali con alcune “deroghe”, quali ad esempio, quella che impone che la nomina del presidente del collegio sindacale debba esser scelto tra i magistrati della Corte dei Conti.

Inoltre, all’Agenzia delle Entrate compete un’attività di coordinamento attraverso la preventiva approvazione degli ordini del giorno e delle delibere del consiglio di amministrazione.
In quest’ottica Equitalia “holding” aveva sotto forma di controllate/partecipate, società operative, sempre con l’eccezione della Sicilia, presenti su tutto il territorio nazionale, costituite anch’esse sotto forma di S.p.a che rappresentano di fatto i veri agenti della riscossione andando a svolgere detta attività per conto degli enti impositori.

 

Gli agenti territoriali della riscossione venivano coordinati dalla holding, che  dettava anche delle direttive volte ad una omogeneità operativa da parte delle partecipate. 

Pertanto, fino al 1° luglio 2013 il Gruppo Equitalia che inizialmente si componeva di 37 agenti della riscossione passati al 1° gennaio 2010 a 17 mediante operazioni straordinarie di fusione poteva essere così rappresentato:

 

Nel corso del 2010 a seguito di un riassetto societario avanzato dal consiglio di amministrazione è stato deliberato, trovando poi applicazione a decorrere per l’appunto dal 1° gennaio 2011, la riduzione a soli 3 agenti della riscossione (Equitalia Nord S.p.A.; Equitalia Centro S.p.A.; Equitalia Sud S.p.A.) oltre alle due società nate come spin-off del CNC denominate rispettivamente Equitalia Servizi S.p.A. e Equitalia Giustizia S.p.A.

 

 

 

Nel luglio 2013 Equitalia Servizi S.p.A. è stata incorporata dalla Equitalia S.p.A., assumendo il seguente organigramma:

 

 

 

Nel mese di ottobre 2015, con l’approvazione del piano di riassetto societario del Gruppo, è stata decisa la fusione per incorporazione di Equitalia Nord S.p.A, Equitalia Centro S.p.A. ed Equitalia Sud S.p.A. determinando la creazione, il 17 febbraio 2016 (operativa dal 1° luglio 2016), della Equitalia Servizi di Riscossione S.p.A.  con il compito di garantire uniformità nei processi di riscossione.

 

Alla luce di quanto sopra la struttura organizzativa del Gruppo  fino al 30 giugno 2017 era così rappresentato: 

 

Al fine di garantire imparzialitàtrasparenza e buon andamento come qualsiasi pubblica amministrazione,  ad ogni livello aziendale ed in tutte le società del gruppo erano state adottati sistemi di regole, strutture e strumenti in grado di assicurare i predetti fini, come ad esempio:

 

  • Il c.d. Modello 231 (D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231) volto alla prevenzione della commissione di reati attraverso l’individuazione di “aree di rischio” (per approfondimenti si rimanda alla bussola Modelli 231);
  • Nomina di un organismo di vigilanza per assicurare il funzionamento del modello 231;
  • Redazione di un codice etico per evidenziare i valori cui erano tenuti coloro che svolgevano le differenti attività di Equitalia (sia i soggetti interni che esterni);
  • Redazione con cadenza triennale del piano di prevenzione alla corruzione attraverso cui si analizza le attività a rischio corruzione e si individua le misure da adottare per prevenire, controllare e contrastare la corruzione e l’illegalità e nomina di un rappresentante per ciascuna società;
  • Redazione con cadenza triennale del programma per la trasparenza e l’integrità nel rispetto delle previsioni di cui al D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33 e nomina del rappresentante;
  • Adozione del sistema di gestione per la qualità nel rispetto della normativa UNI EN ISO 9001:2008;
  • Adozione di un regolamento interno per la tutela dei dati e del sistema informatico.

 

 

Le “competenze” di EQUITALIA

 

L’attività di Equitalia, disciplinata dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 e dal D.Lgs. 13 aprile 1999, n. 112, si esplicava principalmente nell’attività di riscossione coattiva su mandato di diversi Enti creditori (es. Inps, Agenzia delle Dogane, Agenzia delle Entrate, Comuni aderenti ecc.) che rilasciano i c.d. ruoli, vale a dire dei documenti dai quali risultano i dati identificativi del contribuente “moroso” nonché l’ammontare del debito.

