Bussola

Crediti d'imposta e imposte pagate all'estero

Sommario

Inquadramento | Compilazione del quadro CR del Modello Unico | La sezione I-A | Sezione I-B | Quadro CE del Modello Unico: struttura e contenuti | I “chiarimenti” della Circolare n. 9/E dell’Agenzia delle Entrate | Riferimenti |

 

L’ordinamento fiscale italiano ha adottato il credito d’imposta (cosiddetto “foreign tax credit”) sui redditi prodotti all’estero dai propri residenti, attualmente regolato dall’art. 165 del T.U.I.R, inserito dal D.lgs. 12 dicembre 2003, n. 344, nel Titolo III, Capo II, dedicato alle “Disposizioni relative ai redditi prodotti all’estero ed ai rapporti internazionali”, applicabile a tutti i soggetti IRPEF e IRES. Secondo l’art. 165, comma 1, del T.U.I.R., “se alla formazione del reddito complessivo concorrono redditi prodotti all'estero, le imposte ivi pagate a titolo definitivo su tali redditi sono ammesse in detrazione dall'imposta netta dovuta fino alla concorrenza della quota d'imposta corrispondente al rapporto tra i redditi prodotti all'estero ed il reddito complessivo al netto delle perdite di precedenti periodi d'imposta ammesse in diminuzione”. Dopo aver stabilito che “I redditi si considerano prodotti all'estero sulla base di criteri reciproci a quelli previsti dall'art. 23 per individuare quelli prodotti nel territorio dello Stato” (comma 2) e che “Se concorrono redditi prodotti in più Stati esteri, la detrazione si applica separatamente per ciascuno Stato” (comma 3), l’art. 165 detta nei commi successivi le modalità di utilizzo del credito stesso.

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