Bussola

Elenchi INTRASTAT

Sommario

Inquadramento | Soggetti obbligati | Periodicità e presentazione degli elenchi | Modalità di presentazione e delega | I modelli e la loro struttura | Contenuto degli elenchi | L'intervento del Decreto Semplificazioni e le novità del Decreto 193/2016 | Sanzioni e ravvedimento operoso | Fac-simile Elenchi INTRASTAT | Elenchi INTRA 12 | Elenco INTRA 13 | Riferimenti |

Inquadramento

 

Il comma 6, art. 50, D.L. n. 331/1993, stabilisce che, dal 1° gennaio 1993, i contribuenti che effettuano operazioni intracomunitarie devono presentare agli Uffici doganali gli elenchi riepilogativi delle cessioni e degli acquisti intracomunitari di beni effettuati e registrati.

Tuttavia, per effetto delle Direttive comunitarie n. 2008/87/CE e n. 2008/117/CE, recepite in Italia dal D.Lgs. 12 febbraio 2010, n. 18, a partire dal 1° gennaio 2010 devono essere compresi negli elenchi anche alcune prestazioni di servizi rese o ricevute nei confronti di soggetti passivi comunitari.

 

L’obbligo di presentazione degli elenchi INTRA riguarda, quindi:

  • le cessioni intracomunitarie di beni mobili;
  • gli acquisti intracomunitari di beni mobili (non più prevista dal 2018);
  • le prestazioni di servizi rese a soggetti passivi comunitari;
  • le prestazioni di servizi ricevute da soggetti passivi comunitari (non più prevista dal 2018).

 

In evidenza: prestazioni di servizi

A decorrere dal 2010, le prestazioni di servizi generiche, di cui all’art. 7-ter, D.P.R. n. 633/1972, rese o ricevute da soggetti comunitari devono essere indicate nei modelli INTRA, tranne nel caso in cui queste siano esenti o non imponibili IVA nel paese del committente e siano prestazioni indicate negli articoli 7-quater e 7-quinquies. Inoltre, non devono essere indicate le prestazioni di servizi da o verso soggetti extra comunitari, anche se identificati nella UE, che non abbiano nella Comunità né la sede principale né una stabile organizzazione.

 

A seguito dell’introduzione della comunicazione trimestrale delle fatture emesse e ricevute prevista dal D.L. n. 193/2016, non saranno più da presentare gli elenchi INTRASTAT relativi agli acquisti intracomunitari di beni né quelli relativi alle prestazioni di servizi ricevute, sempre comunitarie, di cui, rispettivamente, al modello INTRA-2 bis e INTRA-2 quater (art. 4 co. 4 lett. b del D.L. 193/2016). L’art. 50, comma 6, D.L. n. 331/1993 rimane applicabile per la parte relativa alle cessioni di beni intracomunitari nonché alle prestazioni di servizi.  

Infatti, la comunicazione trimestrale delle fatture emesse e ricevute raccoglie una serie di informazioni che attualmente sono sparse in varie tipologie di comunicazioni, tra le quali, appunto, gli elenchi INTRASTAT sopra menzionati,da qui l’esigenza di semplificare.

La disposizione abrogativa degli Elenchi INTRASTAT decorreva dal 1° gennaio 2017tuttavia è intervenuto pochi mesi dopo il cd. Decreto Milleproroghe , D.L. 244/2016, con l’art. 13 commi da 4-ter a 4 quinquies, che ha rivisto la decisione del D.L. n. 193/2016prorogandola di un anno, perciò tornano, sino al 31 dicembre 2017, gli obblighi di comunicazione dei dati relativi agli acquisti intracomunitari di beni e delle prestazioni di servizio ricevute da soggetti stabiliti in altro Stato membro dell’Unione Europea.