 

Nel dettaglio l'attività di riscossione, può assumere la veste di:

  • riscossione non da ruolo (c.d. volontaria) in base alla quale l’Agente richiede il pagamento di un tributo al contribuente per conto dell’Ente creditore, non derivante da un precedente inadempimento, come invece accade per la riscossione “a mezzo ruolo”, ma semplicemente, sulla base di un avviso si richiede il versamento delle somme entro un certo termine decorso il quale si potrà tramutare in “iscrizione a ruolo”. Sono esempi di tale attività di riscossione l’avviso di pagamento della tassa sui rifiuti solidi urbani – che se non gestita autonomamente dal Comune o affidata da quest’ultimo a soggetti terzi, era svolta da Equitalia sulla base dei precedenti accordi (si ricorda che dal 1997 ai Comuni è stata data facoltà di operare autonomamente) fino al 31 Dicembre 2016 come previsto dall’art. 18 D.L. 24 giugno 2016, n. 113 – l’avviso di pagamento delle quote consortili dei consorzi.
  • riscossione a mezzo ruolo (c.d. coattiva) in base alla quale l’Ente ricevuta una cartella di pagamento o altro avviso quale ad esempio l’accertamento esecutivo e l’avviso di addebito attivava le procedure di incasso dei tributi non pagati dal contribuente titolare del debito.

 

 

A questo fine, Equitalia aveva l'onere di:

  • iscrivere ipoteca sui beni immobili del debitore e dei suoi co-obbligati;
  • iscrivere fermo amministrativo dei beni mobili registrati (es. autovetture);
  • procedere all’espropriazione forzata (pignoramento) dei beni immobili, dei beni mobili e dei crediti presso terzi (es. stipendi);
  • effettuare ogni altra azione esecutiva, cautelare o conservativa che l’ordinamento attribuisce in genere al creditore.

 

  In evidenza: solleciti per debiti inferiori a € 1.000,00

L’art. 1 c. 544, L. 24 dicembre 2012, n. 228  ha previsto che l’Agente di riscossione non possa porre in essere azioni cautelari ed esecutive contro i contribuenti inadempienti per importi inferiori a € 1.000,00 se non prima siano trascorsi 120 giorni dall’invio di un sollecito, anche per posta ordinaria.

A contrario, per importi superiori non è obbligatorio e nel caso fosse, comunque inviata non si dovrebbe attendere alcun termine per agire coattivamente.

 

 

Equitalia attraverso l’utilizzo di diverse banche dati e fonti informative poteva verificare i beni sui quali agire, ad esempio attraverso:

  • l’applicativo “ARCO” (Ausilio della riscossione coattiva) reso disponibile dall’Agenzia delle Entrate acquisisce dall’Anagrafe tributaria informazioni usi beni dei contribuenti;
  • la banca dati del Catasto e del Servizio di pubblicità immobiliare al fine di verificare la titolarità e consistenza degli immobili riconducibili al contribuente;
  • lo scambio dati telematici con il PRA (Pubblico registro automobilistico) per verificare la titolarità dei veicoli registrati all’Anagrafe tributaria;
  • accesso, ispezione e verifica dei libri contabili, a volte con l’ausilio della Guardia di Finanza, per acquisire ulteriori elementi che potrebbero consentire l’identificazione di altri beni su cui poter agire.

 

 

Equitalia Servizi di Riscossione S.p.A.

 

Equitalia Servizi di riscossione S.p.A. è stata fino al 30 giugno 2017 una società del Gruppo Equitalia, partecipata al 100% da Equitalia S.p.A. a socio unico, con capitale sociale di euro 10.000.000,00, nella quale erano concentrate le attività degli agenti della riscossione, attraverso la fusione per incorporazione di Equitalia Nord SPA, Equitalia Centro SPA e Equitalia Sud SP, a decorrere dal 1° luglio 2016

 

Tale operazione di fusione ha avuto come obiettivo quello di riunire la gestione della riscossione all’interno di un unico soggetto giuridico a livello nazionale (con esclusione della regione Sicilia), al fine di raggiungere miglioramenti in termini di semplificazione ed efficacia dei processi gestionali e produttivi,  rafforzando l’identità di gruppo, con la massima attenzione alla relazione con il contribuente.

 

 

 

Modalità di notificazione

PEC

Obbligatoria per le cartelle inviate ad imprese individuali, società, professionisti iscritti ad albi o elenchi.

Facoltativa per le persone fisiche dotate di indirizzo di posta elettronica certificata che ne fanno richiesta a far data da Giugno 2016.

Ufficiali della riscossione

 

Notifica tradizionale direttamente al destinatario o a persone autorizzate dalla legge. In assenza di tali soggetti, la notifica potrà avvenire mediante “irreperibilità relativa” (deposito presso il Comune, affissione di un avviso di avvenuto deposito presso l’indirizzo di notifica del destinatario, trasmissione di una raccomandata).

Messi notificatori

Servizio postale

Notifica dell’atto tramite raccomandata con ricevuta di ritorno

 

 

 

Equitalia Giustizia

 

Equitalia Giustizia è l'unica società del Gruppo Equitalia, a non essere stata sciolta insieme alle altre come prevede il D.L. 193/2016.

Equitalia Giustizia S.p.A. gestisce:

  • sulla base dell’art. 2 del D.L. n. 143/2008 (convertito dalla legge n. 181/2008), il Fondo Unico Giustizia, istituito dall’art. 61, comma 23, del D.L. n. 112/2008 (convertito dalla Legge n. 133/2008) ed alimentato principalmente con i proventi dei sequestri;
  • in attuazione dell’art. 1, commi 367 ss., della Legge n. 244/2007 e sulla base di una convenzione con il Ministero della Giustizia, i crediti di giustizia di cui al D.P.R. n. 115/2002 (testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia).

 

 

In particolare, Equitalia Giustizia, sulla base della documentazione trasmessa dagli uffici giudiziari, deve:

  • acquisire i dati anagrafici dei debitori;
  • quantificare ed iscrivere a ruolo il credito.

 

Le modalità di svolgimento del servizio sono regolate da una convenzione con il Ministero della Giustizia, sottoscritta il 23 settembre 2010, che prevede un piano progressivo di attivazione dei vari distretti giudiziari. 
Ad Equitalia Giustizia è riconosciuto un compenso stabilito nella misura del 5% (D.M. 20 aprile 2012) dell’utile annuo della gestione finanziaria del FUG (Fondo unico giustizia).

Dall'aggio agli oneri di riscossione

 

L’art. 17 del D.Lgs. n. 112/1999, prima delle modifiche di cui all’art. 9 D.Lgs. n. 159/2015, stabiliva che l’attività degli agenti di riscossione, venisse remunerata mediante un compenso definito “aggio” stabilito nella misura del 9%.

Come noto detto aggio gravava in relazione al momento in cui si manifestava il pagamento in tutto o in parte in capo al debitore.

 

Infatti, se il pagamento del debito iscritto a ruolo avveniva entro i 60 giorni dalla notifica della cartella l’onere incideva in misura del 4,65% (4,08% dal 1° Gennaio 2013) ed il restante 4,35% (3,92% dal 1° Gennaio 2013) restava in capo all’ente creditore. Viceversa qualora il pagamento fosse stato eseguito successivamente al 60 giorno l'aggio ricadeva totalmente in capo al debitore.

 

Chiaramente in tutti i casi in cui l’iscrizione a ruolo non derivava da inadempimento l’aggio restava totalmente a carico dell’ente creditore.

 

Con le novità introdotte dall’art. 9, D.Lgs. n. 159/2015, che hanno totalmente rinnovato il sopracitato art. 17, l’aggio di riscossione è stato sostituito con gli “oneri di riscossione ed esecuzione” il cui ammontare varia in funzione ai costi di funzionamento del servizio che dovranno essere pubblicati annualmente.

 

Dal 1° Gennaio 2016, tali compensi sono fissati nella misura del 6% dei suddetti costi e saranno a carico sia dell’ente creditore che del contribuente nella misura de 50% se il pagamento è eseguito entro 60 gg dalla notifica della cartella, se successivo sarà totalmente a carico del contribuente.

Contenzioso con Equitualia

 

 

Come qualunque avviso notificato dalle Amministrazioni fiscali (intese in senso lato) anche gli atti di riscossione potranno essere oggetto di contestazione ad opera del contribuente se lo ritiene errato in tutto o in parte, o comunque presenti dei vizi formali o sostanziali.

 

Il contribuente, infatti, potrà:

  • richiedere l’annullamento totale o parziale in autotutela, che si ricorda non sospende i termini di pagamento né di presentazione del ricorso (per maggiori dettagli si veda la Bussola Autotutela);
  • presentare ricorso i cui termini e l’autorità competente variano in funzione della tipologia di debito  e vizio cui si riferisce la cartella (per maggiori dettagli si veda la Bussola Ricorso);
  • presentare, se la controversia non è superiore a € 20.000, reclamo/mediazione ex art. 17 bisD.Lgs. n. 546/1992 cosi come modificato dall’art. 9, lett. l), D. Lgs. n. 156/2015 (per maggiori dettagli si vedano la Bussola Reclamo e la Bussola Mediazione);
  • richiedere la sospensione legale.