 

Sono, inoltre, previste nuove disposizioni che avranno decorrenza a far data dal 1° gennaio 2018; nello specifico:

  • la presentazione degli elenchi riepilogativi all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è effettuata anche per finalità statistiche;
  • gli obblighi di presentazione non riguardano più anche gli elenchi riepilogativi delle prestazioni di servizi;
  • i soggetti identificati ai fini dell’applicazione della disciplina sulla territorialità dell’IVA (enti, associazioni e organizzazioni, anche quelli non soggetti passivi, identificati ai fini IVA) presentano solo l’elenco riepilogativo degli acquisti intracomunitari (e quindi non più l'elenco riepilogativo delle prestazioni di servizi ricevute da soggetti passivi stabiliti in un altro Stato membro dell'Unione Europea);
  • si affida a un provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate, di concerto con il Direttore dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e d'intesa con l'Istituto Nazionale di Statistica la definizione di significative misure di semplificazione degli obblighi comunicativi dei contribuenti. (da emanarsi entro 90 giorni dal 1° marzo 2017 e con effetti dal 1° gennaio 2018), col fine anche di evitare duplicazioni. Esso prevedrà, in particolare, che il numero dei soggetti obbligati all'invio degli elenchi riepilogativi sia ridotto al minimo, e comunque con obblighi informativi inferiori rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente e nel rispetto della normativa dell'Unione Europea. 

 

Con il Comunicato Stampa del 16 marzo 2017 l’Agenzia delle Entrate informava che a partire dagli adempimenti relativi al mese di febbraio 2017, occorre far riferimento ad un mutato quadro giuridico dato dall’entrata in vigore della L. 27 febbraio 2017 n. 19, di conversione del decreto Milleproroghe, che ha determinato la proroga degli obblighi Intrastat vigenti alla data di entrata in vigore del D.L. n. 193/2016 e, dunque, il ripristino dell’obbligo per il 2017 di comunicazione dei dati fiscali mensili e trimestrali, oltre che dei dati statistici per i contribuenti mensili, cioè di comunicazione degli elenchi acquisti (INTRA2) mensili e trimestrali di beni e servizi. In occasione dell’anzidetto comunicato, è stato previsto che, causa ristrettezza dei tempi, eventuali ritardi di trasmissione, rispetto alla scadenza di fine marzo, non sarebbero stati sanzionati.

Il citato Provvedimento di semplificazione di Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Istat è stato emanato il 25 settembre 2017 con prot. n. 194409.

 Le semplificazioni riguardano:

  • il modello INTRA 2-bis, relativo agli acquisti di beni: questi elenchi con riferimento a periodi mensili restano obbligatori, solo ai fini statistici, per i contribuenti per i quali l'ammontare totale trimestrale di detti acquisti sia, per almeno uno dei quattro trimestri precedenti, uguale o superiore a 200.000 euro. Per gli altri contribuenti l'obbligo di comunicazione non sussiste;
  • il modello INTRA 2-quater, relativo agli acquisti di servizi: tali elenchi mensili sopravvivono, a soli fini statistici, qualora l'ammontare totale trimestrale di detti acquisti sia, per almeno uno dei quattro trimestri precedenti, uguale o superiore a 100.000 euro. Nel caso in cui questi limiti non fossero raggiunti, il modello Intra 2 quater non deve essere presentato. Inoltre nella compilazione del campo “Codice Servizio” occorre far riferimento al quinto livello della classificazione dei prodotti associati alle attività (CPA);
  • il modello INTRA 1-bis, relativo alle cessioni di beni: per tali elenchi permane l'obbligo di presentazione, ma l'informazione statistica per i soggetti mensili diviene facoltativa se in alcuno dei quattro trimestri precedenti hanno realizzato cessioni intracomunitarie di beni per un ammontare trimestrale uguale o superiore a 100.000 euro;
  • il modello INTRA 1-quater, relativo ai servizi resi: rimane obbligatorio, tuttavia la semplificazione riguarda il livello di dettaglio richiesto nella compilazione del campo “Codice Servizio”, per cui occorre far riferimento al quinto livello della classificazione dei prodotti associati alle attività (CPA).

 

 

La verifica in ordine al superamento della soglia va effettuata distintamente per ogni categoria di operazioni. Vale a dire che il superamento della soglia per una singola categoria non incide sulla periodicità relativa alle altre tre categorie di operazioni (ad esempio, se nel corso di un trimestre un soggetto passivo ha realizzato acquisti intracomunitari di beni pari a 300.000 euro e, nel medesimo periodo, ha ricevuto servizi intracomunitari per 10.000 euro, sarà tenuto a presentare mensilmente l’elenco riepilogativo dei soli acquisti intracomunitari di beni, e non quello dei servizi intracomunitari ricevuti).

 

Le disposizioni del Provvedimento prot. n. 194409/2017 si applicano agli elenchi riepilogativi con periodo di riferimento decorrente dal 1°gennaio 2018.

Con la determinazione protocollo n. 13799/RU, dell’8 febbraio 2018, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha pubblicato le nuove istruzioni per la compilazione degli elenchi riepilogativi Intrastat.

Il Provvedimentostabilisce che a partire dagli acquisti di beni effettuati da gennaio 2018, per i soggetti diversi da quelli obbligati alla presentazione solo per fini statistici, la compilazione della relativa sezione è facoltativa. Si tratta di una novità rispetto al provvedimento 194409/2017, il quale prevedeva l’eliminazione dell’adempimento e non la sua facoltà.

Inoltre alcune semplificazioni riguardano la compilazione del campo “codice servizio”. Si prevede la possibilità di indicare il servizio limitandosi al quinto livello del codice anziché i sei previsti dalla tabella dei codici delle prestazioni dei servizi.

Con riferimento ai modelli rettificativi INTRA 2 acquisti e servizi, l’Agenzia delle Dogane stabilisce che tale sezione deve essere obbligatoriamente compilata per le rettifiche degli elenchi riferiti a periodi anteriori al 2018. Nella sezione riferita agli acquisti di beni viene precisato che sono esclusi dall’obbligo di comunicare negli elenchi INTRASTAT tutte le operazioni di acquisto di beni i cui beni non entrano nel territorio italiano

(Esempio: operazione triangolare in cui il soggetto passivo italiano è il promotore).

Si specifica infine che restano ferme, ove compatibili, le disposizioni della Determinazione n. 22778 del 22 febbraio 2010 e quelle del Decreto 22 febbraio 2010, salve chiaramente le semplificazioni previste dallo stesso provvedimento. 

L’Agenzia delle Dogane, con Comunicazione del 20 febbraio 2018 n. 18558, descrive le novità legate alla presentazione dei modelli INTRASTAT a decorrere dall'anno di imposta 2018, rilevando che:

-          Scambio di energia elettrica: l’indicazione delle relative operazioni commerciali nei Modelli INTRA (riferiti sia alle cessioni che agli acquisti intraunionali) non è più richiesta;

-          Elenchi riepilogativi relativi alle cessioni di beni (modelli INTRA-1 bis): a partire dai dati di gennaio 2018, l’indicazione dei dati statistici è facoltativa anche per i soggetti che sono tenuti, ai fini fiscali, alla presentazione di detti elenchi con cadenza mensile (art. 2, c. 1, lett. b) ma che non sono altrettanto tenuti alla loro compilazione ai fini statistici; permane l’obbligo per i soggetti individuati dall’art. 6, c. 4, del Decreto del MEF del 22 febbraio 2010 di indicare nei suddetti elenchi riepilogativi anche i dati relativi al valore statistico, alle condizioni di consegna ed al modo di trasporto delle merci;