 

In sintesi si riportano i termini e le autorità competenti per i principali crediti in contestazione nelle cartelle:

 

Oggetto

Termini

Autorità

Tasse/Imposte

60 gg (art. 21, D.Lgs. n. 546/1992)

Commissione Tributaria Provinciale

Contributi per prestazioni previdenziali ed assistenziali

Vizi sostanziali - 40 gg (art. 24, D.Lgs. n. 46/1999)

 

Tribunale ordinario sezione lavoro

Vizi Formali – 20 gg (art. 617 c.p.c.)

Violazione del codice della strada

Vizi sostanziali per omessa notifica – 30 gg (art. 6, D.Lgs. n. 150/2011)

 

Tribunale ordinario  (per vizi sostanziali le cui sanzioni sono di importo inferiore a € 15.493 l’autorità competente è Il Giudice di pace)

Vizi sostanziali per inesistenza del diritto a procedere – nessun termine previsto (art. 615 c.p.c.)

Vizi formali – 20 gg (art. 617 c.p.c.)

 

 

In ogni caso il contribuente non potrà ricorrere, in quanto non sono atti impugnabili, avverso:

  • il sollecito di pagamento;
  • comunicazione di avvenuta presa in carico di un avviso di accertamento esecutivo.

 

 

A contrario sono impugnabili:

  • la cartella esattoriale;
  • il preavviso di fermo;
  • la comunicazione preventiva di ipoteca;
  • intimazione di pagamento.

 

 In evidenza: condanna per lite temeraria

La Corte di Cassazione con sentenza del 22 Dicembre 2015 n. 25852 ha condannato Equitalia per lite temeraria in quanto fondava la sua pretesa (nel caso di specie di insinuazione al passivo) su dati palesemente infondati.

 

Il ruolo di Equitalia nella rottamazione delle cartelle

 

Il D.L. 22 Ottobre 2016 n. 193, pubblicato nella G.U. 24 Ottobre 2016 n. 249, ha previsto all’art. 6 una “definizione agevolata” per i ruoli affidati, tra gli altri, ad Equitalia, nel periodo intercorrente tra il 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2016, in base alla quale i contribuenti “morosi” avrebbero potuto sanare la propria posizione versando esclusivamente il tributo omesso, l’aggio e gli interessi restando, quindi, esclusi:

  • le sanzioni;
  • gli interessi di mora;
  • ogni altro elemento indicato in cartella e non contemplato tra i precedenti.

 

LA ROTTAMAZIONE

Ambito Oggettivo

Ambito soggettivo

  • IRPEF;
  • IRES;
  • IVA;
  • IMU;
  • TASI;
  • TARI contributi previdenziali ed assistenziali;
  • interessi sulle sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada;
  • contributi di bonifica.
  • Persone fisiche;
  • Imprenditori;
  • Società di persone;
  • Società di capitali;
  • Contribuenti soggetti a procedure concorsuali, per i quali gli importi pegati in sede di definizione agevolata saranno considerati “crediti prededucibili” (ex artt. 111 – 111-bis R.D. 16 marzo 1942 n. 267);
  • Contribuenti che rinunciano al contenzioso in corso;
  • Contribuenti che hanno avuto accesso alla dilazione della cartella di pagamento;
  • Contribuenti soggetti alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento, ai sensi della L. 27 gennaio 2012, n. 3 capo II sez. I.

 

Il contribuente per accedere alla procedura doveva presentare entro il 21 aprile 2017 (termine prorogato dall’art. 1 D.L. 36/2017, prima il termine era fissato al 31 marzo 2017) una domanda in base al modello reperibile sul sito dell’Agente della riscossione, nella quale indicare i ruoli/avvisi per i quali era richiesta l’agevolazione, impegnandosi a pagare in un’unica soluzione o in massimo 5 rate secondo le scadenze seguenti:

 

a) le prime 3 rate della dilazione, nell’anno 2017, rispettivamente nei mesi di lugliosettembre e novembre, di ammontare totale dovrà essere pari almeno al 70% delle somme dovute;

b) le ultime 2 rate della dilazione, nell’anno 2018, rispettivamente nei mesi di aprile e settembre, di ammontare totale dovrà essere pari al restante 30% delle somme dovute.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Entro il 15 giugno 2017 (termine prorogato dal precedente 31 maggio) l’Agente della riscossione doveva rispondere ai contribuenti richiedenti l'agevolazione comunicando:

  • L’ammontare complessivo delle somme dovute;
  • La data di scadenza dell’unica o delle singole rate (ed il relativo ammontare).