-          Elenchi riepilogativi relativi agli acquisti di beni (modelli INTRA-2 bis): tutte le informazioni ivi contenute sono rese per finalità statistiche e devono essere obbligatoriamente fornite, su base mensile, dai soggetti individuati dall’articolo 2.1 della citata Determinazione prot. n. 194409 del 25 settembre 2017, ovvero qualora l’ammontare totale trimestrale delle prestazioni di servizi di cui all’art. 7-ter del DPR. n. 633/1972, acquisite presso soggetti passivi stabiliti in altro Stato membro dell’UE, sia stato, per almeno uno dei quattro trimestri precedenti, uguale o superiore a 100.000 euro; la presentazione del Modello INTRA-2 quater resta, tuttavia, facoltativa per tutti i restanti soggetti IVA, sia su base mensile che trimestrale.

 

Soggetti obbligati

 

I soggetti obbligati alla presentazione degli elenchi riepilogativi sono:

  • contribuenti soggetti IVA (imprese, artisti e professionisti) stabiliti in Italia e le stabili organizzazioni in Italia di soggetti stabiliti all’estero, limitatamente alle operazioni da esse rese o ricevute, che effettuano cessioni o acquisti intracomunitari di beni e prestazioni di servizi, rese a o ricevute da soggetti passivi stabiliti in altri Paesi comunitari e l’imposta sia dovuta nello Stato membro in cui è stabilito il committente;
  • gli Enti, le associazioni e le altre organizzazioni elencate nell’art. 7-ter, comma 2, lett. b) e c), D.P.R. n. 633/1972, anche per le operazioni riferite alla propria attività istituzionale.

In evidenza: Soggetti in regime forfetario

I soggetti in regime forfetario ex L. 190/2014 sono tenuti alla compilazione dei modelli INTRA con esclusivo riferimento (circ. 10/E/2016):

-          alle prestazioni di servizi rese e ricevute nei confronti di soggetti passivi IVA stabiliti in un altro Stato dell'Unione Europea;

-          agli acquisti intracomunitari di beni di cui all'art. 38 del DL 331/93, nelle ipotesi in cui i soggetti in argomento abbiano effettuato, nell'anno solare precedente, acquisti intracomunitari per un ammontare superiore alla soglia di 10.000 euro fissata dall'art. 38 co. 5 lett. c) del DL 331/93, ovvero laddove, pur non avendo superato tale soglia, abbiano optato per l'applicazione dell'imposta in Italia ai sensi dell'art. 38. co. 6 del DL 331/93.

Tali chiarimenti vanno coordinati con le nuove regole di presentazione degli elenchi riepilogativi in vigore a partire dal 2018. Infatti, a decorrere da tale anno, l'obbligo di presentazione dei modelli relativi agli acquisti intracomunitari di beni e alle prestazioni di servizi ricevute da soggetti UE deve essere verificato facendo riferimento alle nuove soglie individuate con provv. Agenzia delle Entrate 25.9.2017 n. 194409.

 

L’Agenzia delle Entrate ha altresì precisato (FAQ del n. 25 pubblicata il 27 novembre 2018) che nonostante l’introduzione della fatturazione elettronica a partire dal prossimo 1° gennaio 2019, per le cessioni in ambito comunitario resta obbligatoria la presentazione del modello INTRA, anche se il fornitore italiano emette la fattura con indicazione della sigla XXXXXXX, in quanto destinatario non residente (al fine di evitare l’adempimento di cui all’articolo 1, comma 3bis, del d.Lgs. n. 127/15, cd esterometro).

Periodicità e presentazione degli elenchi

 

Le disposizioni in vigore dal 1° gennaio 2010, hanno soppresso la possibilità di presentare gli elenchi riepilogativi con periodicità annuale. Infatti, da quella data gli elenchi INTRA devono essere presentati con cadenza mensile o trimestrale, se nei quattro trimestri precedenti, per ogni categoria di operazioni (cessioni e prestazioni di servizi rese o acquisti e prestazioni di servizi ricevute), l’ammontare delle stesse non supera l’importo di euro 50.000.

 

Si ricorda, come già detto precedentemente, che il Provv. prot. n. 194409/2017 ha previsto l’abolizione dei modelli INTRA trimestrali relativi agli acquisti di beni e servizi a partire dal 1 gennaio 2018 oltrechè l’innalzamento delle soglie dell’ammontare delle operazioni da 50.000 euro a 200.000 euro trimestrali per gli acquisti di beni, e da 50.000 euro a 100.000 euro trimestrali per gli acquisti di servizi. Per gli elenchi relativi alle cessioni di beni e servizi non sono previste modifiche alle regole.

Le singole categorie di operazioni (ad esempio cessioni e prestazioni di servizi rese) vanno considerate separatamente, ma il superamento della soglia per una di esse comporta la periodicità mensile per tutte e due le categorie.

 

I soggetti che sono tenuti alla presentazione di un elenco riepilogativo con periodicità trimestrale possono comunque optare per la presentazione mensile, che sarà vincolante per l’intero anno solare.

 

Nel caso di inizio attività, la periodicità è rapportata all’ammontare degli scambi che gli operatori presumono di effettuare determinati su base oggettiva.

Eventuali cessioni verso la Repubblica di San Marino non concorrono al volume degli scambi rilevante per la periodicità degli elenchi INTRASTAT.

 

I modelli INTRA vanno presentati:

  • entro il 25 del mese successivo per soggetti con periodicità mensile;
  • entro il 25 del mese successivo al trimestre per i soggetti con periodicità trimestrale.

 

 

Modalità di presentazione e delega

 

Per le operazioni riferite a periodi che decorrono dal 1° gennaio 2010, la presentazione degli elenchi INTRASTAT è obbligatoriamente per via telematica mediante utilizzo del Servizio Telematico Doganale, le cui modalità tecniche ed operative sono contenute nel Provvedimento del Direttore Agenzia delle Dogane, 22 febbraio 2010, Protocollo n. 22778/RU.

 

A tal fine, i soggetti tenuti alla presentazione degli elenchi riepilogativi devono richiedere all’Agenzia delle Dogane, qualora non ne siano già in possesso, l’autorizzazione all’utilizzo del Servizio Telematico Doganale (Electronic Date Interchange). E’ comunque possibile l’invio attraverso il canale telematico dell’Agenzia delle Entrate.

 

In evidenza: Intrastat non trasmesso configura evasione fiscale per il nuovo amministratore

La sentenza del 13 dicembre 2017 n. 55482 della Corte di Cassazione ha stabilito che se il nuovo amministratore non si accerta dell’avvenuta e corretta trasmissione del modello INTRASTAT, risponde di evasione fiscale.

La Cassazione ha, così, respinto il ricorso, evidenziando come non sussista alcun elemento di difesa valido. «Correttamente – hanno affermato i giudici di legittimità – la sentenza impugnata ritiene sussistente l’elemento psicologico del reato, dal momento che l’imputato, con l’accettazione della carica di amministratore, ha avuto contezza delle obbligazioni, anche tributarie, da adempiere e della situazione economica complessiva della società». Inoltre, perché sia configurato l’elemento psicologico del reato, inoltre, basta il dolo generico, con la conseguenza che, per la commissione del reato, è sufficiente la coscienza e la volontà di non versare all’Erario l’imposta sul valore aggiunto legalmente dovuta. Dunque, l’assunzione della carica di amministratore comporta anche la verifica della contabilità, dei bilanci e delle ultime dichiarazioni dei redditi: «per cui, qualora ciò non accada, è evidente che chi sceglie di assumere la carica si espone volontariamente a tutte le conseguenze che possono derivare da pregresse inadempienze». 

 

Delega

L’art. 2 del Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Dogane 22 febbraio 2010, n. 22778/RU, prevede che "i soggetti obbligati alla presentazione degli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie […] possono delegare, mediante apposita procura, terzi soggetti alla sottoscrizione degli elenchi medesimi, ferma restando la loro responsabilità in materia".