 

Il pagamento potrà avvenire attraverso:

  • la domiciliazione su un conto corrente indicato dal contribuente nel modello;
  • bollettini precompilati inoltrati dall’Ufficio insieme alla comunicazione di accettazione;
  • direttamente agli sportelli dell’agente della riscossione.

 

L’accesso alla procedura come anzi detto è consentita anche a quei contribuenti che:

  • avevano richiesto una rateizzazione;
  • sono decaduti da una rateizzazione;
  • avevano impugnato l’atto presso gli organi competenti (in tale caso dovranno rinunciare al ricorso);
  • sono soggetti a procedure concorsuali.

 

Relativamente al caso del contribuente in pendenza di una dilazione di pagamento precedentemente accordata, la norma richiede al fine di poter accedere alla procedura che il soggetto sia in regola con tutti i pagamenti in scadenza nel periodo compreso tra il 1° ottobre 2016 ed il 31 dicembre 2016, la “rottamazione” riguarderà esclusivamente le somme residue da pagare considerando “acquisite” a titolo definitivo le somme versate a titolo di sanzione, interessi di mora e dilazione fino a tale data (in altri termini, non potranno essere richiesti a rimborso).

 

Sembra opportuno precisare che la regolarità dei pagamenti nel periodo anzidetto non è richiesta per quei soggetti decaduti nel periodo precedente e che non hanno richiesto, o ottenuto, la riammissione.

 

In evidenza: possibilità di tornare indietro dopo aver presentato la domanda?

Se da un lato il comma 2 dell’art. 6 prevede che la presentazione della domanda all’Agente della riscossione manifesta la volontà del contribuente ad aderire alla definizione agevolata, evidenziando indirettamente un’impossibilità di poter ripensare alla scelta fatta e di conseguenza decadere dalla possibilità di poter usufruire della rateizzazione “normale” in caso di mancato pagamento dell’unica rata, o una (o più), in caso di rateazione; dall’altro il comma 8 del medesimo articolo, che disciplina il caso di “rottamazione” da parte di contribuenti che hanno già attiva una dilazione dei pagamenti, disponendo alla lettera c) che “il pagamento della prima o unica rata delle somme dovute ai fini della definizione determina, limitatamente ai carichi definibili, la revoca automatica dell'eventuale dilazione ancora in essere precedentemente accordata dall'agente della riscossione” sembra, in un certo senso, consentire al contribuente un ripensamento.

 

Infatti, in tale caso, si potrebbe ritenere che non è sufficiente la presentazione della domanda per manifestare con certezza la volontà del “debitore” di aderire alla definizione agevolata bensì sembrerebbe necessario il pagamento della prima, o unica, rata.

Se la suddetta interpretazione è corretta, allora, il contribuente non perderebbe il diritto di proseguire con la precedente rateazione se non paga entro la prima scadenza quanto richiesto dall’ufficio. 

Sul punto l’Agenzia delle Entrate con la Circolare 2/E/2017 ha chiarito che “laddove al 24 ottobre 2016 - data di entrata in vigore della norma - era in essere un piano di dilazione …., si conservi la possibilità di riprendere il versamento dilazionato in caso di mancato perfezionamento della definizione…”.

 

L’Ufficio richiamando le disposizioni di cui all’art. 6 continua evidenziando che “…sono ammessi alla definizione agevolata anche i debiti oggetto di piani rateali in essere alla data di entrata in vigore della norma purché risultino adempiuti i versamenti con scadenza fino al 31 dicembre 2016 …” e “…a seguito della presentazione della dichiarazione di adesione, i pagamenti relativi alle rate con scadenza successiva al 31 dicembre 2016 sono sospesi fino a luglio 2017…” se a tale data il debitore:

  • avrà correttamente effettuato il pagamento della prima o unica rata, si determinerà la revoca automatica della dilazione;
  • non avrà correttamente effettuato il pagamento in unica soluzione o della prima rata, si determinerà l’inefficacia della definizione e il debito non potrà essere nuovamente rateizzato ma “potrà, tuttavia, riprendere - sempre a luglio - i versamenti relativi alla precedente dilazione in essere alla data del 24 ottobre 2016 in quanto non oggetto di revoca automatica”.