 

Il conferimento della delega deve essere:

  • comunicato dal soggetto obbligato ai competenti uffici doganali in forma scritta, con autenticazione della sottoscrizione del delegante;
  • notificato all’Ufficio doganale dallo stesso soggetto delegato, mediante una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

 

La comunicazione in forma scritta non è richiesta se la delega viene conferita a spedizionieri doganali che risultano iscritti al relativo albo professionale da almeno 3 anni, ai centri di assistenza doganale (CAD), ai centri autorizzati di assistenza fiscale (CAF).

La delega non è necessaria nel caso in cui il soggetto obbligato incarichi della sottoscrizione un suo dipendente.

soggetti delegati devono indicare negli elenchi il proprio numero di partita IVA

 

I modelli e la loro struttura

 

Gli elenchi riepilogativi INTRA da utilizzare a partire dall’anno 2010, sono stati approvati con Determinazione del Direttore dell’Agenzia delle Dogane 22 febbraio 2010, n. 22778.

 

Essi sono suddivisi in:

  • modello INTRA 1 relativo alle cessioni intracomunitarie di beni e servizi resi;
  • modello INTRA 2 relativo agli acquisti intracomunitari di beni e servizi ricevuti.

 

Ciascuno di essi è composto da quattro sezioni, precedute dal frontespizio (esemplare base) nel quale vanno indicati il periodo di riferimento delle operazioni, i dati del soggetto obbligato o delegato alla presentazione ed i dati riassuntivi dell’elenco.

  • sezione 1 (esemplare bis): contiene la descrizione analitica delle cessioni (o degli acquisti) di beni effettuate nel periodo di riferimento. Tali dati hanno natura sia fiscale che statistica (da presentare in modalità semplificata, vedi Provv. prot. n. 194409/2017, a decorrere dal 1° gennaio 2018);
  • sezione 2 (esemplare ter): riguarda le variazioni rettificative, sia di imponibile che di valore statistico, delle sezioni bis precedentemente presentate;
  • sezione 3 (esemplare quater): è relativa ai servizi resi o ricevuti registrati nel periodo (da presentare in modalità semplificata, vedi Provv. prot. n. 194409/2017, a decorrere dal 1° gennaio 2018);
  • sezione 4 (esemplare quinquies): riguarda le rettifiche su servizi resi o ricevuti in periodi precedenti.

Contenuto degli elenchi

 

dati da indicare negli elenchi riepilogativi delle cessioni, prestazioni e acquisti comunitari devono riferirsi alle operazioni registrate o da registrare, con riferimento al mese di ricevimento della fattura, per gli acquisti di beni, o alla data di emissione della fattura (per le cessioni di beni e le prestazioni rese).

 

In assenza di operazioni nel periodo di riferimento, gli elenchi non devono essere presentati.

 

 

Parte fiscale

 

I contribuenti che presentano gli elenchi con cadenza mensile, devono fornire sia informazioni fiscali sia quelle statistiche. Al contrario, coloro che presentano gli elenchi con cadenza trimestrale devono fornire soltanto i dati fiscali.

Nel modello INTRA 1bis, le informazioni di natura fiscale sono contenute nelle colonne da 1 a 6, nel modello INTRA 2bis nelle colonne da 1 a 7. In questa sezione devono essere indicate le operazioni intracomunitarie ed i servizi scambiati con altri soggetti passivi comunitari registrati o soggetti a registrazione ai fini dell’IVA, nel periodo o trimestre di riferimento, aventi ad oggetto beni originari degli Stati membri della Comunità e quelli provenienti da Paesi terzi che si trovano in libera pratica nella Comunità.

Per quanto riguarda le cessioni e gli acquisti intracomunitari per i quali, anteriormente alla consegna o spedizione dei beni, sia stata emessa fattura o pagato in tutto o in parte il corrispettivo, devono essere comprese negli elenchi con riferimento al periodo nel corso del quale è stata eseguita la consegna o la spedizione dei beni per l’ammontare complessivo delle operazioni stesse.

 

 

Parte statistica

 

Nel modello INTRA 1bis le informazioni di natura fiscale sono contenute nelle colonne 1 e da 5 a 13, nel modello INTRA 2bis nelle colonne 1 e da 6 a 15.

 

L'art. 6, co. 2, D.M. 22 febbraio 2010, stabilisce che i soggetti obbligati alla sezione statistica degli elenchi, devono riepilogare i servizi di lavorazione, le cessioni di energia e di gas, e dal 2010, le merci scambiate come soccorsi d’urgenza alle regioni sinistrate e le cessioni a privati di mezzi di trasporto nuovi.

La compilazione del valore statistico delle condizioni di consegna e del modo di trasporto, dettatati dal comma 4 del citato art. 6, è obbligatoria solo se nell’anno precedente il volume delle cessioni o degli acquisti intracomunitari è stato superiore ad euro 20.000.000.

L'intervento del Decreto Semplificazioni e le novità del Decreto 193/2016

 

Il Decreto Legislativo 21 novembre 2014, n. 175 (Decreto Semplificazioni), all’articolo 23, prevede che con un Provvedimento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, di concerto con il Direttore dell’Agenzia delle Entrate e d’intesa con l’ISTAT, da emanarsi entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del Decreto citato (13 dicembre 2014), saranno previste modifiche al contenuto degli elenchi riepilogativi relativi alle prestazioni di servizi generiche rese a soggetti passivi stabiliti in un altro Stato membro dell’UE e quelle da questi ultimi ricevute, diverse da quelle di cui agli artt. 7-quater e 7-quinquies, D.P.R. n. 633/1972, al fine di adeguarsi agli standard degli altri Paesi europei.

 

Tale determinazione, la n. 18978 del 19 febbraio 2015, è stata pubblicata sul sito internet ufficiale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli il 20 febbraio 2015, e le disposizioni in essa contenute si applicano agli elenchi riepilogativi aventi periodi di riferimento decorrenti dal 1° gennaio 2015.

 

Tali modifiche, consistono in una riduzione del contenuto informativo dei modelli INTRASTAT, in particolare INTRA1-quater, INTRA1-quinquies, INTRA2-quater, INTRA2-quinquies, relativamente a:

  • numeri di identificazione IVA delle controparti;
  • valore totale delle transazioni;
  • codice identificativo del tipo di prestazione resa o ricevuta;
  • paese di pagamento.

 

In conseguenza a tali variazioni, sarà automaticamente abrogato l’obbligo di indicare altre informazioni, quali:

  • il numero della fattura;
  • la data della fattura;
  • le modalità di incasso o pagamento dei corrispettivi;
  • le modalità di erogazione del servizio.

 

Ulteriori semplificazioni sono state previste con il D. L. 193/2016, poi riviste con il D. L. 244/2016, Decreto Milleproroghe e infine perfezionate con il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, delle Dogane e Monopoli e Istat prot. n. 194409/2017. Si rimanda al paragrafo introduttivo per gli approfondimenti delle modifiche apportate, riguardanti esclusivamente gli elenchi degli acquisti intracomunitari di beni e servizi, non anche quelli delle cessioni.

Sanzioni e ravvedimento operoso

 

Sanzioni per violazioni di natura fiscale

 

L’art. 11, comma 4, D.Lgs. n. 471/1997, prevede che l’omessa presentazione degli elenchi ovvero la loro incompleta, inesatta o irregolare compilazione sono punite con la sanzione da euro 500 ad euro 1.000, per ciascuno di essi.

 

La sanzione, quindi, si applica per ciascun elenco omesso ovvero irregolare, indipendentemente dal numero di irregolarità o inesattezze.