 

Se alle scadenze (o alla scadenza, nel caso di pagamento in un‘unica soluzione) indicate dall’Ufficio il contribuente non adempie al proprio dovere versando l’importo richiesto decadrà automaticamente dalla “rottamazione”, comportando:

  • la perdita di ogni diritto a richiedere una nuova rateazione secondo le tradizionali regole;
  • l’impossibilità ad una riammissione;
  • sarà nuovamente possibile per l’ufficio porre in essere azioni cautelari.

 

In evidenza: carichi affidati ma non notificati

Il comma 3-ter dell’art. 6 D.L. 193/2016 introdotto in sede di conversione dalla L. 225/2016 ha previsto che l’Agente della riscossione entro il 28 febbraio 2017 con posta ordinaria comunichi al contribuente/debitore tutti i carichi che affidatigli alla data del 31 dicembre 2016 per i quali non risulta ancora notificata la cartella di pagamento o comunque non risulta inviata l’informazione di cui all’art. 29 c. 1 lett. b) D.L. 78/2010 o l’avviso di addebito ex art. 30 c. 1 D.L. 78/2010.

 

In ogni caso il contribuente ha la possibilità di richiedere il proprio “estratto dei ruoli debitori” agli sportelli di Equitalia e dal 28 marzo 2017 anche agli sportelli dell’Agenzia delle Entrate.

 

Soppressione del Gruppo Equitalia e sostituzione con Agenzia delle Entrate - Riscossione

 

Il D.L. 22 Ottobre 2016, n. 193, convertito con modificazioni dalla Legge 1° dicembre 2016, n. 225 (in SO n. 53, relativo alla G.U. 02/12/2016, n. 282), all’art. 1 ha previsto che a decorrere dal 1° luglio 2017 l’intero gruppo Equitalia sarà scioltofatta eccezione di Equitalia Giustizia che continuerà ad occuparsi della gestione del Fondo unico Giustizia, di conseguenza non sarà possibile eseguire alcun tipo di assunzione di nuovo personale con contratto di lavoro subordinato a far data dall’entrata in vigore dell’anzidetto decreto (24 Ottobre 2016) si veda anche il Comunicato stampa Equitalia del 30 giugno 2017.

 

Entro Luglio l’Agenzia delle Entrate acquisterà, al valore nominale, le azioni di Equitalia S.P.A. detenute dall’INPS, e il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) acquisterà le azioni di Equitalia Giustizia S.P.A..

 

Con tale soppressione l’attività di riscossione ritornerà nella gestione dell’Agenzia delle Entrate attraverso la costituzione di un nuovo Ente denominato “Agenzia delle Entrate – Riscossionesottoposto aalla vigilanza ed indirizzo del MEF.

 

Il nuovo “agente della riscossione”:

  • dovrà operare secondo i principi di trasparenza e pubblicità;
  • subentrerà in tutti i rapporti giuridici, anche giuridici, di Equitalia;
  • avrà un autonomia patrimoniale, organizzativa, contabile e gestionale;
  • per stare in giudizio potrà avvalersi del Patrocinio dell’Avvocatura dello Stato, o dell'assistenza dei propri dipendenti, o anche degli avvocati del libero foro.

 

L’art. 3 D.L. 193/2016 ha previsto, che a decorrere dal 1° gennaio 2017, il nuovo Agente della riscossione potrà utilizzare, al fine di reperire notizie sui contribuenti “morosi”, le banche dati e tutte le informazioni cui è autorizzata ad accedere, da specifiche disposizioni di legge, l’Agenzia delle Entrate per le sue verifiche e di ottenere informazioni circa i rapporti di lavoro dei contribuenti accedendo telematicamente alle banche dati dell’INPS al fine di rendere più celere l’esercizio di azioni come il pignoramento dello stipendio.

 

 

L’Agenzia delle Entrate – Riscossione sarà regolato da uno Statuto, approvato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, il quale individuerà:

  • le funzioni e le competenze degli organi;
  • i criteri di determinazione dei corrispettivi per i servizi prestati a soggetti pubblici/privati;
  • le procedure ed i casi di consultazione pubblica sugli atti di rilevanza generale.

 

Relativamente al personale in servizio, con contratto a tempo indeterminato, nel Gruppo Equitalia passerà alle dipendenze del nuovo ente della riscossione previa ricognizione delle competenze possedute, al fine di garantire una collocazione coerente e funzionale alle esigenze dell'Ente.

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