La sanzione è ridotta della metà in caso di presentazione nel termine di 30 giorni dalla richiesta inviata dagli uffici abilitati a riceverla o incaricati del loro controllo.

La sanzione non si applica se i dati mancanti o inesatti vengono integrati o corretti anche a seguito di richiesta.

 

Al di fuori dei casi in cui la norma citata prevede la riduzione della sanzione alla metà o la non applicazione della sanzione, il contribuente può regolarizzare le eventuali violazioni commesse mediante ricorso al ravvedimento operoso, ai sensi dell’art. 13, D. Lgs. n. 472/1997.

In particolare la Risoluzione n. 20/E/2005 precisa che il contribuente può avvalersi della riduzione della sanzione ad un ottavo del minimo se regolarizza gli errori e le omissioni entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione (art. 13, comma 1, lett. b)).

La sanzione pari a 64 euro andrà pagata tramite F24 utilizzando il codice tributo 8911

 

 

 

Sanzioni per violazioni di natura statistica

 

Il Decreto Semplificazioni ha modificato il regime sanzionatorio delle violazioni di natura statistica, ossia ne ha delimitato l’applicazione alle sole imprese che pongono in essere scambi commerciali per un ammontare superiore a euro 750.000.

 

La sanzione (da 516 a 5.164 euro) sarà applicabile una volta sola per elenco, indipendentemente dagli errori o omissioni contenuti in esso (Circolare n. 31/E/2014).

 

Per le violazioni di dati statistici non è previsto il ravvedimento operoso in quanto non rappresentano violazioni tributarie, quindi la società che corregge spontaneamente i dati degli elenchi inviati non si vedrà applicata nessuna sanzione.

Fac-simile Elenchi INTRASTAT

 

 

Elenchi INTRA 12

 

Il modello INTRA 12 (introdotto dal Provvedimento n. 59225/E/2010) è utilizzato:

  • dagli enti non commerciali titolari di partita IVA, per le attività inerenti alla sfera istituzionale;
  • dalle imprese agricole in regime di esonero.

 

E’ utilizzato per comunicare all’Agenzia delle Entrate:

  • l’ammontare degli acquisti intracomunitari di beni, degli acquisti di beni e servizi da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato;
  • le operazioni assoggettate al meccanismo di reverse charge;
  • l’ammontare dell’imposta;
  • gli estremi del relativo versamento.

 

Il modello INTRA 12 deve essere presentato nel caso in cui si verificasse una delle due condizioni:

  • ammontare degli acquisti superiore a 10 mila euro;
  • l’ente ha optato l’applicazione dell’imposta in Italia.

 

L’obiettivo del modello, quindi, è quello di segnalare all’Agenzia il compimento di queste operazioni da parte di soggetti non tenuti ai normali adempimenti IVA. La presentazione va effettuata entro la fine di ciascun mese, indicando, però, l’ammontare degli acquisti effettuati nel secondo mese precedente, ossia se gli acquisti vengono fatti nel mese di aprile, il contribuente presenterà il relativo modello entro il 30 giugno.

 

 

Per adeguare il modello alle più recenti normative, il Provvedimento n. 110450/E/2015 ha approvato una nuova versione dell’INTRA 12, utilizzabile a partire dal 1° ottobre 2015.

 

 

 

 

Elenco INTRA 13

 

I contribuenti che non sono soggetti passivi IVA devono comunicare all’Agenzia delle Entrate (Provvedimento n. 59225/E/2010) l’intenzione di effettuare acquisti intracomunitari di beni soggetti ad imposta, fino al raggiungimento del limite di euro 10 mila.

 

La comunicazione va fatta prima dell’acquisto e deve riguardare:

  • l’ammontare dell’acquisto;
  • l’ammontare complessivo degli acquisti effettuati nell’anno.

 

 

Modello INTRA 13

 

 

 

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